5.1.08

Osteria numero sette...

Qualche giorno fa lo Spazio Bianco ha fatto una mini-recensione non esattamente positiva di "Battaglia: le guerre di Pietro"(la trovate qui).
Fin qui, tutto nella norma.
E' pieno diritto di un recensore quello di leggere-vedere-ascoltare qualcosa, non trovarlo di suo gradimento e dirlo in fase di recensione.
Quello che però mi ha lasciato come uno stronzo è la firma in calce alla recensione:
Mario Taccolini.
Sono rimasto così perplesso che all'inizio ho pensato che fosse un caso di omonimia e invece, dopo qualche ricerca, ho scoperto che si tratta proprio di quel Mario Taccolini che è pure l'editore delle edizioni Arcadia, la neonata casa editrice di fumetti.
Ora... sarò scemo io, ma è normale che un editore faccia il recensore di prodotti di altre case editrici? Cioè, è normale che un sito di critica a fumetti che si vuole serio, ospiti come recensore qualcuno che è in palese conflitto deontologico visto che da una parte assume il ruolo del critico (che dovrebbe essere equidistante da qualsiasi opera si trovi a recensire) e dall'altra ricopra il ruolo di editore concorrente proprio di quei prodotti di cui, come critico, si mette a parlare?

Io, se leggessi una recensione negativa di un volume Coconino fatta da Marco Schiavone (il signor BD) mi metterei a ridere... esattamente come mi farebbe ridere una recensione negativa dell'ultimo sistema operativo Apple, scritta da Bill Gates.

"Oste, com'è il tuo vino?"
"Bono"
"E il vino degli altri?"
"Allungato con il piscio!"

Vi sembra forse un parere affidabile?
Bah.
Ormai non mi stupisco più di niente.
Il nostro settore, specie in queste spigolature, sa sempre rendersi squisitamente ridicolo, questo è certo.

47 commenti:

ro-mario ha detto...

mi spiace tu l'abbia presa male, anche se la recensione non è poi così negativa.
mi spiace soprattutto tu non abbia valutato la possibilità che io possa cercare di essere "neutrale" -ragionando da lettore o da gestore di una fumetteria- nello scrivere una recensione di un prodotto sul quale, tra l'altro, ho investito molto (ne abbiamo acquistate 30 copie che, per una fumetteria di Bergamo, mi sembrano cifra più che accettabile).
tra l'altro: non mi sono "improvvisato" recensore, visto che scrivo recensioni -più o meno bene, più o meno condivisibili- dal 1994.
mi è stato chiesto, a seguito di una discussione nata sul forum dell'Afui, di tornare a scrivere per lo Spazio Bianco: ho risposto che mi sarebbe piaciuto ma facendo presente il fatto che, da qualche mese, sono diventato editore, chiedendo se fosse il caso o meno di scrivere recensioni di prodotti di altri editori.
forse mi sono lasciato convincere troppo facilmente, forse ha inciso il fatto che la mia prima recensione di un prodotto BD -un editore che stimo molto e su cui, come fumetteria, ho sempre investito molto- sia parzialmente negativa (avevo chiesto di farne anche una su "milano criminale 3", e volevo proporne una su "come un cane", volumi che ho amato moltissimo), sarà che, sotto molti punti di vista, ragiono ancora come un ragazzino nel paese dei balocchi... però, personalmente, mi ritengo a posto.

mendo ha detto...

Totalmente d'accordo. Capisco che non sia sempre facile trattenersi quando si sente il desiderio e la necessità di parlare di un prodotto della concorrenza, ma andrebbe fatto. Per questo io nel mio blog (ma anche nei forum vari) praticamente non parlo mai di fumetti/anime di altri editori. Se lo faccio, è solo quando devo parlarne bene :)

Ciao e spero che ti rimetta in fretta e tutto torni ad andare bene ;)

mendo ha detto...

PS: parlavo comunque in generale e NON mi riferivo alla specifica recensione che non ho letto e quindi non giudico. Era solo una considerazione in linea di principio :)

SJ ha detto...

Confido nella buona fede delle persone (tanto poi alla fine decido io :)), aggiungo poi che non l'ho trovata così negativa (una qualche legnatina)

Cmq ben trovato

RRobe ha detto...

