30.6.07

Esperienza Lisergica



Ma quanto son belli i videogiochi profondi, strutturati, con trame coinvolgenti e personaggi ben caratterizzati?
Un mucchio.
Oggi però sono andato sul market place della mia X360 e, nella sezione "Live Arcade" vedo un titolo che attira la mia attenzione:
"Pacman Champion Edition".
Ne avevo sentito parlare perché Microsoft aveva fatto l'annuncio della sua uscita in pompa magna e io ero rimasto perplesso.
Cosa cazzarola potrebbe offrirmi di nuovo Pacman? E' Pacman! Un pezzo di storia, è vero, ma vecchio come il cucco!
Tanto per scrupolo mi scarico la demo gratuita.
Lo faccio partire e mi casca la mandibola.
La grafica è del tutto rivista, all'insegna di quello stile "al neon" che caratterizza alcune delle migliori e più compulsive produzioni per il "Live Arcade" (roba come "Geometry Wars Evolved", per capirsi) la musica elettronica, ossessiva, psichedelica e martellante, lo schema di gioco del tutto rielaborato in nome della giocabilità hardcore più pura e della skill sfrenata... in poche parole, un capolavoro.
O forse è solo che sto prendendo troppi antibiotici e ho la mente offuscata.
Comunque sia, non riesco a staccarmene.

Se avete una 360, non potete perderlo (attenzione: il gioco completo costa ben 800 Microsoft points, che fanno 10 euronzoli nel mondo reale).

Nasce "M-65".

M-65
Ve lo avevo detto che avevo intenzione di rendere cristallini certi processi creativi.
Non trattenete il fiato che ce ne vorrà prima di potervi mostrare qualcosa.

p.s.
"m-65" è solo il nome del blog. Non del nuovo progetto.

29.6.07

Va bene tutto...

Va bene che sono in fissa con i primi anni '80... va bene che sono in un periodo debole... va bene che mi sto trasformando in un mollaccione sentimentale che adora i film di John Hughes...

Ma come cazzo può essere che oggi sono i fissa con i Tears For Fears e i primi due dischi di Phil Collins solista?



Il prossimo passo quale sarà? Comprarmi un best off di Elton John?

John Doe 52

Recchioni/Barletta

28.6.07

Cose andate perse.


Ci sono state un sacco di cose che mi sono piaciute poco nei commenti seguiti alla polemica Bottero/Schiavone.
Ma la cosa che mi è piaciuta di meno in senso assoluto son certi commenti che ho letto da parte di amici più che decennali, sia nei mie confronti, sia nei confronti di qualche altro amico ugualmente più che decennale. Nulla di professionale, solo questioni personali che mi hanno lasciato deluso.
E allora mi sono messo a riguardare vecchie foto, alla ricerca di quello che è andato perso.
La profonda riflessione che ne è nata è la seguente: ma come cazzo andavamo conciati 10 anni fa? L'unico che è rimasto uguale come allora è Stefano. Qualcosa vorrà pur dire, nel bene e nel male.

Bertelè, Recchioni, Leomacs, Cajelli. Lo stand era quello della scuola di fumetto di Milano.


Cajelli e Recchioni. sullo sfondo si nota Palumbo.


Sempre Cajelli e Recchioni. Lo stand era quello della Downcomix.


La Scuderi, Farinelli, Leomacs.


Leomacs e il sottoscritto. Un mucchio d'anni fa.


Cajelli.


Betta, S3keno, Bertelè nel primo stand della Factory.

Eisner che loda un albo Factory ("Simbolo" di Cajelli e Bertelè).

p.s.
Ottokin e Walter ringraziatemi: non sono riuscito a trovare delle vostre foto del periodo.

Leggo.





Leggo sempre con interesse il blog di spari d'inchiostro.
Non concordo quasi mai con quello che dice a proposito del fumetto e di cosa significa farlo, sono piuttosto lontano dai suoi gusti letterari, cinematografici e musicali... però è un fatto che sappia scrivere, che sappia costruire delle tesi e sostenerle con ragionamenti piuttosto saldi.

Leggo invece con pochissimo interesse il blog di Boris Battaglia.
Non perché Battaglia non abbia le capacità di Spari, quanto perché è un pelo troppo innamorato della sua voce e sembra credere di esplorare problematiche inedite per chi i fumetti li fa e di portare "soluzioni" che in realtà sono pura demagogia.

Ma non voglio parlare delle qualità dell'uno o dei difetti dell'altro.
Vorrei invece capire perché queste due voci che sono competenti, che hanno un reale punto di vista critico sul fumetto e hanno delle idee personali che vanno aldilà della semplice critica da supermercato che ci offre mediamente internet e la carta stampata specialistica, non cerchino (o trovino) uno spazio di maggior risalto per far sentire il loro punto di vista.

E' un problema di domanda?
Possibile che nessun sito o periodico segua questi due blog e si renda conto che di voci come queste ce n'è bisogno anche (e forse soprattutto) in spazi di maggiore visibilità?
Oppure è un problema di offerta?
Ovvero, questi due critici, che tanto spingono gli autori a prendersi le loro responsabilità, poi non vogliano prendersi il fardello di una maggiore esposizione?

Bho, io intanto ve li segnalo.
Magari li seguirete come faccio io, incazzandomi per quello che mi capita di leggere, oppure troverete delle affinità.
Comunque sia, non sarà una lettura priva di interesse.

27.6.07

Se dio esistesse, l'inferno sarebbe vuoto...


C'è un vecchio encefalitico al "Sesto L" del Gemelli che ogni notte urla:
"Questa è l'anticamera dell'inferno"

Quel vecchio ha torto. Il Sesto L non è l'anticamera di un cazzo. E' l'inferno fatto e finito.

