10.7.08

[RECE] Hellboy II


"Quando un elfo effeminato incontra un principe dell'inferno, l'elfo effeminato è un elfo morto"
Così si potrebbe riassumere "Hellboy 2: the Golden Army".

Un altro modo per metterla potrebbe essere:
"Il signore degli anelli viene preso a pizze in faccia da Ron Perlman"

O anche:
"Ma quanto gli vengono bene i film ganassa a Guillermo Del Toro?!"

Il regista messicano riannoda le fila del discorso che aveva cominciato con "Blade 2" e proseguito con il primo "Hellboy" e comincia a fare le prove generali per il futuro "Lo Hobbit".
Nel frattempo non si scorda nulla di quanto ha appreso sul set del "Labirinto del Fauno".
Peccato che lasci la sceneggiatura a casa.

"Hellboy 2: the Golden Army" è un film magniloquente sotto il punto di vista visivo, diretto in maniera magnifica, ben scritto per quello che riguarda i dialoghi, l'approfondimento caratteriale dei personaggi e le loro interazioni, piacevolmente coatto nello sviluppo dell'azione (proprio come "Blade II") e, a tratti, persino toccante nella sua vena poetica... peccato che abbia un plot generale davvero striminzito, servito da uno script a tratti faragginoso, oltretutto privo di drammaticità e pathos.
Il problema principale sta tutto in un cattivo che, per quanto esteticamente riuscitissimo, non riesce in alcuna maniera a rappresentare una minaccia degna di questo nome per il nostro demone preferito, rendendo la storia meno interessante di quanto sarebbe potuta essere.

Ma non tutto il male viene per nuocere.
Il fatto che la vicenda principale e i suoi sviluppi possano stare comodamente in un fazzolettino usato, lascia modo a Del Toro di prendersi tutto il tempo che vuole per mostrarci il suo mondo fantastico, approfondire i personaggi che già conoscevamo dal primo Hellboy e presentarne di nuovi, intessere due belle storie d'amore, montare qualche divertente siparietto comico, costruire una scena sul genere "i veri mostri siamo noi" di grande efficacia e poesia e gettare le basi per il terzo capitolo della serie.

Gli appassionati del fumetto però è meglio che ci vadano preparati perché questo secondo capitolo non ha praticamente nulla delle atmosfere delle storie di Mike Mignola.
Per capirci: niente mostroni alla Jack Kirby o divinità lovecraftiane e neanche mezzo cimitero goticheggiante.
Qui c'è solo l'Hellboy cinematografico (personaggio che io preferisco di gran lunga a quella macchia rossa monodimensionale che appare nel fumetto) che prende a pugni sul naso le creature del Signore degli Anelli.
Per me che odio elfi e affini, è una bella soddisfazione.

In conclusione... questo film andrebbe visto anche solo per la sua regia e per il suo aspetto visivo, in più c'è Ron Perlman (che per me vale sempre la pena), un sacco di scene d'azione divertenti e due momenti davvero poetici.
Che altro volete di più?

Ah, sì.. ci sono anche le fatine dei denti!