9.3.08

[RECE] Mac Book Air -parte prima-


Le recensioni scritte a caldo sono poco affidabili.
Lo dico perché ne ho scritte pure io e non di rado mi è capitato di cambiare idea rispetto alla mia opinione iniziale.
Forte di questa convinzione, ho deciso di aspettare qualche settimana prima di parlare del MacBook Air e di farlo solo dopo una prova approfondita e dopo aver usato l'Air in ogni condizione possibile.
Su questo portatile della Apple si è detto tutto e il contrario di tutto, quindi, prima di cominciare, sfatiamo le cazzate:

- non è vero che la batteria non è sostituibile.
Basta un cacciavite e tre minuti di tempo per farlo. Detto questo... io non ho mai dovuto cambiare una batteria a un portatile (tranne nel caso fosse difettosa) perché, di solito, cambio il portatile prima che la batteria abbia finito il suo ciclo vitale.

- non è vero che la batteria dura due ore.
Dura due ore e mezzo se avete più di una applicazione pesante aperta e magari state guardando un film. Un uso normale (navigazione sulla rete, ascolto di qualche canzone, un qualche applicativo tipo Word aperto), vi garantisce una autonomia di almeno 3 ore, 3 ore e mezzo. Se usate solo Word si sfiorano le 4 ore e mezza.

- non è vero che per caricare la batteria ci vogliono 8 ore. E' vero che l'alimentatore in dotazione è più piccolo (e quindi più lento) di quello del MacBook (45 watt contro 60) ma i tempi di ricarica non sono così catastrofici, specie se non si arriva a esaurire la batteria per intero: il fatto è che, a batteria del tutto esaurita, la batteria si ricarica molto velocemente fino all'80% (all'incirca) e ci mette quasi lo stesso tempo per caricare l'ultimo 20%.

Detto questo, passiamo a esaminare i vari aspetti della macchina e partiamo da quello più palese:

FORMA, MATERIALI E DETTAGLI COSTRUTTIVI
Lo spessore del MacBook Air fa impressione e punto.
Non s'è mai visto un portatile così fino e fino a quando non lo vedrete con i vostri occhi, non potrete capire con esattezza quello che intendo.
Anche il peso è una roba che lascia di stucco: il MacBook Air pesa meno di un libro di medie dimensioni e portarselo dietro per tutta una giornata non costa alcuna fatica. Anzi, ci si scorda proprio di averlo nella borsa.
Tutta la macchina comunica un'impressione di incredibile solidità: i giapponesi hanno criticato l'Air dicendo che la Apple ha scelto soluzioni costruttive troppo costose e che ci ha messo troppe viti. Sarà, ma maneggiare il giocattolino made in Cupertino restituisce la sensazione esatta di avere in mano uno di quei sassi solidi, lisci e levigati, che sai che faranno almeno dieci rimbalzi sull'acqua dopo che li avrai scagliati. Una storia ben diversa rispetto a certi Sony Vaio, tanto belli a vedersi quanto ballerini e scricchiolanti quando li si prende tra le mani.
L'impressione di solidità dell'Air è talmente alta che, una volta chiuso, si diventa fin troppo "sciolti" nel trattarlo:
mi è già capitato un paio di volte di "lanciarlo" sul divano, dimenticandomi che, alla fine fine, si tratta sempre di un computer pieno di parti mobili e non di un vassoio in alluminio.
Se proprio vogliamo andare a trovare un qualche difetto sotto il punto di vista costruttivo dell'Air, si può dire che rispetto al resto della macchina il piccolo sportello laterale dietro cui si nascondono le porte di connessione non restituisce la stessa impressione di fortissima solidità costruttiva.

Passando alla tastiera possiamo dire che è in linea con i buoni standard a cui la Apple ci ha abituato recentemente e in più si illumina al buio (grazie a un sensore). Poco da dire: fa una certa scena,

Il monitor è davvero buono e luminoso. Oltretutto, nonostante lo schermo sia disponibile solo nella versione lucida, l'effetto "riflesso" che affligge i MacBook qui è del tutto assente. Il merito è probabilmente della nuova tecnologia a led impegata che va a sostituire quella tradizionale dei cristalli liquidi (e che, a quanto dicono, riduce anche i consumi elettrici).

Il trackpad sovradimensionato è una cosa a cui, invece, bisogna abituarsi, specie a causa delle ridotte dimensioni del singolo tasto.
In realtà, una volta presa confidenza con la sua peculiare interfaccia multitouch (ne parleremo poi) si fa poi fatica a tornare a usare i trackpad convenzionali.

In poche parole, come oggetto in quanto tale, il MacBook Air è, a mio avviso, lo stato dell'arte nel campo dei portatili.

Nelle prossime puntate parliamo di prestazioni e usabililità.