6.12.07

Happy Family


uno spettacolo di Alessandro Genovesi
in scena all'Elfo, in via Ciro Menotti a Milano fino al 31 dicembre.


Non sono un amante del teatro "vero" (quello scritto e basta mi piace)... o perlomeno, non ci vado mai, non so un cazzo di quali sono le buone compagnie e i buoni teatri, sono pigro, odio il soffitto, odio la mancanza di inquadrature, odio le cose che non sono riproducibili sempre nella stessa maniera (tanto tempo fa mi stavano sulle palle pure i concerti, figuratevi...) e via dicendo.
Però sapete come vanno queste cose, alla fine cedi. Specie se a chiedertelo è una persona speciale che ci crede un sacco.
E così sono andato a vedere questo spettacolo di tale Alessadro Genovesi pensando di frantumarmi le palle.
Invece me lo sono goduto a pacchi, mi sono divertito e (sorpresa) quasi commosso.
Scritto bene, con intelligenza, ironia e con poche concessioni a facile sentimentalismo (ci si poteva risparmiare giusto la canzone finale che chiude lo spettacolo), ottimamente interpretato, ben diretto e con parecchie idee sceniche.
Se siete a Milano e avete una serata libera... vale la pena farci un pensierino.

p.s.
Genovesi scrive proprio bene. Sono impressionato.
Spero che oltre di a 'sta roba del teatro e mi pubblichi un libro o qualcosa di serio.

3 commenti:

Giangidoe ha detto...

Ah ah ah. Bellissima la conclusione..
In effetti anch'io ho un rapporto un pò conflittuale col teatro. Lo rispetto -e con lui gli attori- e mi mette molta soggezione, ma spesso sono seccato dalle sue pretese di ineffabilità allegorica e dal suo spirito autocelebrativo ed elitario.
Ho voluto anche farlo per qualche mese, ma a fronte di varie derive decisamente new-age degli insegnanti nonchè a continue loro manifestazioni di stoica superiorità e di retorica del siamo-poveri-ma-felici o del nessuno-ci-capisce-perchè-siamo-più-sensibili mi sono decisamente disamorato.
Ovviamente sto un pò generalizzando. Ma fra i vari amici e conoscenti che sono in quell'ambiente il trend è quello.
Beh, certo, se parliamo di "ambiente", credo che quello del cinema sia anche mooolto peggio.

Capitan Ambù ha detto...

Perchè il fumetto? Lavorativamente parlando il teatro è molto più serio dell'ambiente fumettistico. Fidatevi.

michele ha detto...

Condivido il giudizio sul teatro e su questo spettacolo. Sembra di andare a vedere un bel film ma con qualcosa in più. Anche se lo spettacolo è lungo e con molte digressioni, "scivola" via e lascia il sorriso un po' ebete di quando ci si è divertiti e commossi (un poco). Se il teatro non fosse solo commediole con vallette televisive riciclate o dialoghi pretenziosi sui massimi sistemi, molta gente lo cagherebbe di più (e infatti Happy Family sta andando molto bene). Fidatevi e fate un salto, so che l'anno prossimo girerà in tutta italia.

P.s. Il cane che parla in francese varrebbe da solo il biglietto...