17.2.08

Take me down to the Paradise City...


I ragazzi di Criterion devono avere le palle quadre.
Avevano un titolo di successo che funzionava da dio e che non sembrava dare segni di crisi: se fosse stato per quelli dell'Electronic Arts, la serie avrebbe potuto continuare a campare di rendita, un capitolo dopo l'altro, tutti identici, anno dopo anno.
Quelli della Criterion invece hanno deciso di fare di meglio e di rischiare tutto e di andare alla ricerca di una nuova dimensione del gioco di guida.
Hanno preso la loro serie di "Burnout" e l'hanno rivoltata come un calzino, sconvolgendo il senso stesso del loro titolo di punta, trasformando quello che era un normale gioco di guida (per quanto folle e esagitato) in un free roaming game (ugualmente folle e esagitato).
"Burnout Paradise" vi mette a disposizione una città, liberamente esplorabile, liberamente percorribile, liberamente violabile.
Nulla è vietato, tutto è possibile.
Volete solo andarvene a zonzo a vedere il panorama? Potete farlo.
Volete prendervi a sportellate con piloti assassini e psicopatici? Fermatevi a un semaforo, lanciate la sfida facendo sgommare le gomme e poi dateci dentro! Volete passare il tempo a fare stunt spettacolari? C'è giusto una rampa che vi aspetta dietro l'angolo e che non vede l'ora di darvi modo di esibirvi in un salto mozzafiato.
L'avversario che "Burnout Paradise" vi metterà contro non sono gli altri piloti (tutti sostenuti da una intelligenza artificale assassina) o il tempo messo a disposizione per terminare alcuni eventi (sempre troppo poco): il vero, è Paradice City stessa.
Dovrete imparare a conoscere la città come le vostre tasche per dominare le varie competizioni che il gioco vi metterà a disposizione perché nessuna strada sarà obbligatoria e ognuno si farà da solo il suo percorso e spesso una strada sbagliata renderà vana una guida perfetta.

"Burnout Paradise" se ne frega dei casual gamer.
Non vuole essere amichevole.
Non accetta di essere giocato distrattamente.
Dietro una grafica sontuosa e un comprato sonoro da urlo, "Burnout Paradise" nasconde un meccanismo ludico che non tollera compromessi.
Questo è un gioco che pretende rispetto e in cambio regala infinita soddisfazione.
L'unica cosa facile di questo nuovo Burnout è il sistema di guida: reattivo, soddisfacente e goduriosamente appagante, proprio come in ogni altro capitolo della serie... per il resto, se cercate un gioco facile e comprensivo, statene alla larga.
Se cercate un capolavoro, fiondatevi a comprarlo.

p.s.
se vi capita di giocarlo on-line, mi troverete alla guida della mia Fastback sotto la tag "Il Nemico".