2.6.08

Il Nemico e Vero Amore gestiscono le loro energie


"Sei sicuro che non possiamo aprire una finestra?"
"E' una caverna. Oltre quella parete di roccia c'è solo... altra roccia".
"Ah..."
Il Nemico non alza nemmeno lo sguardo dal computer mentre Vero Amore si aggira nel suo rifugio da genio del male.

"Magari una mano di vernice alle pareti... delle tinte pastello..."
"Uhm... forse... non adesso però... i lavori per casa mi mettono l'ansia e ho troppo da fare per stargli dietro".

Vero Amore guarda la spettrale figura del suo emaciato fidanzato e sospira.
E' seduto dietro a una vecchia scrivania in legno scuro. Le ginocchia piegate contro il petto, i piedi sulla sedia, le mani grifagne allungate sopra la tastiera. In bocca una sigaretta, sopra la testa una nube di cattivo tempo e nicotina.
Gli occhi le si riempiono di lacrime nel guardarlo ma è a causa del fumo.
Tossisce. Ma lo fa piano perché non vuole disturbarlo.

"Che roba è?" chiede lei, spiando il monitor da sopra la spalla del Nemico.
"Un nuovo piano per conquistare il mondo..."
"E dopo che l'hai conquistato?"
Il Nemico si irrigidisce per un momento, poi si volta verso Vero Amore e la guarda perplesso.
"Lo domino. Che altro?!"
"E dici alle persone cosa fare?"
"Certo".
"A tutte? Una per una?"
"Penso che mi limiterò a stabilire delle regole di massima..."
"E come farai a controllare che tutti le rispettino?"
"A quello ci penserà la mia polizia segreta, una roba tipo il KGB però cattiva..."
"Quindi... se ho capito bene... delegherai?"
"Dove vuoi arrivare?"
"Da nessuna parte... è solo che mi sembra sciocco affaticarsi tanto per conquistare TUTTO il mondo, visto che poi non lo potrai mai controllare di persona..."
"E allora cosa dovrei fare, secondo te?"

Vero Amore si stringe nelle spalle.
"Che ne so... curarti di quel pezzetto di mondo che ti sta a cuore e basta... una roba del genere, ecco".
"E' questo che avresti detto a Adolf Hittler o a Steve Jobs?!"
Lei lsi stringe nelle spalle, fa una mezza smorfietta, poi riprende a bighellonare in giro per l'antro buio che lui chiama casa e lei scantinato.

LAAALLALLA...LALLAALLLAAALLAAA...

"Si può sapere che fai?"
"Cosetto".
"E perché non impieghi il tuo tempo e il tuo talento in qualcosa di più sensato?"
"E' che qui non c'è un posto per me..."
"Ma se hai tutta la caverna!"
"Intendo un posto mio..."
"..."
"Sei strana, lo sai?"
"Sì".

Lui rimane per un secondo interdetto.
Poi la marcia imperiale squarcia il silenzio.
E' il suo cellulare.
Il Mietitore vuole sapere se ha ancora bisogno di quell'esercito di schiavi senza cervello e, se sì, quanto è intenzionato a pagarglieli.
La discussione si fa subito accesa e il Nemico nota a stento che Vero Amore sta uscendo.
Vorrebbe darle un bacio ma non ci riesce. Poco male, tanto la rivedrà quella sera stessa.
Lui la ama e appena avrà conquistato il mondo glielo regalerà.


Vero Amore è in strada.
Fuori dalla caverna il sole splende e la giornata è azzurra e rosa e verde e gialla.
I suoi piedini la trotterellano in giro e lei ride e non sembra averne mai abbastanza.
Solo a un certo punto si rende conto che se solo facesse un altro passo, poi non le basterebbero più le energie per tornare indietro e allora, tanto varrebbe continuare ad andare avanti.

Vero Amore ci pensa sopra.
E poi muove un passo.