La storia è presto detta: nuovo problema sanitario, nuovo reparto in cui infilarmi.
Addio Sesto N, che già mi sembravi tanto orribile con le tue stanze da due letti, un bagno per ogni camera e almeno 3 infermieri per turno a governare un reparto di una trentina di malati.
Benvenuto Sesto L, con la tue camerate da tre o sei letti (a me è andata bene, ero in una stanza "solamente" da tre), con due soli bagni in comune per oltre sessanta letti in un reparto che ospita anche malati infettivi e con soli due infermieri per turno, stanchi, disperati e (ovviamente) bruschi quando non sgarbati.

Al Sesto L, un letto è rimasto fermo in mezzo ad un corridoio per due giorni. La ragione per cui il letto era in mezzo al corridoio è che c'era morto qualcuno di infetto e quel letto andava portato a essere sterilizzato, ma se lo erano scordati. Su quel letto si sono seduti visitatori e altri malati per 48 ore filate.

Al Sesto L, in sette giorni che ci sono stato ricoverato, sono morte quattro persone.
Una è morta nel sonno e gli infermieri se ne sono accorti solo la mattina.

Al Sesto L, se suoni il campanello per chiamare un infermiere... nell'ottanta per cento dei casi, non viene nessuno.
L'infermiere te lo devi andar a cercare e se sei un vecchio che non si può alzare del letto, devi sperare che qualcuno lo vada a chiamare per te.
Oppure urli. Per tutta la notte.

Al Sesto L c'è un vecchio, un mostro che sembra uscito da Sin City o 300, che gira in camicione, con il culo nudo e con i sacchetti del drenaggio tenuti in una busta di plastica stretta nella mano. E' pazzo.

Al Sesto L c'è una vecchina, la moglie di un tipo ricoverato, che dorme per terra. Sotto il lavandino della camerata.

Era da più di vent'anni che non mi capitava di vedere un reparto del genere.
Per sette giorni sono stato in un ospedale che farebbe vergognare l'Africa e mi toccherà tornarci perché i dottori sono più che competenti e (sembrano) sapere quello che fanno.

Però il Gemelli spende centinaia di migliaia di Euro per costruire una specie di portico sulla sua facciata, per far cambiare le violette ogni mese e per rinfrescare una volta ogni sei mesi la sala per le conferenze stampa. Metti il caso che Ratzinger ci ripensi o che Veltroni si senta di nuovo male.

Dopo questa settimana di miserie mi è successa una cosa che credevo non mi sarebbe mai capitata:
m'è venuta voglia di scrivere a "Striscia la Notizia" e interpretare la parte del cittadino indignato.

Non credo che ne parlerò più ma dovevo sfogarmi. Scusate.

Bon, sono tornato...

Ho le palle girate, le cose vanno così e la salute zoppica più del solito.
Mi sono rotto pure di tutti gli anonimi senza-palle che vengono qui per cercare le loro misere rivalse (fallendo miseramente).
Avete qualcosa da dire? Metteteci una firma o almeno un nick fisso, così sappiamo chi coprire d'insulti.
Detto questo... da oggi i commenti sono solo per gli utenti registrati.
Registrarsi è una roba di cinque minuti, se non vi va di farlo... pazienza.

21.6.07

Vista l'aria che tira...


Aggiorniamo il nome del blog e il suo "manifesto".

Teste di cavallo mozzate nel letto.





Quando sono entrato in ospedale, all'inizio di questa settimana, mi sono detto: bon, almeno mi terrò fuori dalla polemica che sta per scoppiare.
Ma visto che il dio di Internet ha voluto essere generoso, e visto che ho decisamente bisogno di pensare a qualcosa di diverso rispetto alla realtà che mi circonda in questi giorni, eccomi qui a dire la mia.

Dunque, probabilmente avrete letto qualcosa in giro, ma facciamo un rapido sunto:
Paolo Ottokin, sul suo blog ha riportato una situazione spinosa. Nei commenti al suo intervento si è scatenata una accesa polemica.
Stefano Piccoli, poco dopo, sul suo blog ha fatto una specie di cronologiadi quanto accaduto:
Poi la notizia si è sparsa sui forum di internet (arrivando anche a quella enorme cassa di risonanza polemica che è Comicus).
Diego ha detto la sua qui, poi Stefano ha rincarato la dose a più riprese, tanto sul suo blog quanto nei commenti dei blog altrui, sbagliando platealmente la mira (almeno per per me)
Ecco, ora vi dico pure la mia così avete un quadro completo.

E' tutta una mafia.
E io sto con Tony Soprano.

Se la mail che mi ha mandato Marco Schiavone me l'avesse mandata un qualsiasi altro editore con cui lavoro, è molto probabile che avrei fatto fuoco e fiamme e avrei mandato a quel paese quell'editore.
A meno che io, su quell'editore, non ci contassi per campare, ovviamente.
Perché vedete... io sono un mediocre in queste faccende. Sono disposto a fare questioni di principio solo fino al punto in cui non danneggiano la mia possibilità di pagare l'affitto e portare il pane in tavola alla mia famiglia.
Ma allora perché non l'ho fatto con Marco che, a onor del vero, non è certo la mia primaria fonte di sostentamento e che anzi, farebbe solo un danno a se stesso non pubblicando cose che mi ha già pagato??

Semplice: perché Marco è un amico. Un amico vero, aldilà del lavoro. Perché so come Marco è fatto, perché nei suoi modi riconosco i miei e perché, a conti fatti, il suo stile da ragazzo di borgata dell'editoria nostrana, a me piace.
Io sto dalla parte dei bulli e questa non è una novità per nessuno.

