2.9.08

All'amico Stimato Professionista


Caro Stimato Professionista,
ti scrivo questa mia con il massimo rispetto e tutta la mia ammirazione.
Tutto il rispetto e tutta l'ammirazione, non bastano però a lenire il mio forte disappunto nei confronti del tuo lavoro degli ultimi anni.
Io capisco che la tua elevata levatura artistica si senta frustrata da un lavoro seriale e ripetitivo, legato da anni allo stesso personaggio e capisco pure le tue legittime aspirazioni a fare qualcosa di più personale, di più tuo... ma questo, a mio modo di vedere, non giustifica il fatto che stai portando avanti la tua produzione in maniera sciatta e priva di inventiva e che la stai realizzando distrattamente e con poco amore.
Se lo scontento nasce dalla mancanza di stimoli e la voglia di fare qualcosa di più personale, il problema sarebbe di facile soluzione: lascia il lavoro che stai facendo e dedicati ad altro.
Il tuo nome è rispettato e tenuto in alta considerazione nel nostro media e sono sicuro che non avresti problemi nel trovare altre opportunità.
Certo, probabilmente il guadagno sarebbe minore, ma sono decenni che lavori a un livello altissimo con pagamenti straordinari... se davvero ci tieni a lasciare un segno personale in questo settore, sono sicuro che potresti accettare un qualche compromesso sul piano economico. Del resto, non sei tu quello che si lamenta costantemente del fatto di essere ridotto a fare il lavoro di un impiegato di lusso? Bene, è tempo di cambiare! Lascia il tuo incarico, che per te è diventato castrante e arido, a qualcuno che invece amerebbe farlo e torna a esplorare strade personali dove tu possa esprimere liberamente la tua arte e la tua spiccata sensibilità.
Si dice che "se non fai parte della soluzione, fai parte del problema" ed è vero.
Perché, nonostante l'impegno e l'energia che in tanti ci stanno mettendo, il tuo attuale comportamento basta a nullificare tutto, rendendo l'impresa vana.
Il mio consiglio per te, Stimatissimo Professionista, è di tornare a fare qualcosa in cui credi davvero.
E non incassare l'assegno a fine mese e basta.

Distinti Saluti
RRobe

DISCLAIMER DI SICUREZZA:
prima che iniziate con le speculazioni: è una mail generica, non rivolta a nessuno in particolare...

45 commenti:

CREPASCOLO ha detto...

"se non fai parte della soluzione, fai parte del problema" implica l'impossibilità della non ingerenza: se esisti, non puoi esimerti dal prendere posizione, non puoi non schierarti. un battito di farfalla a nairobi provoca una tsunami in giappone, un koala che strizza l'occhio in uno zoo di melbourne innesca un processo che porterà alla creazione del primo reality show.

Hytok ha detto...

Secondo me è uno sfogo sulla deriva nizziana di Tex, personaggio che adori, scritto dopo un tiramisù alla banana e cioccolato fondente da Pompi. ;-)

Andrea ha detto...

Perchè scriverla se non è rivolta a nessuno?Fuori i nomi.

RRobe ha detto...

Perché avete questa fissa sui nomi invece che sui contenuti?
La smania da gossip vi contagia.
E' una lettera generica che si potrebbe mandare a un sacco di gente, nel nostro settore.

Andrea V. ha detto...

E anche in altri settori.

CREPASCOLO ha detto...

è meglio non siano indicati nomi - moli si sono succeduti sotto la mascherina di phantom.
ci piace la figura dello stimato professionista che si trascina da una sceneggiatura ad una altra con l'entusiasmo di chi è condannato a vivere di quattro salti in padella.
lo immaginiamo quando, allo stremo delle sue energie di creativo, sub appalta il suo lavoro ad un ghost writer - la via del ventunesimo secolo alla pratica di bottega - che, dopo anni passati a raccontare che il sole sorge solo per illuminare l'ennesimo stereotipo, a sua volta assume un aiutante, così lontanto ormai dalla firma principale quanto lo è l'ennesimo spin off dal primo albo degli x-men.
ecco perchè dopo 400 anni ancora stimati professionisti della crtica si chiedono quanto e se abbia scritto guglielmo shakespeare

Slum King ha detto...

Quando sarà il tuo turno di stare bene chissà cosa farai...
ti ricorderai di essere stato un giovane rivoluzionario in cerca di regni e potere o ti adagerai sul meritato buon vino e le avvenenenti fanciulle?

Fabio... ha detto...

Concordo sul "generico".
Prima di leggere i commenti io pensavo a disegnatori vari anzichè sceneggiatori...

