6.11.07

Il Nemico e Vero Amore restano a casa.


Lui si guarda nello specchio dandosi una controllata. Come al solito si fa schifo e vorrebbe scoparsi al tempo stesso.
Quasi due metri di pallida magrezza e austera anatomia avvolti da una pelle giallognola e fluorescente. Vistose cicatrici chirurgiche che gli solcano il torace, la schiena e il fianco destro, alcuni tatuaggi pacchiani e battuti male su spalle e braccia. Guance scavate, mento sfuggente, barbetta sporadica e incolta. A dominare il centrocampo della sua faccia un naso adunco e un paio d'occhi scuri dallo sguardo vivace quanto quello di un Concorde dell'Air France. Una zazzera di capelli castani, lunghi e boccolosi a esacerbare il suo fascino magnetico, degno di un incidente d'auto.

Oggi è proprio in gran forma.

Lei invece è un disastro.
Tette sode, pelle liscia che odora di vaniglia, un sedere rotondo e non ancora troppo abusato, cosce toniche, zigomi alti da diva d'altri tempi incorniciati da capelli color miele dalla naturale messa in piega. Un banalissima venere in formato tascabile, di quelle che si possono trovare in ogni libro di Spillane o -a essere proprio generosi- di Chandler.

«Siamo una coppia bellissima», dice lei.
«Decente. Tu mi abbassi la media».
«Mi porti al cinema questa sera?»
«Pensavo di farti il culo, piuttosto».
«Adesso o dopo?»
«Dopo».

Lui si accende una sigaretta e si allunga sul divano per controllare la posta dal suo portatile. Lei si accoccola ai suoi piedi e lo osserva, reggendogli il posacenere.

Filo spinato e collane di perle.
E per cena, schiaffi e vetri rotti.

E' sabato sera e Il Nemico e Vero Amore restano a casa.