5.8.08

Non toccate il coniglio bianco...


Premessa importante:
l'albo in questione mi è piaciuto.
E' una storia divertente, scritta con un bel ritmo, con un ottimo Groucho e splendidi disegni.
Stabilito che non ho nulla da ridire sul "come"... resto un attimo perplesso sul "cosa".

Mi spiego meglio (non andate avanti se non avete letto l'albo e avete intenzione di farlo):
la storia racconta di come un nutrito gruppo di conigli zombie si vendichi degli impiegati di un laboratorio di vivisezione.
Gli impiegati in questione sono stati costretti (a causa di alcuni tagli di bilancio) a operare in maniera sbrigativa lo smaltimento delle carcasse di questi conigli (sottoposti a vari esperimenti scientifici) e i conigli non l'hanno presa per niente bene.
Adesso, queste pallette di pelo e carne putrescente sono ritornate dal regno dei morti e cercano vendetta.
E fino a qui non ho nulla da ridire.
Lo spunto è folle ma pure divertente (anche se non mi è chiaro perché i conigli si vendichino degli impiegati, piuttosto che dei proprietari del laboratorio di vivisezione).
Il problema (per me) sorge quando uno di questi impiegati, chiuso in una casa messa sotto assedio dai conigli, spinto dal senso di colpa decide di spararsi un colpo in testa, ponendo fine alla sua vita e alla sete di vendetta dei roditori non-morti.

Il senso di colpa.
Per aver ammazzato dei conigli.
Minchia... e i macellai che dovrebbero fare, allora?

Ora, per carità... io lo so che Dylan è animalista e vegetariano (io no, e infatti mi terrò ben lontano da queste tematiche) e so pure che non è la prima volta che si schiera apertamente contro la vivisezione... ma sul serio la giusta pena per aver ammazzato qualche migliaio di conigli è la morte?
Non è uno zinzinino eccessivo, specie in una serie che ha fatto del perdono e della comprensione del "mostro" il suo cavallo di battaglia?

Che poi, sulla vivisezione in genere, se ne potrebbe discutere e a lungo...
Io capisco che per necessità di sintesi narrativa, nelle storie di Dylan la questione si riduca a termini manicheisti... ma siamo sicuri che gli esperimenti sugli animali siano sempre un male, anche quando portano un reale beneficio per gli esseri umani?
E' ovvio che la vivisezione insensata sia da condannare (non si gioca con il cibo)... ma quando porta a risultati concreti nella ricerca (qualsiasi tipo di ricerca, anche quella per lo shampoo che non vi fa bruciare gli occhi) è davvero così deprecabile?

38 commenti:

ALESSANDRO BONI ha detto...

incredibile! condivido pienamente.

E' che spesso Dyd (a forza di ripetere sta teoria dei mostri siamo noi) sembra un personaggio creato da un misantropo con parecchi pregiudizi.

Moh me vado a scortica' n'abbacchio;-)

Planetary ha detto...

Boh forse il senso di colpa è per tutto il casino creato dai conigli.
E cmq il macellaio uccide per soddisfare un istinto.

Sulla vivisezione la cosa è diversa.
Non ho un'idea precisa, non dico nè no nè si a prescindere.

CREPASCOLO ha detto...

non ho letto l'albo, ma la sintesi del ns anfitrione mi permette di ipotizzare che il messaggio sia un altro: è l'individuo che determina la misura della sua responsabilità e che nutre il suo senso di colpa. se è questa l'intenzione dell'autore, si tratta di una idea naturalmente non nuova, ma forse poco presente in albi bonelliani.
ricordo in un vecchio tex, il suicidio di un tal carnicero, il cui ranch era assediato da willer, e da due ettari di navajos. aveva appena sparato alla moglie, alle spalle, mentre la sventurata cercava di consegnarsi ai pellerossa. tutt'altra vicenda naturalmente.
in una vecchia gag di quino, una vecchietta chiama il riparatore tv perchè il suo schermo proietta immagini rovesciate. il tecnico prova a capovolgere il televisore. il problema ancora sussiste. il tecnico estrae una pistola e si spara alla testa.
il bello di alcune storie - provocatoriamente direi di tutte - è che dicono altro grazie/a dispetto di chi le racconta

Adriano Barone ha detto...