CREPASCOLO ha detto...

in realtà, come notato in più di un post, l'invito allo stimato professionista potrebbe essere esteso a tutte le categorie di routiniers.
il tizio che indossa un turbante sopra i dreaadlock ed una camicia di shantung mentre dagli schermi di una piccola emittente privata interpreta i tarocchi per le orecchie di uno spettatore in crisi dovrebbe interrogarsi sulla opportunità di smetterla di predire viaggi per mare e nuove amicizie e lasciare la sfera di cristallo a chi ci mettere un maggiore entusiasmo

RRobe ha detto...

Slum: ho scritto questo post, apposta.
Il giorno che mi riduco in quella maniera, quotamelo.
O vienimi a sparare in un ginocchio.

MicGin ha detto...

Hai colto bene qualcosa che aleggia nell'aria, forse da parecchio, e che è stato manco a farlo apposta, uno degli argomenti affrontati in una telefonata proprio stamattina con l'amico Daniele. E volevo parlarne anche sul mio blog o su Comicus, partendo in questo caso da alcune recenti riflessioni di Michele Medda, che non condivido proprio.
Secondo me c'è uno spaventoso bisogno di innovazione. Mi va bene che quello che già funziona prosegua. Per intenderci, sino a quando Tex e Dylan Dog vendono che proseguano, ci mancherebbe.
Ma occorre investire su opere nuove. Invece si assoldano gli autori più giovani o emergenti per ripetere formule forse sicure e redditizie, ma ormai sempre meno al passo con i tempi.
Però capisco i giovani, devono lavorare. Si prende quello che c'è. E tanto Nemrod quanto Nathan Never possono essere impieghi più che dignitosi.
Ma proprio dagli autori più affermati sarebbe lecito aspettarsi qualcosa di più. Degli scatti in avanti, delle innovazioni, idee nuove, scommesse compiute da chi comunque ha un impiego sicuro e consolidato.
Insomma, concordo con l'appello, anche bello come prosa, e sono d'accordo che sia generico e indifferenziato perché è un problema complessivo, direi di sistema.

Andrea ha detto...

Devo smetterla una volta per tutte di leggere Chi,Novella 2000 ed Eva Tremila.Hai ragione.

DIFFORME ha detto...

mah non c'ho mai creduto in questa storia dell'auto-rinchiudersi in un ghetto, del castrarsi, se fai solo una cosa è perchè in fondo sai fare (più o meno bene) solo quella...

anche perchè non stiamo parlando di autoconfinarsi in un ghetto milionario, non si fanno certo i VERI soldi neanche lavorando in bonelli...

Andrea ha detto...

A me basterebbero anche i soldi finti!

CREPASCOLO ha detto...

immaginiamo un giovane autore, ansioso di non ripercorrere strade già battute da stimati professionisti, che si reca da un editore e propone la storia di un giovane autore che sceglie di spararsi in un ginoccchio piuttosto che percorrere strade già battute. una miniserie di tre. il primo numero è una lunga teoria di incontri tra il cartoonist ed editori generalisti che gli consigliano di parlare di cowboys e rangers spaziali. nel secondo numero, il cartoonist racconta la storia di un cartoonist che si spara al ginocchio in preda allo sconforto. nel terzo numero presenta il suo fumetto alternativo ad un editore che gli dice picche -ending con il cartoonist che si spara al ginocchio.
il suddetto giovane autore che si presentasse ad un editore con la mini sopra sintetizzata si sentirebbe rispondere picche.
nel ns universo, però, forse si metterebbe a raccontare di cowboys spaziali.

Andrea ha detto...

Benvenuto nel Belpaese.

CREPASCOLO ha detto...

pe rme è il Belpaese - lo preferisco a topolinia, gotham city, atlantide o qualsiasi altro luogo fantastico quanto l'italico suolo.
se abbiamo centinaia di pagine di un ladro che indossa una pellicola nera e si vulcanizza le sopraccicglia, se possiamo ristampare in tutti i formati concepibili le avventure del premier bianco di una nazione indiana, è perchè NON saremo mai stanchi dei ns simpatici ultracinquantenni.
venderemo tutti gli organi che abbiamo in coppia per comperare la raccolta delle strisce di horak sulle imprese di 007 - come non amare uno statale che vive alla grande ? - e sfoglieremo, velocemente, l'albo autoprodotto in tricomia che racconta la storia di un cartoonist che si spara al ginocchio, costato al cartoonist la vendita di un organo che aveva in coppia. probabilmente non un ginocchio.

Accenti & Neri ha detto...

@ MicGin
A cosa ti riferisci di preciso Mic, su cosa non sei d'accordo?
@ Robe
Interessante dibattito, interessante post...
Purtroppo mi sembra di aver sentito questi discorsi già negli anni novanta e siamo nel 2008. Da allora è successo qualcosa ?

La Accy

Thomas Magnum ha detto...

