23.11.07

La mente dietro la grata.

Martedì scorso sono tornato alla mio dojo.
Che è come dire che sono tornato alla palestra dove praticavo kendo.
Da dopo l'emorragia ci sono capitato di rado perché il kendo mi manca (e tanto) e il fatto di non poterlo più praticare mi mette tristezza.
Non tanto per l'attività fisica in quanto tale e neanche per il gusto di giocare a fare il samurai un paio di volte a settimana.
Quello che mi manca del kendo è la sintesi.
Il gesto nel kendo è il punto d'arrivo di un percorso evolutivo volto alla massima efficienza funzionale.
Nulla è lezioso nella via della spada, nulla è superfluo.
Il kendoka perfetto porta sul parquet solo quello che gli serve. Tutto il resto è zavorra di cui si è liberato in precedenza.

I movimenti nel kendo sono relativamente pochi visto che, sostanzialmente, esistono solo quattro tipi di attacco:
alla testa, all'addome, alla gola e al braccio più avanzato dell'avversario.
Eppure, è proprio questa parsimonia di gesti che rende il kendo tanto difficile da praticare bene e tanto utile sul piano della crescita personale.
Gli esercizi nel kendo si basano sulla ripetizione ossessiva dei pochi movimenti a disposizione.
Si tirano trecento colpi alla testa, dritti e frontali.
Poi se ne tirano altri trecento.
E poi trecento ancora.
Giorno dopo giorno.
Allenamento dopo allenamento.
Fino a quando ogni impercettibile gesto non necessario, ogni sporcizia nella postura, ogni esitazione o rigidità, viene bandito e il pensiero e l'azione diventano la stessa cosa.
Automatismo indipendente dal pensiero.
Il corpo al pieno servizio della volontà.

Non c'è modo di mentire dietro la grata di un men ("l'elmo" dell'armatura da kendoka).
Dietro quella maschera ci siamo soltanto noi e tutto quello che ci portiamo appresso. Se il nostro bagaglio non ci aiuta, ci rallenta.
L'avversario non è quello che abbiamo davanti ma quello che alberga nella nostra testa.

Il kendo non ci racconta cazzate e spesso dice cose che non ci piacerebbe sentire sul nostro conto.
La via della spada è la via verso la verità.
E dio santo se avrei bisogno di imboccarla di nuovo.

37 commenti:

Avion ha detto...

Non voglio sminuire il kendo, ma è così in tutte le arti marziali, se praticate seriamente.

RRobe ha detto...

Lo so.
Ma io il kndo ho praticato :dunno:

RRobe ha detto...

Che poi non è neanche verissimo: alcune arti marziali sono leziose.
La spada cinese è insopportabile.
La capoeira non è funzioanle.
E via dicendo.

Mirko ha detto...

La Capoeira ti permette di avere un contatto tribale con la realtà! Non sminuirla! Però da ocme lo racconti... il kendo deve essere tanta roba!

RRobe ha detto...

La capoeira mi piace.
Però non ha quell'aspetto di funzionalità essenziale che mi affascina di altre arti marziali.

MarcoS. ha detto...

io ho praticato per anni muay thai e per un periodo anche sambo. e devo essere sincero anche a me manca quello stato che mi portava il praticare tale discipline.
ultimamente vorrei iniziare a fare kendo ma temo i costi. per curiosità per poter cominciare ad allenarsi cosa si è obbligati ad acquistare da subito. e che costi anno?

RRobe ha detto...

Da subito niente.
Poi ti serviranno prima di tutto lo shinai (la spada in bambù) e il boken (la spada in legno). Se li prendi economici (e è meglio prenderli economici all'inizio), spendi al massimo una cinquantina d'euro.
Poi servono hakama e keiko-gi (la "casacca").
E, all'incirca dopo 5-6 mesi, l'armatura.
Quella, se te la fai nuova, costa.
Almeno un 500-600 euro.

MarcoS. ha detto...

ok grazie ma le due spade che differenza hanno? una e per gli allenamenti e l'altra per le gare?

RRobe ha detto...

No. Lo shinai è la spada del kendo vera e propria... il boken serve per i kata.

Xaxa ha detto...

io ho praticato il jeet kune do e non è leziosa..forse è una delle arti marziali più dirette... volevo provare con la "nova scrimia"...che ne pensi??

Adriano ha detto...

Io il Kendo lo adoro.
Purtroppo i giorni di lezione di Kendo sono in contemporanea a quelli di Karate, che pratico da 18 anni.
Peccato davvero, anche per chè il M° è veramente bravo.
Porca miseria.

Adriano ha detto...

Per essere più precisi lo Shinai è la spada di bambu mentre il Bokken (letteralmente bastone di legno) è una Katana (un maestro di spada Giapponese ci disse che Katana è maschile, quindi UN Katana) fatta di ciliegio, e che comunque ha un potenzioale mortale, il leggendario Miamoto Musashi vinse il suo primo scontro uccidendo il suo avversario prorpio con un Bokken.

Willy ha detto...

So di non rivelarti nulla perché ne hai parlato anche su JD, ma se ho capito bene il senso del tuo post lo Shodo non potrebbe essere un'alternativa?
Il principio alla base è lo stesso, come tutte le 'vie' giapponesi, e la dimensione fisica è altrettanto importante. Immagino che a Roma sia possibile anche seguire dei corsi.

RRobe ha detto...

Sto pensando seriamente di dedicarmi al Kyudo.
Comunque hai ragione, i principi dello shodo sono gli stessi.

Adriano ha detto...

Fico l' arco da guerra Giapponese.
Ma preferisco il Kendo.

