12.4.08

Miiiicio, Miiiicio... Miiiiicio!


Vado a cena con una mia amica.
La chiameremo "Caterpillar".

Avete presente lo stato selvaggio a cui ritorna la protagonista di "Descent", nell'ultima parte del film?
Oppure, vi ricordate Arnold Schwarzenegger sul finale di "Predator", quando urla in maniera primordiale verso il cielo?
Ecco, quella è la condizione normale di Caterpillar.

Caterpillar fa la fumettista e rende nervosi dei professionisti con trent'anni di pelo sullo stomaco.
Caterpillar ritiene che non bisogna tenersi nulla dentro perché fa male, quindi esterna tanto le sue opinioni, quanto lo stato della sua digestione.
E lo fa con gioiosa spensieratezza.
Caterpillar una volta ha descritto come uno tsunami nelle mutande il ciclo particolarmente copioso che l'aveva colta quel mese.
Lo ha detto a un pranzo di natale.
A casa mia.
Davanti ad altre venti persone.
Tra le quali, mia madre.

Caterpillar, con i suoi ragazzi, ha lo stesso tatto di Indiana Jones con i nazisti. La sua storia sentimentale è fatta di una serie di esplosioni, macerie e uomini agonizzanti, lasciati lungo la pista alle sue spalle.
Per qualche tempo, molti anni fa, io sono stato uno di loro.

La sua ultima vittima sembra un tipo simpatico.
E' per questo che, quando mi capita, cerco di sincerarmi delle sue condizioni.

"Allora... con San Giustino Martire, come va?"
"Bene, bene... è un periodo tranquillo!"
La guardo sospettoso.
I periodi tranquilli di Caterpillar di solito finiscono con qualcuno rannicchiato in un angolo a mormorare "DIO TI PREGO, UCCIDIMI IN FRETTA!".

"Sul serio?" dico io.
"Sì, assolutamente, andiamo un sacco d'accordo e poi anche a letto va benissimo!"
"Capisco..."
"Faccio il gattino".
"Prego?"
"Ti capitano mai quelle volte in cui sei giù di tono? Quelle sere in cui nemmeno se una splendida femmina ti saltasse addosso tu avresti voglia di scopartela?"
"La splendida femmina saresti tu?"
"Certo!"
"Allora, sì... mi capitano".
"Ecco, quando succede a lui, io gli zompo sul letto gridando DOV'E' IL MIO GATTINO?!"
"Avete preso un gatto?"
"No".
"E allora che...?"
"Continuo a cercarlo, sempre più isterica e disperata...miaaaaooo... miaaaoooo... miiiiiciomiiiiiciomiiiiiciomiiiicio... qui miiiiiciomiiiiiciomiiiicio... "
"Oddio..."
"Poi gli infilo le mani nei boxer e lo trovo!"
"Ah".
"A quel punto, dipende dalla condizioni in cui versa il cucciolo... certe volte è nato prematuro e tocca tenerlo in incubatrice per farlo crescere, altre volte sta bene e allora lo piglio per la collottola, come fanno le mamme gatte con i cuccioli, e lo porto in giro per la stanza!"
"E lui si diverte?"
"Tantissimo! E infatti diventa grande e apre l'occhio!"
"Gli occhi, in caso".
"No. Il suo gattino ha un occhio solo. Ha avuto il cimurro".
"..."
"Certe volte, invece, facciamo il teatro delle marionette..."
"Cameriere, il conto!"

Torno a casa, mi sdraio nel letto e cerco di dormire.
Non ci riesco.

Io posso pure capire il far finta che il coso del proprio ragazzo sia un gattino.
Sforzandomi, riesco anche figurarmi la mia amica che se lo porta a spasso trascinandolo per il prepuzio... ma che Caterpillar sia stata tanto scrupolosa da aver trovato una spiegazione plausibile al fatto che il "gattino" in questione abbia un occhio solo, è una cosa non mi fa dormire.

Poi un pensiero mi folgora la mente:
meglio a lui che a me.
E mi addormento sereno.