9.10.08

Didattico a chi?


In questi ultimi giorni mi è capitato di imbattermi in un paio di articoli di giornale e in un servizio televisivo che parlavano dell'influenza positiva dei videogiochi sui meccanismi di apprendimento dei ragazzini.
Ovviamente, molti siti e forum di videogiochi hanno dato risalto alla cosa, dicendosi soddisfatti del fatto che, finalmente, gli altri media la stiano smettendo di dire che i videogame sono diseducativi e che influenzino in maniera negativa i ragazzini.

Il che mi ha ricordato l'unico momento in cui mi sono scaldato davvero durante la conferenza sui fumetti legati alla prima guerra mondiale, in quel di Treviso.

La conferenza era moderata da uno storico, esperto del primo conflitto mondiale e sceneggiatore di un fumetto su di esso, che sembrava molto convinto del fatto che fare fumetti storici fosse una splendida cosa perché, in questa maniera, il fumetto assumeva un valore didattico e poteva insegnare qualcosa ai suoi lettori.
E io sono scattato come una molla.
Il fatto è che, se il fumetto ha un valore didattico e ha il potere di insegnare qualcosa, se i videogiochi hanno la capacità di influenzare in senso positivo quelli che li giocano... allora è vera anche l'altra faccia della medaglia, quella che ci dice che fumetti e videogiochi possono essere davvero un fattore scatenante di cose come la strage di Columbine o gli omicidi di Erba (ricordate? Uno degli assassini leggeva Diabolik).
Se diamo dell'intelligente all'esperto dell'infanzia che ci dice che giocare a un videogame aiuta ad apprendere, allora non possiamo dare del cretino a quell'altro esperto che dice che giocare a Doom può spingere qualcuno a imbracciare un fucile e far saltare la testa di qualche suo compagno di scuola.
Pensarla diversamente sarebbe pure ipocrisia.

Se ci pigliamo gli onori, ci pigliamo pure le responsabilità e io di responsabilità non ne voglio alcuna: le storie vengono meglio quando non sono appesantite da fardelli come la morale, il buongusto o i valori educativi... quindi, faccio pure volentieri a meno della pacche sulle spalle dagli esperti e dai mass media pur di non dovermi portare dietro certi pesi.

E poi, diciamocela tutta, se qualcuno mi venisse a dire che la mia roba è didattica... io gli spaccherei la faccia.
Ma sarebbe tutta colpa di quei maledetti videogiochi violenti che mi ostino a giocare.

43 commenti:

alexfiumi ha detto...

come non darti ragione...anche se credo che, in minima parte e solo talune volte, possa pure essere vero...ma non starò a ripetere la retorica secondo la quale alcuni soggetti sarebbero influenzabili (negativamente) da videogiochi, fumetti e amenità varie...la realtà è che queste persone sono INFLUENZATE dai media in genere ed anche dal contesto in cui vivono...quindi è davvero ipocrita e miope riportare solo una fonte come possibile causa negativa di certi comportamenti...

RRobe ha detto...

E' ipocrita anche dire che quelle stesse fonti (una o mille) possono aver influenzato in positivo quel ragazzino tanto sveglio. E' questo il punto.

Lowfi ha detto...

però è anche vero che gli atti negativi espressi nei videogiochi dovrebbero essere contrastati dall'ambiente in cui viviamo e da molti altri fattori ambientali, gli stessi fattori che tendono ad esaltarne quelli positivi.

che poi alla fine a me interessi solo finire il maledetto gioco è un'altra storia

Cirincione ha detto...

Però tra l'apprendere una nozione od un valore positivo e l'uccidere c'è una certa differenza... e allora, non potrebbero essere pazze allo stesso modo di chi uccide (perché spinte da un vg, fumetto ecc) quelle persone che apprendono e fanno proprio una valore da un fumetto, film o videogioco, o semplicemente provano qualcosa, oltre il mero divertimento?

