28.8.08

Una faccia, una razza.

Premessa fondamentale:
a me, il lavoro di Ausonia (al secolo, Francesco Ciampi) piace.
Dico di più... quello stronzetto snob, nonostante si diverta a dirmene di cotte e di crude su internet, mi sta pure simpatico.
Ma questo ci capa poco con la ragione per cui sto postando questa roba.
Sul suo blog (lo trovate QUI) Ausonia ha postato una lunga anteprima del suo nuovo lavoro, "Interni".
La storia vedrà la luce a Lucca e sarà prodotta in maniera del tutto indipendente.
Le tavole sono molto belle ma, quello che mi fa davvero sorridere, è che per impostazione, gabbia, equilibrio del bianco e del nero e disegno vero e proprio, sono tavole che potrebbero tranquillamente uscire dalla pagine di un (bel) numero di "Dylan Dog", "Dampyr", "Dix" o "Napoleone" (pace all'anima sua).
Sì... Ausonia, uno dei massimi esponenti dell'anti-bonellismo (spesso per partito preso), mi ha sfornato tavole tradizionalmente italiane. E sono pure molto belle.
Mi chiedo se sia una svista clamorosa o il segno di una nuova apertura mentale :asd:

37 commenti:

AlessandroDiVirgilio ha detto...

Se c'è una cosa che abbiamo in comune (a parte la passione per il Re) è proprio questa allergia verso qualsiasi forma di snobismo intellettuale.
:)

Anche a me piace (anche parecchio) il lavoro di Francesco e ne apprezzo la sua lucidità dialettica, ma, il più delle volte, ha un atteggiamento "a prescindere" che poco digerisco.

Non so... se il fumetto ha bisogno di qualcosa (sono aperti i dibattiti), non è certamente di questo.

Fabrizio ha detto...

Secondo me, considerando la trama dell'opera, è drammaticamente voluto.

Un kafkiano scrittore seriale in crisi, che vorrebbe scrivere impegnato ed è costretto a continuare la sua serie.

Quale miglior scelta progettuale di una bella griglia bonelli? ;)

AUS non lascia mai niente al caso...


Fab

Dual ha detto...

Grande Fabrizio!!!!

Non è che sotto quella maschera si cela Ausonia? :D

Fabio... ha detto...

Bello!
Casertano migliora ad ogni tavola...

ausonia ha detto...

ringrazio robertino per i 6500 complimenti diretti e indiretti.

ringrazio fabrizio perché ha centrato il punto.

la storia di INTERNI verte su un tema preciso e l'allusione a un certo tipo di fumetto la trovavo molto molto provocatoria ma anche pertinente.

per quanto riguarda lo snobismo di cui parla alessandro... non so. ci sono delle cose che non mi piacciono per impostazione, quindi a prescindere. è vero.

"Non so... se il fumetto ha bisogno di qualcosa (sono aperti i dibattiti), non è certamente di questo"

e di cosa avrebbe bisogno questo ambiente, di una massa acritica di lettori e di autori? di centinaia di migliaia di persone che hanno gli stessi gusti e guai a chi prova a esprimere il proprio punto di vista?

... ma ne sei proprio sicuro?

DIFFORME ha detto...

questo ambiente (come quello del cinema) dovrebbe iniziare a smarcarsi da certi referenti sinistroidi di stampo tardo 68ino che vedono ancora il testo come centro dell'opera (fumetto o film) e della sua analisi e torni a porre maggiore attenzione alle immagini, dove mi si consenta la "gaia critica" è indietro di decenni, totalmente incompetente e priva di strumenti

in bocca al lupo ad aus per l'autoproduzione, so cosa significa sbattersi in prima persona...

Gianluca Maconi ha detto...

il fumetto è semplicemente una forma di comunicazione, ed ognuno può utilizzarla come meglio crede. e può apprezzare ciò che vuole. secondo me il "fumetto" ha bisogno di personaggi forti e indipendenti per affermarsi in campi ed a un pubblico più esteso di quello tradizionale.
il fumetto ha bisogno di ausonia più di molte altre cose. ma ovviamente il discorso non sussiste perché siamo già nell'ambito dei gusti personali. poi se una cosa non piace basta non leggerla, o non parlarne. inoltre sono curioso di leggere quest'ultima opera di ausonia. se funziona avrà una freccia in più al suo arco e la tranquillità nel rafforzare e dimostrare le proprie opinioni sul fumetto commerciale.

