22.1.08

Bruno Concina vs. Il Ratto


Riporto da AF News la lettera aperta che Bruno Concina (autore storico di "Topolino") ha mandato alla Disney e alla stampa.
La questione ha una certa rilevanza e merita di essere segnalata.
Ognuno si faccia la sua opinione (io, sostanzialmente, penso che Concina abbia ragione da vendere ma penso pure che paghi anche lo scotto dell'attegiamento tipico degli autori disneyani che hanno affidato la loro intera carriera e vita nelle mani del topo).


La seconda lettera:
Venezia, 22 gennaio 2008

PREGO LA GENTILISSIMA FRANCESCA FAGIOLI DI VOLER CONSEGNARE COPIA DI QUESTA LETTERA AI DOTT. ALESSANDRO BELLONI - MAURO LEPORE - VALENTINA DE POLI - VERONICA DI LISIO - MARINA MIGLIAVACCA, DATO CHE LE E-MAIL LORO INDIRIZZATE MI TORNANO REGOLARMENTE INDIETRO PER "INDIRIZZO EMAIL ERRATO"

Carissimi,
credo di dovervi due righe di spiegazione sul perchè riceverete questa lettera e la seconda, scritta col "copia-incolla" dopo di questa.
Tutti sappiamo che "Topolino" sta attraversando una grave crisi di vendite, di immagine e di stile dei personaggi addetti a confezionarlo (non uso a caso il termine "confezionarlo").
Gli amici giornalisti ai quali questa è diretta per conoscenza mi hanno confermato di averne già avuto numerose notizie indirette da varie fonti.
Tengo a sottolineare con loro e con tutti gli altri ai quali indirizzo queste righe che NESSUNA NOTIZIA MI E' PERVENUTA DA FONTE INTERNA AL GIORNALE, MA UNICAMENTE DA FONTI ESTERNE BEN INFORMATE. MOTIVO PER IL QUALE NON VIENE INFRANTO ALCUN PATTO DI SEGRETEZZA (PERALTRO MAI SOTTOSCRITTO SU QUESTO SPECIFICO ARGOMENTO ED EVENTUALMENTE RIGUARDANTE SOLO NOTIZIE APPRESE ALL'INTERNO DEL GIORNALE) NE' MIO PERSONALE NE' DI ALCUN ALTRO, DATO CHE SI TRATTA DI DATI NORMALMENTE CONOSCIUTI E ALTRETTANTO "NORMALMENTE" TACIUTI.

Sembra esista una giacenza di Tavole disegnate da pubblicare (e nemmeno questo è un "segreto" interno alla redazione) che ha reso necessario ridurre drasticamente il lavoro assegnato ai collaboratori esterni. Che sono sempre stati molto più che "collaboratori esterni", ma la vera spina dorsale, la struttura portante del giornale. Siamo stati noi, cioè, a "fare grande" "Topolino", e sfido chiunque a dimostrare il contrario. Questo comporterebbe un minimo di lealtà da parte di chi è chiamato a confezionarlo. Un minimo di TEMPESTIVA informazione che è venuta completamente a mancare.

E' in corso una drastica riduzione del lavoro per i collaboratori esterni, molti dei quali, come me, si sono dedicati esclusivamente alla Disney e con i proventi (sordidamente tirchi) derivanti dal loro lavoro campano con le loro famiglie. Qualcuno, fiutato il vento infido, ha già trovato un secondo lavoro come CAMERIERE, altri emigrano con armi, bagagli e famiglia verso la Francia, altri ancora attendono o attendevano fedeli che la crisi si risolvesse, fedeli al loro posto: come avevo fatto io.

Poichè scrivo questa lettera a titolo personale, sarà bene dica due parole di presentazione su di me:

1) collaboratore da TRENTA ANNI E ALCUNI MESI delle riviste Disney
2) più di seicento storie scritte per le varie testate (sono forse settecento, ma voglio peccare per difetto)
3) inventore delle "storie a bivi", unica vera novità apparsa sul panorama del fumetto mondiale dalla sua prima uscita
4) inventore della serie "Macchina del tempo" (contemporaneamente ma del tutto autonomamente dall'altro inventore Giorgio Pezzin, una delle migliori penne della Disney, andatosene ormai da tempo, disgustato per il modo in cui veniva trattato)
5) inventore dei "DUCKIS", delle "MAGNIFICHE QUATTRO" e di altri personaggi ancora
6) traduttore di fumetti Disney dall'americano (periodo durato non meno di due anni)
7) conferimento della "COPERTINA D'ARGENTO" per la mia carriera di sceneggiatore disneyano (massima onorificenza che
attribuiva all'epoca la Disney), il secondo anno della creazione, subito dopo il conferimento della stessa al più grande sceneggiatore
disneyano mondiale Romano Scarpa.

Questo per fornire una breve panoramica delle mie attività presso la Disney.

Fedele alla Disney fino all'idiozia (mia), ho accettato di non avere alcun aumento di retribuzione (misera) negli ultimi cinque anni. Quello che contava era fare un lavoro ben fatto, al meglio delle mie possibilità, sia per amore dei personaggi sia per l'amore di questa azienda matrigna che non vi corrispondeva con altrettanta lealtà.