Tra l'altro la vivisezione non è più pratica diffusa: come dice la parola stessa, implica un sezionamento dell'animale da vivo, mentre ormai gli animali prima vengono gassati (con anidride carbonica), poi vengono sezionati. Ma appunto, sono già morti.
Giusto per info, e posto che a qualcuno interessi.

:A:

werther Dell'Edera ha detto...

sempre che, chi le racconta, riesca a raccontarle bene.

Estella ha detto...

Ciao, premessa che non ho comprato questo Dylan ancora, ho letto il tuo commento sulla storia. Nulla da dire, .. tranne su un argomento che a me sta molto a cuore..la vivisezione. Ti poni delle giuste domande, ma credo che tu abbia un po' di confusione a riguardo e confondi la macellazione e la vivisezione quando sono due "pratiche" completamente diverse. La prima è" destinata" alla "sopravvivenza" in quanto ..cibo..l'altra è un qualcosa di crudele e doloroso che viene fatto a 3000 animali al giorno, quando la ricerca ha constatato ormai da tanto tempo che esistono altri metodi alternativi. Scusa il "pippone" qua che magari non c'entra nulla con Dylan, ma cercando di farla breve, tu che comunque so hai animali e quindi ci convivi, vai se hai tempo a farti un giro qui http://www.infolav.org/ e leggi cosa è in realtà la vivisezione ( sfrangia tutto quello che appunto come dici è un tantino esagerato, condivido che è giusto che esista un equilibrio nelle cose) .. Ricordati, la vivisezione è un atto crudele in quanto gli animali ( vengono usati anche cani) soffrono in quanto essere viventi, e non credo esista nessuna ricerca che abbia un buon motivo per infliggere sofferenze ad un altro essere vivente quando si potrebbe usare dei metodi sperimentali diversi. Ci sono anche dei libri a riguardo di persone che hanno visitato laboratori -lager, ma non te li consiglio..sono davvero un pugno allo stomaco. Ecco ora che sono stata abbastanza noiosa posso tornare a lavorare :-)
Ciao RRob

neikos ha detto...

Non entro nel merito del discorso riguardante la vivisezione se non per confermare quanto detto da Adriano Barone (almeno per quanto io ne sappia).

La storia in sè invece non mi è piaciuta affatto. Vuoi per la morale posticcia e retorica (con tanto di spiegone) vuoi per una pessima costruzione dei comprimari, figurette senza spessore.

Per non parlare del solito, trito e ritrito espediente del sogno rivelatore che francamente ha rotto i maroni.

Francamente Medda ha scritto storie assai migliori di questa.

Rimane l'ottima prova di Mari, comunque meno ispirato del solito.

Ma solo a me per certi versi ha ricordato Shaun of the Dead? :asd:

Adriano Barone ha detto...

Estella, solo una precisazione, e cito dal sito LAV: "Per vivisezione, o sperimentazione "in vivo", si intende qualsiasi esperimento eseguito su animali. Non tutti gli esperimenti prevedono la dissezione dal vivo".

E tra l'altro, NON SEMPRE i test alternativi (ad es. gli istologici, cioè quelli effettuati sui tessuti) sono affidabili: a volte sembra che un farmaco sperimentato su tessuti funzioni, ma alla prova "in vivo" no.

Non voglio cambiare le opinioni di nessuno, ma certe informazioni spesso vengono omesse (di proposito o meno, mi frega poco: sempre omesse sono).

:A:

Fluke ha detto...

Ciao!

Non ci conosciamo, quindi mi presento: sono Fluke, il cane di Michele. Michele non discute mai pubblicamente sulle sue storie, quindi ha delegato me a farlo.

Michele mi prega di premettere al mio intervento una considerazione di carattere generale: non spetta alle opere di narrativa dibattere questioni scientifiche in maniera scientifica, o storiche in maniera storica. Un'opera può offrire un punto di vista (o anche più di uno), ma tratta nella sostanza di emozioni.

Detto ciò, "La collina dei conigli" offre il punto di vista di Dylan Dog (che in questo caso coincide con quello di Michele, e con quello di Tiziano Sclavi) sulla vivisezione. Michele dice - e io sono d'accordo con lui - che la vivisezione è una pratica barbara, disumana, vergognosa... e inutile. Inutile perché noi animali e voi uomini siamo diversi. I nostri organismi sono diversi: il vero test su un prodotto, alla fine, lo fa chi ne è il destinatario finale. L'uomo, quindi. Questa è l'opinione di Michele, che non è frutto di un pregiudizio "idelogico", ma un convincimento derivato da diverse letture sull'argomento.

