11.6.08

Beoti.


Non fate i vaghi che avete capito benissimo che mi sto rivolgendo proprio a voi.
Volete fare casino? Accomodatevi pure.
Che a me non costa niente dare asilo agli stolti.
I commenti di questo topic sono aperti a qualsiasi deficiente che si senta in vena di venire a sfogare le sue frustrazioni o sia in cerca di cinque minuti d'attenzione su internet.

p.s.
se venite a fare il circo, poi non lamentatevi che vi si tirino le noccioline.

24 commenti:

Baldassarre ha detto...

Cremona è sempre il migliore!
è l'unica cosa che si può dire di sto post

Ed! - il blog a fumetti ha detto...

:asd: eheheh mitttico.

secondo me non viene nessuno a commentare in questo post, perchè stavolta sei stato troppo chiaro ;)

ciao

DIFFORME ha detto...

oh! non so voi ma io approfitto della cagnara e relativo hype:

andate ad ordinare FEMDOM di Giorgio Santucci - Coniglio Editore - in fumetteria,
ORA, SUBITO, DI CORSA!

grazie

:D

milian ha detto...

Sono incazzato nero e tutto questo non lo accetterò più! :-D

Avion ha detto...

Voglio la PSP in bundle con FF VII CC

Tiziano75 ha detto...

Aver raggiunto un minimo di notorietà ed usarla in questo modo è un vero peccato. Io sono tra quelli che ha letto quasi tutte le tue storie, ma che se magari ti ha incrociato per strada (abitando a Roma forse è capitato)ti ha ignorato perchè non conosco la tua faccia. E credo come me l'80% dei tuoi lettori abituali. Tutto questo per dire che in fondo c'è tanta gente che ha fatto qualcosa di veramente "speciale" ed ha lasciato il segno e l'ha fatto mostrando un pizzico di umiltà in più rispetto a quanto non fai tu. Di contro apprezzo il tuo essere "vero" così nudo e crudo...prendere o lasciare...perchè voglio credere che tu sei così come ti descrivi e non credo che provocare chi ti segue creandoti intorno quest'aura di autore-personaggio "Cattivo" o "Controcorrente" possa servirti per aumentare la tua "popolarita'" che (da quanto leggo) nel settore immagino sia già piuttosto alta. Sai meglio di me che raggiunta la posizione che hai raggiunto (meritatamente o non non mi interessa: secondo me sei più che competente ed anzi avercene!)se cerchi la consacrazione o il salto al livello superiore (chiamiamolo come vuoi) non è su questo "canale" ed in questo modo che lo otterrai. Continua per la tua strada che stai andando forte l'unico appunto che mi sento di fare è quello di avere un pizzico di rispetto in più per chi ti legge e segue come ho fatto io, ed il rispetto secondo il mio modesto parere non si dimostra proponendo un post come questo dai...sono sicuro che se domani apri il blog e su ogni tuo post trovi commenti 0 beh un pò ti dispiace...come ti dispiacerebbe se improvvisamente i tuoi fumetti rimanessero a prendere polvere nelle edicole...ti dico solo questo perchè la gente che commenta qui è la stessa che ti compra in edicola, libreria e alle fiere ed è la stessa che in parte ti ha permesso di ricoprire il ruolo che ricopri oggi...arrivare al successo è molto difficile, ma conservarlo lo è ancora di più...ciao Roberto scusa l'intervento lungo, ma dopo mesi di blog è il mio primo...buon lavoro.

il DAVE ha detto...

cazzo,Cremona è bravissimo!
Lo voglio subito sto fumetto!! :asd:

Fabrizio ha detto...

NOCCIOLINE!
NOCCIOLINE!
NOCCIOLINE!


Ahhhhh Rrobe, che noiosa sarebbe la vita senza Asso Merril!

:asd:
:asd:
:asd:


Fab

Fabrizio ha detto...