Una larga parte di noi ricorderà bene che, nella prima riunione che segnò il passaggio dalla gestione Mondadori all'assunzione in prima persona della Disney, l'allora Presidente Bertini (presente il Direttore Generale Virri) ci promise una PERCENTUALE SU OGNI SINGOLA RISTAMPA O TRADUZIONE ALL'ESTERO del lavoro da noi svolto. Esistono in vita almeno dieci persone in grado di testimoniarlo e, a richiesta precisa e netta dello scrivente sempre nel corso della stessa riunione, tale dato venne confermato.
Promessa che si rivelò poi del tutto infondata e che l'allora Presidente e Direttore Generale Umberto Virri negò, seccatissimo, fosse mai stata fatta, dandoci dei "bugiardi". Lascio a voi giudicare chi fosse "bugiardo".

Dopo lunghe lotte, ci venne concesso un miserabile 5% pagato a dicembre sulla quantità di lavoro svolto nel corso dell'anno. Un secondo contratto, due anni dopo, annullava anche questa concessione che sembrava quasi una carità.

Quando chiesi un aumento, dicendo che mi sarei accontentato anche di £ 3.000 "simboliche" a pagina, il responsabile dell'epoca (di cui, per discrezione, non dico il nome) mi disse che avrebbe considerato offensivo offrire "a una persona del mio valore" un tale ridicolo aumento. Evidentemente dimenticava che l'ultimo aumento era stato esattamente della stessa cifra.

Caricati di tutti i doveri: proporre e portare a termine un lavoro di ottima qualità...privati di qualsiasi diritto, se non quello di ricevere un piatto di ceramica a Natale.

Sollecitati a lavorare intensamente (basterà chiederne conferma al Direttore dell'epoca, di cui mi riservo su richiesta di fare il nome), stroncati nella produzione nei periodi di giacenze eccessive.

BENE! Comunque, il prodotto era ottimo...almeno fino a quando non ci si aggrappò ai computer, affermando ad esempio che "una storia simile era uscita negli anni '50". Si lavorava con passione e non solo per portare a casa la pagnotta...certo anche per quella. Ma più ancora per l'entusiasmo e un certo clima di simpatia che girava per la redazione.

Poi cominciarono ad apparire fatti sorprendenti.
Un mio soggetto venne approvato con DICIOTTO correzioni che lo snaturavano, svilivano, distruggevano...e che per motivi deontologici non volli fare. Lo stesso soggetto, parlandone tre mesi dopo con l'addetta alla supervisione, Dott.ssa Barbara Schwartz, passò SENZA ALCUNA CORREZIONE. Cioè, i DICIOTTO punti "fondamentali" corretti vennero tutti annullati e potei stendere la sceneggiatura come l'avevo prevista in origine.
Una storia natalizia di 36 (trentasei) pagine venne bocciata per UNA vignetta. Parlandone con la Direttrice Muci che non la ricordava, la storia la entusiasmò e ricordò di averla bocciata lei stessa PER QUELLA SINGOLA VIGNETTA. Le feci presente che una vignetta su trentasei pagine era meno di zero e che bastava cambiare quella. Approvò e la storia venne sceneggiata come l'avevo proposta, senza alcuna modifica a parte quella sciagurata vignetta.
Altri fatti? Critica di un soggetto dicendo che una cosa "era impossibile farla perchè il protocollo la impediva rigidamente". Rimandato il giornalista a una storia precedente in cui avveniva un fatto analogo ottenni come risposta...un costernato silenzio telefonico.
Ma i fatti si sprecano e per ricordarli tutti servirebbe un'enciclopedia.

E qui arriviamo al punto più divertente. Nell'assegnazione della quantità di storie realizzabili da gennaio a ottobre, vagliando la situazione dei singoli autori, a questa persona che scrive ("Copertina d'Argento", sei-settecento sceneggiature prodotte e TUTTE pubblicate meno quelle ancora giacenti), quante ne vennero assegnate? Dieci? Nove? Otto? Valutavo, data la crisi, un numero dalle cinque alle sei, anche avendo sentito altri numeri di storie assegnate a colleghi. Beh, mi fu comunicato che me ne venivano elargite DUE!

Una carità pelosa, come diciamo a Venezia, una deliberata provocazione o un insulto?

Si fosse trattato di attendere anche mesi senza lavorare, avrei potuto accettarlo. Essere trattato come l'ultima pezza da piedi, un povero vecchio cane tignoso, no.

Tuttavia possiedo un mio stile. Con la stessa gentilezza (stavo parlando con una persona educata e gentile, un amico imbarazzato per quanto mi stava dicendo e che era solo un portavoce) con cui le due storie mi venivano offerte, le rifiutai con la lettera che tra poco seguirà.

Perchè, allora, dopo il tono che spero troverete impeccabile della mia prima lettera, i toni aspri di questa? Perchè quei "signori", pronti a chiamarti quando avevano bisogno di te, non avvertirono neppure il dovere morale di una telefonata di ringraziamento per TRENTA anni di attività costante, fedele e di ottima qualità (e questo non me lo dico da me, ma lo affermarono loro nel conferimento di quella ormai famosa "Copertina d'Argento", ora sostituita da orribili topi verniciati di giallo).

