27.11.07

Pop Art! 1956-1968

Mostra dedicata alla pop art alle scuderie del Quirinale dal 26 ottobre al 27 gennaio.

Che dire?
Caruccia.

Questa mostra, specie se confrontata con quella messa in piedi parecchi anni fa (ma davvero parecchi) alla Galleria dell'Arte Moderna di Roma, è davvero poca cosa.
Intendiamoci, quelle due robe imprescindibili ci sono e ci trovate anche qualche spigolatura gradevole... ma sostanzialmente ci troviamo di fronte a una roba che è poco di più di un volantino patinato.
L'esposizione si compone di una cinquantina d'autori per un centinaio d'opere (di cui parecchie di scarso interesse), diluite in 10 salette poste nelle scuderie del Quirinale (la cui funzione originale non è andata persa nel tempo, visto che l'odore che permea le sale indica chiaramente la presenza di nobili equini, e di meno nobili escrementi, nelle vicinanze).
La mostra apre in grande stile, sparando subito le cartucce migliori, gli autori più noti e le opere più popolari, per poi spegnersi mestamente in derive marginali (condividendo così il destino della pop art stessa, in fondo).

Il percorso non offre particolari spunti critici o riflessioni inedite e si risolve come uno sguardo superficiale e, oltretutto, poco esaustivo a una corrente artistica che ha echi profondi ancora oggi.
Una esposizione pensata in funzione dello spettatore distratto e con poco tempo da perdere, che ci va per poter dire di esserci andato ma a cui, alla fin fine, non frega più di tanto

Andy Warhol, Roy Lichtenstein, Robert Rauschenberg, Ray Johnson, Richard Hamilton, Peter Blake ,Robert Indiana, Peter Phillips, Mario Schifano, Jim Dine, Claes Oldenburg ci sono tutti, ma al massimo con un pezzo o due e certe volte manco dei più significativi e comunque inseriti in un contesto leggerino e impalpabile.

Insomma... se volete vedervi una Marilyn o una Bardot da vicino, è una buona occasione, ma non aspettatevi nulla di speciale.
La pop art è parecchio di più e di meglio di quanto messo in esposizione da questa mostra.