Una lettere per un te stesso del futuro, un pò come uno dei finali di Doraemon? (che tra l'altro conosco grazie a te)

No?

No, eh?

Ok.

Thomas Magnum ha detto...

Una letterA.

CREPASCOLO ha detto...

scrivere significa montare sulla macchina del tempo: devi limare il parquet, sposti la libreria e trovi una lista della spesa che risale a quando la lira non era solo la chitarra di nerone e ti chiedi che fine hanno fatto le confezioni formato famiglia di girella.
ed è il più prosaico degli esempi.
uno scrittore è come un giocatore di bocce - il boccino è la sua proiezione futura e perfettibile - ogni racconto, fumetto, aforisma è una biglia che cerca di arrivare vicina al bersaglio. lo scrittore di genio è quello che colpisce il boccino con la nota scarabocchiata su di un foglio a quadretti per ricordarsi di comprare le croccole

Lobo ha detto...

Aspetta, credo che tu ti riferisca ad Angelo Stano o no? :D

KoTa ha detto...

Io pensavo invece che qualcuno l'avesse scritto a te.

GiO ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
GiO ha detto...

Un buon consiglio, pertanto difficile da seguire.

Specie per chi, sotto sotto (ma nemmento troppo sotto), ha paura di fallire e di trovarsi col culo per terra. La realtà è che, forse, non ne sarebbe capace, molto più sicuro fantasticare sui condizionali che passare all'indicativo presente...
Alla fine è con la coscienza che si deve fare i conti, e la coscienza si sa com'è...

RRobe ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
RRobe ha detto...

No, Lobo.
Come detto e ripetuto, è una lettera generica.
Potrei anche essermela scritta come promemoria per il futuro.

sraule ha detto...

sì, sì... lo sappiamo tutti che era per James Hetfield :)

MicGin ha detto...

ciao elenacc
non sono d'accordo con chi dice che non c'è lavoro per aspiranti fumettisti. Non sono d'accordo soprattutto con le modalità e i toni con cui il ragionamento viene proposto. Ciò nonostante ha una sua utilità... ma, appunto, vorrei scriverne per esteso in altra sede, appena potrò.

MicGin ha detto...

chiarisco meglio: enfatizzare che non c'è lavoro per i giovani può essere l'altra faccia della medaglia di un atteggiamento professionale ormai adagiato sulle certezze e poco disponibile ad innovare.
Proprio come dici te, sono discorsi in parte già fatti: in tutti questi anni, guarda un po', ci sono alcune centinaia di ex giovani che ora di mestiere fanno i fumettisti. Alcuni hanno impieghi, come dire, un po' standard, ma non mancano quelli che hanno la possibilità di mostrare la propria creatività, nonostante le condizioni del mercato.

Thomas Magnum ha detto...

@rrobe
Potrei anche essermela scritta come promemoria per il futuro.

Allora ci avevo preso! Jackpot, tigre! Bingo! Yippie kay yay eccetera. ;)

jester24 ha detto...

quasi tutti facciamo lavori che ci fanno cagare. Ci lamentiamo e rimanaimo lì. Non è che in italia si possa cambiare così facilemente. Io sono quaranta giorni che sono disoccupato, non è che stanno stendendo tappeti rossi per farmi lavorare, quindi lo stimato professionista si lamenta , ma tenendo famiglia...

Perissi ha detto...

I giovani fumettisti ci sono eccome! Certo spesso sono sempre gli stessi, e non sempre sono i piu' bravi.
Troppo mainstream comunque.

Fabio... ha detto...

Il lavoro c'è, basta avere la voglia, solo che in alcuni settori servono le capacità...

Qui in emilia mancano non so quante migliaia di pediatri... A Napoli sono in esubero...

Un paio di idioti in giro per i forum dicono io mi bulli dei miei lavori, sarà perchè loro stracciano le palle dicendo che se non lavorano è colpa del mercato...

Certo... Sarà per quello che un grosso editore francese mi ha fatto 3 contratti che si accavallano (a rischio di perderci qualità) e ho già lavoro fino a metà 2009...
Certo, le paghe dei coloristi non mi permettono di mantenere da solo una famiglia, ma il lavoro c'è.

Jester nel nostro settore difficilmente fai un lavoro che ti fa cagare, visto che per natura è un settore difficile, lo fai perchè ti piace.

Il problema è che alla lunga, se rimani fisso su un personaggio diventa routine, e finisci per sentirti un operaio in catena di montaggio.
Sta a te migliorare la tua situazione, ma se non lo fai perchè ti fa comodo la pagnotta questo non ti giustifica dal lavorare con superficialità e "stanchezza"

Slum King ha detto...