I miei colleghi sceneggiatori sono sparsi per tutta Italia. Venezia, Roma, Napoli, Milano, Torino, La Spezia eccetera. Siamo una categoria disunita per necessità logistica, non certo per affiatamento e amicizia. Io dico loro: alcuni dei partecipanti a quella prima riunione ci hanno purtroppo lasciato per un mondo migliore (speriamo lo sia, almeno). Ma restiamo ancora in numero sufficiente (una quindicina) per poter testimoniare che alla prima riunione ci venne offerta una percentuale SU TUTTO IL VENDUTO IN RISTAMPA E SU TUTTE LE TRADUZIONI ALL'ESTERO. La testimonianza di ALMENO OTTO PERSONE E' VALIDA PER CONFERMARE UN CONTRATTO NON SCRITTO? E DICO OTTO PERSONE, PERCHE' SICURAMENTE QUALCUNO NON VORRA' METTERE IN PERICOLO IL SUO ORTICELLO O QUELL'OSSO CHE GLI VIENE ANCORA BENEVOLMENTE BUTTATO SOTTO IL TAVOLO E CHE SI PRECIPITA AD AZZANNARE. COSA DICE LA LEGGE IN PROPOSITO? VALE LA PAROLA DI OTTO-DIECI PERSONE CONTRO QUELLA DI DUE O FORSE DI UNA SOLA? UN CONTRATTO VERBALE, RIPETUTO E CONFERMATO SU RICHIESTA ESPLICITA DELLO SCRIVENTE, VALE QUANTO UN CONTRATTO SCRITTO O LE PAROLE SONO SOLO FLATUS VOCIS PRIVE DI SIGNIFICATO?

Odio le rivolte. Ma se mai ce ne fu una di sacrosanta, è questa. Venne mancato alla parola data, siamo stati adoperati come oggetti quando occorreva ed ora trattati con supponente degnazione...anzi NON trattati, dal momento che non siamo nemmeno degnati di una risposta.

Mi dice una fonte bene informata che la mia precedente lettera (che leggerete tra poco) non è stata l'unica. E che è in atto una "simpatica" e ipocrita congiura del silenzio. O dello struzzo: non vedo, quindi questo non esiste. Molto carino. Per questo, ingenuamente ma non troppo, ho indirizzato la prima lettera a quindici persone: pensavo che fosse difficile far sparire quindici lettere. Accipicchia, come sono ingenuo! Per questo, meno ingenuamente, ne informo adesso anche la stampa. Il "muro di gomma" è destinato a crollare, finalmente. Vediamo un po' se finalmente saremo giudicati degni di almeno un rigo di risposta o di una telefonata.

Una buona scusa? La direttrice di "Topolino", Valentina de Poli era a casa influenzata. Giustissimo e me ne dispiace. Tuttavia il giornale viene pubblicato ugualmente. Esistono altre figure che lo mandano avanti. Come mai NESSUNO di costoro ha sentito il bisogno di rispondere con una telefonata o una riga di email alla mia lettera?

Era una lettera gentile, che NIENTE chiedeva e non muoveva ALCUNA LAMENTELA. Vedere che nemmeno la cortesia, la gentilezza, l'umana comprensione contano minimamente, mi ha indotto a scrivere questa, che spero sia abbastanza dura per risvegliare qualcuno.

Ecco, comunque, copia della prima lettera da me indirizzata a QUINDICI persone della Disney. Dal Direttore Generale Publishing al Direttore Divisione Periodici, alla Direttrice (che purtroppo mi dicono influenzata e alla quale faccio i più sinceri auguri), al Vicedirettore, a due Caporedattori, a due Caposervizio e a giornalisti vari. O forse in Via Sandri c'era un'epidemia generale d'influenza da "gommite" (= muro di gomma)?


La prima lettera:
Venezia, 17 dicembre 2008

Cara Valentina,
ho parlato oggi con Stefano Petruccelli. Come sempre è stato gentilissimo: è una persona che stimo molto, oltre che per la sua educazione e intelligenza, anche per la sua serietà professionale.

Stefano mi ha detto che, da oggi a tutto ottobre, mi sono state assegnate due storie. Sinceramente, mi sono messo a ridere al telefono.

Capisco chiaramente che ormai a "Topolino" si nutre poca stima di me. Un grande disegnatore Disney (non faccio il nome per correttezza) ha detto una volta parlando di un altro grandissimo disegnatore (Romano Scarpa): "Non si può restare maestri per tutta la vita".
Parole sante.
Ti prego di credermi, quando ti dico che ti scrivo con l'affetto e la sincerità di sempre. Io ti voglio bene fin da quando eri quasi una bambina in segreteria e ti hanno rubato la borsetta in Sardegna, ricordi? Ci siamo stretti tutti attorno a te, solidali, ed Elisa è andata a comprarti una borsa nuova.
NO, non ti preoccupare, puoi leggere serenamente, in questa lettera non ti chiedo niente: anzi, regalo.
Vedi, cara Valentina, io sono un guerriero e sono abituato a battermi con le armi che mi trovo in mano. Fossi un giocatore di carte (non lo sono, per fortuna), giocherei con quelle che mi danno e seguendo le regole del gioco. Se le regole non mi andassero, mica pretenderei di cambiarle a mio favore: mi alzerei dal tavolo e me ne andrei, semplicemente.
Quindi non nutro assolutamente nessun rancore (che sarebbe ridicolo), ma solo sincera amicizia e comprensione per te e il tuo difficile ruolo.

Io, alla Disney, sono stato per un lungo periodo una Superstar (lasciamo perdere, per una volta, la falsa modestia). Non ti faccio un elenco del premio, delle mie invenzioni, dei personaggi nuovi, di storie che appaiono sulle antologie scolastiche...di tutto.