Non è che l'ho presa male, Mario.
La recensione poteva essere anche peggio ma il punto non è questo.
Il punto è che, molto semplicemente, non ha senso che un editore recensisca i volumi della concorrenza. Ma del resto, non ha nemmeno senso che un sito di critica a fumetti chieda a un editore di farlo.

Oltretutto, per te, è anche una cosa che ti mette in una posizione antipatica.
Nella rece su Battaglia parli di grafica, veste editoriale e quanto altro... quando ci vorrebbe, secondo te, perché qualcuno si alzasse e ti dicesse: "ma invece di criticare l'altrui veste editoriale, perché non curi maggiormente quella dei tuoi prodotti?"
E' per quello che ti dico che, in quanto editore, la tua posizione di critico (specie di materiale appartenente allo stesso segmento in cui operi tu), semplicemente non ha senso. Ma io trovo proprio insensato che "Lo Spazio Bianco" ti abbia chiesto di farlo.

Tu andresti da un ristoratore a chiedere come si mangia nel ristorante davanti al suo?

ro-mario ha detto...

"ma invece di criticare l'altrui veste editoriale, perché non curi maggiormente quella dei tuoi prodotti?"

beh: quello l'ho dato per scontato sin dall'inizio.

RRobe ha detto...

E allora si vede che sono io che non capisco più un cazzo.
Per me la deontologia professionale, il distacco del critico dalla materia trattata, il fatto che il critico debba essere inattaccabile sotto il punto di vista deontologico, rimane una roba fondamentale e alla base di ogni critica seria.

ro-mario ha detto...

oppure quello che non capisce nulla sono io.

Giuseppe Di Bernardo ha detto...

Mi inserisco nella discussione in punta di piedi, e premetto, non ho ancora letto il lavoro di Rob e neppure la recensione di Mario. Ma non credo sia il succo della questione.
Credo che il linea teorica, Roberto abbia ragione. Ma tra il bianco e il nero ci sono infinite sfumature. Mario è stato per anni libraio appassionato e lettore/recensore innamorato. Da pochissimo è un piccolissimo (Mario, perdonami)editore. Credo sinceramente che conoscendo la sua sincerità e onestà, possa continuare, almeno per un po' a far parlare anche il suo lato oscuro, quello del lettore innamorato. almeno fino a quando le edizioni Arcadia non saranno una vera realtà editoriale.
Oltretutto, seguendo alla lettera la teoria di Roberto, un disegnatore o uno sceneggiatore non dovrebbero mai parlare dei colleghi, invece, se l'opinione viene espressa con rispetto, diventa sempre una occasione di crescita.
Un caro saluto a tutti e due.

RRobe ha detto...

Sul parlare dei colleghi: io cerco di far valere la regola del "se non ho nulla di buono da dire, allora sto zitto", proprio per una questione di rispetto verso gli altri colleghi.
Detto questo, capita pure a me di spalar merda su qualcuno che mi sta sulle palle... ma in quel caso è ben chiaro che il mio è un punto di vista fazioso.

ro-mario ha detto...

puntualizzo, però:
1) non mi sembra di aver spalato merda su nessuno (dire che "Recchioni si dimostra un mostro di bravura nel descrivere personaggi "bastardi"" e "Nel complesso un volume bello, ma al di sotto delle aspettative" mi sembra lontano anni luce dallo spalare merda);
2) non mi stanno sulle balle le Edizioni BD, nè tu, nè Leomacs (anzi, mi state tutti simpatici).

RRobe ha detto...

Si parlava per linea di principio, Mario.
Come detto, il fatto che la rece sia negativa o meno, è ininfluente.

ro-mario ha detto...

ho preferito puntualizzare comunque, per chi magari ha letto la discussione senza leggere la recensione.

sabo ha detto...

siamo nellambito del famoso "conflitto di interessi"..
personalmente ritengo che per evitare qualsiasi fraintendimento, strumentalizzazione o beghetta di alcun genere sia bene chiamarsi fuori da certe situazioni..
cambiare il mio ruolo necessariamente cambia il modo in cui io devo rapportami col contesto.
in un caso simile, se divento editore, per quanto piccolo (anche perchè qual'è il limite che mi fa passare da piccolo a grande editore? quale quota di mercato o cifra di venduto?) devo accettare che inevitabilmente il mio ruolo nel mondo del fumetto cambia, che mi si aprono nuove possibilità ma anche che me ne se chiudono altre, per quanto a me care.
tutto questo senza aver ancora letto Battaglia, nè conoscere Mario nè la sua recensione nè la sua casa editrice.
se si cominciano a fare distinguo o eccezioni, entriamo nel campo minato dei casi particolari in cui tutti possono dire tutto e il contrario di tutto..

marco turini ha detto...

