7.4.08

Meglio "Non essere".


Oggi non mi sentivo in gran forma.
Così mi sono detto "proviamo a reagire, andiamo a fare due passe e, con la scusa a comprare il regalo per Lorenzo."
E così sono andato in Feltrinelli, quella che hanno messo al posto di TuttiLibri
Mi faccio un giro tra i vari scaffali e un presagio di sventura mi preannuncia quanto verrà poi: hanno spostato il reparto fumetti.
Non più uno scaffale vicino alla letteratura fantasy, di fantascienza e horror ma un bancone a isoletta sul fondo della libreria, accanto allo zona dedicata ai libri umoristici.
Ovviamente lo spazio è ridotto rispetto a prima e adesso ci sono appena una manciata di titoli.
Tra cui questo:

Manga Shakespeare: AMLETO

Questa la squisita descrizione del volume:
Le parole sono quelle di Shakespeare, i disegni e le ambientazioni quelli dei manga giapponesi. Amleto combatte con la sua esistenza dolorosa e visionaria nel mondo cibernetico del 2107. La tradizione incontra l'innovazione per conquistare gli appassionati di manga e i più fedeli cultori del Bardo, e per affascinare i neofiti.

Per un attimo ho l'ardire di sperare che si tratti di una riduzione a fumetti di Amleto realizzata da qualche autore giapponese, poi leggo il nome in copertina e dispero:
Emma Vieceli.
Lascio a voi il giudizio sul suo lavoro, io la mia idea me la sono fatta sfogliando il volume.
Su rete comunque, trovate parecchia... roba

Ma qui la questione non è di qualità o meno... qui la questione è che un editore che un tempo pubblicava Pratt e che oggi pubblica Gipi, si mette a comprare una collana inglese di finti manga solo perché c'è la parola "manga" nel logo.
Nella mente di quelli della Rizzoli, i manga devono essere un fenomeno nuovo che "tira una cifra" e che fa "giovane".
Sì, certo. Me li vedo i ragazzini a caccia di Naruto e Death Note gettarsi su questo Amleto...
Forse, e dico forse, una cose del genere può avere senso in UK dove -se non erro- non c'è stata una reale invasione di manga originali (e di qualità) e quindi i lettori non hanno proprio gli strumenti cognitivi per capire cosa si trovano per le mani... ma in Italia, dove sono stati pubblicati i migliori (e anche molti dei peggiori) manga di sempre, la pubblicazione di questa collana è veramente una cosa ridicola, degna di Traini e gli Spaghetti Manga (sì, me lo dico anche da solo).
Io mi chiedo cosa passi per la testa a quelli della Rizzoli... il loro nuovo e ritrovato interesse per i fumetti (no, scusate, le graphic novel e i manga) mi sembra sempre più fasullo.

Comunque sia, la morale della favola è che me ne sono tornato a casa ancora malaticcio e, perdipiù, incazzato.
E non ho manco comprato il regalo a Lorenzo.

23 commenti:

milian ha detto...

Decisamente meglio "non essere"

http://it.youtube.com/watch?v=SCVc5TaPpe8

;-)

RRobe ha detto...

Adoro quel film.

Randall ha detto...

Povero Lorenzo. :(

PS: Il verde era più meglio.

scott_ronson ha detto...

C'è da dire che il commento del Guardian farebbe quasi venire voglia di leggerlo:
“It could be the first time Hamlet has delivered ‘to be or not to be’ while a giant retractabl blade comes shooting from his wrist” - The Guardian

:-)

Ed! ha detto...

cazzo, capiti a fagiolo. Ho avuto una discussione a tema su questa cosa sabato sera (e i toni erano particolarmente accesi).

Ti faccio una domanda che apparentemente centra poco.
Secondo te, oggi, il ragazzino o la ragazzina che va in edicola/libreria con i suoi bei 10-20 euro, se non trovasse l'ultimo nuovissimo manga che va tanto di moda, comprerebbe un altro fumetto (magari non-manga) o non comprerebbe nulla? In altre parole... questi ragazzini che oggi comprano qualsiasi merda che certi editori ci infilano, se non ci fossero questi fumetti, leggerebbero tutt'altro pur di leggere un fumetto? O spenderebbero i soldi in altra maniera?