Però, buttare un osso guasto a un cane che attende mendicando sotto il tavolo di un banchetto, con due pezzetti di nervo attaccati... beh, non è il mio ruolo e nel mio carattere.

Forse avrete pensato: "Questo poveraccio ha lavorato per trent'anni e mezzo per noi, diamogli una caramella!". O forse, più sottilmente: "Quando vede l'offerta offensiva che gli facciamo, se ne va per conto proprio!". O forse, a calcoli fatti, restavano solamente due storie per me?

Comunque, mi dispiace, ma non posso accettare. Sai, siamo lontani da Milano (252 km per l'esattezza) ma tra noi le notizie corrono e so quante storie sono state assegnate ad alcuni miei colleghi. Indubbiamente varranno più di me.
Ma non era forse più dignitoso da parte vostra (scusami, non vi sto giudicando, esprimo solo una considerazione) dirmi che non servo più, come avete fatto con Lino Gorlero?

Vedi, cara Valentina, io sono povero: ho due paia di scarpe, due jeans (uno estivo e uno invernale, ma pulitissimi, li lavo molto spesso) e un paio di vestiti che non mi vanno più bene perchè sono ingrassato. Però mi chiamo Bruno Concina. E nessun Concina, almeno fino ad oggi, ha mai chiesto o accettato la carità. Forse io sarò il primo. C'è sempre una prima volta.

Non mi sembra il caso che io venga da te a Milano a supplicare, a mostrarti le bollette del gas, ad avere malori (come capitò qualche anno fa a un mio collega). Cosa potremmo dirci su questi punti? Certo, avrei piacere di vederti e salutarti di persona...ma il biglietto per Milano costa ormai più di quanto io possa permettermi di spendere. Smetterò di fumare, non comprerò più quotidiani, insomma spero che in qualche modo un panino e due fettine di mortadella non mi mancheranno.

Con la stessa gentilezza con cui Stefano mi ha offerto le due storie, le rimetto nelle tue mani. Penso che i miei ex colleghi saranno felici di avere un po' di lavoro in più.

Non è che mi si offrano molte alternative al lavoro con voi, lo sai bene. Ma non posso, per decoro personale, accettare un'offerta simile.
E adesso che la parte commerciale è terminata, posso finalmente dirti che ti voglio bene. Tuo Bruno.


Il commento finale:

Ritengo fosse una lettera cortese e, più che cortese, addirittura gentile per una persona che si vede presa per i fondelli e che, DOPO TRENT'ANNI di attività si vede frustrata, umiliata, presa in giro da un'offerta inaccettabile da qualsiasi punto di vista. Era talmente compromettente darle una risposta? Era così pericoloso, tanto da far temere di rischiare la scrivania? O si aspettava il ritorno della direttrice (mi dicono influenzata) per sollevare il telefono e chiamarmi? Ho TRE telefoni: casa, studio, cellulare. Sono reperibile in qualsiasi ora del giorno e della notte. Non si chiedeva nulla di più di un gesto cortese, davanti a un rifiuto necessariamente indispensabile per non abbassarmi al rango di chi mi faceva una simile proposta che oserei definire "oscena".

Ed è tutto. Stavolta non aspetto risposte: non mi interessano. Tuttavia ritengo che sia indispensabile che noi, sceneggiatori e disegnatori, tutti uniti, ci coalizziamo in un unico gruppo per ottenere quanto ci spetta di diritto per promessa formale. Le famose percentuali su ristampe e traduzioni, prima affermate solennemente e poi negate con un motto di stizza, sufficienza, arroganza dal Presidente e Direttore Generale Dott. Umberto Virri.

Cordiali saluti.

E, a differenza di altre persone, dato che non possiedo scrivanie dalle quali temo mi si si voglia staccare a forza, mi firmo

Bruno Concina

35 commenti:

Slum King ha detto...

Sono raggelato!

Fabrizio ha detto...

PESANTE!
Condivido in pieno la tua opinione. Nel momento in cui fai il freelance,avere più di una collaborazione è indispensabile.

Ma possibile che nessun altro editore voglia pubblicargli altre storie?
Intendo dire, non può esistere un Bruno Concina extra Disney, con altri personaggi?

In fondo è un'ulteriore emanazione del tuo precedente post. In questo caso la chiusura non è esterna al mondo del fumetto, ma interna, in una sua provincia.

Fab

Emi ha detto...

Sono anni che quella redazione di sottopancia sta affossando, sotto gli occhi di tutti, uno dei più grandi esempi dell'eccellenza italiana.

Però Roberto, la tua affermazione può valere per te, o per me, che abbiamo trent'anni e viviamo in un mondo diverso da quello di colleghi che hanno cominciato negli anni '50-'70. I vari Concina, Chendi, Martina, non lavoravano per la Disney. Loro SONO la disney.

spino ha detto...

non ho parole...solo parolacce...

:(

scott_ronson ha detto...

Certamente, è tutto molto triste. Concina è un tizio dannatamente in gamba e le sue storie parlano per lui (ha anche scritto un bel manualetto sulla sceneggiatura, uscito qualche anno fa per la Trentini, mi pare), però forse oltre allo scotto che dici tu paga anche quello di fare parte di una generazione di autori che non aveva la minima idea dei propri diritti o di quello che c'è scritto in un contratto. Unito a una casa editrice che ha una visione leggermente perversa del rapporto con i propri collaboratori (Barks doveva chiedere il permesso per dipingere quadri con i personaggi che aveva creato lui, per dire), il risultato non può che essere devastante.
(in realtà il problema nasce da contratti stipulati con mondadori, però immagino sotto direttive della casa licenziataria).