Ma in un mondo dove non c'è pensione, questo modo di adagiarsi non può essere visto come il giusto ringraziamento per gli anni passati a lavorare?
Oppure uno deve smettere di produrre arte e morir di fame?

MicGin ha detto...

esatto fabio!

perissi, i giovani fumettisti cambiano continuamente, anche perché invecchiano ;-)
certo per la testa di alcuni, certi 35enni sono ancora giovani autori...

RRobe ha detto...

Lasciamo perdere :asd: che secondo alcuni, io sono ancora "il nuovo che avanza"...

Antonio ha detto...

Io avevo pensato ad una persona (uno sceneggiatore) in particolare, che per altro e' stata pure nominata qui...
In ogni caso, condivido il senso, anche se mi pongo una domanda: ma alcuni di questi stimati professionisti, non e' che non si rendono conto di essersi inariditi?

Accenti & Neri ha detto...

Infatti ! Anche nel caso della parola "giovane" si crea un bel po' di confusione. Non credo si sia mai discusso o chiarito bene cosa voglia dire la parola "esordiente" o "giovane autore".
Dal vocabolario "esordiente" è sinonimo di principiante ed "esordire" partecipare per la prima volta. Ma quando si oltrepassa veramente il confine per passare al professionismo ? Ecco questo è un punto su cui mi sono soffermata più volte mettendo in discussione proprio questo confine fondamentale per poter fissare, per esempio, dei parametri sulle retribuzioni. Certo portare per le lunghe la parola "esordiente" e giovane" dà la possibilità di pagare o non pagare il più a lungo possibile il lavoro.
Nel teatro ci sono dei "cartelli", delle "minime", delle suddivisioni tra teatro amatoriale e professionale. Questi schemi mancano al fumetto, non ci sono dei parametri di base su cui fare dei ragionamenti.
Quando uno è professionista ? In base a quanto pubblica o cosa pubblica ? Sicuramente il professionista è quello che lavora in un determinato settore da tempo, indipendentemente dalla qualità che spesso diventa soggettiva.
E non credo valga il ragionamento che spesso ho sentito e letto sul fatto che il vero professionista è solo quello che riesce a campare esclusivamente con il lavoro da "fumettista". Allora bisognerebbe mettere in discussione, non so, quando Leo Ortolani è diventato veramente professionista ? Oppure Eriadan, che considero professionista e professionale, ma non ha il fumetto come principale fonte di guadagno? Persino noi siamo discutibili che evitiamo chirurgicamente l'ambiente del salotto editoriale fumettista, ma abbiamo scelto di avere fonti di guadagno in altri settori dell'intrattenimento.
Per me siamo ancora lontani, molto lontani dal concettualizzare. Troppe varianti e confusioni tanto da far sembrare, purtroppo, questo settore la rosticceria dell'arte.
Si mette troppa serietà nei momenti sbagliati e altrettanto si prendono alla leggera discorsi importanti.
In una cosa in particolare sono piuttosto convinta: le conferenze su questi temi e sul settore non dovrebbero essere fatte in concomitanza con una fiera del fumetto come per esempio Lucca o Roma. Per lo meno non in questo periodo storico. Se si vogliono fare riunioni e conferenze di settore andrebbero organizzate apposta e non con la distrazione dell'importanza dell'affluenza di pubblico o con i book sotto braccio.

Besos
La Accy

Accenti & Neri ha detto...

Ah ! Sull' amico stimato professionista. Non credo che i posti occupati dai "vecchi" impediscano l'entrata dei giovani. Lo credevo molto tempo fa. Prendo questo post come una citazione a Ritorno al futuro, dove il sè stesso giovane spedisce una lettera al sè stesso vecchio per ricordarsi di non perdere quel gusto della ricerca e del cambiamento, fondamentale nell' evoluzione artistica personale.

Perissi ha detto...

I giovani invecchiano, sai che scoperta! Però intanto il ricambio c'è, in giro ce ne sono di bravi e anche di bravissimi.
Certo che se il nuovo che avanza e sopra i trent'anni, allora qui parliamo due lingue diverse!

MicGin ha detto...

appunto Perissi, ci sono persone che per pigrizia mentale o opportunismo continuano a classificare come giovani autori emergenti persone di 30 e passa anni che magari da più di 10 bazzicano nel settore con fior di pubblicazioni alle spalle.

Perissi ha detto...

xmicgin: la vediamo allo stesso modo! Mi devo preoccupare?
...Scherzo,naturalmente.

U carcamagnu ha detto...

L'unica soluzione è: Bonelli vendiiiiiii....:-)

Giuseppe Di Bernardo ha detto...

Parole sante.
Da rileggere ad intervalli regolari per non cadere nella tentazione di fare di questo bellissimo lavoro SOLO un lavoro.