Michele non è vegetariano, ma è un consumatore di carne sempre più moderato. Lui dice che se dovesse trovarsi alla fame su un'isola deserta non esiterebbe a cacciare un coniglio per mangiarlo (ehi, lo farei anch'io, noi cani dopotutto siamo carnivori!).

In ogni caso, c'è una bella differenza tra uccidere per mangiare e uccidere (anzi, sterminare) per testare schifezze chimiche che restano tali sia dentro uno shampoo che dentro un farmaco. O, peggio ancora, per creare con le pellicce schifosi status symbol.

Quanto al senso di colpa, caro Roberto, c'è chi lo prova, anche senza essere cattolico, e chi no. In effetti, c'è chi ci abbandona in autostrada senza il minimo rimorso. Brian - il suicida della storia - comunque aveva già qualche problemino di coscienza quando lavorava allo stabilimento; tanto che, a differenza di Harry e Herbert, lui doveva ubriacarsi per riuscire a fare il suo sporco lavoro (lo dice lui stesso a pagina 88). Alla luce dell'orrore che lui e gli altri hanno scatenato, la sua crisi e la sua decisione di farla finita sono comprensibili (ehm... mi sento un po' in imbarazzo a sottolineare queste cose a uno sceneggiatore esperto come te, ma conosci il mio padroncino, sulle questioni di lavoro è piuttosto pignolo).

Un'ultima cosa: si parla tanto di vivisezione, ma chi sa veramente in che cosa consiste? Gli incubi che tormentano Dylan alla fine dell'albo (e che riferiscono cosa avviene "normalmente" nei laboratori di vivisezione) possono darne solo una vaga idea. Chi non avesse paura di documentarsi potrebbe farlo sul sito della LAV (www.infolav.org). O, più brutalmente, potrebbe digitare "vivisection" su Google e fare la ricerca togliendo i filtri. Se ha uno stomaco forte, beninteso.

Grazie dell'ospitalità, una stretta di zampa e un saluto a Zero

Fluke

Adriano Barone ha detto...

Caro Fluke (che senz'altro non ti sei sforzato di leggere i miei posto precedenti), si sa talmente poco di vivisezione che si cita solo il sito della LAV.

E si mettono nello stesso calderone la ricerca medica e le pellicce.
Due cose, se mi permetti, un po' diverse.

A patto che il tuo padrone NON prenda medicine: in quel caso è perfettamente in grado di scagliarsi contro ogni tipo di sperimentazione animale (che, come dice la stessa LAV, NON è tutta vivisezione, anzi, che non si pratica più...ma scrivo al vento, evidentemente).

:A:

Adriano Barone ha detto...

p.s. forse non si è capito il discorso sulle medicine: OGNI farmaco in farmacia è testato sugli animali per un certo numero di anni, e poi su esseri umani (volontari, il cosiddetto periodo di pre-clinica), prima di andare in produzione.

sraule ha detto...

sì, l'idea dei conigli mannari fa molto shaun of the dead.
tra l'altro c'era anche un ottimo (a livello di trash, chiaramente) film con PECORE mannare, al quale potrebbero essersi rifatti.

io i conigli li gradisco specialmente in umido, anche se il mio animale favorito rimane la mucca. ha un'espressione pucciosa, un grosso nasone bagnato e fa tanta simpatia. oltretutto è ottima da mangiare. cosa si potrebbe chiedere di più?

in quanto alla vivisezione, pratica senza dubbio crudele, invito tutti i detrattori a sensibilizzarsi sull'argomento delle carestie, dei bambini soldato o delle malformazioni infantili.
e poi a stabilirsi una scala di priorità un po' meno delirante.

RRobe ha detto...

Ciao, Fluke, Grazie per il chiarimento da parte tua (e di Michele).
Io rimango comunque perplesso sul discorso degli esperimenti sugli animali. Nel senso, mi son messo a leggere qualcosa in giro e mi pare che, come al solito, ci siano due campane per la medesima storia.
Se da una parte gli animalisti dicono che gli esperimenti condotti sugli animali sono inutili per quello che riguarda l'uomo... dall'altra parte, gli scienziati, dicono che forse non daranno una risposta del tutto affidabile su quale sarà l'effetto di un determinato prodotto o una particolare operazione sull'uomo, ma circoscrivo comunque il campo e, quando si tratta di mettere le mani sugli esseri umani, la prudenza non è mai troppa e quindi ben vengano degli esperimenti che, in qualche misura, danno comunque delle informazioni.

