10.12.07

[preview] It Came From the Desert


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Arruolarmi m’era parsa una buona idea sul momento.
I marines mi offrivano un lavoro ben pagato, l’opportunità di girare il mondo e fare carriera e l’indubbio privilegio di poter sparare a qualcuno con la benedizione dello Zio Sam.
In cambio il mio culo diventava del governo e io non dovevo fare altro che dare il meglio di me stessa, tenere la bocca chiusa e essere pronta a farmi ammazzare in nome del mio paese. Tutto sommato m’era parso un affare conveniente.
Nessuno però mi aveva parlato dei ragni.
Se avessi saputo di quelle cose, me ne sarei rimasta a Roxanne, Texas, a sprecare la mia vita un giorno via l’altro, facendomi scopare da qualche bamboccio afflitto da eiaculazione precoce, scodellando un paio di pargoli prima dei trenta e diventando una vecchia alcolizzata lungo la strada. E lo avrei fatto senza nessun rimpianto, potete starne certi.
Non che il governo avesse proprio intenzione di tirare a fregarmi, sia chiaro.
All’epoca del mio arruolamento, i pezzi grossi di Washington ne sapevano quanto me a proposito dei ragni e non c’era nessuna maniera di immaginare che una roba del genere potesse accadere, proprio nessuna. Però continuo a pensare che non sarebbe stato male se dopo l’inizio di tutta questa cazzo di storia, qualcuno fosse venuto a chiedermi se avevo davvero ancora voglia di essere un cazzo di marine del cazzo o se invece non volessi tornarmene alla mia cazzo di casa, lasciando il mio cazzo di posto a qualche altro cazzo di scemo che avesse davvero voglia di vedersela con delle bestiacce del cazzo, ricoperte di un pelo nero e ispido, grosse come cavalli, con otto zampe e carnivore.
Ma nell’esercito non è così che vanno le cose e quindi adesso non posso far altro che tenere duro, aspettare che termini il mio turno di servizio e nel frattempo far finta che non ci sia differenza tra lo sparare a un presunto fiancheggiatore di al-Qaeda mentre fugge e dovermela vedere con un mostro lanciato all’inseguimento della mia ombra a oltre venti chilometri orari e con in mente l’idea fissa di balzarmi addosso per divorarmi viva.
Questo è il corpo dei marines.
Noi siamo i pochi.
Noi siamo i fieri.
Noi siamo i fottuti.





L'inizio del mio racconto a base di insetti schifosi.