Poi potrei dirvi un sacco di altre robe... come il fatto che io capisco l'irritazione di Marco nei confronti di Bottero (io stesso ho avuto per anni scazzi con Alessandro e solo da poco ho capito che, alla fine, è una brava persona che certe volte parla senza rendersi pienamente conto della conseguenze e delle implicazioni delle sue parole), oppure potrei dirvi che io trovo legittimo che un editore mi dica "se lavori per questo non lavori per me" e trovo pure legittimo (da parte dell'autore) mandare a quel paese l'editore che fa una richiesta del genere oppure (se l'autore ha una necessità economico-lavorativa), accettare il compromesso. Ma queste sono tutte questioni accessorie.
La questione principale è certe volte si deve solo decidere da che parte stare.
E se qualcuno a cui mi sento legato da forte amicizia reale, con cui faccio affari insieme e con cui sto costruendo qualcosa da anni, mi chiede (a me nello specifico e a pochi altri) di andare ai materassi con lui... io non faccio troppe domande e lo sostengo.
Mi dispiace per Alessandro, anche perché io non ho nula contro di lui e anzi, lo ringrazio per il sostegno che mi sta dando in questi giorni su questioni private, ma non ho semplicemente scelta in materia. E' il codice della strada e a quello mi attengo.

p.s.
La possibilità di fare commenti, sputare insulti e riceverne è di nuovo attiva.

20.6.07

Lo stato dell'unione.


Nuova estate, nuova mirabolante avventura sanitaria.
Come sospettavo, i problemi che stavo avendo erano una roba "nuova".
Per una quindicina di giorni sarò abbastanza fuori dai giochi essendo costretto in ospedale.
Vi sto scrivendo "sniffando" una rete wireless che sono riuscito a trovare ma non ho idea se reggerà e per quanto.
Mi hanno cambiato di reparto e qui sembra d'essere in Africa. Cercherò di sfrutta il tempo e la necessità di astrarmi per lavorare di più.

Ah, per il solito coglione (Infinito? Fabry? Qualche nuovo stronzo?) che posta commenti del tipo "r.i.p." firmandosi con il nick di altri: muori gonfio. Sei un essere umano patetico.

18.6.07

Pausa Servizio

Fino a quando qualcuno non riuscirà a capire cosa cazzo sta succedendo e troverà un modo per porvi rimedio.
Scusate.

17.6.07

Non m'ha mai fatto impressione...


...però è un film gradevole.


Non mi capita di rado di aggiornare il blog a quest'ora della notte.
In genere lo faccio in due occasioni: quando sto molto bene, sono oberato dal lavoro e devo svagarmi in qualche maniera tra una tavola e l'altra... o quando sto molto male, ho la febbre alta, un sacco di dolori, brutti presagi e, nonostante sia oberato di lavorom non riesca a scrivere una pagine perché "non c'ho la testa".
A conti fatti, sto decisamente male. Sono entrato in ospedale perché avevo un febbrone fisso giornaliero e mi faceva male il fegato e tutto il fianco destro. I soliti sintomi di quando le mie vie biliari vogliono mettersi a emulare quelle di Bukowsky.
Sono uscito dall'ospedale che ho un febbrone fisso notturno, mi fa male il fegato e tutto il fianco destro, cosa che capita con una certa abitualità quando mi mettono uno di quei tubicini in gomma e leghe leggere made in Korea.
La cosa che mi rode di più è che ho un mucchio di cose che mi aspettano, cose che non vedo l'ora di metterle in moto, di veder crescere e poi camminare a spese del povero disegnatore (ciao Matteo), cose che sono uno dei miei sogni professionali fatti realtà, e cose che invece devo fare perché devo: perché mi servono soldi e perché c'è gente che dipende da me a vari livelli.
Ma non ci riesco. Non oggi almeno. Forse domani mattina, se non c'è la febbre, se il fianco mi da tregua e se le paranoie sul perché questa cazzo di febbre è ancora qui a tormentarmi mi avranno dato respiro.

E allora vago.
In maniera virtuale, ovviamente, perché si è capito che come novello Carradine sono una sega.

Spulcio la pila di fumetti e leggiucchio il terzo albo di Civil War (non male ma non capisco dove sia il dilemma su quale parte tifare: Tony Stark ce lo presentano come uno stronzo e Reed pure peggio, Cap è un paladino della libertà... che scelta sarebbe? Ok che c'è gente che tifa Juve, ma qui si esagera).
Abbandono CW e passo all'ultimo volumetto uscito di Lone Wolf & Cub.
Che cazzo di capolavoro... giuro che se riesco a diventare abbastanza vecchio e rispettato da poter proporre una serie in Bonelli... ne propongo una di Samurai! E pazienza se me la bocciano.

Basta fumetti, che mi deprimo!
. Guardiamo la pagina del cinema, piuttosto... che questo mese esce davvero un mucchio di roba che non vedo l'ora di andare a vedere:

* Fantastic Four -rise of the Silver Surfer-
(che è già uscito ma ero in altre faccende affaccendato)

* Turistas
(lo sapete che stravedo per gli adolescenti seviziati)

* Darwin Awards
(anche questo già uscito... e se non mi sbrigo, me lo perdo pure)

* Presa Mortale
(il primo action movie di John Cena. Non dite niente, Lo aspetto da quando ho visto il trailer una vita fa)

* Hostel II
(GODO!)

* Teenage Mutant Ninja Turtles
(Cowabunga!!! Raffaello Rulez!)

* Il capitano Alatriste
Non ho capito con quale titolo esce in Italiano. Ho letto tutta la serie di romanzi e li ho trovati molto buoni. Viggo è perfetto per la parte. Ma chi cazzo è il regista?

* The Messegers
(i fratelli Pang prodotti da Raimi... non c'è manco da chiedersi se vale o meno la spesa del biglietto).

* Trasformers
(Michael Bay, mio regista feticcio dai tempi del primo Bad Boys + Dio Spielberg + Robottoni... è il nirvana di Homer Simpson?)