Insomma, per citare Toni Iommi: "Se vuoi fare la rock star, impara due accordi. Poi, prima di imparare il terzo, trovati un buon avvocato".

SJ ha detto...

Senso di profonda tristezza, spero che qualcuno si attivi per dare il giusto palcoscenico ad un autore trentennale..
...le storie a bivio e la macchina del tempo !
Che ricordi :)

Grazie Bru'!

IL GABBRIO ha detto...

Puttana maiala...
E pensare che ho studiato il suo manuale di sceneggiatura per fumetto (molto istruttivo)...mi spiace sentire una situazione del genere
Già mi stava poco simpatica, la Disney!

sraule ha detto...

Naturalmente l'unica risposta possibile, da parte di Concini, è trovarsi un altro editore e trovarselo in fretta.
Spero che questo avvenga presto e che il nuovo editore valorizzi il suo talento e la sua professionalità.
Personalmente non capisco il "senso di fedeltà" verso una casa editrice. Ne puoi condividere, la linea, l'atteggiamento verso il pubblico o anche lo schieramento politico, ma ciò non toglie che comunque ognuna delle due parti deve comportarsi in modo corretto con l'altra e la fedeltà non c'entra niente.
Ma immagino che questo modo di pensare sia tipico di noi co-co-pro :)

Randall ha detto...

Cazzo, ha ragione da vendere.
Che schifo.
Questo non fa altro che confermare la mia opinione riguardo a quanto sia caduto in basso "Topolino" negli ultimi anni.

Mi accodo a chi lo ringrazia per tutte le sue storie, hanno segnato la mia infanzia.

Grazie Bruno, ti auguro davvero buona fortuna perchè te la meriti. ;-)

ausonia ha detto...

questa lettera contiene un'umanità che commuove. solidarietà massima a bruno concina.


che pezzi di merda schifosi. neanche una telefonata. schifo.

Phayart ha detto...

Servirebbe un bello sciopero serio come quello degli sceneggiatori americani, forse qualcuno verrebbe a più miti consigli... ok, cerco di crederci prima che sopraggiunga un'ondata di pessimismo...

Joel ha detto...

Quest'uomo é enorme anche solo per la genialata delle storie a bivi, che naturalmente o amato moltissimo.
Meriterebbe ben di più di una telefonata, meriterebbe, come da lui finemente esplicitato, del rispetto verso il suo lavoro e la sua persona.

Non necessita invece di alcun apporto da parte della disney per quanto riguarda la classe ne ha abbastanza anche per noi.

Auguri signor Bruno Concina e grazie per le fantastiche storie.

Ogni storia a bivi vale almeno 3 storie normali quindi il conteggio delle sceneggiature é ancora più alto!

RRobe ha detto...

Ok, adesso però con calma:
la Disney ha pieno diritto di collaborare con chi vuole, di voltare pagina e iniziare un nuovo periodo e via dicendo.
I fumettari, in larga parte, sono liberi professionisti e questo significa che si accetta anche la merda che viene da questa condizione, oltre che i vantaggi.

Quello che è davvero discutibile sono due cose:

- le condizioni in cui si lavora in Disney ancora oggi (niente pagamento per le ristampe e per i diritti derivati da pubblicazioni all'estero)

-i modi usati dalla Disney nei confronti di Concina. Avrebbero fatto miglior figura a dirli:"Non abbiamo più bisogno di te", piuttosto che fargli una offerta vergognosa come quella delle due storie all'anno.

Ed! ha detto...

Quoto le stesse identiche parole del Gabbrio


scandalizzato.


P.S.: quante volte l'ho riletto e sfogliato quel manualetto di Bruno...

spino ha detto...

@ Robe:

"Ok, adesso però con calma:
la Disney ha pieno diritto di collaborare con chi vuole, di voltare pagina e iniziare un nuovo periodo e via dicendo.
I fumettari, in larga parte, sono liberi professionisti e questo significa che si accetta anche la merda che viene da questa condizione, oltre che i vantaggi."


Permettimi una piccola precisazione, robè: la condizione di cui parli, nel 90% dei casi non è volontaria.
Voglio dire che nel resto del globo terraqueo gli autori o lavorano per singolo progetto (e quindi poi si contrattano diritti e doveri) o fanno un contratto per un tot di tempo e/o progetti...

Qui, a parte la libertà di poterti alzare a mezzogiorno (che avresti anche a fare la guardia notturna), dove sarebbero i vantaggi del "libero professionista"?

davide furno' ha detto...

Che schifo, cazzo!!!

RRobe ha detto...

Spino: la libertà è di scegliere per chi lavorare.
Il punto è che nel nostro lavoro raramente si lavora sotto contratto e se si affida il proprio destino a una singola casa editrice, ci sta pure che cambi il vento e che la casa editrice ti molli.
Lo scandalo non è nel fatto che la Disney abbia ridotto o chiuso la collaborazione... ma la maniera con cui l'ha fatto (oltre alla faccenda dei diritti e delle promesse fatte).

ottokin ha detto...

Pochi cazzi, io fin da piccolo ho letto e collezzionato "topolino" ne posseggo oltre 1500 numeri, ho tutti i numeri dal 500 al 2000, ho battuto tutte le bancarelle di Porta portese a caccia di numeri mancanti.

