28.9.07

Credevo di far parte di un grande cambiamento... ma per il momento, faccio movimento per il movimento.


Il mutuare formule o stilemi editoriali di altre nazioni, non sempre è una buona idea.
Specie se non si studiano a fondo i meccanismi editoriali che sono alla base della struttura produttiva che si sta cercando di replicare.
Un esempio?
Parliamo delle miniserie e proviamo un parallelismo tra le miniserie prodotte da case editrici americane mainstream e case editrici italiane mainstream (leggasi pure: case editrici che pagano il giusto i loro autori e che hanno una distribuzione popolare)

In America, le miniserie sono composte (generalmente) da albi di 32 pagine di cui 22 di fumetti (a colori) e il resto di pubblicità.
Questi albi sono venduti ad un prezzo che si aggira intorno ai 3 dollari.
Questi albi non hanno resa, essendo pensati per il mercato diretto delle librerie di varia.
A fronte dei costi di realizzazione, la vendita degli albi in realtà, a meno di uno straordinario successo, non porta un guadagno enorme alle case editrici che li producono. Ci si pagano le spese di pareggio e si guadagna qualcosa con la pubblicità (tenete conto che il volume delle vendite per albi di medio livello in America, è molto ma molto più basso dello standard italiano).

Una volta conclusa la miniserie, le tavole vengono raccolte e poi vendute in volume (in certi casi direttamente in trade paperback, in altri in volume hard cover e poi in tp).
Il volume rimane sempre disponibile presso il distributore... tanto è vero che io, oggi, posso comprarmi Watchmen in volume esattamente come venti anni fa.
Il guadagno derivato dal volume è il vero guadagno della casa editrice perché il grosso dei costi vivi sono stati coperti dalla vendita serializzata e il volume ha un ciclo vitale praticamente infinito.

Questo è un sistema che, più o meno, funziona bene.

Come vanno le cose in Italia, invece?
In Italia le miniserie sono composte (generalmente) da albi di 96 pagine di cui 94 di fumetti (in bianco e nero) e il resto di redazionali.
Questi albi sono venduti ad un prezzo che si aggira intorno ai 3 euro (in realtà è minore).
A fronte dei costi di realizzazione, la vendita degli albi porta un guadagno alle case editrici che li producono solo oltre le trentamila copie di venduto.
Una volta conclusa la miniserie... è tutto finito.
La serie sparisce nel nulla, non essendo più disponibile sul mercato se non nel settore dell'usato.
Non c'è modo di rivendere in seconda istanza un prodotto completo, non c'è modo di ammortizzare i costi, non c'è modo di mantenere vivo l'interesse.
Quando in Italia una miniserie finisce, il massimo a cui si può aspirare è una raccolta di albi ricopertinati da edicola (fatti con le rese) o in uno speciale l'anno.
Così come sono concepite, le attuali miniserie italiane alimentano solo la loro sopravvivenza. Non aprono il mercato, non costruiscono il futuro, non portano un guadagno su medio-lungo termine.

Nel passaggio dal sistema americano a quello italiano, qualcosa di fondamentale è andato perduto: il senso economico e commerciale dell'operazione "miniserie".
E non è una perdita da poco.

Ma ne riparliamo.

27.9.07

[Halo 3] Comunicazione di servizio.


Bon.
Ho provato il single e sembra un vero capolavoro (anche se alla fine, è sempre Halo... solo più grande, più intelligente, più vario e più bello da vedere). Appena finito posto una recensione completa.

Nel frattempo, per chi mi voglia menare in qualche deathmatch o si voglia fare una partita in coperativa su Xbox Live!, la mia tag è "il Nemico".

Sono pure alla ricerca di un clan di segacce. In caso, fatemi sapere.

25.9.07

Ma io mi chiedo...


Campagna pubblicitaria per invitare la gente a farsi controllare la prostata.
Ma io mi chiedo... ma questa gente la pagano per concepire campagne pubblicitarie del genere?
Ma a chi cazzo può essere sembrata una buona idea quella di fare un parallelismo tra un esame alla prostata e il controllo dell'olio?
Ma avranno presente come si controlla l'olio?
E poi... ma associare il tutto alla figura di una bella donzella che ti ravana nell'intimo, gli sarà sembrata sul serio una trovata geniale per rendere la questione appetibile?

Aspettando domani.


Sarei dovuto uscire oggi, ma la macchina per la risonanza magnetica è rotta e quindi ho buttato l'ennesimo giorno in ospedale (oltretutto senza permesso per l'uscita) e mi tocca aspettare domani per tornarmene a casetta. Poi cinque giorni di meditazione (quelli che servono per le risposte delle analisi) e infine una telefonata per sapere se sto male come al solito (quindi la mia routine) o peggio (quindi qualche rogna da fare in futuro).
E volete sapere una cosa?
Non me ne frega nulla.
Sono contento perché domani esce Halo 3 e io andrò direttamete dall'ospedale al negozio e poi a fare l'amore degli uomini alla mia Xbox 360.

Dopo l'ultimo grosso casino sanitario di tre anni fa, amici, parenti e fidanzata mi hanno convinto che era ora che io prendessi atto in maniera responsabile della mia situazione e io l'ho fatto, credendo che un approccio più maturo m'avrebbe aiutato.
Un grosso sbaglio.
L'introspezione è solo una forma mascherata di depressione.
Sono diventato un musone del cazzo, schiavo di mille paure e paranoie, debole e insopportabile.
Mavaffanculo.
Viva la superficialità che m'ha fatto vivere benissimo per una allegra e scanzonata trentina d'anni!
Quindi... chi se ne frega di problemi e casini vari. Ho altro a cui pensare.

Esce Halo 3.
A Novembre mi vado a vedere Alice Cooper e i Motorhead a Londra.
Nel mondo ci sono un sacco di belle ragazze che adorano i tipi malconci.
Ho un sacco di fumetti miei in uscita.
Keith Richards è ancora in giro.
Chi cazzo se ne frega del resto?

23.9.07

Waste Money


Ultimamente su giornali e telegiornali si parla un sacco del costo della sanità e della anomalia che vede gli ospedali del centro nord in pari con il bilancio e quelli del centro sud in rosso totale.
E' spuntata fuori anche qualche cifra, tra cui il costo di un posto letto (sia che sia vuoto, sia che sia pieno) agli ospedali romani.
A quanto pare, la gestione di un letto (solo del letto, senza analisi o quanto altro) è da comprendersi tra i 600 e i 900 euro.

Mi hanno ricoverato martedì e oggi, domenica, ancora nessun esame è stato fatto (tanto è vero che mi buttano fuori tutti i giorni in permesso, con l'obbligo di rientrare la sera).
Forse domani mi faranno qualche analisi di varia natura, poi ci vorrà un giorno o due prima che le leggano e decidano cosa farne di me.
In sostanza, sono in ospedale da sei giorni per tenere occupato il mio posto e non perdere la priorità acquisita.
Nella migliore delle ipotesi, fino a questo momento si sono buttati 3600 euro. Vediamo a quanto ammonterà lo spreco finale di denaro pubblico e di tempo privato.