Ora che rileggo 'sta lista, mi viene voglia di passare la giornata al cinema. Ma non posso perché sto male e se stessi bene dovrei lavorare. Dio se mi girano le balle.

Vabbè, continuiamo a vagare.
MEDDA, che ormai è il mio idolo internettarolo, ha aggiornato il suo sito.
Ci trovate un bell'editoriale (che condivido solo in parte), un aritcolo al vetriolo sui wannabe (che condivido in pieno anche se ho il sospetto che mi abbia rubato il nomignolo), un bel pezzo di approfondimento su quel gran film che è "Witness" e un pezzo su della musica che non conosco.
Fateci un salto che magari. anche solo per farvi incazzare, leggere quello che scrive Medda vale sempre la pena.


DIEGO invece, ha scritto un pezzo meraviglioso su Google. Dentro c'è un concetto (o l'abbozzo di un'idea) che è meglio che Diego colga al volo. Altrimenti lo rubo senza pietà.

Sempre spulciando il blog di Diego mi imbatto in QUESTO articolo.
Che dire? Ho letto un sacco di roba sul mio conto, Poca centrata come questa.
Se ne avessi la forza, me ne bullerei in giro. Ma chi sono questi di Novamag?

Se vago ancora mi perdo. In posta ho 69 messaggi e nessuna voglia di leggerli.
Ecco... una PRECISAZIONE IMPORTANTE per tutti quegli aspiranti o professionisti che, a vario titolo stanno aspettando qualche risposta da me. Per ora non l'avranno e non l'avranno per tre motivi:

1
- non ricopro più alcun ruolo professionale che mi permette di offrire lavoro ad altri. Di quelle faccende, se ne occupa Lorenzo. Se ho qualche progetto personale in cui voglio coinvolgere qualche disegnatore con cui non ho mai lavorato prima, me lo vado a capare io.

2
- Non ho veramente la forza di mettermi a guardare le vostre cose in questo periodo.

3
- Ho paura che sarei sgarbato perché ho i nervi tesi e la rispostaccia sempre pronta in canna (cosa di cui qualcuno si è recentemente accorto).


Bon, vado a cercare qualche porno malato tipo Tamed Teens o una roba del genere.
Buona notte.
O buon giorno.
O buon pomeriggio, visto che il monitor delle frequenze del sito dice che arrivate tutti alla 14.
Ma non ve li vedete i Simpsons?

16.6.07

"E' questo il meglio che sai fare?!?!"



Un mese fa mi sono detto: "visto che non sto tanto male, perché non abbandonare 'sta vita da recluso che mi sono imposto negli ultimi tre anni e osare qualcosina di più"?
E così ho fatto un passo fuori la porta di casa. Quel primo passo che Tolkien riteneva indispensabile per far cominciare l'avventura.
Da quando sono partito mi è successo questo:
- Ho scombinato il rapporto con la mia donna.
- Ho scombinato, in genere, il mio equilibrio sentimentale.
- Ho avuto una discussione (terminale) con uno dei miei editori di riferimento.
- Sono andato a Milano per un concerto.
- Mi sono preso 12 ore di pioggia e un febbrone da cavallo.
- Il febbrone ha allegramente deciso di fare comunella con la tragedia genetica e il coacervo di errori medici che mi porto dietro e sono stato piegato per tutto il mese seguente.
- Poi mi sono sentito male davvero e quattro giorni fa sono finito di nuovo in ospedale per rimettere una di quelle protesi di cui vi ho già parlato.
Nonostante tutto questo, fino a ieri non mi ero arreso, anzi... avevo la ferma intenzione di uscire dal Gemelli, bombarmi di Toradol e andare ugualmente a Venezia per vedere il concerto degli Aerosmith di cui avevo già comprato i biglietti e andare avanti con l'idea del viaggio avventuroso.
Poi, ieri sera, mi arriva questa notizia:


E io, nel mio enorme egocentrismo, lo piglio come un segno, come un messaggio dall'altissimo indirizzato solamente a me e che recita:
"COSA CAZZO TI SEI MESSO IN TESTA DI FARE, COGLIONE?!"
(da leggere con la voce di John Houston)

Adesso potrei fare come il sergente Dan e issarmi sull'albero maestro per gridare a Dio di scagliarmi contro il suo colpo peggiore mentre rido faccia al rio destino.

Oppure potrei starmene a casa, accendere l'Ipod e sentirmi i miei dischi di Tyler e soci, farmi rimborsare il biglietto, cercare di stare meglio e tornare a una vita meno scombinata. E magari farmi solo qualche giretto.

Dio e il Destino sono fortunati. Oggi non ho voglia di far tremare i pilastri del cielo.
Vado mettermi sotto le pezze che sono ridotto a un cencio.

12.6.07


La Apple rilascia in anticipo (rispetto a Leopard) il nuovo Safari 3.0
Lo si può scaricare nella versione beta da questo indirizzo QUI
La cosa bella (per molti di voi) è che c'è anche per PC.
La cosa brutta è che sembra che su PC sia una chiavica.
Se lo provate, sappiatemi dire.

Su Mac sembra piuttosto buono e la funzione di correttore di testo in tempo reale è meravigliosa.
Oltretutto, finalmente, funzionano anche tutti i tasti funzione del blog.

Game Pro




Hey, non vedo il mio nome in copertina!!!

p.s.
Scusate l'assenza di questi giorni. E' un periodo... complicato.

9.6.07

THE LOUDEST BAND IN THE WORLD!








Ma quanto mi sta simpatico Lemmy!
Cosa c'è di meglio di Ace Of Spades per lavorare in santa pace? COSA?! COSA?!

