24.7.08

Quattro chiacchiere con Lars Ulrich e un bello spettacolo subito dopo...


Allora, per ragioni troppo complicate per starvele a spiegare (diciamo solo che devo ringraziare Valentina e Micol), mi sono presentato alla PR dei Metallica come corrispondente di MenStyle (il sito internet di GQ). Insieme con me c'era pure una mia amica metallara che sembra uscita da una illustrazione di Frank Frazzetta. L'occhiata in tralice che ci ha dato la PR mi ha fatto capire che forse si aspettava qualcuno di più "Style". Vabbè: sempre meglio che spacciarsi per i corrispondenti di "Cavalli e Segugi"...
Detto questo... la tipa ci informa che siamo accreditati per una roundtable (sarebbe una tavola rotonda ma i PR si bagnano nell'usare i termini inglesi) con Lars e Trujillo.
Che culo... il batterista più antipatico del mondo e l'ultima ruota del carro!
Comunque sia, dopo una mezz'ora mi ritrovo sotto un gazebo, seduto a un tavolinetto e gomito a gomito con il 50% dei Metallica. L'ambiente è così informale che ho voglio di ordinare una quattrostagioni. Mi sarei aspettato una roba molto più blindata. Strano e piacevolmente sorprendente.
Accendo la telecamera e inizio a a riprendere l'incontro.

Cosa ci dobbiamo aspettare dal nuovo album?
L'idea è quella di un ritorno alle origini.
Gli ultimi album sono stati di ricerca, ci dicevamo "proviamo a fare qualcosa con dentro più blues... oppure con un suono più garage" e cose così. Per l'ultimo disco, invece, ci siamo rimessi a sentire gli album che ci piacevano nei primi anni '80 e abbiamo cercato di ricordare quello che eravamo a quei tempi. Abbiamo anche riascoltato i nostri vecchi album e abbiamo preso ispirazione da essi, senza esserne intimoriti.


Cosa ne resta dell'esperienza di "St. Anger"?
Quel disco è stato molto difficile per noi, come sapete... ma è come un film drammatico con un happy ending e quell'happy ending è che siamo ancora qui, con un nuovo album in uscita davvero buono.
Robert Trujillo è stato una benedizione per noi, ha riportato armonia nel gruppo e motivazioni, oltre a fare da "cuscinetto" tra me e James.


Avete da poco inaugurato la "Mission Metallica" (un sito internet che ospita una gran mole di materiale inedito, messo a disposizione gratuitamente)... un cambio di rotta dopo la faccenda di Napster?
Contro Napster abbiamo vinto, no? Comunque sia, sono cose ben diverse... io non ho problemi con gli artisti che decidono di regalare la loro roba. E' roba loro, possono farne quello che vogliono. Noi possiamo regalare i nostri video o la nostra musica... ma non mi piace che ci venga rubata.

Che ne pensi della moda dei giochi musicali come Rock Band o Guitar Heroes? Secondo alcuni sono la nuova frontiera del business musicale...
Come siamo finiti a parlare di business?
L'aspetto economico non mi interessa molto ma penso che questi giochi siano magnifici perché avvicinano i ragazzini alla musica. Le band preferite dei miei figli adesso sono i Deep Purple, i Balck Sabbath... e lo sono perché le hanno conosciute con Guitar Heroes. E poi, è bello essere protagonista di un videogioco molto amato dai propri figli... ti rende figo ai loro occhi.


Tu ci giochi? Sei bravo?
Sono il terzo miglior chitarrista di casa mia...

La tavola rotonda finisce (se vi state chiedendo cosa abbia detto Trujillo la faccio rapida: ha parlato dell'orgoglio dei Metallica, si è battuto il petto un paio di volte, è risultato molto simpatico a tutti e poi è andato via di gran fretta).

E passiamo al concerto.
Prima dei Metallica suonano gli Sword (che non riesco a sentire perché la tavola rotonda si dilunga) e poi i Down di Phil Anselmo (non malaccio a sentirli dal vivo...), poi comincia lo spettacolo principale.
Il palco è essenziale: lunghissimo, del tutto disadorno, con la batteria posta al centro e molto avanzata.
Sopra al palco una specie di ballatoia che sarà esclusiva del solo Hetfield.
In alto, a troneggiare su tutto, il più gigantesco megaschermo che abbia mai visto: lungo come tutto il palco (una trentina di metri) e alto come un piccolo palazzo. Sullo schermo passerà l'intero concerto, ripreso con una regia davvero coinvolgente.

Cosa dire dello spettacolo?
Una meraviglia.
I Metallica partono con brani pescati da "Ride the Lightning", poi scorrazzano in lungo e largo per "Kill 'em All", "Master of Puppets", "Justice For All" e il black album.
Nessuna concessione agli ultimi tre album in studio.
Meno male.
Il popolo dei thrasher si viene nelle mutande.
Il tutto due ore abbondanti. Nessuna pausa, un tiro da far invidia ai Motorhead e alla fine pure i fuochi artificiali.
I fuochi artificiali? Eggià...come i Kiss.
Uno spettacolo favoloso, portato avanti da professionisti assoluti che conoscono ogni trucco, ogni gesto, ogni mossa a memoria... e qui sta il problema.
Se ci fate caso, ho usato la parola spettacolo e non concerto perché è questo che fanno i Metallica oggi: un grande spettacolo.
Sono una delle cinque più grandi band americane e sanno cosa dare al loro pubblico, come e quando.
Non mancano mai l'appuntamento con la telecamera, sono sempre sul segno, ogni faccetta, ogni sorriso, ogni movenza è studiata per riscuotere il giusto effetto e lo stesso vale per la scaletta e l'esecuzione.
Tutto è studiato per farti tornare a casa e dire: non c'è un cazzo da fare... sono ancora i bastardi più cattivi che puoi vedere su di un palco.
E, in un certo senso, è vero.