Severance



Un. Fottuto. Gioiello.

Insieme a "Descent" , "Wolf Creek"e "Devil Reject's", uno dei migliori horror degli ultimi anni.
Crudele, divertente, pieno di umorismo nero e nerissimo, splatter, sarcasticamente feroce, ben diretto e meglio scritto.
Se lo perdete, vi meritate una gamba in una tagliola.

21.9.07

Il destino ama gli sceneggiatori...



In questi giorni stavo cercando di strutturare il secondo livello di lettura della mia prossima miniserie (quella di cui potete seguire lo stato dei lavori QUI).
La mia idea per questa nuova serie è quella di dargli quello che gli americani chiamano "taglio post 11 settembre", cercando di proporre qualche quesito interessante e nel contempo tenere alto il livello di intrattenimento puro.
Per fare questo ho bisogno non solo di una scenario attuale e credibile ma anche di "cattivi" di spessore, che si lascino odiare con trasporto.
E così, bighellonando in libreria, mi sono imbattuto nel nuovo libro della Klein "Shock Economy" e in un solo colpo ho risolto tutti i miei problemi.
Non sono il fan numero uno di Naomi Klein: è brava, sa scrivere e dice un mucchio di cose giuste, ma capita pure che ometta anche un sacco di cose che non sarebbero d'aiuto alla sua tesi.
Però questo libro è piuttosto buono e agghiacciante nel modo in cui traccia la mappa della "nuova" economia del disastro, diretta derivata della filosofia di Friedman e della scuola di Chicago. E non solo... questo libro è anche la risposta a quello che cercavo per la mia nuova serie. Certo, dovrò fare qualche ricerca personale e trovare un modo per amalgamare certi concetti nell'idea generale, ma ho trovato la mappa del mio personale tesoro e adesso so dove scavare.
Bello quando il destino ti mette davanti al naso esattamente lo strumento più utile possibile.
E la volete sapere una cosa buffa? Questa cosa mi capita spesso.
Sto cercando una nuova idea per il prossimo volume di Battaglia? Mi capita in mano un DVD con la storia di Edda Mussolini e Galeazzo Ciano che mi fornisce uno spunto praticamente perfetto e mi permette pure di scrivere quella scena di matrimonio in stile "il Padrino" che è una vita che ho in testa.
Devo mettermi al lavoro a una storia su Chase per la terza stagione di JD? Faccio zapping a notte fonda e ti becco Ghezzi che mi passa "Faster Pussycat... Kill! Kill!" e accende la luce nel salone dei giochi del mio cervello.
E' come se tutto arrivasse a proposito: mai troppo tardi, mai troppo presto.
Probabilmente non succede realmente così... è molto più probabile che sia la mia testa a immagazzinare spunti e idee e che i nuovi impulsi esterni non facciano altro che "chiudere il circuito" al momento opportuno. Però, se fosse così, non voglio saperlo. Preferisco credere che sia il destino che mi mette davanti le cose quando mi servono.
Ora scusatemi.. ma devo sul serio mettermi a lavorare su quella storia di Chase.

p.s.
leggetevi "Shock Economy" che ne vale la pena. E' meno di facile presa rispetto a "No Logo" ma dice cose più interessanti.

Problemi di bilancio.


Il film di Moore sta facendo parlare un sacco, anche in Italia, di malasanità. Il che è strano visto che nella pellicola del barbuto panzone ne usciamo anche bene e a sentire i suoi numeri, siamo tra le migliori sanità del mondo... viene da pensare che forse sarebbe il caso che il signor Moore si facesse un giretto a Napoli invece di affidarsi alle statistiche.
Comunque sia... visto che sono un modaiolo del cazzo, mi infilo in scia e vi spiego come si fa a far sballare i conti alla sanità pubblica.

Rapida premessa per chi si è perso le puntate precedenti della mia vita: io sono un malato professionista.
Lo sono da quando avevo cinque anni di età e posso dire di essere una vera autorità in materia. Ho fatto un mucchio di operazioni chirurgiche, sono mezzo morto (o morto quasi per intero) un 4/5 volte e sono andato anche in tour per il mondo (Londra e Parigi e ho mancato il Giappone per un soffia) a visitare le altrui strutture sanitarie. Avete presente quei bambini a cui Mike Bongiorno regalava la minimoto o spediva a Disneyland, dopo una bella colletta televisiva? Ecco, più o meno questa è stata la mia infanzia e la mia adolescenza: ospedali e debiti.
La mia patologia è piuttosto rara e in più è combinata con alcuni gravi errori medici, il che mi rende un caso unico e al, tempo stesso, una roba abbastanza inutile perché risolvere il mio problema porterebbe benefici a me e a soltanto.
All'incirca tre anni fa ho avuto una brutta emergenza medica di quelle che raramente si possono poi raccontare in prima persona ma alla fine ne sono uscito. Come sempre però, un casino ne concatena un altro e la "colla" usata per "tappare" una violenta emorragia, ha fatto reazione, diventando una specie di falso tumore (all'inizio scambiato per uno vero) che pressa sulle vie biliari, chiudendole. Per ovviare a questo problema sono arrivate le protesi: dei tubicini di gomma e leghe leggere che dovrebbero badare che tutto funzioni dalle parti del fegato e dell'apparato digerente, tenendo aperte le vie biliari.
Ora il problema è il seguente: queste protesi, che in genere, durano anche quattro anni prima di occludersi o spostarsi e diventare inservibili, a me durano tre mesi e, ogni volta che si bloccano, mi provocano una infezione. Queste infezioni stanno danneggiando seriamente un fegato che già tanto ben messo non è (e che per vari motivi non può essere trapiantato) e quindi, uno dei miei due dottori (quello che si occupa del fegato, nello specifico) ha scoperto l'uovo di Colombo e ha sentenziato:
"invece che aspettare che queste protesi si blocchino, cambiamole in anticipo ogni tre/quattro mesi... prima che l'emergenza si verifichi e che il danno sia fatto".
Sembra una buona idea, non trovate?
Ma è facile fare i conti senza l'oste.
Infatti il problema è che queste protesi costano 2000 euro l'una (!!!) e che con la tattica del "prevenire è meglio che curare" io ne andrei a "bruciare" un tre/quattro l'anno.
Mica cotiche.
Specie tenendo conto del fatto che generalmente queste protesi durano anche 4 anni su pazienti con un certo tipo di patologia o che vengono usate con pazienti che non hanno necessità di riceverne più di un paio prima di... ritirarsi dall'attività della vita.
Io, invece, diventerei una specie di tassa fissa.
Si badi: a fronte di una emergenza con protesi bloccata e io con febbre e infezione, l'ospedale non ci penserà un attimo a sostituirla ogni qual volta dovesse capitare, ma non sembra che sia possibile farlo in maniera preventiva.
Ovverosia: non si sostituisce qualcosa che funziona fino a quando funziona.
Chiaramente l'ipotesi privata è del tutto da escludere visto che verrebbe costare intorno ai 40.000 euro annui.
La situazione è comicamente surreale, lo ammetto.
Non pensavo che si potesse diventare -da soli- una voce in rosso nel bilancio di una struttura gigantesca come il primo ospedale di Roma. Mi chiedo se ho battuto un record.
Comunque sia, la cosa che mi fa pensare è che io trovo che il problema del bilancio sia ragionevole. Certo, mi fotte e questo è una dato di fatto... ma è pur vero che se un singolo paziente viene a costare tra gli 8 e i 12.000 euro annui, solo di "pezzi di ricambio", poi non è tanto facile far quadrare i conti per tutti gli altri. Chissà se con un assicurazione privata di quelle "all'americana" le cose sarebbero andate meglio (ne dubito).
Vabbè... quando i miei dottori avranno finito di litigare su come gestirmi, vi faccio sapere come è andata a finire.
Per il momento aspetto di fare delle analisi di controllo e faccio la vita del carcerato in permesso premio (devo dormire in ospedale ma posso andare a casa il giorno).