Il punto è, secondo me, le storie (sia di film, fumetti, vg) emozionano? Certe per me si, non credo lo si possa nascondere. Certe storie senza la loro morale, senza i valori che ci sono dietro (veri o falsi che siano) non sarebbero le stesse.
Per fare un es. rimanendo nei vg sparattutto, io non ho giocato con tanto godimento a Max Payne solo per fare fuori una carrellata di stronzi tra criminali e poliziotti, ma l'ho fatto anche perchè Max Payne, per me, aveva una storia con qualcosa da dire, magari non un messaggio profondo, ma sfogava certe emozioni... da serial killer? Nel mio caso, le solite cazzate di chi perde un amore e bla bla... Quindi, certe storie lasciano o no qualcosa?

[a] ha detto...

Se prendiamo detective dante (giusto per non tirare in ballo le tue cose), possiamo considerare quella mini come una diegesi sulla follia, un noir moderno che vira nel catastrofico, una parabola discendente su un personaggio che è moralmente sopra (o sotto) il livello medio dell'uomo comune.

Ci troviamo di fronte ad un fumetto educativo? O negativo?

O più semplicemente è una storia?

Personalmente considero il problema fuori dall'opera, quanto nel fruitore e nella sua interpretazione (che poi sia una fonte altolocata o meno poco importa).

Ketty Formaggio ha detto...

Al di là delle interessanti considerazioni in merito che verranno sicuramente fatte e che lascio ad altri, io vorrei chiederti per quale motivo hai inserito quella sconcertante fotografia, quale sia il nesso. Posso sapere da dove l'hai tratta?

RRobe ha detto...

Cannibal Holocaust di Deodato.

Diego Cajelli ha detto...

@Ketty
E' un frame di Cannibal Holocaust.
Fondamentale e primo film della corrente "cannibale" degli anni '80. Diretto da Ruggero Deodato, dove, per dire... c'è un giovane Barbareschi che squarta con amore una tartaruga.
Su Wiki c'è un buon approfondimento, che spiega anche il perchè Rrobe potrebbe aver messo quella foto.
http://it.wikipedia.org/wiki/Cannibal_Holocaust

P.S.
Scusa se ho risposto io, ma si è fatta sentire la mia vena didattica.
^___________^

Diego Cajelli ha detto...

Favoloso.
Doppia risposta.
E trovo questa doppia risposta molto in tema con il topic.
:-)

GuidO ha detto...

Io faccio sempre lo stesso discorso con la chiesa e con quei politicanti che quando dice qualcosa che gli fa comodo va bene e se invece non sono daccordo non è giusto che si intrometta.


... non si deve intromettere. punto.

Deorc ha detto...

@Ketty, forse l'ha inserita semplicemente per attirare l'attenzione sul post, un po' come fa la rivista Focus quando mette in copertina foto di nudo o la parola SESSO a caratteri cubitali.
O forse l'ha messa a caso (ma non penso proprio).
O magari l'ha messa perché effetivamente c'è un nesso con l'argomento del post (o per lo meno ce lo vedo io, ora che so da dove viene l'immagine). Anch'io mi sono chiesto il perché di quella foto e incuriosito ho fatto una breve ricerca in rete che ha dato risultati interessanti. Ho scoperto infatti l'esistenza del film Cannibal Holocaust (1979) del regista Deodato e ho letto un articolo molto interessante su Wikipedia che racconta in dettaglio la storia di questo film e delle controversie che ha generato a causa dei suoi contenuti. Consiglio di leggerlo anche se è lungo, per chi non ne avesse voglia dico solo che il film abbonda di scene cannibalesche e macabre e che il regista è finito in tribunale perché sospettato di aver girato uno snuff movie. Roberto potrebbe aver messo quella foto per fare un richiamo, una citazione a quell'episodio del cinema italiano, come per dire "mica sono diventati tutti cannibali dopo l'uscita di quel film" o qualcosa del genere. E' una mia supposizione ovviamente, lui sa.
Ciao!

RRobe ha detto...