8.6.07

Guida Scellerata per Aspiranti Sceneggiatori (parte prima)


Partiamo da un presupposto.
Se volete davvero intraprendere la carriera di sceneggiatore fumettistico, dovete partire con l'idea che fallirete.
Perché è quello che, al 90% dei casi succederà.
E questo non dipende dalla vostra capacità o dalla disponibilità del mercato, dipende solo dall'assenza di una figura professionale importante nel mondo del fumetto: quella del "lettore redazionale".
I curatori di ogni testata e casa editrice sono gente impegnata. Orrendamente impegnata. Devono portare avanti le loro testate, devono stare dietro ai disegnatori, devono rileggere le sceneggiature degli sceneggiatori con cui lavorano, devono badare alla scadenze, alle scalette, alla programmazione... il tempo di mettersi a leggere, con cura, le sceneggiature che gli vengono mandate da totali sconosciuti, non lo troveranno mai.
Quindi, mettetevi il cuore in pace. A meno che voi non siate quel caso su un milione che permette al sogno di restare in vita (come Paola Barbato, ad esempio), non avete alcuna possibilità di farcela.
Chiudete questa pagina adesso. Aprite Google e cercatevi un lavoro più credibile.







Perché cazzo siete ancora qui, si può sapere?
Come dite? "Se ce l'hai fatta tu, ce la può fare chiunque?"
Vero. Ma io non ce l'ho fatta.
Io non sono nato come sceneggiatore ma come disegnatore. E ci sono voluti anni per riuscire a far capire che le storie che avevo in mente erano migliori dei pupazzi che disegnavo.
Voi sapete disegnare? Se sapete disegnare, anche maluccio, fate quello. E nel contempo raccontate le vostre storie.
Un sacco di gente ha iniziato così.
E' più facile far leggere una storia disegnata che una sceneggiatura. Ci vuole meno tempo.
Se proprio non sapete tenere una matita in mano, trovate qualcuno che la tenga per voi. Cercate un disegnatore di belle speranze, attaccatevi a lui come una tenia e fatevi portare a strascico.
Dite che vi sentite vagamente parassitari? Bene! E' questa la condizione naturale dello sceneggiatore di fumetti.
Andare a spasso sulle spalle dei giganti: pensate a Jodorowsky e il resto vi verrà facile.

Se non avete alcun disegnatore a cui rivolgervi, abbiate almeno l'accortezza di mandare la vostra roba a qualcuno che ha il sentore della vostra esistenza (rileggetevi il topic LA CENA DEI CRETINI a tal riguardo).

Se invece volete proprio intraprendere la strada più dura, quella in cui consegnate i vostri file word così come sono, nudi e crudi... aspettate la prossima puntata.

I fumetti, i limiti, e quanto altro.


Spari d'Inchiostro, sul suo blog (lo trovate nella colonnina qui a fianco) esterna il suo disappunto nel constatare che i fumetti gli piacciono ancora. E' un gran bel post di cui riporto il punto più saliente:


"3. I fumetti invece ancora mi piacciono.
E, come diceva Paolo Conte, non si capisce il motivo.
E’ umiliante.

4. E ci penso continuamente. Mentre faccio altro. Mentre penso ad altro. Inconsapevolmente (ma mica sempre). Mi chiedo il motivo di questa ossessione e credo di averlo capito.
Il fumetto è una pulsione bassa. La tensione di un narratore verso la violazione dei codici. Si fanno fumetti per mischiare le carte, per usare mezzi che gli altri non hanno ancora usato. O per usarli in modo diverso.
La storia del fumetto è una lotta impari contro le forme e i formati. Contro il formato voluto dai rivenditori, le volontà degli editori, le segmentazioni del pubblico, le aspettative del lettore, …
Il fumetto è questo punto di rottura, cui tendevano e tendono – talvolta inconsapevolmente – Toepffer, McCay, Feininger, Herriman, King, Rubino, Tofano, Kurtzman, Gandini, Lauzier, Magnus, Feiffer, Spiegelman, Scòzzari, Baru, Ware, Peeters,


E ha ragione da vendere.
Miller dice(va?) che i fumettisti devono essere dei pericolosi criminali, altrimenti sono inutili.
E pure lui ha ragione da vendere.
Il fumetto, se non necessariamente nei contenuti quanto almeno nella forma e nel linguaggio, deve essere una sfida e una provocazione: al linguaggio, alle convenzioni narrative, alle regole editoriali... anche al buon gusto, quando è il caso.
In realtà, per me questa non è una cosa che riguarda solo i fumetti ma che dovrebbe riguardare ogni media che cerchi di dare una rappresentazione stilizzata della realtà... in poche parole, è una faccenda che riguarda l'arte tutta.

Detto questo però, Spari rovina tutto sul finale:

"5. Esiste poi un altro fumetto fatto di normalità e media. Di rispetto dei vincoli, delle forme e dei formati.
Il fatto che il fumetto che mi interessa e quell’altro fumetto si chiamino allo stesso modo mi è insopportabile.
Come mi è insopportabile l’assurdo paradosso che vuole che i due fumetti vivano in simbiosi, avendo bisogno l’uno dell’altro."


Spari sente il bisogno di credere che esistano due "fumetti", uno buono (quello che piace a lui) e uno cattivo (quello che non gli piace). Il perché di questo bisogno lo capisco: è difficile accettare il fatto che la donna della propria vita possa essere tanto santa quanto bagascia da due soldi, ma la verità è che le cose stanno proprio così.
Il fumetto è un linguaggio. Se poi lo si usa per dire banalità o meraviglie, poco conta.
Potrà dar fastidio a pensarci, ma Vanzina e Eisenstein fanno lo stesso mestiere, proprio come Salinger e Wilbur Smith.

