15.2.08

Fragorose Chiacchiere da Bar.


Michele Medda, sul suo SITO, fa un lungo editoriale dove tocca svariati argomenti.
Tra le altre cose parla del "Caso Concina" (quasi meglio del "caso Cogne", ormai), della morte di Angese e via discorrendo.
A mio parere dice alcune cose giuste e alcune fuori bersaglio... (leggetelo e fatevi da soli la vostra opinione).

Intervengo solo su un punto che mi chiama direttamente in causa (più di altri) e che riporto qui sotto:

Quello che mi fa rabbia, però, è che la convinzione che quello del fumetto è un “non–lavoro” sia condivisa da molti autori. Che magari a parole reclamano la dignità del loro lavoro e nei fatti la smentiscono.
Per essere chiari: che opinione avreste del vostro commercialista, del vostro medico, del vostro avvocato, se vi accorgeste che passano quasi tutto il giorno attaccati a internet a ciarlare di questo e quello? Cosa ne pensereste se leggeste nei loro blog decine di messaggi di pura fuffa etichettati simpaticamente come “cazzeggio”? Se pubblicassero una decina di foto di pin up poppute e vi invitassero a votare la più arrapante? O se semplicemente sbrodolassero per lunghe paginate su come è stato difficile diagnosticare la causa dell’allergia della contessa Serbelloni, o di quali struggimenti comporta compilare l’F24 del ragionier Cazzaniga? Se vi tormentassero dicendo che hanno già visto l’ultima puntata dell’ultima serie americana e che – ATTENZIONE! SPOILERISSIMO! – nel post più sotto riveleranno il finale? O, peggio, se confessassero coram populo che oggi è lunedì, ieri ho fatto tardi, voglia di lavora’ saltami addosso?

Tranquillizzatevi. I vostri professionisti di fiducia non faranno niente del genere, e la vostra fiducia in loro resterà intatta. Non vi regaleranno il loro tempo, perché il loro tempo ha un valore. Il loro è un lavoro. Se i nostri bravi lettori radical–chic sono più propensi a criticare i compensi dei fumettisti che le parcelle dei notai, è perché è giusto: i notai lavorano, i fumettisti no.
Per questo il mondo dell’editoria è ormai pieno di pubblicazioni “amichevoli” e “per la gloria” (simpatici eufemismi per non esplicitare che si regala il proprio lavoro e la propria fatica). E le Aziende, lietissime che noi regaliamo il nostro lavoro, sentitamente ringraziano. Ma perché porsi dei limiti? il prossimo passo sarà non più farci pubblicare gratis, ma farci pagare per pubblicare, come fanno quelle case editrici di nome (ma Aziende di fatto) che “pubblicano” (meglio: stampano) romanzi e poesie a spese degli autori.


Non sono un commercialista, un notaio o un medico.
E grazie al cielo perché i conti mi fanno venire l'ansia, non mi prenderei mai la responsabilità della salute di qualcuno e la burocrazia mi uccide.
Sono quello che sono, un fumettista.
A che io mi ricordi, essere un fumettista è una cosa che, oltre che alla mera professionalità (che è una cosa che rispetto enormemente, sia chiaro) dovrebbe avere anche a che fare con la creatività, la comunicazione, l'intrattenimento e sì, anche l'arte. Tutta roba che il qualche maniera ce la devi avere per farla. Non basta una laurea che attesta che tu sia un fumettista per esserlo davvero, è una roba che tira in mezzo il talento oltre la tecnica e lo studio. Quindi è verissimo che il nostro "non è un lavoro"; non nella misura in cui lo è quello di un notaio. Io mi svegli a mezzogiorno, e poi magari lavoro fino a notte fonda magari anche il sabato e la domenica, oppure non lavoro per niente perché non sono in vena. Chi mi paga non mi paga perché io garantisca la mia presenza in ufficio ogni giorno, mi paga per la qualità di quello che gli scrivo o disegno.
Poi magari mi piace parlare di quello che faccio, di confrontarmi con gli altri.
Non credo che sia un caso che tanti musicisti, registi e scrittori abbiano i loro spazi sul web e li aggiornino costantemente parlando tanto del loro lavoro quanto di altro.
E si badi, non parlo di siti blidati dove loro pontificano senza dare modo di replicare agli altri... parlo di forum, blog e di tutto quello che il Web 2.0 mette a disposizione per una comunicazione paritaria (o quasi).