CREPASCOLO ha detto...

come sessantottino - nel senso di quarantenne - plaudo ausonia che trova la forma per dare forma alla sua sostanza perchè consapevole che la forma è anche sostanza.
non sono del tutto convinto che le masse acritiche siano sia massa sia acritica - il fumetto raggiungerebbe una massa critica per poi implodere, se non fosse per i lettori che ad un albo bonellide o diaboliko non chiedono altro di coprire la distanza tra l'ufficio e la bifamiliare gravata dal mutuo. senza contare che chi si affeziona al medium può chiedergli ulteriori suggestioni.

Hytok ha detto...

@difforme: il testo è il centro dell'opera, altrimenti il fumetto si riduce a mera illustrazione.

PS: nel '68 non ero ancora nato.

RRobe ha detto...

Io, invece, penso che bisognerebbe tornare a esalare il disegno nel fumetto.
Lo strapotere del testo, prima in Italia e adesso anche in America, ci ha portati a leggere un tipo di prodotto che usa (a stento) il 20% delle potenzialità del media fumetto.

DIFFORME ha detto...

no hytok è l'immagine il centro dell'opera cazzo!!!
il fumetto (e il cinema) sono arti VISIVE porcatroia lo volete capire! il testo deve nascere per essere disegnato (o filmato), adatto a questo scopo altrimenti fateci un cazzo di romanzo,
"letterutura disegnata" è una definizione nefasta!

il problema che quasi tutti (gaia critica e semplici lettori) hanno una più o meno vasta formazione letteraria (anche solo per motivi scolastici) ma sono in genere analfabeti dal punto di vista visivo, è un fatto, poco da fare...

CREPASCOLO ha detto...

marco ferreri puntava il dito contro quelli che chiamava film per ciechi, cioè pellicole che si potevano seguire ad occhi chiusi ascoltando i dialoghi dei personaggi.
nell'era della decompressione narrativa, possiamo sederci di fronte a qualcuno che ci legge un daredevil di bendis e maleev ed apprezzarlo senza vederne una singola vignetta

Mastro Pagliaro ha detto...

paragonare il fumetto di Francesco ad uno bonelli significa creare una contrapposizione inutile.
La forma forse è la stessa, ma la sostanza è un'altra..
più che a contrapposizioni o polemiche ci si dovrebbe concentrare a fare bene il proprio mestiere, ignorando quello che riteniamo stupido o privo d'interesse...
Dimostrare che è possibile esser migliori di qualcosa che si giudica a torto o a ragione brutto, lo trovo un esercizio artisticamente irrilevante.
se guardo le pagine di francesco non penso ad un bonelli bello, ma penso che francesco stia semplicemente realizzando un bel fumetto.
un regista che si ritiene più bravo dei vanzina, non è un regista bravo in assoluto, ma è semplicemente più bravo dei vanzina.
contento lui.....

ciao

DAVID MESSINA ha detto...

“...un tipo di prodotto che usa (a stento) il 20% delle potenzialità del media fumetto."

Mi trovo perfettamente d'accordo con Rrobe.
Ricordo di aver letto tempo fa una interessante intervista a Grant Morrison, dove lo scrittore denunciava questo problema,questo utilizzo limitato delle potenzialità del fumetto.
Personalmente apprezzo il lavoro di Ausonia, è solo che personalmente trovo sterile (e a volte puerile) l'accanirsi contro il fumetto "commerciale" a prescindere, come se si trattasse di una di quelle faide tra tifoserie calcistiche.

RRobe ha detto...

Per Mastro: guarda che stiamo dicendo, grossomodo, la stessa cosa, eh?