Ora però veniamo al punto saliente.
"Il fumetto di normalità e media".
Ma esisterà davvero? Non è forse che esistono, invece, autori che hanno poco da dire, o che hanno detto già tutto, o che non sanno dirlo, o che non vogliono sbattersi per dirlo come vorrebbero e autori che invece queste cose le sanno fare?
A leggere il blog di Spari e quello di Boris Battaglia, appare evidente come il fumetto popolare (e in special modo quello italiano) sia inteso come "normalità e media". E ci posso anche stare. La vita dei personaggi dei fumetti seriali è innaturalmente lunga, anche rispetto agli altri media e questo porta a un certo irrigidimento delle giunture.
Io però ho il sospetto che Spari e Boris poco conoscano davvero delle nobili eccezioni e delle invisibili rivoluzioni che, ogni giorno, vengono stampate sulle italiche e popolarissime pagine quadrotte di tanti Bonelli e Bonellidi.
Dubito che sappiano che ci vuole molta più fatica nel cercare di scavalcare imposizioni editoriali (dettate da un numero infinito di ragionevolissimi motivi pecuniari) alte come muri di cattedrali, rispetto al giocare liberi nei campi della totale indipendenza creativa.

Non siamo definiti dai nostri limiti o da quelli che ci vengono imposti. Siamo definiti dal modo in cui quei limiti cerchiamo di aggirarli, scavalcarli, scardinarli e spostarli più avanti. O dalla maniera in cui, invece, soggiaciamo ad essi.
Penso che ci sia più coraggio e acume in un singolo numero del Dylan Dog dello Sclavi dei tempi d'oro, che in tutta l'esperienza valvolinica (e anche in gran parte di quella di Frigidaire). Penso che "Storia di Cani" di Ferrandino sia stato più coraggioso e di rottura di quanto potrà mai essere tutta la Coconino. Penso (e lo penso in maniera gioiosamente trionfale) che certe robe che ho fatto fare a JD, siano più provocatorie e importanti dell'intera produzione della Phoenix.
Penso che le rivoluzioni, quelle vere, partono dalla base e dagli operai. Che degli studenti non mi sono mai fidato.

7.6.07

May The Force Be With You

"When I left you, I was but the learner; now I am the master."




"Only a master of evil, Darth."


Su Comics Blog trovate la prima parte di un'intervista a Diego Cajelli realizzata da Baphomet (che poi è quel Davide Costa che con me ha sceneggiato un Detective Dante e che presto esordirà "a solo" su un John Doe).
Il link lo trovate nella colonnina qui di fianco, nello spazio "siti".

Da "Edge" a "Videogiochi" a "GamePro"



FIno al mese scorso, in edicola, si poteva trovare una rivista chiamata "Videogiochi".
Era l'unica rivista italica a trattate di cultura videoludica e non di giochini.
VG pubblicava parte del materiale di quella che, a mio parere, è la miglior rivista di videogiochi del mondo: "Edge"
Oltre al mareriale tradotto, c'erano anche molti contributi realizzati da una redazione italiana che poteva vantare le più importanti e competenti firme del settore.
Ora "Videogiochi" non c'è più.
La dura legge del mercato.
Al suo posto però uscirà qualcosa di nuovo. Qualcosa di ancora più vicino alla "Edge" originale e che potrà ancora vantare le migliori e più competenti firme del settore.
E in più ci sarà anche la mia di firma.
Infatti, in questa nuova rivista, avrò uno spazio da "columnist" (termine figo per dire che avrò uno spazio fisso in cui sproloquiare) in cui mi diletterò a comparare le differenze produttive e artistiche del mondo dei videogiochi con quello di altri media, come quello dei fumetti, ad esempio.
La rivista si chiamerà "Game Pro" e la potrete trovare in edicola dal 9 di questo mese.
Appena mi arriva, vi posto la copertina.

6.6.07

90210



Grazie Italia Uno.
Non avrei mai avuto la forza di scaricarmelo per andarmelo a rivedere.
La serie più rappresentativa degli anni '90 insieme a "Baywatch" e "Twin Peaks".
Che cazzo di capolavoro!


p.s.
se volete farvi due ghignate, datevi uno sguardo a "Domino" di Tony Scott. C'è un omaggio a Brenda e soci che è uno spettacolo.

5.6.07

Chi tocca il giallo, MUORE!


Degli impicci del mondo dei manga in Italia, ne so poco. So che ci sono e che sono piuttosto feroci e che certe volte diventano piazzate pubbliche (l'ultima quando è stata? A una Lucca di due anni fa?).
Però è più una roba che avverto come un "rumore di fondo": non conosco a fondo i "players" e non so bene che tipi di rapporti leghino una casa editrice con l'altra.
A dire il vero, la cosa non mi interessa manco tanto... però a leggere una notizia del genere, uno rimane basito:

L'ennesimo vigliacco attacco a d/visual
Nella serata di oggi, 1 giugno 2007, l'amministratore di d/visual, Federico Colpi, e' stato dapprima pedinato all'uscita di un appuntamento di lavoro e quindi assalito da due sconosciuti armati. Solo la sua presenza di spirito gli ha consentito di sfuggire all'agguato, ma i due assalitori sono riusciti a dileguarsi prima dell'arrivo delle forze di polizia.
E' solo l'ultimo atto di una continua escalation di attacchi a d/visual e a Dynamic Planning che si sono susseguiti nelle ultime settimane. Ancora una volta e' stata sporta denuncia contro ignoti alla polizia di Totsuka, gia' messa in allerta dalla scorsa settimana dopo una serie di telefonate minatorie anonime.
d/visual non e' nuova a fatti simili, che anzi sembrano la fedele ripetizione di cose gia' accadute cinque anni fa e che quindi sospettiamo essere frutto dell'azione delle medesime persone e dei medesimi mandatari. Ribadiamo il nostro assoluto impegno a continuare la nostra attivita' nella massima autonomia di azione e di parola, ben consci che questo significa farsi numerosi nemici in un ambiente dominato dall'ipocrisia come quello dell'editoria italiana. Parafrasando Jinmen di "Devilman", essere odiati significa anche essere forti, e quindi temuti. Siamo orgogliosi dei successi raccolti da d/visual in un arco di tempo tanto limitato e promettiamo al pubblico che simili gesti di intimidazione avranno come unico effetto quello di spingerci ad offrire iniziative e sorprese sempre piu' interessanti e coinvolgenti!