Ma guardate che il senso del topic lo avete frainteso. O forse sono stato io a spiegarmi male:
io la domanda se i fumetti, o i videogiochi, o il cinema possano o non possano influenzare manco me la pongo.
Forse è vero, forse no. Chissene.
Esattamente come non mi interessa sapere se i miei fumetti "insegnano" qualcosa a qualcuno.

Deorc ha detto...

PS: vedo che avevate già risposto a Ketty Cheese... Purtroppo non avevo ancora visto i vostri interventi perché sono al lavoro (ssh!) e tra una cosa e l'altra ci ho messo una vita a finire di scrivere il messaggio.
@Roberto: comunque grazie per avermi dato modo di scoprire varie cose interessanti, tipo il pesante debito di The Blair With Project nei confronti di Cannibal Holocaust e il fatto che già trenta anni fa si usavano certi espedienti (far credere che la storia sia vera e far sparire gli attori dalla circolazione per far credere che fossero morti davvero eccetera).
Ciao.

Deorc ha detto...

@Roberto
Allora il tuo topic ha un senso nuovo: quello che gli diamo noi! Sei tu che non lo capisci più, no? ;-)

el mauro ha detto...

Per Diego:

non il primo film di quella corrente ma sicuramente il migliore dal punto di vista dell'impatto e della tecnica (i vari blair witch, cloverfield e diary of dead ne saranno sempre e comunque debitori). La cosa interessante di Barbareschi non è tanto quella della tartaruga (e del cinghialetto a cui spara in piena faccia) quanto il fatto che per anni abbia negato di aver preso parte a quel film puntando sul fatto che la pellicola era stata praticamente ritirata dal commercio. Povero Luca :-)

Ciao!

Mauro Uzzeo

Greg ha detto...

Ma Rrobe, è chiaro che i tuoi fumetti non insegnano niente!!!



Ora me ne vado in piazza con una colt a curvare le traiettorie dei proiettili.

Greg ha detto...

Cmq la domanda sulla "didattica" te la sei posta eccome. E ti do la mia opinione.

Il ricevente che non è in grado di mediare un'informazioni ne viene per forza influenzato, travolto.
E difficilmente ne ricava un contenuto su cui riflettere. Educare o traviare con fumetti e videogame riesce se hai un pubblico di craniolesi.
Chi è in grado di mediare invece analizza e decide se apprendere.

Per cui è inutile porsi la domanda o sfuggire allo schema cercando solo di intrattenere. Emettendo informazioni hai la facoltà di influenzare. Sempre. Nel bene e nel male.

E hai ragione, pretendere che certe cose insegnino assolutamente senza avere effetti negativi è un'ipocrisia enorme.
Ma a mio parere è colpa soltanto del soggetto influenzabile.

Moleskina ha detto...

Mentre leggevo il tuo post mi è venuta in mente una trasmissione di Gad Lerner di troppi anni fa. Parlava, tanto per cambiare, del disagio giovanile e, in particolare, di quei ragazzi che avevano gettato sassi dal cavalcavia, centrando il bersaglio: una neo - sposina di 28 anni, che morì sul colpo. Lerner iniziò la trasmissione mostrando una vignetta di Kenshiro, in cui lui diceva: "Maledetti! Voi non meritate di vivere" (chi ha letto il manga sa che si rivolgeva a dei tizi che avevano picchiato un vecchietto che trasportava un pugno di riso al suo villaggio). Insomma, Lerner si permise di estrapolare una frase dal contesto per indicare come "fonte del male" questo tipo di fumetti (e, se non ricordo male, ci ficcò anche i videogiochi). Mi trattennero con la forza dal telefonargli per insultarlo in diretta... Ora che sono cresciuta, credo sia inutile commentare la stupidità di questa affermazione; molto spesso certa gente parla perché ha la bocca e in Italia invadere campi in cui non si è competenti è un'abitudine consolidata. Tutto questo per dire che sono d'accordo con te.

RRobe ha detto...