DIFFORME ha detto...

spero davvero che non siamo ridotti al "fumetto commerciale = bel disegno sterile e fumetti d'autore = disegno minimale pregno di significati" perchè staremmo davvero messi male, (anche perchè non è vero nella stragrande maggioranza dei casi)

che ranxerox ci protegga...

ausonia ha detto...

ho letto tutto e... cerco di rispondere a un paio di cose.

la prima è che INTERNI non è (né tantomeno vuole essere) un manifesto programmatico anti-fumettoseriale. tantopiù che albert gruenwald (il protagonista) è uno scrittore di romanzi e non uno sceneggiatore di fumetti. se avessi davvero voluto denigrare un certo tipo di fumetto avrei raccontato la storia di un fumettista, ovvio. ma davvero non era nelle mie intenzioni. una storia deve avere ragioni un po' più intriganti, a mio modo di vedere.

e tutto sommato le idee del signor gruenwald mi trovano d'accordo fino a un certo punto, insomma, credo che lui sia molto più estremista di me! ma il suo atteggiamento era utile per sottolineare lo stato di frustrazione in cui si trova: obbligato da un contratto a scrivere un romanzo all'anno di una serie che detesta. insomma, è la "classica" storia dello scrittore in crisi...

la mia però (graficamente) non vuole essere neanche una parodia dei fumetti bonelli. INTERNI è una storia quasi di genere e per questo si adattava bene a una griglia e a uno stile grafico abbastanza classico (anche se sono sicuro che decio canzio mai e poi mai mi farebbe lavorare in bonelli se vedesse queste pagine =) ).

... anche se nelle ultime quindici pagine ho strutturato uno "spiegone" lunghissimo che ricorda un po' quelli di dylan o roba del genere. ma più lungo!!! (rido)

per quanto riguarda la distinzione fra "fumetto commerciale = bel disegno sterile e fumetti d'autore = disegno minimale pregno di significati" suggerita da difforme..... boh.
ho sempre visto le mie cose al di fuori di queste etichettature, sinceramente. eh, sì, non sopporto le tifoserie. inscrivo il mio lavoro in una zona franca, intermedia. "altra". cerco di fare le cose per come mi vengono senza preoccuparmi della loro collacazione. questo credo si sia capito. dove lo posizionereste pazienza, scozzari e compagnia bella? ecco, mi piace quel tipo di collocazione. quella roba magmatica che non puoi mettere da nessuna parte, perché fa parte a sé.

lo so, qualcuno pensa che sono presuntuoso... ma la mia è solo una dichiarazione d'intenti. ci mancherebbe che mi paragonassi a certi mostri sacri.

i deliri di onnipotenza (malgrado qualcuno lo pensi) non fanno parte di me... ho dubbi continui su quello che faccio e non è facile seguire le mie traiettorie. neanche per me. è un casino. non credo di aver fatto niente di speciale fino ad ora e studio notte e giorno per far sì che le cose che faccio mi escano meglio. insomma... è una condizione difficile la mia, ma enusiasmante. e vi giuro, non far parte di una "tifoseria" non aiuta, in questo ambiente. fare squadra a sé porta pregiudizi e isolamento. è un ambiente piccolo, questo del fumetto, quasi familiare. e come in ogni famiglia che si rispetti, non mancano i conflitti e le cattiverie. ma ho deciso di giocare così.

e nonostante tutto è bellissimo, ve lo assicuro.

Fabrizio ha detto...

Grande Fabrizio!!!!

Non è che sotto quella maschera si cela Ausonia? :D


NO! Davvero Ausonia si è fatto una maschera con la mia faccia?? :D


Per il resto,

Sia Lodato Will Eisner, Sempre Sia Lodato...


Fab

sraule ha detto...

Mah, forse sono io ad essere un po' naif, ma credo che un autore usi semplicemente le forme narrative ed espressive che gli servono in quel momento.
Da questo punto di vista l'unica differenza tra lavorare in Bonelli oppure su un progetto personale è che nel primo caso la forma che devi usare è già stabilita, nel secondo la scegli tu.
Per alcuni questa distinzione è molto importante, per altri non la è affatto.

Ma, per essere onesta, per me la è parecchio. :)

AlessandroDiVirgilio ha detto...

"e di cosa avrebbe bisogno questo ambiente, di una massa acritica di lettori e di autori? di centinaia di migliaia di persone che hanno gli stessi gusti e guai a chi prova a esprimere il proprio punto di vista?

