3.5.08

Bugs

Dalla presentazione di "Bugs".
Risotto alle blatte
Ingredienti
350 grammi di riso
Una noce di burro
Una testa d'aglio
Una cipolla
Un etto di blatte del tipo rosso
Mezzo bicchiere di latte di cocco


In una pentola antiaderente, fate rosolare nel burro l’aglio e la cipolla, badando a non farle bruciare. Aggiungete il riso e il vino bianco, lasciando consumare per qualche minuto, finché l’alcol non sarà evaporato. A questo punto unite al riso il latte di cocco e le blatte, mescolando con un cucchiaio di legno. Abbassate la fiamma e continuate la cottura per venti minuti circa. Prima di portare in tavola, aggiungete formaggio o altro burro a piacere.

Siete disgustati, vero? In effetti, anche a me il latte di cocco fa schifo.
Seriamente. Ho modificato una ricetta che ho trovato in rete, scegliendola fra molte altre dello stesso genere. C’era perfino la pubblicità di un libro di cucina a base di insetti. In copertina un tizio sorridente e soddisfatto, con in testa un cappellone da cuoco, mostrava al lettore una padella su cui camminava un grosso ragno. Sì, sì, lo so: i ragni sono aracnidi, non insetti. Ma ci siamo capiti, non siate pedanti.

Il punto è che, a quanto pare, nel mondo c’è una allegra comunità di persone che si scambia ricette a base di piccole creature con sei e più zampette. E poi non venitemi a dire che internet non è uno strumento del demonio...
Ai suddetti buongustai un libro come Bugs non provocherebbe particolari emozioni. A parte un certo appetito, probabilmente. Ma questo non è un libro per loro.
Questo è un libro per chi degli insetti ha orrore, paura, disgusto. Cioè, la maggior parte di noi. E per chi prova un’irrefrenabile curiosità, se non proprio un’attrazione, per ciò che è orribile, pauroso, e disgustoso. Cioè, la maggior parte di noi.

Ognuno ha le sue storie di insetti. Storie di vita vissuta. Io ne ho una che è all’origine di Bugs.

L’ambientazione è una piccola casa sulla riva di un lago, in una notte di estate. Premetto che il posto è meraviglioso. Ci trascorro i mesi migliori dell’anno, usando come studio un tavolo di plastica sotto una magnolia. Dio benedica chi ha inventato i computer portatili.

Il rovescio della medaglia è la presenza di innumerevoli piccoli ospiti, annidati sotto in sassi (e finché stanno lì, nulla da ridire), agli angoli dei muri, dietro le tende del bagno e, nel caso in esame, sul soffitto della camera da letto.

Si fanno delle gran belle dormite, in quella casa, nel silenzio totale. E così stava andando anche quella notte. Finché non ho sentito un tonfo sul cuscino, che mi ha fatto sbarrare gli occhi. State cominciando a temere il peggio, immagino. E avete ragione.

A pochi centimetri dal mio naso, c’è un ragno. Già grosso di suo, visto da quella distanza appariva addirittura gigantesco. Doveva essere precipitato dal soffitto. Un’altezza notevole per lui, ma sembrava in ottima forma. E infatti, con gli occhi sempre sbarrati, l’ho visto zampettare via, sparendo sotto le coperte. È stato più o meno a questo punto che ho urlato, tirandomi su di scatto e svegliando anche mia moglie. Il ragno intanto era svanito. E non c’è stato verso di trovarlo, dopo avere acceso la luce ed esaminato ogni millimetro quadrato del letto. Per quella notte, addio sonno.

Il giorno seguente, ero al telefono con l’amico e collega Roberto Recchioni, uno degli autori presenti in questa antologia, e gli stavo raccontando di quell’orribile nottata. “Altro che zombi, serial killer e roba del genere...” ho esclamato a un certo punto, “sono gli insetti che fanno paura!” Chiusa la telefonata, avevo un’idea. Questo libro è nato così.

Se non che, in corso d’opera, alla paura si sono unite anche altre emozioni. Troverete storie horror, perfino splatter... ma anche racconti gialli, fantascientifici, umoristici e autobiografici. Un unico tema, declinato in tanti modi diversi. Questi insetti sono strisciati in tutti i territori della narrativa.

Ma c’è un’altra cosa che accomuna questi racconti. Gli scrittori sono tutti miei amici. Lo ammetto senza pudore. E perché no, del resto? Ho la fortuna – suppongo di poterla definire così - di avere tanti amici che scrivono. Amici che stimo: altrimenti non sarebbero miei amici. Anzi, è sempre venuta prima la stima e poi l’amicizia. Sono come uno di quei professori che vanno a simpatie. Solo che mi stanno simpatici quelli bravi.

C’è anche da dire che all’inizio pensavo che soltanto un amico avrebbe accettato di scrivere un racconto su un argomento tanto repellente. Ma, a giudicare dall’entusiasmo e dalla rapidità con cui tutti hanno accettato, probabilmente mi sbagliavo. Non sarà che, sotto sotto, gli insetti piacciono a tutti? Nel dubbio, però, preferisco risparmiarvi la ricetta delle locuste glassate.

Tito Faraci



Il libro lo dovreste trovare in libreria da metà maggio o poco prima.
In anteprima alla fiera del libro di Torino.