Ok. Ma allora, alla stessa maniera, è criminale anche il giornalista che ti dice che i videogiochi insegnano qualcosa.

Moleskina ha detto...

Secondo me i videogiochi non insegnano e non danneggiano, penso che criminale sia colui che cerca di limitare la mia libertà, quello che spara sentenze e grida per la salvezza della mia anima e che vorrebbe impedirmi di sparare agli zombie per curarsi della mia sanità mentale. La censura è criminale, ma se uno esprime un parere che non condivido non lo considero tale... a meno che questo parere non sia un attacco velato e ipocrita, volto a suggerire che un certo tipo di prodotto dovrebbe sparire dalla circolazione; ma non hai accennato ad un attacco in questo senso, oppure ho capito male?

Greg ha detto...

Non è criminale, è pirla.

Perchè il punto non è IL fumetto o IL videogame.
Il punto è che certa gente è influenzabile a prescindere da quello che riceve.


E Lerner a sua volta è influenzato nella sua affermazione dal fatto che non capisce il messaggio di un fumetto qualsiasi. Qualsiasi altro fumetto giapponese sarebbe servito allo scopo che si era preposto.

Cirincione ha detto...

Secondo me, c'è un punto importante, cioè che apprendere qualcosa e l'uccidere o commettere una violenza non sono esattamente la stessa cosa.

Nè poi è il massimo, affermare che si spende del tempo con delle storie unicamente per ricavarne divertimento, a mio avviso è un modo per spogliarle di qualcosa (eh si, a me Optimus Prime ha cambiato la vita XD)...
Allora perché, ad es,The Killing Joke non ha lo stesso peso di altre storie di Batman? Solo perché è ben scritta?

Cmq, il punto mi pare di capire che sia un altro, eheheh, cioè il fatto che i giornalisti, o il primo studioso di passaggio, ci marciano sopra, sia in un senso che nell'altro, solo per far notizia, e non dovremmo esaltarci per queste buone novelle... probabilmente è così, forse è sempre la stessa "merda".

Perissi ha detto...

Storia vera: prima liceo, un tipo cerca di sfondarmi il cranio con un volume di "Storia d'Italia a fumetti", by Enzo Biagi, lo scanso e lo sgambetto, gli fotto il libro e scopro che ci sono splendide tavole di Ambrosini,Ongaro,Gaudenzi, Micheluzzi, Manara...
Quando si dice il fumetto didattico!!!

Luigi Siviero ha detto...

Uno può leggersi un fumetto didattico sulla guerra, scoprire quanto gli piace e fare il mercenario in Africa.
Un altro invece si limiterà a farsi un po' di cultura sui fatti che vengono raccontati.
Tutto sta nell'approccio del lettore, non nel contenuto dell'opera.

Che male c'è ad ammettere che uno si è ispirato a Devilman per fare un'orgia con scannamento di ragazzine tredicenni?

Fabrizio ha detto...

Ah, Rrobe, non ti accontenti mai, eh?
Se non scegli un argomento complesso da discutere, non sei tu, giusto?

Qui si parla di qualcosa che riguarda contemporaneamente la comunicazione, la sociologia e la psicologia.
Pochi cazzi...

Non riesco a capire - senza offesa - se ci fai o ci sei.
Mi spiego meglio.
Non capisco se quello che hai scritto è davvero la tua opinione o se l'hai caricato un po', per facilitare la discussione.

Che i media possano influenzare le persone è un dato di fatto.
Non staremmo a discutere da anni sul potere che,chi possiede 3 reti televisive, poò avere sugli elettori .
Nel momento in cui lotti da tempo, per conferire ai fumetti e ai videogiochi la stessa dignità degli altri media, questo è da considerare.
Altrimenti rischi di nasconderti dietro ad un dito.

Quanto, come e chi influenzano è tutto da stabilire.

Ma c'è un altro importante lato della medaglia. La fruizione di un messaggio da parte del destinatario non è uguale per tutti. Umberto Eco diceva che il ricevente "ci mette del suo". Quindi il fatto che ci possano essere interpretazioni deviate è più che plausibile.