Legge i fumetti? Chi, io? Ma per chi mi ha preso! Al massimo li scrivo...


Io mi chiedo perché tanti fumettari, specie di lungo corso, non perdano mai occasione quando intervistati, di ribadire il fatto che non leggono i fumetti.
In realtà, ancor prima di questo, ci sarebbe da chiedersi perché gli intervistatori lo chiedano. Sinceramente non ricordo nessuna intervista a regista/scrittore/musicista in cui l'intervistatore ha avuto l'ardire di chiedere "Ma lei vede/legge/ascolta ancora film/romani/musica?"
E' presumibile che per il giornalista medio, il pensiero che un serio professionista possa perdere ancora tempo a leggere degli stupidi fumetti sia inconcepile: scriverli e disegnarli è un conto (uno la pagnotta la deve portare a casa in qualche maniera) ma addirittura leggerli?
Comunque sia, quali che siano le ragione dell'intervistatore di turno, quelle che mi lasciano davvero basito sono le risposte:
"No. Non li leggo più da dieci anni"
"Li guardo ma non li leggo"
"Leggo quelli che la redazione mi manda a casa..."
"Non li ho mai letti"
Ora, sorvolando sul fatto che per me è inconcepibile che qualcuno che i fumetti li fa, poi non ne sia anche appassionato... ma quello che mi chiedo realmente è: ma almeno l'amor proprio di salvare la faccia, pare brutto?
Cazzo, se davvero non leggete fumetti... ma mentite, cazzo!
Non siete dei fighi a dire che non li leggete.
Non vi fa acquistare un tono culturale e nemmeno una irriverente aura da punk iconosclasta.
Siete solo dei professionisti che non si prendono nemmeno la briga di guardarsi intorno e studiare quello che succede nel proprio media di appartenenza e che lo sviliscono agli occhi del pubblico.

"Leggere fumetti? Ma scherza?!Io li scrivo!!! Quelli che li leggono sono degli idioti!"

Bah.

19.9.07

Qui Nostromo.


Di nuovo in viaggio nel settore di zeta reticuli.
Viaggio programmato, partenza improvvisa, sviluppi imprevisti.
La compagnia vuole tagliarmi i fondi perché sono fuori budget.
Quando torno magari vi posto un pezzo del diario di bordo.
C'è quasi da ridere.

17.9.07

Cinque domande a Diego Cajelli, lo scrittore atomico!


Tra poco uscirà il suo nuovo libro dedicato a Milano Criminale (oltre allo speciale di Dampyr e altre cosette).
Facciamoci due chiacchiere.

Tra il primo albo di "Milano Criminale" edito per la Factory e questo nuovo capitolo, sono passati quasi 10 anni. Come è cambiato il tuo modo di sceneggiare?

"Tipo che adesso sono molto meno bravo.
Adesso penso: Vaffanculo, facciamo così!
Prima pensavo: facciamo così. E basta.
La differenza è tutta in quel "vaffanculo" , un passaggio mentale in più, per fare comunque la stessa scelta narrativa."



Perché certe idee rimangono e certe altre le lasciamo lungo la strada? In sostanza, perché oggi Cajelli si sente ancora legato a Milano Criminale al punto da riprenderlo e scriverne ancora e non, chessò... a Pulp Stories, Simbolo o Virtual Heroes?


"Sono loro che tornano, non noi che le riprendiamo.
Alcune idee hanno vita propria, e decidono loro, di punto in bianco, di farsi scrivere.
E' la loro naturalezza che mi sorprende. E' come se alcune delle nostre idee crescessero assieme a noi. Che siamo sempre noi, ma siamo un po' diversi rispetto a 10 anni fa."


Rosenzweig, Guerrieri, Ferrario. Quale dei tre è meglio a letto?

"Sono un gentleman, di certe cose non parlo in pubblico!"

Quando uscì il primo Milano Criminale, Sergio Rossi di "Fumo di China" lo criticò duramente perché a suo dire era un'occasione persa per parlare dell'Italia degli anni settanta, degli anni di piombo e via dicendo. Oggi leggo che il prossimo Milano Criminale (quello che verrà dopo questo), sarà calato nell'Italia degli anni settanta e negli anni di piombo. Non mi dirai che, per una volta nella vita, Sergio Rossi aveva ragione...

Aspè!
"Già dal primo numero di La Città Esige Vendetta si parla degli anni di piombo.
Tornando alla domanda:
Dipende da che cosa si intende per "parlare degli anni di piombo".
E' uno sfondo? E' un riassunto storico? E' un esaltazione del periodo?
Sono di destra? Sono di sinistra?
Sono uno che ti racconta una storia, e uno degli elementi che compongono questa storia sono gli anni di piombo. Hanno un loro ruolo nel plot, e hanno (avranno) una loro specifica funzione nella costruzione di una reazione emotiva da parte del lettore.
Se Sergio intendeva questo, allora aveva ragione."


Tutto questo postmodernismo, alla fine non ci farà male?

"Assolutamente sì.
Andiamo al concerto dei Wolfmother?"


Dimmi solo dove e quando!


Se volete saperne di più su Diego o su Milano Criminale, cliccate qui:
BLOG di Diego Cajelli
Speciale "Milano Criminale"


p.s.
sì, ok... adesso la smettiamo di farci i pompini a vicenda.

Sta arrivando...


BATTAGLIA
Le Guerre di Pietro
Recchioni-Leomacs
Edizioni BD.

E' una prima bozza di copertina (per me potrebbe pure essere la definitiva, tanto mi piace).
Cliccateci sopra per vederla molto più in grande.
Va bene anche come desktop :asd:

15.9.07

Cara Apple ti scrivo...