P.S.: VAI ASSOLUTAMENTE A VEDERE L'ULTIMO POST DI A.VOGLINO

Ti dico solo Zombie + Bollywood...!


=:-D

keison ha detto...

ho capito adesso il tuo commento al mio commento del post su Simona!
Stronzo!
:asd:

[a] ha detto...

Ahahahahah! Fantastico!
Con te non ho motivo di litigare sinceramente,
Posso litigare qui dentro con ed?

"Ehi ed! Vai a farti fottere, stronzo! tu e quel teschietto di merda!"

Liberatorio.

Aahahhaha! ;-D

beatrice ha detto...

Mi sorprende sempre come molti dei tuoi lettori manchino di ironia e abbiano una voglia estrema di far polemica su tutto.

Come direste voi romani... porelli.

Ed! - il blog a fumetti ha detto...

"Ehi ed! Vai a farti fottere, stronzo! tu e quel teschietto di merda!"


LOL!
ahahaha Andre, sì lo so, ti amo anch'io. Appena ci vediamo te meno! :asd:
'tacci tua... m'hai pure ricordato che devo aggiornare il blog.

PaoloArmitano ha detto...

...non ho capito una sega della polemica...va beh...
Bello il disegno. Molto curioso di aver il volume (O i volumi) tra le mani. Quando sara'?

RRobe ha detto...

4 volumi di 94 pagine.
Da Novembre.

DIFFORME ha detto...

mecojoni, li disegna tutti lo stesso disegnatore?? auguri!! :D

RRobe ha detto...

Yes.376 pagine di Matteo Cremona.

PaoloArmitano ha detto...

Figo. Mi attira.
Cia'!

DIFFORME ha detto...

"Yes.376 pagine di Matteo Cremona."


santo subito!!

[a] ha detto...

cremona è un plotter.

le tavole con la piattaforma petrolifera sono sconvolgenti.

LuKa ha detto...

cremona va sempre meglio!

PS. ma nessuno s'è accorto che nel disegno c'è una gamba in più?!?

GuidO ha detto...

"PS. ma nessuno s'è accorto che nel disegno c'è una gamba in più?!?"

4 personaggi... 8 gambe... a me sembra corretto ;)

Antares ha detto...

@luka
dove hai visto la gamba in più?

andrea ha detto...

Ciao Roberto (mio primo post sul tuo blog),
credo che dopo i racconti sugli "Insetti", potresti proporre a Schiavaci di pubblicare una raccolta di racconti sui "Bulli". Magari anche a fumetti.
Sempre che tu non l'abbia già fatto.

Detto questo, mi candido virtualmente con il mio racconto di vita vissuta su "Lulla Maciulla".

LULLA MACIULLA
=============
Quando ero piccolo (8 o 9 anni), il terrore di noi bambini del quartiere aveva un nome ben preciso: Lulla Maciulla.

Lulla Maciulla era un bullo con tutti i crismi.

Ovviamente Lulla Maciulla non era il suo vero nome.
Lulla stava per Gianluca.
E Maciulla per… maciulla.

Lulla aveva 5 o 6 anni più di noi ma a lui gli ormoni gli erano esplosi tutta in una botta, con il risultato che a 14 anni era già praticamente un uomo fatto, coi muscoli, il vocione, i peli della barba e tutto il resto.
Vorrei scrivere che aveva pure l'espressione un po' bovina e l'intelligenza non proprio brillantissima, ma poi penso che magari Lulla legge questa roba sul web e, a distanza di 30 anni, mi trova e mi da tutte quelle che non mi ha mai dato allora.

(Senza considerare che quando torno a casa dei miei, ogni tanto lo incontro e ci salutiamo. Con un cenno della mano soltanto, però: di più, per me è ancora troppo. Anche perchè effettivamente lui è cresciuto tutto di botto e poi è rimasto fermo lì, la stessa faccia e la stessa voce di 30 anni fa. E questo un po' mi inquieta).