Il messaggio è pescato dal sito della D-Visual e la notizia è rimbalzata su Comics Blog.
Ma che è? La Yakuza Vs. Go Nagai?
A leggere certe cose viene da pensare che al confronto, il settore dei fumetti italiani sia fatto da amabili agnellini!

blablablablablablablablabla


DISCLAIMER:
Questo messaggio è a uso degli amici (qualcuno), dei parenti (pochi), delle persone che mi vogliono bene (più di quante credessi), dei disegnatori (in paziente attesa di sceneggiature) e delle case editrici con cui sto lavorando o lavorerò. Se non siete interessati ai fatti miei o nessun vostro piano produttivo/economico dipende in qualche maniera e misura da me, andate oltre.


Quando ho aperto questo blog, in gennaio, venivo da un periodo particolarmente di merda e lo stavo ancora attraversando.
E dico "particolarmente" perché di problemi di salute, gravi, ne ho sempre avuti, fin dall'età di cinque anni.
Tre anni fa (vola il tempo quando ci si diverte, uh?) m'è arrivata tra capo e collo una brutta emorragia interna che mi ha quasi ammazzato e da cui mi sono salvato solo con un intervento endoscopico alla disperata. I dottori del Gemelli hanno iniettato nelle varici sanginanti una "colla" (un materiale -in teoria- inerte) che come un mastice avrebbe dovuto "tappare il buco" e che così ha fatto.
Mi sono rimesso in piedi ma non proprio integro.
Avevo un sacco di nuove paure e adorabili paranoie del tutto inedite nella mia personalità e che mal si conciliavano con l'idea che avevo di me stesso. Non era la mia prima esperienza da "quasi morto per una emorragia" ma questa è stata la volta in cui ne ho preso maggiormente coscienza e la cosa mi ha squinternato parecchio.
Era chiaro che mi ci sarebbe voluto del tempo per rimettermi in piedi ma il tempo non m'è stato dato.
Un anno fa m'hanno detto che i strani disturbi e fastidi che avevo in quel periodo erano provocati da un tumore al pancreas (redisuo di vita stimato: intorno ai cinque mesi).
Ovviamente, visto che sono ancora qui, si sbagliavano.
Dopo analisi e contro-analisi, si è scoperto che il "finto-tumore" altro non era che "la colla" usata per tappare l'emorragia. Il materiale "in teoria inerte" che invece, con me, aveva fatto reazione. Le buona notizia è che non essendo un tumore, quella roba non mi avrebbe ammazzato direttamente. La cattiva notizia è che rischiava di farlo comunque in maniera indiretta, pressando sulle vie biliari e divertendosi a farmi diventare giallo come un limone e a farmi vivere la fantastica esperienza di una cirrosi epatica on-demand. Ma pure a questo s'è trovato una sorta di rimedio: le protesi (di cui m'è capitato già di parlare in questo blog), "tubicini di gomma e leghe leggere" che allargano le vie biliari, messe alla fabbisogna quando queste si restringono. Certe volte capita che durino 4 mesi o più, altre volte tre settimane scarse. Per metterle e toglierle serve un intervento endoscopico in annestesia totale. Per ora questo metodo sta funzionando.

Ecco, nel primo periodo delle protesi ho aperto questo blog.
E l'ho aperto perché ero esausto e avevo bisogno di sfogarmi.
E infatti il blog si chiamava "pronto alla resa" e tanti vecchi post sono decisamente depressivi.
Il problema è che io non sono un "vero" depresso, non sono "vero" paranoico e, soprattutto, non sono in grado di essere triste per troppo tempo di fila. Mi basta poco per sollevare lo spirito e non mi serve molto nemmeno per ricaricare le batterie.
Gli ultimi mesi sono stati buoni. Esaltanti, sotto certi profili. Ed è riemersa la mia vera natura... amplificata di mille volte.
Il frutto del lavoro degli ultimi quattro anni, combinato con la visibilità che mi ha dato Dylan Dog (prima ancora di vedere la mia prima storia pubblicata!!!) è qualcosa con cui ho fatto fatica a fare i conti. Tutto è sembrato venirmi facile: volevo fare una nuova serie da edicola per una nuova casa editrice? TAK! Volevo Massimo Carnevale come disegnatore per la mia prima storia di Dylan? TAK! Volevo scrivere un romanzo? TAK! Volevo groupie adoranti con gli occhioni a forma di cuore? TAK! Volevo scrivere su Edge? TAK! Volevo pubblicare su XL? TAK! Volevo un blog letto da un mucchio di gente? TAK!
Volevo un caffè? Rosy, il caffè!... e TAK!
In poche parole... ho sbarellato.
E siamo arrivati ai "nani in fiamme", il mio periodo da "bulimico della vita" (un grazie a Micol per la definizione che mi calza a pennello).
E' stato un periodo interessante che fortunatamente è durato pochi mesi... il tempo di starmi sulle balle da solo.

Oggi il titolo del blog è "like Caine in kung fu" e significa che sono alla ricerca di un equilibrio nuovo.
E che non l'ho ancora trovato.
Devo ancora imparare a gestire i momenti decenti della mia salute alla stessa maniera in cui gestisco quelli meno decenti (sembra assurdo ma ho più esperienza con i secondi che con i primi), devo imparare a gestire gli apprezzamenti con lo stesso distacco con cui gestisco le critiche più sprezzanti, devo imparare a fidarmi (anche se è una fiducia mal riposta) del mio corpo e per farlo devo ricominciare a camminare da solo.
E devo rilassarmi.
Cazzo se devo rilassarmi.