So' perfettamente chi è Bruno Concina, ci sono cresciuto con le sue storie e in gran parte se mi piacciono i fumetti e se siamo qui tutti lo dobbiamo in parte anche al suo lavoro.

Ora leggo quanto accade su Topolino e dentro a Topolino, sinceramente pensavo che il mio giornaletto preferito dell'infanzia era oggi BRUTTO solamente perché sono io che sonoo invecchiato e invece...

E invece scopro che la gatta presciolosa ha fatto i figli ciechi, scopro che dentro alla redazione dell'ECCELLENZA italiana l'esperienza e la tenacia con cui Concina è STATO LA DISNEY non vengono riconisciute.

Ha ragione Rob quando dice che nel "Nostro" mondo un editore scegli con chi collaborare, ha molta ragione, ma qui non si tratta del NOSTRO mondo... CONCINA il nostro mondo lo ha creato, LUI c'è sempre stato, anche quando quel mondo non esisteva, lui non collabora con la Disney, lui E? LA DISNEY!
Un editore normale, dopo più di 30 di attività non lascia due storie ad un su storico autore, ma lo valorizza il più possibile!

Qualsiasi azienda fa crescere al suo interno le persone valide, qualsiasi azienda!

VERGOGNA!

Emi ha detto...

Sono pienamente d'accordo con Paolo. Chi conosce la storia di questa casa editrice sa com'è nata la scuola Disney italiana e sa a chi si devono le fortune di Topolino (Mario Gentilini in primis, d'accordo).

Il problema con Concina non sorprende molto: è solo l'ultimo di una lunga serie di epurazioni.
Quello che sorprende è come fa un editore a passare da più di VENTICINQUE testate al mese a... boh... tre? quattro? e a sfornare flop micidiali come Kylion e Paperino Paperotto senza che i redattori vengano decapitati.
Solo in Italia succedono ste cose. In altri paesi gli incompetenti si silurano per molto meno.

Giangidoe ha detto...

Probabilmente il vero problema è che chi si avvicina ora a questo mondo, così come a tanti ambiti professionali anche più "nuovi", sa già che deve aspettarsi alcuni tipi di contratto e collaborazione di carattere temporaneo (a progetto, a collaborazione, occasionali, eccetera).
Chi invece ha iniziato 30 o anche solo 20 anni fa non si aspetta di poter essere trattato dall'oggi al domani come un qualunque attuale precario fresco di laurea (ammesso che anche questa recente situazione sia "sana" e perfettamente naturale). E tantomeno non se lo aspetta chi ha ricevuto riconoscimenti artistici e professionali indiscutibili.
Questo penso riguardi il mondo del lavoro in generale.
Non bisogna poi lamentarsi che in vari settori si verifichi un abbandono dell'Italia. La flessibilità purtroppo non riguarda solo l'eventuale cambio del datore di lavoro. Spesso si è costretti a cambiare regione e ancor di più nazione.
Ma un Paese che non fa nulla per trattenerti non ti merita.
Qui si è ancora convinti che il solo fatto di poter lavorare sia un miracolo, anche se magari il compenso e la continuità sono secondari.
Non lo sono affatto.
Nel caso del fumetto e dell'editoria in generale possono cessare delle collaborazioni ed iniziarne altre, ma non è pensabile che un talento venga accantonato e messo in soffitta solo perchè non si è messo per 30 anni in stato di allerta/angoscia per l'instabilità occupazionale cui siamo costretti noi giovani di questi ultimi anni.

jester24 ha detto...

Quello che è accaduto a Bruno in in Italia capita tutti i giorni a moltissime persone in tutti, ma proprio tutti i campi lavorativi. In questo paese c'è lo sconsiderato andazzo che quando si sbagliano scelte commerciali, a pagare non siano i responsabili di queste scelte, ma i lavoratori. In Italia è così, anche per questo è un paese di merda. Rimane il fatto che la viltà dei direttori nei confronti di Bruno è inarrivabile. Manco le palle per dire non ci servi più. Scelta legittima ma doverosamente da notificare. In genere quando una testata arriva a questi comportamenti la fine è inarrestabile e secondo me augurabile. Rivalersi per un contratto promesso, ma non sottoscritto, temo sia aimè inutile, tanto vale rassegnarsi e cercare altre fonti di reddito. Bruno si è comportato da uomo, i suoi capi da vili, questo è chiaro.
Mi ha colpito una cosa. ma davvero dopo tanti anni di lavoro a quei livelli Bruno è così in bolletta? Solo due paia di jeans, due paia di scarpe ecc.? Mi dispiace davvero tanto e mi fa riflettere su quanto siamo giusti i target di noi wannabe, o meglio dreaming of.

PaoloArmitano ha detto...

Purtroppo stiam parlando di un'azienda...e come tutte le aziende, non mi stupisce la mancanza totale di umanita' nel trattare dipendenti, e fornitori esterni. C'e' poco da fare. Anche perche' finche' qualche osso viene buttato, a lamentarsi e a prendersela nel culo si e' sempre in pochi, per farsi valere veramente. Il discorso che fanno, credo che sia "Non ti va bene 'sta miseria che ti paghiamo? No problem. Altri minchioni come te a cui piace disegnare/scrivere ne troviamo a palate....prendere o lasciare"

...meglio pensare sempre all'ipotesi di andare a fare i camerieri, un giorno o l'altro...!

Curioso ha detto...

