5.9.08

[RECE] Folklore and Superstition -Black Stone Cherry-


Vi capita mai di volere che una cosa vi piaccia?
A me, sì e mi succede spesso con la musica.
Di solito, lo dovreste aver capito, io sento quasi esclusivamente roba vecchia o che "suona" vecchia. Questo non significa che non mi piacerebbe sentire roba nuova, solo che ne trovo pochissima che riesca a colpirmi.
E' per questo che ho sempre un occhio di favore per quei giovani musicisti che sembrano promettermi cose interessanti.
I Black Stone Cherry, per esempio, un paio di anni fa avevano realizzato un primo album che, pur non esaltandomi, mi era abbastanza piaciuto e speravo molto che il loro secondo lavoro, uscito da pochissimo, potesse essere ancora meglio.
E invece, no.
"Folklore and Superstition" è un disco molto meno ingenuo del precedente, ben suonato e graziato dalla bella voce di Chris Robertson (che continua a sembrare un giovane Chris Cornell ancora dotato di voce). Le sonorità sono la logica evoluzione del primo lavoro: southern rock rivisitato in salsa post-rock e post-crunge, con qualche omaggio ai Black Label Society e una strizzata d'occhio al pubblico dei Nickelback e degli Audioslave.
Il risultato complessivo però, risulta stucchevole, palesemente furbetto e privo di energia.
Riff facili, facili, aperture melodiche scontatissime, cori insopportabili.
Mentre lo si ascolta viene spontaneo domandarsi perché non si sta impiegando il proprio prezioso tempo riascoltando il primo (e purtroppo unico) album dei Pride & Glory, invece che questa roba.
"Classic Rock" esalta questa band come la "next big thing"... ma "Classic Rock", pur essendo una signor rivista, è una pubblicazione inglese e la stampa musicale inglese si esalta per ogni cazzata.

Insomma... questo dico vale il prezzo pieno? Assolutamente, no.
Vale gli 11 euro della sua versione digitale su Itunes? Insomma...
Vale un ascolto a costo zero? Ecco... senza spendere una lira, il disco non è del tutto disprezzabile.