Detto questo... sto riprendendo a scrivere in maniera più costante e meno erratica. Il che è un bene visto che questo mese non so come pagare l'affitto.

p.s.
se ve lo state chiedendo... sì, indipendentemente dallo stato d'animo in cui mi trovo, resto sempre una attention whore da due soldi.

4.6.07

Divinità del Metallo (e della pioggia)


Il Gods non mi ama.
Non c'è stata un'edizione di questo festival che ho visto in condizione decenti.
E se non si tratta di me (per questioni di salute o di equilibrio mentale), allora si tratta del tempo: e infatti quest'anno, nella giornata di sabato (l'unica data a cui ho assistito) è venuto giù un diluvio quasi ininterrotto.
"L'uomo forte ama sentire la natura sulla pelle.
L'uomo saggio usa l'ombrello."

Io, che non sono un uomo vero e manco uno saggio, detesto bagnarmi ma non porto l'ombrello.
Risultato: il mio nomadismo ha già avuto uno stop, causa febbrone a quaranta. Sfrutterò il tempo di recupero per scrivere di più, visto che ho alcuni disegnatori che mi vogliono morto (giustamente).

Ma torniamo a parlare del Gods.
Siamo arrivtati in concomitanza con l'inizio del set dei Tigertailz, uno di quei gruppetti glam/metal degli anni '80 che non ce l'hanno mai fatta. Visti dal vivo, è ancora più chiaro il perché.
Poi è stato il turno dei White Lion. Li conoscevo solo di nome ma devo dire che non sono stati fastidiosi, anzi... sul finire mi sono anche divertito.
Poi è iniziato a piovere.
Il che ci stava benissimo perché era il turno dei Thin Lizzy e sembrava di essere davvero a un festival rock di Dublino. Pioggia, fango e ottimo rock.
La formazione attuale dei Thin Lizzy è una specie di cover band tenuta in piedi dall'amore per lil gruppo del cantante/chitarrista John Sykes e che ha il solo Scott Gorham come reduce della formazione originale... eppure... eppure è stato un set splendido. Divertente e divertito, suonato da dio e con tanto cuore. Forse il momento migliore di questa giornata.
Dopo i Thin Lizzy è stata la volta degli Scorpions. Una manica di vecchiarelli che ha suonato molto bene e in maniera molto carica. Non ho mai amato questa band quindi non posso dire di essermi esaltato troppo... però non hanno suonato Wind Of Change e solo per questo li ho amati.
A seguire, la vera sorpresa della giornata: i Velvet Revolver.
Sinceramente, di questo supergruppo formato da tre quinti di Guns n'Roses (Slash, Duff e Sorum), dal cantante dei Stone Temple Pilots e dal chitarrista dei Wasted Youth, io potevo farne a meno. Il loro primo album mi era parso una brutta accozzaglia di cose che non stavano insieme in nessuna maniera e non mi aspettavo nulla da questo set... e imvece mi sono dovuto ricredere.
Sarà che Slash, dal vivo, fa la sua porca figura.
Sarà che Scott Weiland, a suo modo, è un buon frontman e ha una bella voce (quando gli gira di tirarla fuori).
Sarà che hanno fatto tre ottime cover dei Guns (migliori di qualsiasi cosa fatta in il concerto dei "Guns" ufficiali di Axel che ho visto l'anno scorso)... sarà che durante il loro set non pioveva... ma c'è poco da fare, mi sono piaciuti tanto. Non così tant da andarmi a risentire il loro primo album, sia chiaro... ma abbastanza da comprare il secondo (in uscita a breve).
E per concludere, sotto una pioggia da collera divina... i Motley Crue.
Lo spettacolo portato in scena non è quello che ho visto due anni fa in quel di Bologna (che faceva parte del tour "White, Red & Crue"), questo significa niente nani in fiamme, niente ballerine lesbiche e niente trapezziste. Peccato. Ma quello che conta è la musica, no?
Ecco, la musica...
Se da una parte i nuovi arrangiamenti sono più incisivi, metallici e cattivi e Mick, Tommy e Nikky pestano come si deve, quello che delude è Vince Neil che, da vecchia volpe, fa cantare metà del concerto al pubblico per mascherare la sua mancanza di voce.
Tutto sommato, non una tragedia... ma tenendo conto che il set dura poco (pochi pezzi e suonati tutti in maniera piuttosto furiosa), che piove, che Tommy si deprime quando si rende conto che nelle prime file ci sono solo uomini e quindi non aziona la sua "tits camera" e che io ho visto i Motley in una forma migliore e più spettacolare, ecco... tenendo conto di tutto qusto, posso dire che il concerto dei Crue è stata la parte èpiù deludente della giornata. Dopo la pioggia, ovviamente.

Ora vi lascio che mi vado a infilare sotto le pezze calde.
Ma che fine ha fatto quel giovane baldanzoso di una volta?
Ah, già... non è mai esistito.

John Sykes e i Thin Lizzy in versione "legacy".

Io e Farinelli.


Slash.
Oh, non credevo... ma a vederlo dal vivo mi sono emozionato.


Con la contemporanea presenza dei Motley e di tre componenti dei Guns, il Gods di quest'anno pullulava di poser (le cui raffinate cotonature sono state annichilite dalla pioggia scrosciante). La ragazza di questa foto però, aveva davvero una marcia in più: una messa in piega anni '80 davvero perfetta e non parodistica, lineamenti alla Lita Ford, il trucco, i dettagli, l'atteggiamento (sembrava davvero essere appena uscita da un film di John Hughes)... e quella la cravatta rosa fluo portata a maniera di bandana!!!


Il mio nuovo stile "nato il 4 luglio" non mi ha aiutato a sopportare 12 ore di pioggia battente.