22.12.07

Domanda...


L'usanza delle strenne ci viene dalla Roma pagana di Romolo. Il primo re di Roma aveva fatto costruire le mura attorno alla città da lui fondata. In segno di gioia e di prosperità i suoi amici gli offrirono un gran fascio di rami verdi, tagliati dal vicino bosco dedicato a Strenia, la dea della potenza e della fortuna.
Commosso per l'omaggio, Romolo volle che il gesto augurale venisse rinnovato ogni anno nel giorno anniversario della fondazione di Roma. Col tempo questa usanza perdette il carattere ufficiale e si diffuse fra i cittadini, che specialmente alle calende di gennaio, cioé nel primo giorno del mese, cominciarono ad offrirsi a vicenda ramoscelli sacri di alloro e ulivo, aggiungendovi doni di fichi e mele con l'augurio che l'anno in arrivo potesse essere dolce come quei frutti. E poiché il nome della dea Strenia era sinonimo di prosperità, l'uso assunse lo stesso nome. Più tardi rami verdi, fichi e mele, vennero sostituiti con doni d'altro genere; il nome strenia venne alterato in quello di strenna e i regali
vennero offerti nel giorno della nascita di Gesù.



Ma perché, quando tutta l'editoria italiana è in fermento per la follia delle compere di natale, quella a fumetti sembra sempre entrare in letargo? Le Feltrinelli sono sotto arrembaggio da giorni e lo stesso vale per ogni libreria, mediastore e quanto altro.
Dove sono le nostre strenne?
Perché non sembra esserci una pianificazione editoriale pensata espressamente per presentare quel volumazzo a fumetti, caro e figo, che sotto le feste potrebbe essere facilmente regalato (e che magari farebbe pure piacere ricevere)?