Conosco Mario da troppo tempo e gli voglio troppo bene per non sapere che da parte sua ci sia stata la massima imparzialita' per quello che rimane un suo personale giudizio...

Devo anche rilevare che le Edizioni Arcadia, per quanto piccole, stiano producendo un bel po' di ''bella roba'' e che quindi si pongano di fatto come editori veri e propri....e quindi ''sul mercato''.
( ci siamo dimenticati chi sono gli autori di Giada?).


Sono sincero, fossi stato in Mario avrei evitato di scrivere qualsivoglia recensione ma e' una sua decisione personale e quindi so che sapeva di esporsi a contro-critiche.


un saluto,


marco



P.S. ho conosciuto Mario verso il 97 che faceva una fanzine ( Nuvole ) dove intervistava autori e scriveva recensioni quindi trovo del tutto naturale che continui su quella strada...certamente il suo ruolo e' da poco cambiato e adesso e' un editore e quindi con responsabilita' diverse.

Alex "AxL" Massacci ha detto...

Premessa quoto in toto Marco (ma anche il Dibe)...ed aggiungo che anche io potrei risultare parziale (per amicizia nei confronti di Mario e una collaborazione che ci stà attualmente legando) a chi non mi conosce.
Ho letto Battaglia e la recensione di Mario... mi son piaciuti entrambi. Rrobe le critiche di Mario sono pertinenti e non forzate.. non cerca la magagna a tutti i costi, e dove la trova bilancia con il corrispettivo positivo. A mio avviso è una recensione costruttiva che non può danneggiare in nessun modo il tuo lavoro.
Se il problema, invece, è solo "un editore non dovrebbe parlare di prodotti concorrenti", ti rispondo con una domanda: può un editore distribuire altri editori?
Certo! Ma ovviamente si espone al mal pensiero (o semplice dubbio) di chi vede la cosa dal di fuori.
Legittimo, ma non per forza sempre vero

IL GABBRIO ha detto...

Hem...non c'entra un cazzo col post, ma mi sono appena collegato dopo un paio di giorni di assenza e...un "Bentornato" ci sta tutto!!! : D

Guglielmo Nigro ha detto...

che mondo triste quello in cui si parta dal presupposto di malafede nelle persone.

non so, una critica matura dovrebbe permettere un confronto di idee tra e con i professionisti.

nessuno dovrebbe avere l'unica etichetta di autore editore critico... questa visione del mondo proprio non mi appartiene. e grazie a dio non appartiene neppure allo spazio bianco.

ci permettiamo di giudicare le singole persone e i singoli contributi in base all'idea di serietà e correttezza che ci facciamo della persona stessa. credo che se tutti facessimo così, il mondo (del fumetto e non solo) sarebbe un po' migliore.

ciao

RRobe ha detto...

Ah, la professionalità... (questa sconosciuta).

Guglielmo Nigro ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
Guglielmo Nigro ha detto...

certo la Professionalità:
aspettiamo che dai a chi credi l'etichetta presunta.

non importa valutare la professionalità dalla qualità di un lavoro o dalla serietà di un giudizio.

aspettiamo di avere una bella etichetta.
dopo di chè, caro rrobe, esci dal tuo mondo di sogni fatto di opposizioni in bianco e nero, vai ad approfondire un po' quello che fa e ha sempre fatto la critica nel mondo, e scoprirai che molti autori, editori, ecc. hanno fatto e fanno critica, senza per questo perdere in credibilità.
che ci sono persone, a differenza di qualcuno, che sa vestire i panni giusti nei contesti diversi senza per questo sputtanarsi. anzi, mostrando di capire che il nostro mondo è molto più complesso ma lineare (non dietrologista) come credi.

siamo proprio su due pianeti diversi.
ah, la malafede. che bello non essere professionisti come dici tu!

RRobe ha detto...

Guglielmo, c'è una cosa semplice al mondo, si chiama deontologia professionale.
Voi non sapete dove passa di casa.
Perché?
Perché siete una fanza, tutto qua.