E' anche divertente che tutti sappiano che Topolino sta agonizzando ma che nessuno lo dica. Agli autori, poi ...

Giangidoe ha detto...

Io sarò stato un nerd fin dall'infanzia, ma devo ammettere -al di là degli innegabili meriti degli autori di Topolino- di aver sempre letto con più entusiasmo Tiramolla.
Lo consideravo un pò il cugino sfigato che solo io riuscivo a capire e apprezzare.
E di quello sì che ho tutta la collezione!
Per lo meno quella uscita nei primi anni 90.
Ok, questo va un pò fuori topic e mi scuso. ;)

spino ha detto...

@ rrobe:

Spino: la libertà è di scegliere per chi lavorare.

Scusa il francesismo, robè, ma...stocazzo!
Ma che scegliere e scegliere?
Abbiamo pochi grossi editori e quando non sono stronzi sono male organizzati.
Mi vorrai mica venire a dire che tu camperesti con la sola BD?

Il punto è che nel nostro lavoro raramente si lavora sotto contratto e se si affida il proprio destino a una singola casa editrice, ci sta pure che cambi il vento e che la casa editrice ti molli.

Non contesto, come anche tu hai detto, il fatto che Concina sia stato scaricato.
Contesto che uno che ha fatto sempre il suo lavoro (e pure bene) venga scaricato, e che i "manager" stiano ancora lì...
In altri paesi, come ha già detto qualcuno, sarebbero già cadute molte teste, prima e dopo quella di Concina.
E' questo lo scandalo. E accade solo qui.
Per fare un triste paragone, quando alla Fiat c'è aria di crisi mandano in Cassa Integrazione gli operai (che sono la parte produttiva, quindi "sana"), mica i dirigenti che di quella crisi spesso sono gli artefici...

La Disney perde colpi a causa degli autori o non piuttosto evidentemente, come sottolinea Concina, dei "confezionatori"?

Lo scandalo non è nel fatto che la Disney abbia ridotto o chiuso la collaborazione... ma la maniera con cui l'ha fatto (oltre alla faccenda dei diritti e delle promesse fatte).

Guarda, invece a me quella è la cosa che ha impensierito meno...i modi sono (o possono essere) "personali", le politiche aziendali no.

ciaps

dyp ha detto...

sono disneyano da sempre, ve ne sarte accorti dall'avatar, ho sempre pensato che lavorare per la disney fosse stata una cosa meravigliosa, forse perche' associavo i fumetti all'azienda, oggi ho scoperto la realta'.


concordo pienamente con ottokin

sono allibito

spino ha detto...

@ giangidoe:
"E di quello sì che ho tutta la collezione! Per lo meno quella uscita nei primi anni 90."

Fico.
Allora dovresti avere anche qualcosa di mio...se vuoi te lo autografo!!! :D

isline ha detto...

Magari!!
All'epoca non badavo molto ai nomi degli autori delle storie interne, ma ne ricordo molti titoli e trame.
Purtroppo i miei hanno messo tutta la collezione in cantina ormai da diversi anni, ma qualche numero ero riuscito a metterlo da parte prima dell'inscatolamento..
Non è che mi potresti linkare (o procurare) un elenco con le tue storie?
Mi piacerebbe molto far riaffiorarne qualcuna nella mia memoria.
Grazie!

Giangidoe ha detto...

Ops, chiedo scusa. Quello di prima ero io dall'account della mia ragazza..

spino ha detto...

@ giangidoe:

Guarda, avrò fatto 3/4 storie, prima che Traini chiudesse i rubinetti. :D

Mi ricordo sicuramente una storia con una gita in autobus (di Artibani/Bottero/Caroti) e un'altra mi pare dedicata al giardinaggio...

La cosa divertente era la direzione artistica di Andrea Domestici, il quale non mancava di criticare il mio stile a suo dire troppo "manga". Poi, compravi il numero in edicola e trovavi storie dell'ottimo Guglielmo Signora (secondo me molto sottovalutato), che di manga aveva pure le mutande! :D

Dopo due o tre volte affinai una subdola tecnica:
1 - portavo le tavole (a matita, le chine e i colori erano di altri)
2 - Attendevo l'immacabile critica a questa o quella vignetta.
3 - Tornavo a casa e facevo altro.
4 - il giorno dopo mi ripresentavo, prima di entrare in Comic Art davo qualche colpo di gomma sulle tavole quì e là, badando bene a lasciare traccia di riccioli della medesima.
5 - sottoponevo nuovamente le tavole al "responsabile artistico" che in tono paterno esclamava "Lo vedi che ora sono meglio?"
6- Intascavo l'assegno dalla signora Nanda!

:D

GreatMoranda ha detto...

Massima solidarietà a Concina, anche alla fine si è comportato come il signore che è sempre stato.

Una curiosità: ma la Disney non ha rilasciato nessun commento? neanche dopo questa lettera pubblica?

ALESSANDRO BONI ha detto...

Quoto in pieno RROBE!
Come mi sono gia' espresso in altri forum...

La disney ha solo dato prova di mancanza di syle e nulla piu'

Se un autore per 30 anni ha ricevuto 10 incarichi solo per consuetudine e senza nessun contratto non puo' pretendere che il 31esimo sia ancora cosi'!
Non sto dicendo che e' giusto....pero' e' il mercato!