Quindi limitiamoci agli ormoni esplosi e al fatto che faceva dei rutti che erano un misto di esplosioni di granata e bramiti di un alce in amore (ma meno potenti di quelli di Marco Battisti, fisico da lanciatore di coriandoli, allergico a tutto, costantemente alle prese con una congiuntivite congenita, ma capace di dire tutto di fila, con un solo potentissimo rutto, "Leonissimo Scacco Matto". Roba che Wyoming gli faceva una sega a Marco Battisti).

Bene, come dicevo, Lulla Maciulla era il terrore di tutti noi ragazzini.
Tipo che noi giocavamo a baseball (cioè, la nostra idea di baseball: invece della mazza una racchetta e per palla una palla da tennis) e all'improvviso vedevamo arrivare lui che ci diceva con voce baritonale "Posso giocare?" (e mi sa che il punto interrogativo ce l'ho voluto mettere io)
E chi osava dirgli di no?
Quindi, bambino (tremante) al lancio. Lulla Maciulla alla battuta. Bambino lancia. Lulla Maciulla batte. Palla vola lontanissima. Palla persa. Tutti a casa.
Oppure il classico stavi camminando tranquillo per i fatti tuoi, incrociavi Lulla Maciulla che ti chiudeva in un angolo e ti beccavi una tempesta di sberle.

Insomma, la zona del mio quartiere in cui giravo io a 9 anni non era tanto grande e, in quella zona, tutti noi bambini sapevamo che, tipo mostro errante di D&D, ci girava anche Lulla Maciulla.
E, ogni mattina che uscivamo di casa, noi bambini lo sapevamo che potevamo incontrarlo e sperimentare sulla nostra pelle il perché del suo simpatico soprannome (che lui conosceva e che ogni tanto gridava anche a mo' di grido di guerra "LULLA MACIULLA!!!!". Tipo "Hulk Spacca!").

Ma oltre a tutto quest c'era anche altro.
(Preparate i fazzoletti perché, come in ogni racconto che si rispetti, c'è anche la parte triste).
Lulla Maciulla infatti era il tipico bullo che diventa bullo soprattutto perché, in fondo, era un ragazzino disadattato.
Un po' perché se gli ormoni ti esplodono dalla sera alla mattina fai un po' fatica a fartene una ragione e a relazionarti coi tuoi coetanei che ancora giocano coi Big Jim (mentre i tuoi pantaloncini già tirano altrove).
E allora ti ci relazioni con le botte.
E un po' perché Lulla era il figlio più piccolo di una famiglia in cui, in quell'estate in cui si svolge questo episodio che vi sto per raccontare, la mamma stava morendo di cancro e, ovviamente, nessuno aveva molto tempo per il piccolo Lulla.

Ok, quindi avete il quadro completo.
Estate.
Un rettangolo di case popolari circondato da sprazzi di campagna.
Un gruppo di bambinbi che scorazzano.
E, a mo' di minotauro triste, il vagante bullo Maciulla che si aggira alla ricerca di qualche bambino da incrociare e malmenare.

Ah, un'altra cosa.
C'era un altro particolare comportamentale di Lulla Maciulla che mi sono dimenticato di dirvi ma che è importante ai fini del racconto: Lulla Maciulla adorava distruggere le capanne che noi bambini costruivamo.
Noi edificavamo con legno, cartone, plastica e tanta buona volontà ma, nel profondo dell'animo lo sapevamo che presto sarebbe arrivato Lulla Maciulla e che, con due pugni e un calcio, avrebbe buttato giù tutto.

Bene, quel pomeriggio io e il mio amico Davide stavamo costruendo una capanna e tutti e due eravamo consci che questo ci rendeva simili a ombrelli aperti in mezzo a un temporale. E il fulmine era Lulla.