Riguardo poi alla maniera in cui impiego il mio tempo... fino a quando i miei fumetti continueranno a uscire con regolarità e, agli occhi di editori e lettori, a mantenere una certa qualità, poco importa la maniera in cui io uso il mio tempo libero.
Del resto, mi importa poco anche di sapere come passano il tempo libero i vari notai, medici e commercialisti evocati da Medda. Anzi, sono sicuro che molti di questi professionisti hanno un blog, uno spazio Myspace o Facebook e che aggiornano ossessivamente Twitter.

Non credo che questo blog infici la percezione che i miei lettori hanno di me o la loro valutazione del mio lavoro. Anzi, al massimo penso che sia una integrazione a quanto faccio professionalmente oltre che uno spazio personale dove parlare di quel che mi passa per la testa, sparare stronzate, discutere con amici e via dicendo.

Poi per carità: io capisco perfettamente che una certa classe di autori, abituata a essere "protetta" dal contatto diretto e immediato con il pubblico, veda nel social network una specie di attentato alla loro autorevolezza... ma questo penso che sia più un problema loro che non mio.
Io, personalmente, come autore adoro la possibilità che internet mi offre di scontro e confronto con la gente che legge la mia roba e più di una volta ho imparato qualcosa attraverso il dialogo con i lettori.
Ma non solo: per me, il postare su blog e forum (non necessariamente di fumetti) fa parte della mia giornata quotidiana, come per tanti andare a fare quattro chiacchiere al bar e non ci vedo nulla di strano, di malato e o di sbagliato in tutto questo.

Poi il discorso è ovvio... la mia formazione come professionista e autore è avvenuta in larga parte dopo l'avvento della rete mentre Medda viene da una generazione pre-web: se per lui è difficile ritenere che videogiochi possano essere una forma espressiva degna di rispetto, mi figuro quanto possa essere dura accettare l'idea che internet sia un mezzo per lo sviluppo di una nuova identità autoriale o anche un semplice strumento di socializzazione al pari di tutti gli altri.

p.s.
prima che inizate a speculare su un flame tra il RRobe e Medda: io e Michele siamo in ottimi rapporti e le punzecchiature reciproche fanno parte del nostro abituale modo di confrontarci.

p.p.s.
anche questa volta, la foto non ci capa nulla con il tema del topic. Pazienza.

21 commenti:

Avion ha detto...

Basta con le jailbait, maledetto!

Antonio ha detto...

Sono d'accordo con te, sulla risposta allo stralcio di Medda.
E non lo critico per le sparate dell'ultimo periodo.
In questo caso, in generale, ha torto.
In generale, pero', e' vero che (e non parlo di te) essere troppo self-centered non e' un dato positivo.
Ed e' anche vero che la creativita' e' un concetto astratto, quando uno fa un mestiere. In questo senso, scrivere (come sai bene) richiede applicazione. Se poi dopo avere fatto un tot di ore di lavoro (che ti gestisci tu come meglio credi) ti va di postare sul tuo blog, non ci vedo niente di male.
E' vero che nel fumetto si sta affermando una tendenza al presenzialismo e all'allergia e alle critiche che puo' essere sbagliata. Non e' nella maniera di Medda che si stigmatizza, pero'.
Poi il discorso e' lungo e si ricollega a cose che ci siamo detti per mail e su cui siamo d'accordo, per cui smetto di dilungarmi...

Antonio ha detto...

PS. Come si chiamano quelle due donnine che hai postato?

RRobe ha detto...

E' sempre la stessa ma è una amatoriale di quelle che postano su Jailbait. Niente nome.
Se mai farà un porno, lo scarico 10 volte solo per apprezzamento.

H-BES ha detto...

Io direi che dovresti fare un post SOLO con le foto di jailbait di questa tipa, io ne ho guardate un po' al volo ma non sono della stessa qualità di questa!

(e questa seconda foto non è saltata fuori).

Poi ribadisco che medda è un saggio, dopo mi leggo tutto il post e lo commento (per ora ho recepito solo medda a la bionda che ristruttura casa)

Saluti
BES

cristiano ha detto...

mah, un blog è uno strumento di marketing potentissimo, soprattutto per chi ha a che fare con un pubblico mediamente giovane e quindi avezzo alla rete, ma è pure una cosa abbastanza ovvia, o no?

e poi, i ragnoni iracheni che fine hanno fatto, eh?

H-BES ha detto...

Ok, ora passo al commento del post (escludendo la biondina).

Confermo a mio parere l'errore di medda sul punto di "professionalità", non tutti i lavori e i lavoratori hanno un legame diretto tra professionalità, "immagine pubblica" e bravura nel proprio lavoro.