... ma ne sei proprio sicuro?"

No.
E chi l'ha detto?
Eppure pensavo che, su questo punto, dopo noiose discussioni su comicus, la cosa fosse chiara.
Anzi, non solo non ne sono sicuro, ma penso che, insieme allo "snobismo" e all' "a prescindere" sia una cosa inutile e sterile.
Per queste ragioni sono d'accordo con l'intervento di Messina.

Poi di cosa abbia bisogno il fumetto, se ne può parlare fino alla noia, anche se reputo interessante lo spunto di Roberto (il refuso "esalazione" è, comunque, esilarante).
Io parlavo di quello di cui NON ha bisogno. ;)

RRobe ha detto...

Ausò, rimandami il numero di telefono che c'ho voglia di fare due chiacchiere.

Adriano ha detto...

Difforme ha scritto:
questo ambiente (come quello del cinema) dovrebbe iniziare a smarcarsi da certi referenti sinistroidi di stampo tardo 68ino che vedono ancora il testo come centro dell'opera (fumetto o film) e della sua analisi e torni a porre maggiore attenzione alle immagini, dove mi si consenta la "gaia critica" è indietro di decenni, totalmente incompetente e priva di strumenti

Difforme ha scritto:
no hytok è l'immagine il centro dell'opera cazzo!!!
il fumetto (e il cinema) sono arti VISIVE porcatroia lo volete capire! il testo deve nascere per essere disegnato (o filmato), adatto a questo scopo altrimenti fateci un cazzo di romanzo,
"letterutura disegnata" è una definizione nefasta!

il problema che quasi tutti (gaia critica e semplici lettori) hanno una più o meno vasta formazione letteraria (anche solo per motivi scolastici) ma sono in genere analfabeti dal punto di vista visivo, è un fatto, poco da fare..


Difforme ha scritto:
spero davvero che non siamo ridotti al "fumetto commerciale = bel disegno sterile e fumetti d'autore = disegno minimale pregno di significati" perchè staremmo davvero messi male, (anche perchè non è vero nella stragrande maggioranza dei casi)

__________________________________
Pur rimanendo innamorato di tua sorella (non la vedo da oltre 10 anni, all' ultimo expocartoon...)
Quando scrivi certe cose ti voglio sempre più bene.

bonats85 ha detto...

Secondo me è semplicemente un buon fumetto.
E non mi sembra certo un fumetto pubblicabile dalla Bonelli. Dopodichè la griglia di impostazione bonelliana è molto pratica.
perchè non usarla, quando abbisogna?

Hytok ha detto...

@difforme: io non sono un autore, sono solo un lettore, quindi non filosofeggio. Decido se sborsare per un fumetto, oppure no.

Prendiamo un qualsiasi fumetto: se ha la storia soddisfacente, ma i disegni fanno cagare, lo compro. Se ha dei disegni fantastici, ma la storia fa cagare, lo lascio sullo scaffale.

Esempio: la gran parte dei cartonati francesi ha disegni splendidi, con tavole da rimirare per ore... ma molto spesso le storie sono pallose, esili, illeggibili. Ed io mi guardo bene dall'avvicinarmici.

Esempio 2: il 75% degli albi di John Doe ha disegni a dir poco insoddisfacenti; RRobe e Lollo hanno motivato spiegando che non vanno alla ricerca del realistico a tutti i costi, che cercano di lanciare nuove leve del fumetto, ecc., ma per me, lettore pragmatico e disinteressato alla diplomazia, sono tutte balle. L'essenza è che il 75% dei disegni di JD mi fa raccapriccio. Epperò io JD continuo a comprarlo ugualmente, perchè adoro le storie, e per me quello è prevalente.

nerosubianco ha detto...

Io adoro quell'uomo.. snobbismo? Ma neanche a parlarne è una delle persone più umili mai conosciute.
E' un autore che prima di mettere la mano sul foglio per disegnare vuole raccontare qualcosa...ce ne fossero come lui.
Ah, Bentornato Robè
un abbraccio Francesco...

gianluca ha detto...