Guglielmo Nigro ha detto...

questo mi fa ridere.

sai cosa credo? che se pensi che, come da esempio, schiavone non è in grado di esprimere un giudizio su coconino, il problema è di schiavone e non della critica.

la deontologia non centra proprio nulla.
esiste solo come questione di principio, in astratto, perchè le cose si fanno coi fatti e con la serietà delle persone.

questo proprio non lo vuoi capire, eh?!

Guglielmo Nigro ha detto...

scusami, aggiungo un'altra cosa:
siamo una fanza, con ottimo senso spregiativo, mi sembra di capire, perché?! perchè nella vita facciamo gli psicologi, i musicisti, gli impiegati, i portinai, gli editori, ... e non possiamo permetterci di campare facendo cosa... la Critica professionale?!
ma per favore!!

RRobe ha detto...

Deontologia professionale.
Serve un dizionario cartaceo o te ne basta uno on-line?

Guglielmo Nigro ha detto...

ok, è evidente che non ti interessa argomentare. il mio pensiero l'ho espresso. chiudo qui.

RRobe ha detto...

Il pensiero te l'ho argomentato per un post e svariati commenti.
Se fai l'editore, non fai il critico di materiale di altri editori. Specie di editori del tuo stesso ramo.
Non ci vuole una scienza.

Guglielmo Nigro ha detto...

siccome sembra che viviamo in due mondi diversi, ti cito due esempi chiari e significativi dagli stati uniti:

la più celebre e credibile rivista di critica in usa (purtroppo anche una delle poche rimaste) è il comics journal, che è diretto da groth, responsabile della casa editrice fantagraphics. deontologia professionale?

secondo esempio: steven grant, noto autore di fumetti, tra cui cito il primo punitore e x della dark horse è un bravo e competente critico di fumetti, che non lesina critiche sensate al settore e all'"economica" che lo regola. deontologia?

e potrei andare avanti molto a lungo, citando anche esempi in letteratura e nella musica e nel cinema.

lo ripeterò alla nausea: il mondo del fumetto è talmente immaturo da non capire e non poter accettare queste cose. perché? mi piacerebbe una risposta su questo.

RRobe ha detto...

Complimenti, due begli esempi a muzzo che ci capano ben poco con il caso specifico.

La Fantagraphic, editore che da sempre è a parte.

Stevn Grant: un autore che parla di altro (per tua specifica ammissione) e non del lavporo dei suoi colleghi.

Ora un paio di eccezioni pertinenti me le puoi portare?
Chessò... un Lupoi che recensisce i prodotti Planeta.

Guglielmo Nigro ha detto...

"La Fantagraphic, editore che da sempre è a parte."

scusa, cosa vuol dire è a parte?! ti dico che il signor groth fa le scelte editoriali della fantagraphics e dirige una rivista di critica. e si occupa di critica, e conduce interviste, ecc. ecc. a parte di cosa?!

"Steevn Grant: un autore che parla di altro (per tua specifica ammissione) e non del lavporo dei suoi colleghi."

affatto! critica eccome anche autori e lavori delle case editrici per cui ha lavorato/lavora. ma parla anche del sistema editoriale e produttivo degli usa.

per il sig. Lupoi... siamo in Italia. la deontologia lo vieta!

RRobe ha detto...

Esiste un peggior sordo di chi non vuol sentore? Sì, esiste. E' un sordo fanzinaro, probabilmente.

Davide ha detto...

Ora un paio di eccezioni pertinenti me le puoi portare?
Chessò... un Lupoi che recensisce i prodotti Planeta.


recensione di fumetto BD
http://marcolupoi.nova100.ilsole24ore.com/recensioni/index.html


recensione fumetto DC
http://marcolupoi.nova100.ilsole24ore.com/2008/01/best-of-2007.html

serve proprio di un prodotto planeta?

Guglielmo Nigro ha detto...

diavolo, è incredibile.

lupoi si permette di recensire di tutto: da jodorowski a fun home... non leggo il suo e non lo sapevo!

rrobe, digli qualcosa che io sono sordo-muto!
(e con questa chiudo sul serio, almeno finché il rrobe non pubblica il suo trattato di deontologia professionale del buon fumettista autoreferenziale)

RRobe ha detto...

No, Davide.
Sono pertinenti, concordo.
Su un sito personale ma, sicuramente, pertinenti.

Ne parla bene o male?

Ettore ha detto...