Se i fumettisti nel campo editoriale sono sempre stati etichettati come "strani, non professionali, non lavoratori" ecc... è anche dovuto al fatto che svolgono il loro lavoro nell'ambito dell'editoria in modo più creativo della maggioranza degli scrittori di "libri normali", perlomeno la maggior parte di questi.
Poi nella mia vita di appassionato ho conosciuto molti autori/disegnatori che sembravano dei ragionieri dedicando al fumetto 8 ore al giorno alla scrivania. Ma al contrario del giudizio di medda sulla fiducia, più un fumettista è umano più lo apprezzo.

Sarà anche per il fatto che faccio il programmatore più o meno da 10 anni ormai, ed in quanto classe ghettizzata come nerd sfortunato che vive dietro ad un monitor ne so qualcosa.
Così come molti sostengono che non sappia fare il mio lavoro perchè non mi preoccupo di come vengo vestito, non mi preoccupo di cosa dico e come lo dico.
Poi quando nonostante la barba di settimane e la mancanza di cravatta, le bestemmie continue e le "battute sconce" il mio lavoro lo so fare, e quando anche le altre persone se ne accorgono poco conta la fiducia, cosa dici e cosa fai, se il tuo lavoro lo sai fare bene, va bene a tutti.

Ben venga un avvocato che gestisce una community sul porno se poi sa fare il proprio lavoro e anche se uccido un vicino non mi fa finire in carcere.

Fine di uno sproloquio eterno dove ho detto una marea di cazzate e l'ho scritta pure in modo ancora, se possibile, peggiore. Ma non ho voglia di rileggere.

Saluti
BES

Cirincione ha detto...

Io sinceramente, da lettore, se un autore che apprezzo non parlasse di eroi dei fumetti, Rambo, Bruce Willis ed Halo o varie ed eventuali, mi preoccuperei e forse neanche lo segurei sul suo spazio pubblico... perchè appunto non si parla di un commercialista ma qualcuno che, fra le tante cose, si adopera per far divertire... Non sarebbe più strano avere una batcaverna senza pipistrelli?

Tra l'altro, anche negli states ci sono tantissimi autori che gestiscono il loro spazio, come Erik Larsen che posta molto di frequente sul suo forum, e poterci scambiare una battuta o sentirlo parlare di quello che piace a lui, mi sembra solo interessante come cosa...

logan ha detto...

Ma parla proprio Medda che anche lui ha un blog? Questo qui: http://www.portadivetro.splinder.com

ps: E' invece verissimo "che questo blog infici la percezione" che chi ti legge ha di te. Come si possono leggere i fumetti di uno che scrive di stare "dalla parte dei bulli perché non sempre i deboli hanno ragione"?

Davide ha detto...

http://www.portadivetro.splinder.com

questo è il blog di medda????

ma sicuri?

Diego Cajelli ha detto...

Portadivetro non è il blog di Medda!
E' il blog di un ragazzo che tra l'altro ho conosciuto a Dolceacqua in un incontro dampyriano!

Tornando in tema...
Pensa che per non farmi mancare niente mi sono aperto una pagina su DeviantArt dove metto le foto!
:-)

ALESSANDRO BONI ha detto...

quoto il discorso..in piu' non ho capito se e' criticabile il fatto di discutere sulle lettere di Buno o il contrario?

Planetary ha detto...

Sto blog sta diventando come il Panorama di qualche anno fa :asd:

Su Medda: mah, mi pare un discorso da vecchio trombone, di quelli che se non lavoravi in miniera spaccandoti la schiena allora non potevi vantarti del termine "lavoratore".
E poi chi ci dice che il notaio non abbia un blog? E se le sue pratiche e i suoi timbri vengono messi con regolarità e professionalità come sempre, a me che me ne fotte?

Fabrizio ha detto...

in fondo anche Medda la voterebbe come "più arrapante"!!

E poi senza il web2 non avrei mai potuto chiederti i consigli per la tesi.

Vai a beccare Medda se hai bisogno di qualcosa e sei un autentico nessuno...