(premetto che sono un lettore anche di manga, ma che penso che se il boom giapponese non fosse stato così invasivo, le nuove generazioni di lettori avrebbero iniziato a leggere altro e a discernere meglio il buon fumetto. Insomma, avremmo avuto un'educazione culturale diversa).

Fabrizio ha detto...

Ed, dipende.

Alcuni comprerebbero altro. Probabilmente altri manga.

Altri si fionderebbero sulla prima rivista con le foto di High school musical.

Personalmente non sono contrario alla pervasività dei manga in Italia. In molti casi ha dato la possibilità di leggere storie - e idee - diverse da come mamma bonelli ha allattato i fumettofili per anni. Un po' come la Marvel quando è arrivata qui.

Alla fine mi sembra che sia per i fumetti che per la letteratura fantasy ci sia un po' una moda. Il mainstream si è reso conto che in molti casi c'erano buone idee o anche solo idee vendibili. E questo sta portando ad un'attenzione maggiore, ma anche a tante cagate fatte per il commercio.

Esattamente come succede già per molte altri ambiti narrativi.

E' strano che in mezzo a questo Feltrinelli riduca gli spazi dedicati, mentre mi è sembrato che ci sia un tendenza totalmente inversa nelle librerie in generale.

Fab

Marco ha detto...

E ci ha perduto Lorenzo, che poveraccio non c'entrava nulla :)

Comunque, condivido gli stessi sentimenti del post, ho avuto la stessa sgradita sorpresa ieri mentre ferriavo da Feltrinelli.

LuKa ha detto...

beh in effetti anche io sono rimasto senza parole, e come Ed anche io avevo discussioni del genere, ma con la mia ex...certe litigate!!!

GiO ha detto...

Povero Dylan Dog...

Marco ha detto...

>>In molti casi ha dato la >possibilità di leggere storie - e >idee - diverse da come mamma bonelli >ha allattato i fumettofili per anni. >Un po' come la Marvel quando è >arrivata qui.

Sono profondamente d'accordo.
Ho iniziato " seriamente" a leggere fumetti a fine anni ottanta, e quando i primi manga facevano capolino in edicola " io c'ero".
Per me leggere i primi autori giapponesi, immergermi ( non senza difficoltà) in uno stile narrativo agli antipodi, nonostante i cartoni animati ( che nel mio immaginario erano roba da bambini guardata con un certo snobismo, non mitizzazione naftalinica come oggi) fu uno shock, paragonabile agli X-men di Claremont o al Devil di Miller.

Anche il duopolio bonelli-comics ne uscì un tantino trasformato, tanto è vero che subito dopo la prima invasione dei manga arrivò in edicola Nathan Never con qualche debito grafico-cyberpunk nei confronti del sol levante, e persino nelle riviste antologiche per supereroi ( ricordo Stamagazine, con gli articoli del grande Daniele Barbieri)si cominciò a parlare di Tezuka, di Otomo, di contaminazioni narrative.
E comunque c'era molta più curiosità.



La seconda invasione manga ( da Dragonball in poi ) è stata a mio parere un po' più modaiola.
Era la novità a farla da padrone.
Tanto è vero che i miei amici di allora iniziarono a leggere manga con l'espansione delle fumetterie, entravano e compravano un pacco di roba, centomila lire al mese come se nulla fosse, l'importante era seguire TUTTO quel che usciva sul mercato di vagamente orientale.
Era una moda, e ancora oggi lo è.

Alcuni lettori " pigliatutto" col tempo si sono dati una calmata e hanno sviluppato dei sani gusti personali, altri invece sono rimasti ancorati all'idea del " leggo solo manga".

Almeno, questo secondo la mia misera esperienza di lettore di provincia.

RRobe ha detto...

Bho.
Per me dipende.
Il grosso del pubblico, quello che muovere i numeri importanti di alcuni manga, deriva dal traino televisivo.
Quelli che vanno a cercare il manga di Naruto perché lo hanno visto in tv, se non lo trovano non credo che si comprino Volto Nascosto.

Capitan Ambù ha detto...

