12.2.08

Zagor contro i fotoromanzi.




Non è un segreto che AUSONIA mi stia simpatico e che trovi interessante la roba che produce.
Non è nemmeno un segreto che io la veda diversa da lui quasi su tutto (abbiamo lo stesso gusto in fatto di ragazze, questo sì).
Quello che però ho capito in questi mesi seguendo il suo blog è che non c'è neanche ragione di discutere... perché anche se all'apparenza facciamo entrambi la stessa cosa (fumetti), non è per nulla così.

Quando Francesco si sveglia la mattina decide lui cosa fare.
La sua istanza economica è (da quello che ho capito e che lui mi ha raccontato), in larga parte coperta da lavori altri, magari tangenti alla sua attività di fumettista ma non strettamente legati ad essa (dipingere, realizzare illustrazioni, insegnare a una scuola di fumetto e altro), mentre l'istanza artistica/narrativa è del tutto dipendente dalla sua ispirazione. In sostanza, racconta qualcosa quando ha la necessità e la voglia di raccontarla. Non prima e non dopo.
Certo, dopo aver messo in moto la "macchina produttiva" di un libro, poi è difficile fermarla pure per lui e le scadenze deve rispettarle, ma è lui che decide quando farla partire.

Quando un fumettista seriale si sveglia la mattina... in linea generale non ha nessuna scelta.
In primo luogo perché se fa il fumettista seriale, vuol dire che ha probabilmente affidato la sua intera sussistenza a quello che scrive o disegna. Se non scrive o disegna tutti i giorni, a fine mese non paga l'affitto.
Se poi stiamo prendendo in esame la figura del solo sceneggiatore di fumetti seriali la sua istanza economica è complicata dal fatto che alla sua produzione è legata anche la sussistenza economica di altri.
In poche parole: se uno sceneggiatore seriale non scrive, c'è il caso che qualche disegnatore a lui legato non disegni, quindi non guadagni.
Nel mio caso specifico, per esempio, in questo momento ho 6 o 7 disegnatori che dipendono strettamente da quello che io e Lorenzo scriviamo e almeno altri 3-4 che forse camperebbero anche senza il nostro lavoro giornaliero ma che su quel lavoro fanno comunque affidamento.
A tutto questo poi vanno aggiunte anche le ragioni dell'editore che sulla continuità del lavoro dei suoi fumettisti seriali fa affidamento per mandare ogni mese in edicola i fumetti.
Metti in crisi produttiva una testata e gli effetti si rifletteranno sulle altre, con tutti i danni che questo comporterebbe non solo per noi ma anche per tutti gli altri che con quella casa editrice ci lavorano.
Chiariamo però: non tutti gli aspetti della vita del fumettista seriale sono brutti. Le necessità produttive ti spingono a trovare soluzioni nuove e interessanti (pensate a Magnus e al suo "Necron", per esempio), non stai mai fermo, non hai mai il tempo di esplorare il tuo ombelico o grattarti la pancia, impari un sacco di cose, generalmente arrivi ad un pubblico molto vasto e - particolare non da poco- campi solo di quello che scrivi o disegni e non ti devi inventare qualche altra attività collaterale.

Ora, perché sto scrivendo tutto questo?
Per sottolineare quanto siano diverse due attività che, apparentemente, sono simili.
E' la stessa differenza che passa tra un regista cinematografico e uno televisivo.
Sapete quanto tempo hanno a disposizione i registi di una serie come "The Shield" per girare un episodio di un ora scarsa?
7 giorni di riprese e 7 di post-produzione (quando possono stare larghi).
30 giorni di riprese e un numero non definito di mesi di post-produzione sono invece il tempo medio richiesto per girare un film "normale".
Il regista televisivo è più bravo di quello cinematografico oppure il contrario?
No.
Fanno cose diverse, con diverse esigenze produttive e diverse finalità di fruizione.

Io ho avuto la fortuna di poter giocare tanto nel ruolo di Ausonia quanto in quello di "fumettista seriale" e non credo che sia una sorpresa per nessuno se dico che mi trovo meglio nel secondo ruolo piuttosto che nel primo (è proprio una questione di suggestioni: io adoro gli scrittori "un tanto al chilo" in stile Howard o Hammett), ma nonostante questo... non mi viene da denigrare il primo.
Mi chiedo invece perché Ausonia ne senta, di tanto in tanto, la necessità.
Leggasi l'ntervista di De:Code a Ausonia ma pure i suoi commenti sul Blog di Diego Cajelli a proposito di Zagor o qualche commento sparso su questo blog.
MAH!