Ma allora le recensioni che apparivano su L'uomo ragno della Panini, o quelle che fa Bottero sui suoi volumi, sono contrarie alla deontologia? Oppure la differenza è se ne parli bene o male? Boh.

Il bello è che tempo fa hai citato come ottimo esempio di critica web il sito di... Michele Medda. Un autore che parla (anche male) di altri autori? Dove andremo a finire, dico io...

Come ho chiesto a Mario di scrivere per noi, sapendo della sua esperienza precedente, ho chiesto anche ad alcuni autori che conosco e per i quali sono sicuro che sappiano scrivere in maniera intellettualmente onesta.
Come, non ci crederai, sono convinto sapresti e sai scrivere pure te (anche se, visto che ci hai messo tra i "non preferiti", non penso proprio sarebbe il caso di chiedertelo :D).

E comunque arrivi tardi: abbiamo ospitato sul sito interventi di Alessandro Bottero, di Andrea Plazzi, e sicuramente di altri autori/editori/responsabili per cui si potrebbe pensar male quanto si vuole.

Ettore

Davide ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
Davide ha detto...

No, Davide.
Sono pertinenti, concordo.
Su un sito personale ma, sicuramente, pertinenti.
Ne parla bene o male?


che importa?
se è una questione di principio poco importa o no?

oppure, per capovolgere, tu (così, per non coinvolgere altri, mi passerai l'esempio mettendo te in prima persona) puoi essere considerato onesto e distaccato se recensisci (benissimo) un fumetto di un tuo amico?

il punto che sosteneva guglielmo è:
o c'è buona fede (e allora anche tu, che parli bene del fumetto del tuo amico, sei credibile)
o non c'è (e allora anche tu, che parli bene del fumetto del tuo amico, sei poco credibile, o ridicolo, come hai "aggettivato" nel post)

allora direi, se hai un minimo di stima verso il sito e chi lo realizza, concedi la buona fede e prendi la min come un piccolo appunto in un mare di cose buone scritto da un appassionato (che fa anche l'editore ma che spera anche di vendere 30 copie che ha prenotato in qualità di venditore; non sarebbe stato più disonesto dire è bellissimo tout court con la speranza di piazzare le copie che ha preso)?

RRobe ha detto...

Ma su internet, sul serio, vale solo la prima frase e l'ultima?
Lo abbiamo detto e ripetuto: se non hai nulla da buono da dire sul lavoro dei tuoi colleghi e concorrenti, allora non dire nulla.
E' una regoletta banale che viene applicata, praticamente, da qualsiasi professionista in qualsiasi settore.

Ma che senso ha la critica negativa di un editore ad un altro?
Anzi: è critica?

Daresti peso all'opinione negativa di del proprietario di un ristorante che parla male del ristorante di fronte al suo?

Davide ha detto...

Ma che senso ha la critica negativa di un editore ad un altro?
Anzi: è critica?

questa domanda mi spiazza
non so rispondere

mi verrebbe da dire che è ovvio
ma temo di sbagliare, visto che sei così sicuro
quindi la critica deve essere solo "positiva"?
no, non rispondere, me lo chiedo da solo e, stranamente, mi viene da rispondere no

Davide ha detto...

Daresti peso all'opinione negativa di del proprietario di un ristorante che parla male del ristorante di fronte al suo?

facciamo così: daresti peso all'opinione negativa di sergio bonelli su un tuo fumetto pubblicato da BD?

io dico di sì enon devi rispondermi

è questione di stima e rispetto, ma l'aveva detto guglielmo una vita fa

RRobe ha detto...

No che non deve essere solo positiva.
Ma, in special modo se negativa, deve essere fatta da elementi al di sopra delle parti, altrimenti il dubbio di faziosità (e quindi la messa in discussione della critica stessa), resterà sempre.

Ripeto: se io parlo bene di un qualche fumetto, è palese che lo faccia perché mi piace. Non me ne viene nulla parlarne bene.
Se ne parlo male, ci sarà sempre qualcuno che potrà adombrare il sospetto che io stia portando acqua al mio mulino.

ausonia ha detto...

mah... rrobe. non so che dire.

