16.12.07

[RECE] La promessa dell'assassino.


Nell'indecisione tra il rientrare in ospedale o meno, ho deciso di fregarmene e trascinare il mio emaciato corpicino al cinema sotto casa per vedere l'ultima fatica di Cronenberg.
Premessa fondamentale: mai stato un fan di Cronenberg.
Aldilà di "Scanners", "Videodrome", "La Zona Morta" e "Existenze", l'ho sempre ritenuto un regista ampiamente sopravvalutato... questo fino a quel gioiello di asciuttezza e rigore che è stato "History of Violence", film che ho semplicemente adorato.

Questo "Eastern Promises" (titolo molto più sensato rispetto a quello scelto per l'edizione italiana) forse non è all'altezza dell prova precedente del regista ma rimane comunque un gran bel film.
Una regia asciutta, senza fronzoli e crudelissima, sostenuta da interpretazioni quasi tutte di alto livello (straordinario Viggo, finalmente misurato Cassel, inutile la Watts). Il film perde qualche punto sotto il punto di vista della storia che non è malaccio (anche se un poco banale nello sviluppo e nella svolta finale) ma che è servita davvero male da uno script impacciato, a tratti confuso e purtroppo retorico.
Per farla breve, un buon film che sarebbe potuto essere ottimo.

p.s.
non andate a vederlo con una donna dallo spiccato senso critico altrimenti passerete le successive due ore a discutere di valore stilistico, messaggio e percorso dei personaggi... del resto son donne. Che volete che ci capiscano di queste cose?

15 commenti:

lula ha detto...

d'ora in poi ogni volta che penserò alle ciabattine bianche di Naomi Watts o a quel bacio nauseabondo a dieci minuti dalla fine mi scorreranno giù brividi lungo la schiena come i topi nelle stive del titanic.

almeno in History of Violence c'erano delle signore scene di sesso.

porco mondo.

Randall ha detto...

C'è un uso eccessivo di splatter anche in questo film?

-harlock- ha detto...

lula: beh, UNA signora scena di sesso.
Sulle scale, poi.
Bah.
rrobe: e pensa che i "puristi" di Cronenberg considerano History of Violence poco più di una marchetta, mentre era piaciuto molto anche a me.
Poi io ho adorato anche Crash, ma in Italia dobbiamo essere tipo in tre, mi sa.

werther ha detto...

A livello di regia, stiamo là. Non vedo differenze sostanziale tra eastern e history. La storia......alla fine non si allontana troppo dallo schema precedente: tutti e due mi hanno lasciato perplesso nello svolgimento e sopratutto nel finale, stessa sensazione che per altro mi hanno lasciato miami vice e collateral, salvo restando che alla fine non riesco a fare a meno di rimirarli e anche questo ultimo film di cronemburg mi sta macerando dentro da ier sera.
Ma mi sa che io sono di bocca buona...

emo ha detto...

@harl> quattro.

@rrobe> a parte Crash, non hai menzionato Inseparabili.
E anche questo è male. Molto male.

RRobe ha detto...

Crash per me è u film interessante ma discutibilissimo.
Inseparabili me lo sono scordato, mea culpa.

RRobe ha detto...

@ Werther: no, dai.
Questo ha una trama a suo modo stratificata, History of Violence ha una trama ridotta all'osso (e per questo lo adoro).

KoTa ha detto...

Chiedo qui anche se non c'entra una ceppa col film (ma con il p.s.): potresti consigliarmi qualche libro che parli proprio del percorso del personaggio o dell'eroe in generale (o con argomenti simili)? Qualcosa alla Propp per intenderci..

MarcoS. ha detto...

per kota credo che uno dei libri di maggiore importanza sull'argomento sia il viaggio dell'eroe di vogler

RRobe ha detto...

E "L'Eroe dai Mille Volti" di Campbell.

KoTa ha detto...

Quello di Vogler l'ho visto giusto ieri sul sito della Feltrinelli e l'ho messo in lista. Prenderò anche quello di Campbell.
Grazie a entrambe

QSJesus ha detto...

@harlock
rrobe: e pensa che i "puristi" di Cronenberg considerano History of Violence poco più di una marchetta

non sono un purista, ma io di Cronemberg, c'ho visto ben poco. Come se avesse fatto di tutto per far sembrare quel film di un altro, sempre che ci sia stato davvero lui dietro la macchina da presa ...

Giangidoe ha detto...

A me piace molto Cronenberg, e "A History of violence" non l'ho ritenuto sottotono. I film che preferisco sono più o meno quelli che hai nominato, aggiungendo però alla lista "Spider" e "La mosca". In effetti, anche "Inseparabili" è molto bello..
Non vedo l'ora di guardare il suo ultimo lavoro. Quello che però mi fa storcere il naso è che la trama e le immagini intraviste sui giornali richiamano un pò troppo il ricordo e le suggestioni del film precedente (poi con lo stesso attore protagonista...).
Il rischio di sovrapposizione è reale, e un confronto col precedente è davvero ambizioso.

P.S. Com'era la mostra di Lynch? C'erano dei megaposter di Twin Peaks?

rae ha detto...

Cronenberg sta percorrendo la stessa via di Dick, Vonnegut, Gibson e tanti altri, caratterizzata dall abbandono degli estetismi della narrativa di genere per uscire dalla nicchia e arrivare alle masse.

I puristi e i veri credenti considerano questo processo uno svendersi, io credo che per un narratore l obiettivo sia arrivare al piu' grande pubblico possibile senza perdere la propria cifra stilistica. COn history of violence cronenberg è riuscito nell intento... anche se ammetto che pure a me mancano le pistole biomeccaniche asd

lula ha detto...

@harlock: due. maria bello in tenuta cheerleader.

la mostra di Lynch è virtualmente priva di accenni a twin peaks, ha poche sale, grandi quadri materici, fotografie distorte, appunti, un'installazione di salottino, qualche scultura la cui parte più interessante è ovviamente l'ombra e un'ora e mezzo di cortometraggi che fanno anche da sfondo sonoro.

a tutt'oggi è una delle cose più inquietanti e perturbanti che abbia mai visto.

imperdibili i custodi.