"Prendiamo un qualsiasi fumetto: se ha la storia soddisfacente, ma i disegni fanno cagare, lo compro. Se ha dei disegni fantastici, ma la storia fa cagare, lo lascio sullo scaffale."

come fai a sapere se la storia fa cagare se non lo compri? In realtà puoi giudicare solo i disegni senza comprarlo (e nemmeno tanto: magari sono brutti ma funzionali alla storia)

Cmq ti dò ragione sul fumetto francese (UW1 a parte) ;-)

Andrea ha detto...

Totalmente d'accordo con Difforme.Se vogliamo che il fumetto sia solo testo,leggiamoci piuttosto un buon libro!Ridiamo potere alle immagini!

Hytok ha detto...

@gianluca:

come fai a sapere se la storia fa cagare se non lo compri?

Magari l'ho letta in prestito da un amico, o sul web. Oppure magari è il numero 3 dopo che ho già letto i primi due.

In realtà puoi giudicare solo i disegni senza comprarlo (e nemmeno tanto: magari sono brutti ma funzionali alla storia

Brutti ma funzionali? Mi fai un esempio?

Cmq ti dò ragione sul fumetto francese (UW1 a parte) ;-)

Le eccezioni esistono sempre ;-)

Alex "AxL" Massacci ha detto...

Premessa: voglio bene al Ciampi, voglio bene al RRobe, loro si vogliono bene ed è tutto un amore collettivo che spero scaturisca in un'orgia di dimensioni bibbliche con signorine giga tette dotate (insomma... dello spunto "francesco snob che mi finisce in bonelli".. onestamente? l'importante è sapere che non si sta facendo semplicemente marchette, ma in un modo o nell'altro si sta esprimendo qualcosa)
Mi interessa molto di più il fatto del rapporto storia-disegni...
ovviamente sono 2 cose che devono camminare assieme: è stato detto da qualcuno che anche se il disegno raccapriccia, ma la storia vale,cmq un fumetto funziona.Grossa cazzata.Un esempio? BlackSad. Il primo volume ha una storia banalotta, ma è considerato ugualmente un capolavoro. Perchè il bravo disegnatore esalta le doti di narrazione della sceneggiatura, rendendola più o meno bella. Una storia fantastica, in mano ad un disegnatore mediocre, può anche risultare noiosa, inleggible o frantumazebedei.
E per quanto bravo, uno scenggiatore, per solito, fatica a visualizzare quello che scrive, e deve essere il disegnatore a rendere il tutto fluido e scorrevole (ovviamente questo è un discorso generalizzato et semplificato)
Per concludere.. ho frequentato il DAMS Arte... da dove, se avessi terminato, sarei uscito come Critico D'arte.. l'ho mollato perchè non veniva data nessuna conoscenza pratica e tecnica del COME fare "arte" (che so... come si stende l'olio su tela, tempi di esposizione per una foto... teoria delle luci... quello che vi pare insomma)
Come si può fare un "critica" se non si conoscono i meccanismi di un medium?
Il lettore medio che dice che la storia è più importante del disegno esprime SOLO un suo gusto personale, e lo fa da ignorante (nel senso etimologico della parola) perchè non conosce i meccanismi per cui quella "storia tanto bella ma con i disegni tanto brutti" lo abbia colpito.
Altro esempio? è stato detto che gli albi francesi hanno disegni splendidi, ma storie pallose.. la storia in QUEI casi può essere pallosa a causa delle scelte registiche del disegnatore che, mantendo spesso campi medio-lunghi, ed altre inquadrature di lungo respiro (dove al lettore è richiesto di soffermarsi più tempo per apprezzare al meglio una vignetta), rallenta drammaticamente i tempi.. rendendo una storia pallosamente lunga da leggere.
Vorrei infine ricordare, per farmi capire ancora meglio, che, nel fumetto, come al cinema, la figura dello sceneggiatore NON è quella del regista, o almeno, raramente combaciano.( nel fumetto europeo visto che molti ruoli si sovrappongono... accosterei meglio la figura dello sceneggiatore- oltre che a quella propria- a quella del produttore cinematografico... una sorta di coordinatore dei progetti, che supervisiona, aiuta nella scelta del cast etc etc)

Adriano ha detto...

Bell' intervento, complimenti.
Come si dice in questi casi, quoto.