Apro una parentesi su me e Davide: io ero il bimbo ciccio che leggeva (e sono rimasto così), lui quello smilzo con gli occhiali (a cui, da grande, ha aggiunto il mullet). Io non sapevo fare a botte ma, visto che ero grosso, tutti si guardavano bene dal fare a botte con me. Così ero tranquillo. Anzi, tanto per essere più tranquillo, una volta avevo pestato Davide e gli ho rotto gli occhiali, così tutti avevano capito che con me era meglio non fare a botte. E questo mi è bastato per attraversare tutta l'infanzia e l'adolescenza senza mai dovere fare a botte con nessuno.
Ora però il vero fulcro della storia non sono io, ma Davide che, avendo gli occhiali, aveva sviluppato un'attitudine alla vita e alla furbizia degna dell'Ulisse omerico.
Davide svicolava, sfuggiva, ti faceva un sorriso e ti aveva già fregato qualcosa.
C'è poco da fare: se a 9 anni sei magrino e porti gli occhiali, per sopravvivere devi diventare così. Ma, quel che è peggio è che questa attitudine al dare le sole il prossimo poi te la porti avanti per tutta la vita.

Chiusa parentesi su me e Davide che, nel frattempo, abbiamo finito di costruire la nostra capanna e ci siamo entrati.
Lì dentro stiamo giocando, ma il nostro è un gioco triste, perché siamo dentro una capanna (peggio: una bella capanna) che ogni secondo che passa rischia di essere notata (e abbattuta) dal vagante (e dolente) Lulla.

E infatti non ho fatto in tempo a scriverlo che, da un angolo, sbuca Lulla, che ha visto la capanna.

Io lo guardo come credo ognuno, in mare, immerso nella quiete del blu marino, guarderebbe uno squalo puntare dritto verso di lui.
Un po' con terrore, certo. Ma un po' anche con fascino, per quello sguardo antico e pieno di una furia senza rabbia. E un po' anche con la rassegnazione di chi sa che scappare non serve a nulla e che la vita è stata bella ma adesso è finita.

Ecco, immaginatevi me così, a 9 anni, dentro una capanna che improvvisamente è diventata piccola piccola in rapporto alla furia smodata di Lulla Maciulla, l'uber-bullo che avanza per abbatterla. Con me dentro.
E, dentro alla capanna con me, nascosto dietro le mie spalle, Davide.
Il furbo Davide.
L'essenziale Davide.
Il geniale Davide.

È un attimo, pefretto nella sua eleganza, fisso nella mia memoria come un chiodo piantato dritto dritto nel muro dei ricordi.
Davide sguscia da dietro di me e pronuncia queste semplici ma assai efficaci parole:

"Ciao Lulla, come va con la malattia di tua mamma?"

Perfette.

Lulla si ferma.
Guarda la scena. Si vede con un pugno alzato. Cambia espressione.
E se ne va.

Ok, io avevo 9 anni e ovviamente non avevo mai visto una lezione di psicologia applicata. Quella lo era.
Davide aveva capito che, con chi nel menare è fuori scala, non serve a niente provare di menare a di più e, in questo, dall'alto dei suoi 9 anni, aveva già capito che qualsiasi struttura fortificata ha sempre il suo punto debole.

Non solo Lulla Maciulla aveva risparmiato me, Davide e la nostra capanna ma, nei mesi a venire, non è più nemmeno passato da quelle parti.
Quella capanna e quel luogo, per lui, erano diventati la concretizzazione del suo disagio e, di conseguenza, del suo dolore di cui non riusciva a parlare con nessuno.
Lui girava altrove, continuava a malmenare i ragazzini, ma lì non c'è più venuto e la nostra, per lungo tempo, è stata l'unica capanna che non è stata mai abbattuta dalla sua rabbia di bullo.

E questo è tutto quello che ho da dire su Lulla Maciulla.

ps: Se poi Faroni decide di pubblicare anche la controparte di "Bulli", tipo "Vittime", allora mi candido con un altro grande classico del mio repertorio: DAVIDINO BIONICO.