Ti ricordi tanti anni fa?
Io ti disprezzavo perché al prezzo a cui tu vendevi un computer che non mi permetteva di giocare e che per ridarmi indietro un floppy prima me lo doveva far buttare nel cestino, potevo comprarmi due PC ninja che mi facevano giocare a tutto al massimo dettaglio.
Poi è arrivato il mio primo Ipod e qualcosa è scattato dentro di me: ho iniziato a guardarti con altri occhi. Con l'uscita dei primi Imac G5 mi sono detto... massì, dai... che male potrà fare un Mac in casa? Non diventerò gay solamente per un Mac!
E da quel momento in poi non c'è stato ritorno.
Il desktop PC fa casino, si incarta e ci gioco male perché ogni sei mesi devo aggiornarlo?
Vaffanculo, mi compro tutte le console sulla piazza per giocare e lavoro sul mio Mac.
Il portatile Asus mi si pianta mentre sono in ospedale e poi è un casino formattarlo senza internet?
Vaffanculo.
Mi ordino telefonicamente un Ibook e ci lavoro felice, in ospedale e fuori.
Mi serve un altro computer perché l'Imac me lo usa la donna? Prendo un Mac Mini che è una figata!

Poi è arrivata la svolta Intel.
Che figata! Che figata!
Vendo il mio adorato Ibook G4 da '12 (computer perfetto per prestazioni e batteria) e ordino il Mac Book da 13.
Peccato che me ne arrivi uno appartenente al lotto fallato: scalda, diventa giallo, si spegne.
Vabbè... colpa mia: così mi imparo a comprare le cose appena escono.
Tanto l'assistenza Apple me lo cambia al volo.
Errore... ci mette quasi tre mesi a sostituirlo e io smoccolo non poco.
Vabbè, pazienza... però adesso ho una bella macchina.
Peccato che oggi, a 11 mesi dalla sua prima accensione, la batteria sia al 75% e duri due ore e mezzo. In pratica, non posso neanche farmi un Roma-Bologna (manco Milano) sul pendolino sperando di lavorare senza interruzioni.

E vogliamo parlare dei nuovi Imac? Tanto belli a vedersi quanto scarsi nella componentistica? Monitor obbligatoriamente glossy e di qualità inferiore a quelli della serie precedente, schede grafiche peggiori dei modelli più vecchi (e i giochi, ancora oggi, non ci girano), problemi di rifiniture...

Oppure vogliamo parlare dei nuovi Mac Mini? Che al modico prezzo di 600 euro mi offrono la stessa componentistica di un PC da 300, e hanno ancora una scheda grafica integrata di merda e sono privi di masterizzatore DVD (quello è presente solo sul modello da 800...)?


Io non ti capisco più, mia amata Apple.
Ormai sotto l'OSX è il nulla.
Però c'è l'Iphone che da quando lo hai deprezzato di 200 dollari (!!!) vende come le rosette a mezzogiorno... che gran figata!

14.9.07

Punisher Max:8 BARRACUDA


Un capolavoro.
E sì che alla prima sfogliata mi ero detto: "minchia, quando Parlov non ha Queirolo sul collo, fai proprio il minimo indispensabile".
Poi l'ho letto e mi sono rimangiato tutto.
Parlov distribuisce lezioni di grande fumetto in questo volume.
Nella rigida gabbia imposta per gran parte della narrazione (5 vignette a fascia), Parlov crea un mondo tridimensionale, realistico e reale come i fumetti americani non sono mai. Il disegno è elegante, asciutto, sempre a perfetto servizio della narrazione, arricchendola, rendendola bella e profonda, carica di emotività e sfumature.
E per rendere il tutto ancora più appetibile, c'è una delle migliori caratterizzazioni di Frank Castle di sempre e una rossa di facili costumi che è quanto di più sexy e lascivo si sia mai visto in un fumetto americano.
La storia di Ennis è buona, ben costruita, divertente, violenta, di cattivo gusto ma senza scivolare nel grottesco o nella barzelletta.
In poche parole... un volume davvero imperdibile.

p.s.
e a proposito di Barracuda:

13.9.07

Mica lo fanno solo gli ammerregani, comunque...



Ma io dico... ma come cazzo è possibile?
Ma se proprio non sai disegnare (e non sai disegnare, ammettiamolo)...copiare qualcosa di meno noto per la copertina del tuo volume (edito da RIZZOLI, oltretutto), ti pareva brutto?
E poi... ma non c'è nessun editor che ha notato che l'immagine scelta era una copia plateale?
Siamo alla deriva cazzo, ormai sotto l'etichetta "romanzo a fumetti" ci sbattono di tutto... pure il fratello architetto che si inventa fumettaro.

E non è che gli interni siano meglio, sia chiaro:

Questo Ispettore Tancredi deve avere dei parenti in america che di cognome fanno Gordon (sono il ramo bello e non deforme della famiglia).

bah... sempre più avvilito.
Una volta, roba del genere la trovavi nelle fanze o nelle prime acerbissime produzioni di qualche esordiente... adesso te le vendono in una collana che ha pubblicato anche fumetti molto belli e di prestigio e che costa almeno una buona decina di euro.

E allora ditelo chiaramente...


Non sono uno di quelli che vede di cattivo occhio la parte "games" di Lucca. Sono un giocatore di giochi di ruolo e di giochi da tavola di lunga data e in quella sezione ci faccio sempre un giro volentieri... ma ora mi pare che si esageri.

Una volta Lucca era "Lucca comics E games" ora guardate il nuovo manifesto...

A) è brutto tanto.

B) con il fumetto non ha nulla a che spartire essendo l'opera di un (discutibile) illustratore fantasy-fiabesco.

C) se scrivevano "games" più grosso avrebbero oscurato del tutto la parola comics.

D) chiamarli "fumetti" e "giochi" pare brutto? Fa poco salone internazionale? Angouleme è il salone dei comics o della bande desinée?

Vabbè... nulla di nuovo sotto il sole.
Siamo sempre incapaci di valorizzare quanto abbiamo e rimaniamo degli esterofili del cazzo.

A breve mi aspetto che il nome della manifstazione cambi in "Lucca graphic novels & GAMES".

Saved


Non tutti i plagi vengono per nuocere.
E così questa serie televisiva, platealmente plagiata dal film di Martin Scorsese "Aldilà della vita" (e dal libro da cui il film è tratto), non è per nulla male.
Triste, ben scritta, ben interpretata, con un bel personaggio principale che da buon perdente si attira subito le simpatie, girata con quella fotografia nervosa e sciatta che "The Shield" ha sdoganato e con una ottima colonna sonora.
In totale sono 13 episodi e non uno di più (Italia Uno li trasmetterà sempre al mercoledì, dopo "Dr. House" e "Grey's Anatomy")... forse non vale la pena di puntare la sveglia per ricordarsi l'appuntamento settimanale, ma se vi capita, buttateci uno sguardo.

12.9.07

Voglio vivere in un serial!


Nell'ultimo periodo mi sono sentito dire da una persona molto, molto importante per me (e anche da parecchi amici) che sono un egocentrico, con un carattere di merda, del tutto privo di tatto, con un senso dell'umorismo feroce, che sono inaffidabile, che non ho rispetto per niente, che sono insensibile e incapace di provare empatia, un sadico, totalmente concentrato solo sul mio lavoro e sui miei problemi, psicologiamente schiavo della mia malattia e, in poche parole... che sono uno stronzo.
A conti fatti non posso obiettare nulla perché è praticamente tutto vero.

