6.8.08

I AM COUPABLE!


Ultimamente, quando i telegiornali o i quotidiani parlano di un qualche arresto e perquisizione casalinga, sembra che trovare materiale pedo-pornografico nei computer degli indagati sia la regola.
E a me questa cosa mi lascia qualche dubbio.
Per carità, sono certo che ci siano un sacco di pedofili in giro per il mondo (e sono pure ragionevolmente sicuro che non tutti appartengano alla classe ecclesiastica), però mi fa strano pensare che appena un carabiniere o un poliziotto si metta a sbirciare nell'hard disk di qualche sospettato e... TAK... ecco spuntare il famigerato materiale "pedo-pornografico".
Il mio dubbio nasce, principalmente, dai parametri con cui questo materiale viene giudicato.
Voglio dire... le foto scaricate da un sito come JAILBAIT non sono pedo-pornografia... eppure, sono sicuro che qualche zelante ufficiale di polizia potrebbe scambiarle per tali.
Ancora peggio per il materiale hentai (per quelli che fino a ieri sono stati su Marte, i fumetti pornografici giapponesi).
Le tematiche degli hentai sono tra le più bizzarre... si va dalla classica liceale giapponese che fa sesso con il suo compagno di banco, fino a donne incinte, dotate di falli di trenta centimetri, che ci provano un gran gusto a espletare i loro bisogni fisiologici l'una nelle bocca delle altre, il tutto mentre tentacoli provenienti da qualche dimensione oscura sbucano dai margini della pagina.
Ovviamente, in questo scenario variegato, c'è un mucchio di roba che viene definita "lolicon" e che ha come protagonista delle ragazzine. In certi casi proprio delle bimbe.
Adesso, sono il primo a dire che una parte di questo materiale sia, semplicemente, disturbante... ma di fatto rimangono opera di finzione, ergo, se un caramba dovesse ritenere materiale pedo-pornografico un fumetto giappo con protagonista una tredicenne, alla stessa maniera dovrebbe ritenere pedo-pornografia la copia di "Lolita" di Nabokov che ho nella mia libreria.

E a pensarci bene, "Lolita" è un libro "proibito" in parecchi stati americani.

Ma perché tutto questo discorso?
Ieri, facendo il mio usale giro tra siti e blog che ospitano hentai scansionati, mi sono imbattuto in un fumetto che mi ha lasciato perplesso.
Il titolo è "Canon Sensei Tobashisugi" e l'autore è tale Georgeus Takarada.
Il manga in questione è rintracciabile facilmente in una versione tradotta in inglese e la cosa mi ha permesso, per una volta, di leggere anche la storia oltre che guardare i disegni.
La vicenda è presto detta:
un mangaka di trent'anni diventa l'assistente di un noto e misterioso autore di hentai e scopre che in realtà si tratta di una ragazzina che ancora non va al liceo. Da questo momento in poi, inizia un delirio di sesso e comicità che, tra le altre cose, racconta anche un interessante squarcio sulla scena fumettistica giapponese e su come si fanno i fumetti nel paese del sol levante.
I disegni sono buoni e migliorano tavola dopo tavola e il tasso pornografico è piuttosto estremo, il tutto però è smorzato dal tocco comico dell'autore e dalla sua notevole abilità nell'andare a tratteggiare una situazione che, in altre mani, sarebbe stata davvero greve.
Il fatto però è che la protagonista ha dodici anni e questa cosa non è per nulla un elemento di contorno che può essere ignorato (in fondo, negli hentai quasi tutte le donne sembrano ragazzine) ma è un elemento cardine su cui si basa lo sviluppo della vicenda, le situazioni erotiche e le parti comiche.
Ora... come bisogna valutare quest'opera? Come un fumetto pornografico di insolitamente alta qualità o come materiale pedo-pornografico da bandire dal mondo?
E soprattutto... lo cancello dall'HD, nel timore che il primo poliziotto che mi verrà a arrestare per qualche omicidio mi scambi pure per un pedofilo, o me ne frego, sfidando il comune senso del pudore?

p.s.
se vi interessa, il manga in questione lo trovate QUI.