3.6.08

I Bulli non vanno in paradiso (prima parte)


Esterno giorno.
Siamo davanti alle porte del paradiso.
C'è un cancello dorato e, accanto al cancello, una scrivania con sopra un computer (un Mac, ovviamente). Dietro la scrivania c'è un signore dall'aria annoiata vestito con una tunica bianca.
Davanti alla scrivania una fila infinita di persone in coda.
Io sono sul fondo della coda.
Porcaccio Giuda.

Passa un tempo indefinito e, alla fine, arrivo davanti alla scrivania, al cospetto dell'uomo dall'aria annoiata.
Ora posso distinguere il cartello appeso alla sua tunica.
"Pietro San" c'è scritto sopra.
Me lo facevo più vecchio.

"Nome?"
"Prego?"
"Il tuo nome in vita?"
"Roberto Recchioni"
"Il fumettista?"
"Sì... mi conosce?"
"Leggevo il tuo blog..."
"Ah. Speravo che le fosse capitato per le mani qualcuno dei miei fumetti... chessò, John Doe, Dylan Dog, Diabolik..."
"Mi spiace... leggo solo manga"
"Capisco. Piacciono anche a me, in effetti...Devilman più di tutti."
"Mpf... perché tutti hanno questa fissa per il diavolo? Perché non c'è un fumetto che si intitola AngelMan?"
"Non saprei... ma se mi fate tornare in vita giuro che mi metto subito a scriverlo!"
"Voi fumettisti dite tutti così... da morti."

Il vecchio abbassa la testa e digita qualcosa sulla tastiera.
"Vediamo... non sei uno stinco di santo ma neanche Charles Manson o Madre Teresa di Calcutta..."
"Era così cattiva?"
"Non ti immagini nemmeno quanto... ma lo sai che non permetteva l'uso della morfina nei suoi ospedali?"
"Naaa... sul serio?"
"Andava professando che il dolore era un dono del capo in persona... e sembrava così convinta che a me è venuto lo scrupolo e l'ho chiamato di persona per chiedergli delucidazioni..."
"E lui che ha detto?"
"Niente. Stava dormendo. Gli faceva male il ginocchio e si era preso un paio di Demerol..."
"Capisco..."
"Ma torniamo a noi... va bene che abbiamo tutta l'eternità davanti ma non è che possiamo approfittarcene... qui leggo di qualche furtarello, un paio di atti vandalici..."
"Ragazzinate..."
"Hai nominato spesso il nome del capo invano..."
"Si faceva per ridere..."
"Hai tradito qualche fidanzata..."
"Il senso di colpa mi tortura ancora oggi, mi creda..."
"Ah..."
"Non me lo dica..."
"Simona Scravaglieri"
Ecco, lo sapevo. Sono fottuto.

CONTINUA