Però la stessa persona, questa sera si è vista Dottor House e, all'ennesima battuta corrosiva di Laurie, ha squittito tutta entusiasta: "quanto amo il carattere di questo personaggio!!!"

Che cazzo sto sbagliando nella vita? Devo farmi gli occhi azzurri e cominciare a zoppicare? O prendere antidolorifcii in maniera più plateale?!?
Sono certo che in una serie tv spopolerei, cazzo.
Sarei il personaggio che tutti amano odiare.
Sarei meglio di Robert "Rocket" Romano che, morte del cazzo a parte, rimane il mio dottore televisivo preferito di sempre (e se ve lo state chiedendo: no, non esistono dottori reali preferiti).

Comunque sia, il dottor House è tornato sugli schermi italiani per la felicità di chi non ha internet a banda larga ma ha comunque l'assurda pretesa di voler vedere lo stesso delle serie scritte dannatamente bene e girate e recitate meglio. Come al solito, inqualificabile la programmazione di Italia Uno (in genere, non solo per House MD).

p.s.
qualcuno mi spiega come cazzo può piacere quella palla di "Grey's Anatomy"? Io ci sto provando a guardarla ma proprio non la digerisco.

Precog: i commenti verteranno sulla qualità di "Grey's Anatomy".

11.9.07

Ma questo in Bonelli lo avranno visto?




Il disegno è di Renato Arlem che è l'adattore a fumetti di una serie di romanzi di Orson Scott Card.
Il protagonista bianco non vi ricorda nessuno?
Divertitevi a dare uno sguardo a questo volume... è un amabile opera di cattiva emulazione (copia/ricalco)del Villa nazionale.

Il titolo è:
Red Prophet: the tales of Alvin Maker Vol. 1

Meno male che c'è Howard...






Si stava parlando della tendenza del fumetto americano al fotorealsimo per rendere credibili i fumetti di supereroi e arriva puntuale quello scassacazzi di papero a mettere tutti alla berlina.
Ty Templeton ai testi, Juan Bobillo (ne ha fatta di strada 'sto ragazzo dai tempi dell'Eura) ai disegni.
L'Howard realistico è la miglior presa per il culo che si potesse fare.

Nota a Margine:



Nonostante tutto, nonostante lo scazzo, la sfiga, la salute, le donne e via dicendo... ho ancora voglia di leggere fumetti.
GRAZIE DIO!

Però ne leggo pochi che mi piacciono :|

Esiste una sola "Civil War" degna di nota... e dura solamente 7 minuti e 41 secondi.



E siamo arrivati alla fine.
Sono stati spesi litri di inchiostro per commentare questa saga e quindi sarò breve:
bello spunto, brutta messa in scena, pessima conclusione.

Il cuore principale della saga è un'opera frettolosa, superficiale, a tratti mal disegnata e mal scritta.
Peccato perché di carne al fuoco ce n'era tanta e alcuni aspetti, certi dettagli e taluni dialoghi sono davvero buoni.
Peccato perché il tema trattato era ottimo e si sarebbe prestato a una esplorazione approfondita non solo dei protagonisti coinvolti ma anche della società americana post 11 settembre.
Peccato perché Millar e McNiven sono bravi... quando hanno tempo e spazio per espirmersi al meglio.

E invece sette numeri si sono rivelati pochi, specie se gran parte dedicati alla spettacolarizzazione e nella ricerca del colpo e della battuta a effetto.
E così cosa ci resta di questa Guerra Civile?
Un Cap che a tratti sembra perfettamente centrato e che in altri frangenti è un psicopatico pericoloso (come nella scena con il Punitore).
Un Iron Man che spiega con chiarezza le sue ragioni solo in una storia a parte (lo speciale Iron Man/Capitan America -vittime di guerra-) ma che nella saga principale è ridotto alla macchietta di un cinico bastardo.
Un Reed Richard stravolto nella sua caratteristica più profonda, l'amore per la sua (super) famiglia, e totalmente alieno anche rispetto ai lettori che lo hanno amato per tanti anni.
Un Peter Parker ridotto a ridicolo burattino.
Una Sue Storm capace di perdonare l'imperdonabile (e le è bastata una letterina miserabile e pietosa).
E poi un sacco di pupazzi di contorno che fanno la loro comparsata, dicono una battutaccia e poi si eclissano miseramente.

Letta come opera a se stante, Civil War è un brutto fumetto.
E' vero, se si leggono le testate collegate la faccenda migliora... ma non poi così tanto come si possa sperare perché, anche a fronte di qualche buon approfondimento, c'è anche un mare di fuffa inutile (tipo tutta la roba legata ai mutanti).

In poche parole, dopo un due/tre anni di latitanza dalle pagine del Marvel Univers 616, ho sperato che questa saga potesse farmi tornare a essere un vero Marvel Zombie.
Non è stato così.
Forse sono cambiato io... ma forse è anche la Marvel a essere cambiata.
A mio parere, se è vero che ci sono alcune notevoli eccezioni, il grosso della produzione Marvel mi pare afflitto da una generalizzata decompressione narrativa che sembra finalizzata, esclusivamente, a trasformare ogni idea (anche striminzita) in una run di almeno 4/6 numeri, in vista della raccolta in volume.
Grazie Vertigo: delle tante cose buone con cui hai influenzato la produzione mainstream americana, questa avresti potuto risparmiartela.
Per non parlare di questa voglia di "realismo" o "realismo eroico" che permette di spopolare a un sacco di disegnatori fasulli e maghi del fotoritocco (meraviglioso vedere come quel paraculo di Greg Land lavori a rotta di collo).
Oppure della tendenza di tanti sceneggiatori (anche bravi) a scimmiottare gli stilemi della narrazione da serial televisivo e appiattire gli strumenti propri del fumetto (sì, lo so... è anche un mio difetto ma è più facile vedere la pagliuzza nell'occhio altrui).
Il problema è che la Distinta Concorrenza (Darwin Cooke e pochi altri a parte) sta messsa ancora peggio e sta affogando in storie e tematiche che possono catturare solo i lettori hardcore di supereroi.

Datemi un nuovo rinascimento americano, vi prego.
Se non fosse possibile, mi "accontenterei" anche solo della Marvel di Jim Shooter!

L'Invincibile Testa a Secchio.


Il trailer del prossimo film di Iron Man mi fa impazzire.
Prima di tutto perché amo molto il personaggio (uno stronzo, alcolizzato, venditore di armi, amorale, in una armatura volante in grado di radere al suolo una nazione... che volere di più?), in secondo luogo perché finalmente c'è un attore di prissimo livello in un film di supertizi (sì, anche Bale è bravo... ma Robert Downey JR. è un fuoriclasse che se non si fosse rovinato la carriera da solo sarebbe ai massimi livelli mondiali) e poi perché, di tutti i supereroi, Iron Man è forse quello più "credibile" da vedere al cinema.
E poi... c'è Iron Man dei Sabbath come colonna sonora!!!

