13.9.08

[RECE] Death Magnetic -Metallica-


"Dare al pubblico quello che si aspetta."
Questo è uno dei dogmi di quel simpaticone di Gene Simmons e il segreto del successo di band storiche e immortali come i Kiss, gli Aerosmith e, tutto sommato, anche dei Rolling Stones degli ultimi anni.
Se mi metto a ragionare con la testa dell'autore, è una filosofia che mi lascia perplesso perché nega ogni possibilità di evoluzione e ricerca.
Come semplice fruitore però, non posso ignorare il fatto che quando una qualsiasi della band che ho amato si è allontanata troppo dal solco originale, io ho storto il naso e parecchio. Per fare un esempio, la prima volta che ho sentito "Kid A" dei Radiohead, ho amaramente rimpianto i tempi di "The Bends", quando i Pearl Jam hanno deciso di prendere la strada di "Yeld" io sono tornato a sentirmi "Ten". E via dicendo.

E veniamo a questo "Death Magnetic".
Che è un disco fottutamente furbo, scritto, suonato e prodotto da professionisti con non poco pelo sullo stomaco.

Mettiamola così: siete dei fan duri e puri dei Metallica che ritengono che la produzione della band si fermi al "Black Album " (ovviamente escluso)?
Questo disco vi piacerà perché ha una manciata di tracce davvero toste che non avrebbero sfigurato (almeno, non troppo) all'interno di "Master of Puppets".
Siete dei morbidoni che al metal sparato a velocità disumana preferiscono del sano hard rock? Il vostro disco preferito dei 'tallica è il "Black Album" e, tutto sommato, pensate che "Load" non sia un disco così brutto come dicono ("Re-Load" sì, su questo non si discute)?
Perfetto, "Death Magnetic" ha qualcosa anche per voi.
L'unica cosa dell'esperienza dei Metallica che "Death Magnetic" rinnega con forza è "St. Anger".
Il che è un peccato perché è vero, forse "St. Anger" non era un disco riuscito (ok, non lo era per nulla) ma, almeno, era la sincera espressione di una band in crisi, persa e alla ricerca di se stessa. E ancora incazzata.
"Death Magnetic" è l'esatto contrario.
E' un disco consapevole, conscio di quello che piace ai fan della prima ora (quella base che non puoi scontentare per troppo tempo se non vuoi ritrovarti con dei concerti deserti) e consapevole che qualche concessione a un certo tipo di melodia da hard rock vecchia scuola ti permetterà di vendere anche a un pubblico massificato.
"Death Magnetic" è il frutto di una band pacificata e ritrovata, finalmente in armonia con la sua natura.

In conclusione, è un bel disco?
Eccome.
E' un disco della madonna che mi sta esaltando.
Rick Rubin ha fatto la sua magia e ha sfornato un disco più duro del "Black Album" ma più morbido di "Master of Puppets" (praticamente, ha rifatto "...and Justice for All" :asd:), in perfetto equilibrio tra essere e apparire.
In poche parole, sono due giorni che non faccio altro che sentirlo ed esaltarmi.
Ma non credete a quelli che vi diranno che i four horsemen sono tornati.
I Metallica di "Death Magnetic" non hanno nulla della spontaneità dei quattro ragazzini che diedero al mondo "Kill 'Em All".
Quei quattro ragazzini era incazzati ma pure ingenui.
Gli attuali quattro cavalieri dell'apocalisse sono spietati e smaliziati.
E c'è una bella differenza.


"Judas Kiss", forse il pezzo migliore dell'album (il peggiore è sicuramente "The Unforgiven III")