T_PAAMAYIM_NEKUDOTAYIM ha detto...

non ho letto tutti i commenti, scusatemi quindi se ripetero' concetti gia' espressi.

io credo che non abbia senso parlare della maggior importanza dei testi o dei disegni in un fumetto, semplicemente perche' (e qui gente come rrobe, che lo fa di mestiere, dovrebbe averne piena coscienza), entrambi contribuiscono ad un unico fenomeno, che e' quello della narrazione.

"immagini e altri simboli giustapposti in una deliberata sequenza per produrre una reazione etc etc": in sostanza, un fumetto e' il risultato del lavoro di sceneggiatura, disegno, dialoghi, regia della closure, etc etc

questo per dire che lo sceneggiatore che indica i dettagli vignetta per vignetta, sta lavorando sul testo o sul disegno?

e probabilmente il problema e' proprio di termini: userei invece "componente affabulatoria" e "componente estetica". la prima e' l'intreccio, narrativo, astratto, senza dialoghi o testi che sia, cosi' come anche la costruzione della tavola che da' il ritmo alla lettura e i dettagli di una vignetta che possono svelare un colpo di scena. la seconda e' la forma attraverso la quale viene espressa la prima componente: che puo' essere data tanto dallo stile di disegno, tanto dai caratteri del lettering, quanto dal tipo di prosa utilizza nei testi.

entrambe queste componenti partecipano in maniera strutturale alla reazione del lettore, il quale, a seconda dei propri gusti personali, potra' trovarsi ad amare "la storia ben raccontata disegnata male" e "il fumetto michelangiolesco dalla trama banale".


per quanto riguarda la critica: credo che questa debba interrogarsi, prima di tutto, relativamente alla componente estetica, non se questa e' gradevole di per se', ma se e' funzionale a quella affabulatoria: perche' longshot comics disegnato da perez non funzionerebbe allo stesso modo (tanto per citare un titolo facendo pubblicita' ;))

Adriano ha detto...

T_PAAMAYIM_NEKUDOTAYIM ha detto...
questo per dire che lo sceneggiatore che indica i dettagli vignetta per vignetta, sta lavorando sul testo o sul disegno?

Bella domanda.
purtroppo è un cane che si morde la coda. Non esiste una risposta generica perchè non esiste uno sceneggiatore generico e non esiste un disegnatore generico.

Capitan Ambù ha detto...

Ma detto tutto questo è più forte Hulk o la Cosa?
E' meglio la sceneggiatura o il disegno?
Povero mondo del fumetto, tra poco vedremo dei trattati sul valore di un fumetto scritti dall’emerito prof. Prichard con tanto di grafico.
Godiamoci solo la lettura ogni tanto e magari in silenzio che non guasta.

Riguardo Ad Aus può essere snob, psicologicamente instabile, cagacazzo...sinceramente chi se ne frega, tanto quando muore rimarranno i suoi fumetti ed è quello che conta di un fumettista, tra l'altro è un artista valido e che sta dando tanto al fumetto italiano, poi come tutti gli esseri umani può dire cazzate anche lui, come tutti del resto basta leggere un pò di blog il mio compreso.
Thomas Ott allora? E Alan Moore?

Perissi ha detto...

Ausonia è bravo e intelligente, anche se mi è antipatico, e credo -anzi, ne sono sicuro- che la cosa sia del tutto reciproca.
Questa sua autoproduzione, che leggerò sicuramente, non mi sembra -dalle premesse- per niente snob, ma progettualmente polemica a partire dalla forma.
L'idea è forte, e mi sembra che la realizzazione stilistica (dire solo grafica sarebbe fuorviante e riduttivo) lo sia altrettanto.

Capitan Ambù ha detto...

A me invece è simpatico e mi diverto parecchio a scambiare due chiacchere con lui alle fiere, ma il suo lavoro è valido a prescindere, come quello di qualsiasi autore.

Perissi ha detto...

Hai ragione, Capitan Ambù, anche se non mi sta simpatico leggo sempre con interesse e piacere le sue opere.
Mi devono piacere i suoi fumetti, mica me lo devo sposare, no?

MicGin ha detto...

Francesco non è snob.