Se volete vedere il filmato, clikkate qui sotto.
IRON MAN TRAILER

10.9.07

THUNDER RELOAD!!!



Ma se Stallone può riesumare Rambo, perché non farlo anche con il "Thunder" interpretato da Mark Gregory (Marco De Gregori), diretto da di Larry Ludman (Fabrizio De Angelis) e scritto da Dardano Sacchetti?

La trama è buona (Thunder, pellerossa dei giorni nostri e reduce di guerra, si ribella all'ingiustizia violenta dei bianchi e, armato di arco e frecce, rivendica la riserva della sua gente. Sfugge alla cattura senza uccidere nessuno dei suoi persecutori e una giornalista fa della sua vicenda un caso nazionale), l'acconciatura anni '80 del protagonista è una meraviglia, è un prodotto tutto italiano e in più... IO SONO GIA' PRONTO!!!

JOHNNY THUNDER
E' tempo di tornare sul sentiero di Guerra!
Come al solito, se volete vederla in grande clikkateci sopra.


Scherzo, ma non tanto.

Ma che cazzo, Tommy...

Dal Corriere della Sera:

Mtv Awards: rissa tra gli ex della Anderson
Kid Rock stende a pugni Tommy Lee dopo essere stato provocato. La starlette canadese assiste freddamente



Tommy Lee portato via dalle guardie di sicurezza (Ap)
LAS VEGAS (USA) - È finita a botte. La cerimonia degli Mtv Video music awards a Las Vegas è stata caratterizzata dallo scontro fisico al Palm Casinò tra i due ex mariti della celebre playmate Pamela Anderson: Tommy Lee e Kid Rock, entrambi musicisti rock. Motivo del contendere: l'amore che entrambi proverebbero ancora per la starlette canadese, che provocherebbe ancora una rivalità tra i due, del tutto ignorati dalla Anderson presente anche lei alla serata. Secondo alcuni testimoni Kid Rock dopo essere stato provocato da Tommy Lee, che non sopportava di essere ignorato dal rivale, si sarebbe alzato e lo avrebbe steso con un pugno.


Ma dico io... ma ti puoi fare menare da un coglione simile?

9.9.07

la presunta arte di ricalcare le foto...


Quando mi rendo conto di non stare leggendo abbastanza fumetti (è il mio mestiere oltre che una passione, leggerli è un dovere) cerco sempre di ricaricare le batterie interessandomi a cose che prima avevo tralasciato.
E' il caso di questo "Ex-Machina" di Brian K. Vaughan e Tony Harris, edito dalla Wildstorm (Magic in Italia).
Un gran bel fumetto, poco da dire.
Lo spunto è originale e dvertente come quasi tutte le storie di Vaughan.
Nel caso specifico la storia tratta di un supereroe (l'unico o uno dei pochi, a quanto pare, di New York) che ha smesso il costume per impegnarsi seriamente per fare qualcosa per il bene della città. E infatti ne è diventato il sindaco.
La storia gioca bene con l'attualità (il 9/11 è integrato splendidamente), fa una divertente satira politica e rinnova il canone supereroistico in maniera intelligente e relativamente inedita.
Vaughan è uno dei pochi scrittori americani che stimo, in questo periodo: ha un tocco leggero, sa scrivere grandi dialoghi e ha ottimi spunti. Gli unici appunti che mi sentirei di fargli è che, generalmente, le sue idea di fondo per ogni nuova serie sono migliori dello svolgimento dei singoli archi narratvi (sempre un poco banalotti e prevedibili) e che pur apprezzando la sua volontà di parlare di tematiche attuali e sociali, lo fa sempre in maniera un pelo troppo blanda e superficiale.
Detto questo, la lettura è altamente consigliata (mi sembra che in Italia siano usciti 3 volumi e in america 6).

Un piccolo appunto che tanto piccolo non è:
i disegni sono vergognosi.
Con calma: non sono brutti e servono decentemente la storia... ma qualcuno deve spiegarmi perché il fumetto americano ha preso questa fottuta deriva fotografica.

Tony Harris era un discreto disegnatore che ad un certo punto ha pure fatto parte di un prestigoso studio di disegnatori bravissimi (il Gajin Studio di Pearson, Nolan e compagnia) e ricordo con particolare piacere il suo Starman. Era uno che disegnava, porco cazzo!
Ora ricalca foto. E neanche bene!
No, non sto esagerando. Nelle pagine finali del primo volume di "Ex-Machina" Harris mostra con un demente orgoglio il suo nuovo metodo di lavoro: far mettere i suoi amici in posa, fotografarli e poi tagliare e incollare al computer le immagini all'interno delle vignette, infine ricalcare il tutto, facendo qualche aggiustamento per rendere le immagini coerenti con la storia.
Il risultato è una mezza via tra Lenil Francis Yu, il clone scemo di Adam Hughes e uno statico fotoromanzo.
Ma perché?

E visto che siamo in argomento...
Ma perché, Malev?
Ma perché, Epting?
Ma perché Immonen?
Eravate gente che sapeva disegnare... ora come è possibile che siete diventati dei mediocri fotoritoccatori?
Ma che cazzo sta succedno alla scuola americana fumettistica?

8.9.07

Game Pro 4



Una strepitosa anteprima di Halo 3 (il gioco che sto attendendo con maggiore impazienza di sempre) e un mucchio di altra roba, tra cui il mio pezzo sul perché Marcus Fenix è un citrullo.

7.9.07

E se l'America fosse in Italia?


Pescato da Lyng in The Gutters.