Willy ha detto...

Il kyudo è sempre stato un mio sogno proibito. Purtroppo è quasi impossibile trovare dei centri dove praticarlo seriamente. Anzi se hai qualche dritta valida in proposito, un post sull'argomento mi tornerebbe utile. Grazie in anticipo

RRobe ha detto...

Mi sto interessando adesso.
C'è un centro a Trigoria dove mi dicono che lo fanno seriamente, 4 volte al mese.
Vado a vedere e ti faccio sapere.

rae ha detto...

se ti accontenti dell usato, l armatura si trova anche a meno

io l ho pagata 250 euro

Willy ha detto...

ottimo, grazie ancora.

MarcoS. ha detto...

sentite dato che praticanti ce ne sono molti di kendo qui, io ne ho trovata una vicino a dove abito in circonvalazione gianicolense ovviamente a roma...se qualcuno la conosce mi fa sapere com'è? o se ce ne una buona in zona

RRobe ha detto...

Io il dojo che conosco bene è quello a centocello (lo Shudokan). Attento ai dojo romani che un paio sono "neri" come la pece (nel senso politico).

MarcoS. ha detto...

il che è abbastanza logico, dato che il culto delle arti marziali è più facile che attiri persone di quel lato. essendo apolitico cerchero di valuare bene. cmq grazie dell'informazione

Adriano ha detto...

Fo pubblicità pure io, tiè!
All' axa al cast, in piazza Eschilo, c'è il M° Bassoli.
Ho avuto modo di conoscerlo e devo dire che è una gran brava persona, mi piace la dialettica, l' umiltà con cui si pone sopratutto con chi non ci capisce una mazza di Kendo (io, ndr), posto il link per vedere una dimostrazione fatta quest' anno a Ostia.

http://www.yoshokan.it/files/news/250407/250407kendo.wmv

Adriano ha detto...

Sorry
http://www.yoshokan.it/files/news/
250407/250407kendo.wmv

GiO ha detto...

Posso spammare un po' sul kendo?

Dei dojo di roma quello di Bassoli ha tirato fuori recentemente il campione nazionale juniores.
Poi ci sono il KendoClubRoma e lo Shudokan.

Io pratico kendo da due anni (e la sorpresa di trovarlo su JD è stata bellissima), mi trovo in totale acccordo con te RRobe...le cose più belle del kendo sono la semplicità e il fatto che non puoi mentire...quando fai kendo viene fuori esattamente come sei...che piaccia o meno!

ps: qualche menata da rompiballe... non si fa kendo sul tatami ma sul parquet ;) poi c'è anche il colpo alla gola (tsuki) oltre al men (testa), do(ventre), kote(polso).

RRobe ha detto...

Vero, si vede che son due anni che non pratico. Sistemo.

Adriano ha detto...

Tatami nelle AM è inteso come superfice dove si pratica.
Magari sarà incorretto in Giapponese stretto, ma in una palestra che non abbia il Parquette rialazato rispetto al resto della sala ci serve ad identificare lo spazio dove pratichiamo e quella dove facciamo anche le altre cose.

Adriano ha detto...

Tra l' altro il Figlio di Bassoli è una jena che la metà basta, un bell' atleta davvero.

RRobe ha detto...

Certo che fare kendo senza un parquet rialzato significa volersi male, eh?

Adriano ha detto...

Certo che fare kendo senza un parquet rialzato significa volersi male, eh?
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Che era, una battuta o mi sono espresso male io?

RRobe ha detto...

No, no... è proprio che quando mi è capitato di andare in qualche altra palestra e mi sono ritrovato su un canonico tatami per poco non mi spezzavo il piede destro.

Adriano ha detto...

chi è abituato al parquette si trova male sul Tatami, ma pure chi è abituato al Tatami poi sul duro ha problemi, escono le vesciche reali di Dio!

GiO ha detto...

Io di solito mi alleno su un parquet finto (assi di legno su cemento) ... non è un bel godere! Quando vado su un vero parquet invece è favoloso!
Ad ogni modo la cosa che più odio è quel dannatissimo linoleum...il diavolo se lo porti!!

Rrobe un'arte marziale che consigliano a tutti i kendoki è lo Iaido... io l'ho fatta un anno, poi ho smesso, adesso ho ricominciato...sto rimpiangendo l'hanno che ho perso ;)

GiO ha detto...

Si il figlio di bassoli è davvero forte...guardatelo qui contro Pezzo (un altro genio del kendo)

Raul ha detto...

il kendo è figo inteso come o meditazione o come sport (ovvero combattimento) ma lo trovo abbastanza palloso (con tutto il rispetto).

Non impari a usare un'arma seriamente e non sei estremamente limitato nel confronto da rigidissime regole.

Come allenamento mentale ottimo senza dubbio, ma trovo molto più affascinante il kenjutsu a livello di coinvolgimento e di utilità, anche se meno "raffinato" ed estetico.

Melissa ha detto...

posso capire che ti manchi il kendo, io non ho potuto frequentare il mio dojo per un anno a causa del lavoro e quando ho ricominciato quest'anno mi ha sorriso il cuore!
è così, dietro all'armatura affrontiamo noi stessi e per me è un bisogno continuo...

Antares ha detto...

non mi sono mai cimentato con un'arte marziale, le trovo troppo individualiste. A livello competitivo sono più un'animale di gruppo e perciò faccio calcio.
Però capisco chi pratica le arti marziali per motivi come quello citato da Melissa, io per lo stesso motivo faccio sub e quello che provo sott'acqua non lo provo da nessun'altra parte!