Aggiungo (al di la' dei comportamenti/contratti della Disney con i collaboratori che non conosco e non mi interessano!)

nel pubblicare una lettera di questo tipo, il Guerriero, per me si e' pestato i piedi da solo...
Non che il contenuto sia provocatorio e polemico, ma il renderlo pubblico non giova ne a lui ne rende la Disney felice)
Capisco la rabbia, ma ha agito a caldo... mancando gravemente di Diplomazia...nel gesto...

Una cosa che ho imparato e' che se si finisce un rapporto di lavoro conviene sempre farlo nel modo migliore
(anche se a volte bisogna mandar giu' il magone!)

1 xche'si lascia un buon ricordo, soprattutto professionale di se e per referenze o magari per un ritorno di fiamma..fa sempre comodo!

2 Nella vita non si sa mai di chi si possa aver bisogno e anche due storie all'anno possono permetterti di pagare una bolletta

3 Politica aziendale: Tutti siamo utili nessuno e' necessario...facendo polemica pubblica (anche tra le righe) si rischia di passare per rompiballe e agli imprenditori spesso e sovente non piace portarsi in casa chi puo' dar problemi per quanto bravo sia, bensi' chi li risolve!
(non e' giusto ma e' cosi'!)

4 sempre facendo polemica o "disperandosi" in pubblico si rischia di passare per chi si autocommisera in Costanzo style...

e tutte queste cose non vanno certo a favore di Concina...

questo non toglie che abbia tutta la mia solidarieta' e che lo capisca fino in fondo...a me e' capitata la stessa cosa ed ho dovuto ricominciare quasi da zero con tre figli...
Non ho fatto lettere pubbliche..semplicemente ho ricominciato da un'altra parte, ora sono tornato dalla mia "Disney della situazione" valorizzato il doppio!
Se avessi fatto una lettera cosi'? Se avessi provocato... Col c....che mi avrebbero cercato per riavermi a tutti i costi! e ovviamente ad un prezzo piu' alto ;-)

il gioco del mercato e' uno schifo..ma una lettera del genere non fa altro che inasprire la "lotta di classe"...

figurarsi uno sciopero come accenna qualcuno...chi urla fa sempre brutta figura e passa da arrogante anche se ha ragione!

The Coach ha detto...

x alessandro boni:
comprensibilissima la real-politik che esprimi (d'altronde anch'io ho due pupette e so cosa vuol dire come spese fisse). La tua posizione è chiara e non esecrabile.
Legittima e comprensibilissima, d'altronde, anche quella tenuta da Concina, che, per converso, non ha chinato la testa e non se l'è sentita di ingoiare il rospo.
Il coraggio sprigionato dalle fiere parole di Bruno Concina non può essere che da esempio per quelli che soggiaciono in condizioni analoghe nella redazione Disney italiana.
Mi auguro che vengano riconosciute le sue legittime pretese e che chi di dovere, perlomeno, si vergogni di una condotta immorale, meschina, vile - benchè, come da Concina ampiamente riconosciuto, legittima dal punto di vista gestionale.

ALESSANDRO BONI ha detto...

beh..se non altro uno che mi da in parte ragione....

e pensare che io sono un Robin Hood...ma a forza di legnate ho imparato che non e' la polemica a far cambiare le cose...

Bruno si e' lanciato in questa crociata...probabilmente consapevole...ma non credo che cambieranno le cose piu' di tanto...almeno non prendendo questa strada!

i avrei provato a chinare..andarmene e poi tornare a testa alta..tutto qui! Secondo me non era il momento adatto nella sua posizione...

prima avrei messo i remi in barca e poi una volta ripreso l'onda, a mente lucida e rinvigorito avrei provato a remare piu' forte del Galeone...

Mai e poi mai rinnciare a combattere...ma farlo con strategia e freddezza rende molto di piu'!

The Passenger ha detto...

Concina (che non ho l'onore di conoscere personalmente) ha ragione da vendere sul modo in cui spesso multinazionali e grosse aziende ( editori in questo ambito lavorativo ) "liquidano" collaboratori decennali.RRobe dice giustamente che bisogna essere consapevoli del rischio che a fare il freelance si possa tante volte mangiare della merda ed accettare lavori magari umilianti e cmq sempre migliori dell'andare in miniera. E da ex collaboratore esterno a diversi disegnatori ho vissuto situazioni simili anche in ambiti lavorativi diversi da questo.Non mi sconvolge nemmeno più l'assoluta NON professionalità della suddetta multinazionale che nemmeno ricorda il valore delle storie prodotte in Italia e nemmeno il fatto che le difficoltà di vendite e l'alto numero di rese debba restare un segreto.Mi vanto di essere amico di un disegnatore 75enne per il quale disegnare equivale a respirare come lo stesso credo sia lo scrivere per il sig. Concina.Il grande Leone Cimpellin sono anni che si batte per cercare di rientrare nel mainstream da cui lo hanno fatto fuori.Purtroppo anche dietro grandi aziende ci sono pusillanimi che non conoscono la professionalità e che si nascondono dietro questi mezzucci.Io non sarei riuscito ad andarmene come Concina ha fatto e lui deve lottare fino in fondo per avere quello che gli spetta dei diritti di ristampa.Anni fa non venivano nemmeno restituite le tavole.E' ora di finirla grandissime facce di merda, Concina ha tutto il mio supporto e se vorrà potrò metterlo in contatto con Cimpellin per fare una bella storia.Ed attenzione a tutti, in Italia non c'é solo la Disney a comportarsi così. Long life to professionality!