DABEL VISION
So, who is owed what from the Dabel Brothers' collapsing their deal with Marvel? I have a few names and numbers, but this is the tip of the iceberg.
Ricardo Ratton and Alex Starling, owed $1650 for pencils/inks/colours for half of "Ptolus" #5
Eduardo Pansica and Alex Starling owed $3300 for pencils/inks/colours for all of "Ptolus" #6
Jason Berek-Lewis $250 for script for "Legacy: The Rebellion"
Ig Barros, $195 for digitally painted cover of "Magician" #7
Rodney Buchemi owed $6900 for pencils/inks of all of "Red Prophet" #7, 8 and 10 and the cover of "Red Prophet" #11 and 12
Vitor Ishimura paid $900, still owed $2400 for "Wyrms" #4 and #5
Luis Hernrique owed $800 for pencils of 16 pages of "Anita Blake" #6
Alisson Ricardo paid $540, owed $1175 for cover of "Origins Of Prey" #2, pencils for "Origins Of Prey" #3, 13 pages of pencils in "Origins Of Prey" #4.
There are plenty of other people who have asked me not to run their details, for fear that they will never be paid or will alienate potential employees.
In my experience, a willingness to say you are owed money by a comics company, in a straightforward manner, after a reasonable period of time will only engender good feeling from other companies towards that individual. But, especially with Marvel involved, I can understand individuals' concerns.
One explanation Les Dabel has given to people asking what happened is that he believes he signed a poor initial deal with Marvel, against his own attorney's advice. He paid off other debts initially, but gave Marvel until this September to pay enough money to keep the cashflow going. However, this did not stop Dabel from promising and failing to pay creators. Despite claiming he has guaranteed incoming arriving from Marvel, he states he couldn't get a bridging loan from any bank. And in San Diego he was claiming that he was ending his deal with Marvel to speed up payments to creators, at a loss to himself.
This story is thrown in doubt in that the deal broke up only weeks before September, the date at which according to Dabel, Marvel were meant to pay a large cash sum. Creators remain unpaid. And any bank, shown contractual guaranteed income coming in a short period of time, would likely fall over themselves to lend money.
Currently, Dabel Bros. artists who are promised payment by Marvel have been asked to sign the standard Marvel Work-Made-For-Hire agreement before they receive their cheques, creating uncertainty as to who actually owns what. And this only covers titles that Marvel is continuing to publish, other creators look like they may remain unpaid.
Kas R. DeCarvalho, Esq., corporate counsel for Dabel Bros. Productions, replied to enquiries Monday morning stating, "DB Pro is currently in the process of finalizing the termination of it's partnership with Marvel.
"While this process is underway, we apologize, but we cannot publically discuss the terms of that agreement. In the interim, we are in the process of paying off all DB Pro debts, and we remain committed to ensuring that all creators who have worked with the Dabel Brothers--whether on Marvel-published projects or otherwise--will be paid in full in the immediate future. Any previously un-invoiced requests for payment should be forwarded directly to DB Pro at ldabel@dabelbrothers.com."
More to come, I'm sure.


Sostanzialmente, la Dabel bros ha preso un 'appalto' dalla Marvel.
Le cifre indicate sono quelle che si era impegnata a pagare ai loro autori.

Quindi ad esempio:
Luis Henrique doveva prendere $50 a tavola per le matite di "Anita Blake" (loro best seller),
Jason Berek-Lewis $250 per la sceneggiatura completa di "Legacy: The Rebellion".
Alisson Ricardo doveva prendere $1615 per una copertina e le matite di 35 tavole di "Origins Of Prey".
Calcolando anche solo 100 dollari per la copertina, restano una media di circa 43 dollari a tavola.

Mica male come sfruttamento delle masse oppresse, uh?

p.s.
pare che gli humanoidi paghino 50 euronzoli a pagina per le tavole di Shogun...

6.9.07

Ma quanto sarebbe stato figo?



Altre tavole le trovate sul blog di Massimo (il link è qui a fianco).

Nubi


Mai titolo fu più azzeccato perché le nubi sono anche di tempesta.
Boris Battaglia e Spari D'Inchiostro si son dati da fare (chissà se è anche per merito/colpa del pungolamento ricevuto proprio su questo blog?) e hanno fatto una fanza con un blog intorno.

La potete scaricare da qui:
Le Nubi
La rivista è in un file PDF e impaginata nell'ottica di venire stampata e assemblata dagli interessati lettori.
Piuttosto che farmi uno sbattito del genere io ho usato il "ruota immagine" di Anteprima.

Detto questo...
Lettura interessante e necessaria, anche se ampollosa, saccente, snob e quanto altro.
C'è anche spazio per JD, portato (come al solito) come parametro negativo del buon fumetto.
Insomma, i soliti Boris e Spari.

Ma io li perdono:

Imperativo morale.


Rat Man 62
Vi piacciono i fumetti?
Andate in edicola e compratelo.
E' un capolavoro.

Perso nella Mancha

Sul suo blog, Massimo Carnevale ha pubblicato una tavola del nostro Don Chisciotte (aka: lo speciale di Joh Doe).


Imploratelo di postare le altre, anche quelle pittoriche. Io le tavole ce le ho e riposano nel mio hard disk (e in un formato più grande del jpg qui sopra), ma non le posto se lui non mi autorizza o se non le posta lui

4.9.07

La possiamo ricostruire... ancora.



Cominciano a venire presentate le puntate pilota delle future serie della nuova annata televisiva americana.
A quanto pare hanno pensato bene di far tornare in scena Jamie Sommers, una delle miei eroine preferite dei tardi anni '70.

A giudicare da quello che si può vedere dalla lunga preview che vi ho postato qui sopra, sembra che quelli della NBC non abbiano capito una mazza di quelli che erano gli elementi cardine della serie originale.
Al posto di una donna adulta, completa, forte ma anche femminile, come il personaggio interpretato dalla bella Lindsey Wagner c'è una insipida post teenager, sciattina e ribelle. In poche parole... hanno trasformato la Donna Bionica nell'ennesima ragazzetta dotata di superpoteri e con un cattivo carattere,
Oltretutto, questi geni della NBC hanno anche del tutto ignorato il potenziale nostalgico della serie originale, eliminando il tema musicale originale e gli effetti sonori tipici della serie dei bionici.
Disgustorama.
Spero che questo pilota cada nel dimenticatoio e non diventi una vera e propria serie.





Aggiornamento: a quanto pare la serie la stanno già girando. Gioia e gaudio.

A lucca usciranno due robe mie...


Una è questa (la raccolta in un unico volume della miniserie "Garrett"), scritta da me e disegnata da Riccardo Burchielli, Werther Dell'Edera e Cristiano Cucina. Oltre al fumetto, il libro ospiterà le copertine di Massimo Carnevale, qualche studio e via dicendo.
Il prezzo, se non vado errato, sarà di una quindicina di euro per un bel volumetto con bandelle e copertina da strusciarci sopra le guance.
Dopo Lucca il volume sarà disponibile nelle librerie specializzate e in quelle di varia.

L'altra roba è "Battaglia" ma ancora non ho nulla di concreto da farvi vedere... e io fremo.

Cose su cui lavorerei gratis...


Una bella edizione italiana di "Classic Rock".
Me l'ha fatta conoscere Nonno Metallo (AKA Marco Farinelli) e si tratta di una bella rivista inglese del gruppo Future che si occupa di rock classico, con un occhio particolare al passato (con speciali, interviste, approfondimenti, recensioni di riedizioni di dischi) ma anche una parte dedicata alla musica nuova, a patto che basta sia rock. Sempre interessanti anche i cd allegati (su cui ho sentito per la prima volta i Wolfmother, gli Answer, i Rattlesnake Remedy, i Roadstar e i Black Stone Cherry e via dicendo...).
Il tono degli articoli è quello tipico dei magazine inglesi: caustico nei confronti dei "nemici" (poveri Kiss...), un pelo sempre troppo entusiasta nei confronti della "next big thing" in ambito rock, cazzone quando è il caso di esserlo, professionale e completo in ambito di recensione e approfondimenti.

Insomma, se vi capita di trovarne qualche numero in edicola e vi piace il rock, buttategli un occhio (magari non al numero di questo mese che, intervista a Nicky Sixx a parte, è un pelo moscio).

La mia giacca di pelle di serpente! Ti ho mai detto che rappresenta la mia invidualità e la mia fede nella libertà personale?