Detto questo... io ho degli animali, e li amo parecchio.
Ma quello rimangono, animali.
La vita umana, a conti fatti, per me rimane roba altra.

p.s.
sul senso di colpa:
ovvio che è soggettivo... diciamo che Brian è piuttosto sensibile, dal mio punto di vista.
Io me ne sarei stato barricato, in attesa della cavalleria.

RRobe ha detto...

p.s.
Susanna ha espresso un mucchio di cose che mi sarebbe piaciuto dire pure a me.

sraule ha detto...

ho letto ora la risposta di fluke (è stata inserita mentre scrivevo).
il tuo punto di vista mi spaventa.
io prendo ogni mese circa 600 euro di farmaci che in qualche momento sono senza dubbio stati testati su animali.
se questo non fosse stato fatto ora probabilmente mi starei lentamente paralizzando, cosa che non mi farebbe molto piacere.
come me ci sono molte altre persone che dipendono da farmaci di questo tipo.
ovviamente puoi obiettare che in un mondo naturale queste persone sarebbero state spazzate via dalla selezione naturale.
a questo tipo di obiezioni solitamente rispondo invitando tutti gli interessati a tornare a vivere sugli alberi.

ALESSANDRO BONI ha detto...

FIRMIAMO UNA PETIZIONE PER FARE DIVENTARE I LEONI VEGETARIANI?

oppure usiamo sclavi per i prossimi esperimenti...
Anche se da come prende le distanze dal genere umano forse non e' compatibile!;-)

Ed! - the webcomic ha detto...

sarà che sono vegano, sarà che di recente ho pure visto Earthlings (basta e avanza, altro che LAV)... ma a me sentir dire "io amo gli animali" da gente che li mangia, mi fa un po' ridere.

@Adriano Barone: si può stare a disquisire per giorni su cosa sia di preciso la vivisezione, su cosa rientri in questa categoria e su cosa rientri in quell'altra. Dimostrare la propria saccenteria facendo le pulci su queste questioni è francamente ridicolo: si tratta in ogni caso di inutile e barbaro sfruttamento animale. Punto e basta.
Inutile giustificarsi.

Ed! - the webcomic ha detto...

Alessandro ogni tanto spari delle cazzate colossali (tipo quando parli con Infinito pensando di avere a che fare con una sola persona, mentre invece sono almeno in due a pigliarti per il culo)...
Comunque...
C'è poco da scherzare. I leoni, al contrario degli umani, hanno non solo una predisposizione alla caccia, ma anche un apparato biologico che permette di assimilare e digerire la carne meglio di un umano. Noi umani mangiamo OGGI molta più carne di quanto ne mangiassimo nell'antichità. Questo non significa che siamo prima di tutto carnivori.
Poi, chiaro, ognuno è libero di fare e di farsi tutto il male che vuole.
Però che si parli con cognizione di causa.
Ciao.

RRobe ha detto...

Dice Ed: ...ma a me sentir dire "io amo gli animali" da gente che li mangia, mi fa un po' ridere.

Perché?
L'uomo ama l'animale in ogni sua forma e per ragioni diverse.
Lo ama perché lo aiuta nel lavoro, lo ama perché gli è compagno e sì, lo ama perché gli è di nutrimento.

Sono animali.
E' nell'ordine naturale delle cose che noi li mangiamo (altrimenti la conformazione dei nostri denti e del nostro apparato digerente sarebbe diversa).

Quindi, sì... amo tranquillamente gli animali.
Li amo quando mi servono, li amo quando mi fanno compagnia e li amo quando mi nutrono.

RRobe ha detto...

Il fatto che oggi mangiamo più care di quanta ne consumassimo in passato dipende silo dal fatto che adesso è più facile averla.
Tutto qua.

Adriano Barone ha detto...

Ed: è inutile, OK. Suppongo tu non abbia mai preso una medicina in vita tua.
Beato te. Noi stronzi, che ogni tanto ci ammaliamo o abbiamo delle patologie croniche (come me), le medicine le prendiamo (e io non sono uno di quelli che prende un'aspirina appena ha un po' di mal di testa).
Poveri noi, santo in paradiso tu. Bravo.