Io posso dire soltanto che esistono due versioni dell'Amleto nel fumetto italiano, una di Gianni De Luca e una è questa.

Capitan Ambù ha detto...

Dimenticavo, c'è anche Giulietta e Romeo, purtroppo li ho visti anche io alla Feltrinelli Milano, disposti accanto al volumone di Pratt "una ballata del mare salato".

foolys ha detto...

vedi che mi perdo a non uscire mai? eccheccazz...

brian-GraphiCat ha detto...

cncordo sugli K, qui non hanno cultura di manga e cartoni animati ( o anime se preferite) , non hANNO mai avuto italia 1 con la sua carrellata di cartoni, o l`anim night di MTV, i fumetti manco sanno cosa iano ( e molti dei piu`bravi sceneggiatori sono ironicamente inglesi, tipo molti di quelli che scrivono su hellblazer, sono brit, tipo warren elli o mike carey) . ma cazzo, i mango qui costano 10 euri a volume...e la gente manco sa quali siuano quelli decenti

e comunque shakespeare manga ce lo abbiamo pure noi sai?

e in libreria i fumetti hanno almeno uno spazietto di qualche scaffale, molto VERTIGO e DC, e tanta bella robba

ma in italia e` il paradiso dei fumetti, non costano NULLA e sono DIFFUSISSIMI.

io comunque ho letto spesso manga e solo pochi mi hanno appassionato come potrebbero appassionarmi serie capolavoro tipo Hellblazer, Preacher, Transmetropolitan, Lucifer,Fables, John Doe o i primi numeri di Lazaruss Ledd.

MicGin ha detto...

E' solo un prodotto.

RRobe ha detto...

Sì, ma è un prodotto che comunica un messaggio sbagliato. Quello non è un manga.

Giovanni ha detto...

Io posso dire soltanto che esistono due versioni dell'Amleto nel fumetto italiano, una di Gianni De Luca e una è questa.

C'è anche la versione di Berardi e Trevisan in "Un principe per norma"

spino ha detto...

"la pubblicazione di questa collana è veramente una cosa ridicola, degna di Traini e gli Spaghetti Manga (sì, me lo dico anche da solo)."

Roberto...fai un passo indietro e PENTITI! :D

OPS! Attento, che mi vieni addosso!

:D

Miss Marple ha detto...

Io credo che il problema sia la casa Editrice e nello specifico i responsabili che devono scegliere quale prodotto andrà in stampa per la collana dedicata ai fumetti.
MI danno l'impressione loro per primi di non capirci un H di ciò che stanno producendo.
NOn ho letto i nomi dei curatori e non ho il volume sotto mano,ma se io fossi un dirigente RCS metterei in mano il progetto a personale competente, non sceglierei sicuramente "io" se gli unici fumetti sfogliati in vita mia sono i TEx all'età di 10 anni e qualche numero muffito di Tira e molla.
Che io sappia uno dei gruppi più affiatati per quanto riguarda il mondo anime sono i Kappa Boys che si erano smazzati intere collane di manga stupendi!! Qualcuno di loro fa parte dei progetti Rizzoli manga?

I lettori comprano ciò che gli viene messo sotto il naso e non si possono fare paragoni con chi è appassionato del settore.Con voi per esempio e con la vostra curiosità di scoperta in fumetteria.
MI sembra un po' troppo semplicistico puntare il dito completando la frase con "ai miei tempi c'era più curiosità" "quello che leggevo io negli anni 80 era meglio".

:)

Shin ha detto...

e non è l'unico caso questo, non è solo rizzoli che fà stè cose.
Ricordiamo che qui la disegnatrice ha una tendenzialità puramente da mangaka [volendo essere generosi], ma chiamare manga una cosa del genere [basta andare sul link e guardarsi 2 scan], è sacrilego nei confronti di manga storici...come lo paragoni ad un Bastard!!, o ad un Vagabond?
come già stato detto, credo che la questione sia sul pubblico a cui la rizzoli si rivolge, che sappiamo bene a giorno d'oggi compra di tutto e di più.

bonats85 ha detto...

Gli originali di De Luca dovrebbero essere ancora in mostra a Bologna.

bonats85 ha detto...

Fino al 4 maggio.