Perché mi infilo in discussioni inutili con persone che, per estrazione culturale e politica, posizione professionale o personale, forma mentis, non possono che pensarla diversamente da me?
Non lo so. E' che non resisto.
E invece dovrei perché non me ne viene niente e finisco sempre per dire cose scomode che a me non piace dire e che alla gente non piace sentirsi dire.

Tipo che il mercato fumettistico offre pochi sbocchi ma che ne offre particolarmente pochi a quelli che non hanno i meriti per farcela, perché quasi tutti quelli che conosco che avevano talento o intelligenza, o furbizia o paraculaggine, poi ce l'hanno fatta.

Che a lamentarsi sono sempre gli esclusi ma che spesso, se sono stati esclusi, qualche ragione c'è.

Che quelli che hanno qualcosa di cui lamentarsi di solito lo fanno a gran voce (e certe volte a ragione) e che invece quelli che sono soddisfatti, di solito se ne stanno zitti e si fanno i cazzi loro. E che spesso i secondi sono più numerosi dei primi.

Che il diritto di sputare sull'Italia in genere e sul suo mercato fumetistico nello specifico, lo hai solo se in Italia ci vivi e ci lavori, perché è facile pontificare quando tu per primo ti sei tirato fuori dalla lotta, non facendo nulla per cambiare lo stato delle cose.

Che dire che quello che la cultura italiana produce non ti piace è diverso dal dire che in Italia non ci sia una proposta culturale.

Che non basta scrivere due cazzate su internet (o sul tuo giornalino parrocchiale) per definirti un "critico". Come del resto non basta una laurea in filosofia estetica per garantire che tu sia un critico preparato.

Che "Sicko" non è un documentario ma il solito film fazioso di Moore e che se è vero che la sanità americana funziona male (e anche quella italiana non è che brilli) è anche vero che per mille persone che hanno avuto brutte esperienze e gridano allo scandalo (e vorrei ben vedere, è la loro pelle!) ce ne sono un milione che sono state curate e che ora stanno a casa e invece che andarsene in giro a dire "hey, io non ho nulla da lamentarmi!", magari si stanno grattando allegramente la pancia.

Che dopo che milioni di italiani saranno scesi in piazza e avranno detto "vaffaculo", cosa sarà cambiato? C'è qualche proposta alterativa e fattibile da mettere sul tavolo o è solo il solito moto qualunquista che "qui è tutto un magna, magna, signora mia?" Facciamo le barricate o stiamo solo mettendo in atto una fronda simbolica? O si sta solo celebrando l'ego e il portafogli di qualcuno?

Che se non sei parte della soluzione, allora sei parte del problema.

Che sul web le persone leggono solo l'inizio e la fine degli interventi, perché stanno solo aspettando il loro turno per parlare, e che l'occhio esclude puntualmente tutto quello che non aiuta a sostenere la propria tesi.

Ma è fantastico!



Dio santo...
Anno 1979.
Primo posto nella classifica dei 45 giri più venduti in Italia.
Grazie Nebo per avermelo segnalato. Ero quasi riuscito a rimuoverlo.

2.9.07

Heroes


Togliamoci il dente e diciamo subito quello che c'è da dire:
il doppiaggio italiano è inascoltabile.
E badate che io non rompo troppo le scatole su questo aspetto... non amo il doppiaggio e se me ne viene data la possibilità, preferisco vedere film e serie in lingua originale, ma non sono neanche uno che urla allo scandalo davanti a qualsasi doppiaggio.

In questo caso c'è poco da dire: il doppiaggio fa schifo, le voci sono brutte e i personaggi ne vengono sminuiti (specie Hiro e Mohinder... o come si scrive).
In sostanza, continua il crollo verticale della qualità degli studi di doppiaggio italiani.

Per venire alla serie: Loeb ha confezionato un abile minestrone che pesca brutalmente da film come "Unbrekable" e fumetti come "Rising Star", "X-Men" (in particolare la saga di "giorni di un futuro passato"), "Watchmen", "Lo Squadrone Supremo" e via dicendo.
In più ci sono alcuni personaggi da amare (Hiro su tutti), una trama ingarbugliata ma non eccesivamente piena di buchi o domande non risolte, un buon cast, regie decenti quando non buone, una bella topolona bionda e tanti bei disegni di Tim Sale.

Il finale della prima stagione è piuttosto deludente.

E ricordatevi... salvate la cheerleader e salverete il mondo.

1.9.07

Halloween -il videogame-






Su suggerimento di Andreap, mi sono andato a provare questo gioco per Atari VCS 2600 della Wizard Game, targato 1983... e che sorpresa!
Piccola premessa: la Wizard Game era una casa prodruttrice di VHS che aveva i diritti di alcune pellicole di un certo interesse che decise di saltare sul grande fenomeno dell'Atari e produsse due giochi tratti da film che aveva nel suo catalogo: "Texas Chainsaw Massacre" e "Halloween" .
Del primo di questi due giochi ho già parlato: non è così malvagio ma neanche nulla di particolarmente divertente e vale la pena di essere tenuto in considerazione solo in virtù della licenza a cui è collegato.

"Halloween" invece, è tutt'altra storia.
In primo luogo perché è davvero un buon gioco, con un meccanismo semplice ma anche molto ben implementato:
Nel gioco siamo chiamati a interpretare una baby sitter, chiusa in una casa di due piani dalle molte stanze e alle prese con Michael Meyers.
Lo scopo del gioco è recuperare dei bambini e portarli nelle stanze sicure che si trovano all'estrema destra e all'estrema sinistra della casa (due per piano). In giro per le varie stanze potrete trovare un coltello con cui colpire Meyer per metterlo fuori gioco per un breve lasso di tempo. Attenzione: quando impugnate il coltello, non potrete prendere i bambini, e viceversa. Se Meyers arriva a un bambino, lo uccide (con un divertente effetto splatter), se arriva a voi, vi taglia la testa (e il vostro avatar correrà in giro spruzzando sangue da tutte le parti).
In alcune stanze la luce è ballerina e vi ritroverete a dovervi muovere al buio, nella speranza di non incappare in Meyers.

La cosa meravigliosa di questo gioco è che... mette paura.
Grazie all'ottimo uso del tema musicale del film e a un buon meccanismo ludico (in particolare l'idea delle stanze al buio), questo gioco è realmente in grado di generare tensione e di evocare splendidamente le atmsofere del film.
In poche parole, a mio avviso questo giochio è una perla misconosciuta di questa console e merita di essere giocato con attenzione.

Anzi, facciamo così: indico un concorso.
Qui sotto vi metto i link agli emulatori per Atari VCS e alle roms.
Provatelo e fate uno screenshot del vostro miglior punteggio, io farò lo stesso. Al punteggio migliore, un disegno originale di Meyers in azione fatto da me medesimo!

EMULATORI

TUTTE LE ROMS PER IL 2600

ROMS DI HALLOWEEN

Senza vergogna...




Ma visto che l'hype per il signore degli anelli è un poco sfumato, ne hanno fatto anche una seconda versione...




E per andare sul sicuro, una terza...