Ovviamente non hai letto nè i miei posti, nè quelli di Susanna, nè quelli di Roberto.

:A:

CREPASCOLO ha detto...

anche impanare un pettino di pollo trascende la mia capacità di affrontare gli aspetti più splatter della vita, ma i commenti che ho letto hanno fatto rinascere in me un genuino senso di colpa per aver sempre distolto l'occhio ed il neurone dalla visezione.
plaudo il padrone di fluke perchè si è guadagnato il privilegio di poter esprimere un punto di vista sull'argomento.

RRobe ha detto...

Naaaa... figurati Adriano.
Le medicine crescono sugli alberi... mica le testano sugli animali, prima.
E se le testano sugli animali, non dovrebbero farlo.
Molto meglio testarle direttamente sull'uomo (che è brutto e cattivo mentre gli animali sono buoni).

Comunque sia... ho aperto un topic per chi vuole continuare questo discorso.
Questa era un discussione su DYD e Michele ha già detto il suo punto di vista.

DIFFORME ha detto...

DYD è davvero lontano anni luce dall'horror contemporaneo, quantomeno cinematografico, parlo del genere "gorno" che va per la maggiore, mi chiedo se è un bene o un male...

The Comedian ha detto...

Quoto da fluke
"la vivisezione è una pratica barbara, disumana, vergognosa... e inutile. Inutile perché noi animali e voi uomini siamo diversi. I nostri organismi sono diversi: il vero test su un prodotto, alla fine, lo fa chi ne è il destinatario finale."

Interessaaante...
Quindi, se il primo dottorino che passa (o anche il premio Nobel per la medicina, poco importa) mi salta fuori con un vaccino sperimentale contro l'epatite C o l'HIV, lo facciamo testare _direttamente_ su di me (o, piu' realisticamente, su qualche bambino africano in cambio di tre chicchi di riso, ammesso che non lo stiano gia' facendo)?

Cioe', e' veramente QUESTO che avevi intenzione di dire, dolce, paffuto cagnolone Fluke?
No, perche' questo e' veramente un ragionamento da cani.

Posso essere d'accordo sul fatto che testare il nuovo Chanel n. 5 su un tenero rattolino sia una sofferenza inutile.
Ma qua stiamo parlando di medicine, di vaccini, di roba che salva e ha salvato ogni giorno la vita a milioni di esseri umani.
E, scusate se sono cinico, se l'inevitabile prezzo da pagare e' la sofferenza di qualche cavia, ben venga. Chi non e' d'accordo e' libero di tornare a grugnire nelle caverne, come ha suggerito Sraule.

A proposito, uomini e scimmie sono identici al 99% nel loro DNA, evidentemente tanto diversi da loro non siamo.... pochi geni, ma buoni!

The Comedian ha detto...

Whoops, ho visto solo ora l'ultimo commento di Rrobe... chiedo venia...

ALESSANDRO BONI ha detto...

Sraule:
600 euro di farmaci? e non ti spetta niente gratis?
che schifo!
Questi sono veri problemi altro che ammazzare due conigli...

Tsam ha detto...

Sinceramente (e parlo del dyd), concordo sul fatto che groucho sia in grande forma, sul fatto che la storia abbia un grande ritmo, ma anche io sono rimasto un attimo basito sul finale (e in generale sull'utilizzo della fantomatica industria con i cattivi).

Insomma, per me ottima storia ma finale con un po' di amaro in bocca.

Imho Mari poi è strepitoso.

Pigasus ha detto...

Concordo con Ed! in tutto.

Estella ha detto...

Io mi riferivo ai quesiti che si pone RRobe, e in particolare al punto tra macellazione e vivisezione, poi come ho già scritto è ovvio che bisogna sfrangiare e capire dove alcune "pratiche" sono utili davvero ( esempio medicine) e dove no ( esempio cosmesi). Non cito la Lav perchè ne so poco e mi voglio limitare a quello..la cito perchè ne sono socia e come socio attivo partecipo a modo mio regalando un po' della mia arte a coloro che mi sembra stiano facendo un ottimo lavoro su questioni che mi stanno a cuore , ed era inoltre un modo veloce per lasciare qualcosa dove andare a leggere e documentarsi ..Poi facendola breve, sull'argomento ce ne sarebbe da discutere ci sono varie campane..e punti di vista.. ma appunto non è questo magari il posto giusto.
Ciao!

werther Dell'Edera ha detto...