anzi, sì: a me battaglia è piaciuto poco e ho trovato la critica di mario anche troppo buona. rispettosa. ora credi che faccia queste considerazioni sul tuo libro per portare acqua al mio mulino? no. è la mia apinione. opinione che si basa su altre storie che ho letto su vampiri, e altre ancora che mi sono piaciute di più per mille motivi.
credo che chi lavora in questo settore (autori, editori ecc...) siano anche lettori di fumetti e come tali abbiano la libertà di critica. positiva o negativa. a patto che appunto svolgano quel diritto da appassionati (la critica professionale nel fumetto non esiste, si sa, quindi solo di appasionati si può parlare) in modo onesto. e dire che la neomicroscopicaarcadia ritenendo non troppo buoni certi fumetti editati da altri porti l'acqua al suo mulino... mi sembra una stronzata. dai. lo sai.
sappiamo tutti che mario ha scritto le cose che pensa in totale e assoluta buonafede.
il tuo discorso sul "principio" lo accetterei solo e se in questo paese (a differenza di francia e usa) esistesse una critica fatta di professionisti (nel senso di studiosi, esperti, ricercatori) che fanno della critica il loro onesto mestiere. ma così non è. si sa. e quindi prendiamo ciò che viene detto dei nostri libri con serenità, senza malafede, almeno.

Davide ha detto...

Ripeto: se io parlo bene di un qualche fumetto, è palese che lo faccia perché mi piace. Non me ne viene nulla parlarne bene.
chi è in cattiva fede potrebbe dire che ti "ingrazi" l'editore (che ti da/rà lavoro)
ma non fa nulla
se per te solo il giudizio negativo può essere poco obiettivo non ci posso far nulla
per me anche il positivo

RRobe ha detto...

Per Ausonia: ma infatti del discorso di principio si stava parlando. Io sono sicuro della buonafede di Mario. Nonostante questo mi fa strano vedere un editore che parla dei prodotti di un altro editore (sostanzialmente concorrente).

ro-mario ha detto...

"Io sono sicuro della buonafede di Mario."
grazie

"Nonostante questo mi fa strano vedere un editore che parla dei prodotti di un altro editore (sostanzialmente concorrente)."
io, invece, non mi sento per nulla concorrente della BD. A parte le dimensioni delle due case editrici... con Marco c'è sempre stato un bel rapporto: mi spiacerebbe s'incrinasse per questa questione e, più tardi, lo sentirò al telefono per chiarire personalmente.
Se c'era da fargli un piacere, gliel'ho sempre fatto PER AMICIZIA, non per convenienza. E lui, a me, ne ha fatti altrettanti (se non di più).
Solo un idiota avrebbe scritto quella recensione con l'intento di danneggiare la BD, ed io non mi ritengo un idiota.
Teniamo presente che ho accettato la proposta dello Spazio Bianco anche perché mi pare che, in Italia, non esista la figura del "critico professionista di fumetti". Ho dato per scontate alcune cose che, a quanto pare, non lo sono per tutti. Sovrastima di me stesso, probabilmente.
Detto questo: sono convinto di essere perfettamente in grado di "staccare la spina", quando serve. Fare l'editore, o il fumettivendolo, per me è sempre stato, e rimane, un hobby. Quando ho scritto quel pezzo (volevo scrivere recensioni anche di "little star", di "come un cane" e di altri volumi, ma non ne ho avuto il tempo), ho messo da parte ogni pensiero da editore per tornare ad essere un lettore di fumetti che vuole dare un parere su un volume. Sono convinto che il mio "peccato" sia stato quello di debuttare con una recensione non particolarmente positiva (cadrebbe tutto, di fronte alla risposta dell'oste: "E il vino degli altri?"
"Per niente male, anzi: questo è meglio del mio...". O no?).
Il mondo della critica fumettistica (così come quello editoriale, o quello delle fumetterie) può tranquillamente fare a meno di me (ed anch'io posso fare a meno di lui), ma io mi sono sempre divertito a starci in mezzo.
Tu (e non solo tu) dici che ho sbagliato, altri vedono come assurda la tua incazzatura (perché di incazzatura si tratta)... boh! ci penserò su.

RRobe ha detto...

Io non lo so Mario. Nel senso che non sono sicuro di essere capace io stesso di staccare la spina, di allontanarmi dal mio ruolo e fare una critica distaccata e professionale. So che ci sono sempre mille fattori che poi ti entrano nel dna e che non ne escono più.
E so che una critica vera, professionale, mi piacerebbe tanto averla.

ro-mario ha detto...

"E so che una critica vera, professionale, mi piacerebbe tanto averla."

ovviamente -come appassionato, prima di tutto- sono d'accordissimo.