Fab

flaviano ha detto...

effettivamente visto la frequenza dei post me lo sono chiesto anch'io dove diavolo lo trovi il tempo di lavorare ma sono affari tuoi e dei disegnatori che lavorano con te, se non si lamentano loro.....
il fatto è che diventa frustrante sapere che ci sono ancora persone che hanno credito e ragionano così nel mondo del fumetto (mi riferisco a Medda) e l'età o la generazione di appartenenza non lo giustifica perchè c'è gente cresciuta con Raymond che ora usa il pc meglio di me! è un fatto di paura. paura che la casta che questa gente ha contribuito a costruire in Italia cada o si infetti.
ma per fortuna le cose stanno andando per il veso giusto (anche se a rilento) e le contaminazioni tra generi e mondi diversi, la comunicazione tra artisti stessi ed il modo di fare fumetto si sta evolvendo e stiamo pian piano abbandonando il trdizionale "fotocopia la sceneggiatura di tex/cambia i nomi/firmala/idem per i disegni". e con il mio sceneggiatore preferisco parlare delle tipe di Uomini e Donne piuttosto che del tratto dinamico di Galep!

p.s. la squinzia di fronte sembra la sorella piccola di Carmen Electra.

-logan- ha detto...

bho io non capisco.. ma uno sarà libero di scrivere quel che gli pare sul suo blog nel tempo libero? se non gli piace un blog che fa sondaggi su quale popputa arrapa di più saran ben cazzi suoi.. :D



e comunque rrobe, complimenti per i tuoi gusti, questa bionda è una gioia per gli occhi... :D

ccc-h ha detto...

scusatemi se cambio discorso ma sono gia' due post che alcuni di voi si chiedono chi e' la ragazza.

e' renee stage alias ashton von (www.sacred.nu; www.ashtonvon.com) ed e' tutt'altro che una jailbait visto che e' maggiorenne da un pezzo. e' famosa per essere stata una jailbait in passato visto che e' una camgirl storica e sta in giro da quando aveva sui 14 anni, solo che crescendo si e' rovinata innanzitutto con quell'orrendo seno rifatto cucito su una magrezza eccessiva, in seguito anche il viso e' diventato piu' teso e meno naturale ma non so a cosa sia dovuto.

RRobe ha detto...

Grazie CCC!

gianluca ha detto...

Mmm dai commenti mi pare che alcuni non abbiano letto la verisone INTEGRALE dell'intervento di Medda, ma solo la parte quotata qui.
Per esempio Planetary mi pare abbia travisato del tutto il discorso del minatore.

La parte sull'Azienda la trovo perfettamente condivisibile, mentre la parte sugli autori "presenzialisti"... beh è nello stile di Medda esagerare e fare di tutta l'erba un fascio.

Il riferimento a Rrobe è chiaro, ma ci sono anche autori che nei forum dedicati alla loro serie postano circa 20 messaggi al giorno. E' male? Secondo Medda mi sembra di aver capito che non è male in sè, ma contribuisce a creare un'atmosfera in cui l'Azienda si sente legittimata a privare di alcuni diritti gli autori. E' qui il guaio che lui addita.

Non guardate il dito di Medda, guardate la luna che sta indicando.

Baldassarre ha detto...

gianluca dice:
"Secondo Medda mi sembra di aver capito che non è male in sè, ma contribuisce a creare un'atmosfera in cui l'Azienda si sente legittimata a privare di alcuni diritti gli autori. E' qui il guaio che lui addita."

Ma allora un autore di fumetti cosa dovrebbe fare? Chiudersi nel suo studio a lavorare senza avere contatti con l'esterno per non rischiare di scontentare l'azienda? A questo punto si potrebbe pure tornare a omettere i nomi degli autori nei fumetti...

Fino a qualche anno fa per me i fumettisti erano delle figure mitologiche... poi ne ho conosciuto alcuni e mi son reso conto di come fossero semplicemente uomini, alcuni geniali, altri un po meno.
Nonostante questo, continuo a giudicare il loro lavoro in base a quello che leggo, non a quello che scrivono su un blog... vedere che i fumetti sono fatti da persone e non da oscure creature nascoste nell'ombra secondo me può fare solo bene al fumetto.

gianluca ha detto...

Ti do' ragione, Baldassarre, davo solo un'interpretazione personale del messaggio di Medda. D'altronde perchè la storia di Concina non ha provocato una levata generale di scudi difensivi? Gli altri fumettisti guardando quella vicenda dovrebbero inorridire perchè si parla dei LORO diritti, quel che è successo a lui potrebbe succedere a loro e così via. Perchè non lottano (vedi sciopero degli sceneggiatori in america) per i loro diritti?

E non è l'unico caso! Il fragoroso silenzio c'è stato anche quando Biagi, Santoro, Guzzanti e Luttazzi sono stati ridotti al silenzio in RAI. Nessuno del settore protestò seriamente.

Ormai oggi la gente se ne frega dei suoi diritti, almeno finchè le conseguenze di questo menefreghismo toccano altri. I diritti non sono un regalo, vanno conquistati, difesi giorno dopo giorno, resi sacri. Chi non lo fa, non li merita.