Fluke dice:
Alla luce dell'orrore che lui e gli altri hanno scatenato, la sua crisi e la sua decisione di farla finita sono comprensibili (ehm... mi sento un po' in imbarazzo a sottolineare queste cose a uno sceneggiatore esperto come te, ma conosci il mio padroncino, sulle questioni di lavoro è piuttosto pignolo).


Per fortuna che io invece non sono uno sceneggiatore esperto e in quanto tale giustificato se le stesse perplessità hanno toccato anche me. Oltre a qualche altra incongruenza e al finale posticcio. Ad essere buoni la si può considerare una storia frettolosa.

werther Dell'Edera ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
Estella ha detto...

Ps. rimango dell'idea comunque che la vivisezione è per me un atto crudele da abolire e spero che in futuro possa essere sostituita con metodi alternativi alla ricerca attuale.

RRobe ha detto...

E io rimango dell'idea che c'è un topic per continuare la discussione sugli animali.

Estella ha detto...

RRobe
Hai ragione, perdonami.. :-)
Ciao!

noalgore ha detto...

Chiedo scusa se intervengo solo ora. A prtoposito di senso di colpa. Si tratta di una precisa strategia di ingegneria sociale che culmina con i due film "E venne il giorno", dove le persone sono invitate gentilmente a suicidarsi per i danni fatti a "madre natura" e con "Wall-E" il robot che ripulisce la Terra da solo perchè il genere umano l'ha abbandonata perchè troppo sporca. Della serie: un pianeta senza l'uomo. E sulla vivisezione: c'è chi predica bene ma razzola male. Infatti il più grande centro mondiale di vivisezione è dretto da un ambientalista (che non è estraneo ai progetti di ingegneria sociale per "ripulire il pianeta"). Approfondimenti sul mio blog
Ambientalismo di Razza
grazie per l'attenzione.

Antonio ha detto...

Qui mi sento chiamato in causa.
Insieme al gruppo di ricerca in cui lavoro, abbiamo preparato (io ho fisicamente sintetizzato) alcuni composti che, in vitro, hanno attività su una via metabolica (semplifico). Tali composti hanno una attività che, in vitro, è più alta di quella dei migliori composti presenti in letteratura e, in teoria, potrebbero avere una ricaduta incredibile per quanto riguarda la cura dei tumori. Ovviamente, per diventare un farmaco, il composto (o i composti) sintetizzato deve passare una serie di test (e di fasi cliniche). La prima, fondamentale, è quella dei test in vivo. Ovvero i composti vanno iniettati sul topo (sorpresa, non ci sono solo i simpatici conigli, ma anche i più schifosetti topi! Ma questo a Medda forse non interessa) e si vede come funziona.
Ora, il farmacologo con cui lavoriamo mi ha chiesto di preparargli un grammo di roba per i test sul topo.
Come devo ragionare io? Pensando che questa scoperta potrebbe giovare al mondo, o pensando che sto ammazzando dei topi?
Detto questo, penso che se c'è un organismo mondiale che ha deciso che la sperimentazione scientifica per i farmaci si debba svolgere in un certo modo (fase I, fase II, fase III), forse avranno avuto, nella scelta, alcuni elementi in mano. Elementi che, forse, i buonisti a buon mercato ignorano.
Il discorso sulla crudeltà senza senso è ovviamente altra cosa e penso che siamo tutti d'accordo.
Ma fare mistoni senza costrutto non giova a nessuno, specie quando, se vogliamo fare i radicali fino in fondo, dalla morte dei conigli ci si sta arricchendo (a meno che Medda la storia non l'abbia scritta gratis, ma non penso).

Andrea ha detto...

di dylan ne ho una caterva (fino all'80 circa) ma se già allora mi suonava retorico e puritano tanto era anticonformista ,da quello che ho capito e persino peggiorato.
a me spiace che un personaggio ben riuscito e che ha avuto un notevole successo a suo tempo (parliamo di oltre 15 anni fa) sia destinato all'ingloriosa continuazione finché non finirà per sopraggiunta morte da antieconomicità editoriale tipica della fumettistica italiana.
per quanto riguarda invece i tuoi pensieri animalisti ,mi trovo in un limbo: se sentiamo chi è nel settore bel vengano gli esperimenti ,se invece sentiamo chi li combatte hanno motivi altrettanto validi. non riesco proprio a capire "la realtà" .