Ma se qualcuno vede Cannibal Holocaust e va a mangiarsi il vicino di casa, non è colpa del regista. E' colpa delle turbe psichiche del soggetto. A quel punto è come portare un accendino in una polveriera. Che sia uno Zippo o un Bic non conta.
Se non fosse Cannibal Holocaust potrebbe essere qualsiasi altro stimolo a far reagire un soggetto malato.

Quindi onori e responsabilità ci sono. Fino ad un certo punto. Se un regista realizza un'opera disturbante, può avvertire gli spettatori del contenuto, in modo da lasciare loro la scelta di fruire o non fruire.

Ma finisce lì.

NON VEDO LA RAGIONE DI TUTTA QUESTA ALLERGIA NEI CONFRONTI DI UNO SVILUPPO DIDATTICO PER FUMETTI E VIDEOGIOCHI.
Nessuno si è posto il problema che tali prodotti hanno bisogno di essere progettati in un certo modo.
Il "come" qui ha un'importanza fondamentale.

Il fatto che ci sia una sorta di apprendimento indiretto è ovvio.
Quando voi scrivete una storia, cosa fate? Vi documentate. Documentarsi significa reperire informazioni su un dato argomento.
Poi queste nozioni vengono scelte ed inserite nella storia secondo il filtro dell'autore.
Anche qui il "come" ha un'importanza fondamentale.

Credi che i lettori di Bugs non abbiano imparato qualcosa sulle scolopendre? O sulle armi usate dai Marines in Iraq?

Fab

RRobe ha detto...

In realtà il mio discorso è molto più semplice: mi fanno ridere i nerd (chiamateli pure appassionati o "amanti") di videogiochi e fumetti che si incazzano come api quando si porta avanti il (per lecito) dubbio che i loro amati media possano avere anche influenze negative, rifiutando qualsiasi responsabilità e spandierando il diritto alla libertà di espressione, ma che poi si gonfiano il petto d'orgoglio quando qualcuno dice che, sempre gli stessi media, possono avere una influenza positiva.
E' un atteggiamento squisitamente ipocrita, ridicolo e complessato.
Se abbiamo delle responsabilità positive, allora ne abbiamo anche negative, tutto qua.

RRobe ha detto...

E sì, io sono convinto che è verissimo che i ragazzi di Columbine erano disturbati in quanto tali e che la società tutta in cui erano calati non ha fatto altro che esasperare la loro situazione... ma sono pure convinto che, in effetti, qualche ispirazione da Doom l'hanno presa.
Ovvio che Doom non è nocivo su una mente equilibrata... ma il mondo è pieno zeppo di sciroccati.

Fabrizio ha detto...

Ah, ok. Avevo immaginato che la tua opinione fosse più o meno questa.

E concordo in pieno, su tutta la linea.

Spero che le [Anatomie Comparate] abbiano un valore saggistico per te. Perchè ieri stavo mettendo giù - finalmente - la scaletta finale della tesi. E ne citerò parecchie di quelle anatomie. ;D

Ti dà fastidio vedere il tuo nome vicino a quelli di Propp e Greimass?
Oppure, essendo in ambito didattico (ma di ricerca :) devo già munirmi di cerotti?

XD

Fab

sraule ha detto...

rrobe, qua però c'è un problema a monte della catena logica del tuo ragionamento.

i videogame possono fornire un apprendimento, sì, ma a livello psicomotorio. ed era quello il punto della ricerca. ovvero: a forza di cincischiare con il joystick (o quello che si usa ora) i nostri circuiti neurali si "allenano", migliorando le performance dell'individuo a livello di coordinazione e riflessi.
questo è un apprendimento "stupido", che avviene solo a livello di riflessi motori, e che pertanto non ha alcuna connotazione positiva o negativa.

diverso il discorso sull'educatività del fumetto, o del videogame, nel senso stretto del termine.
lì, chiaramente, non potrei essere più d'accordo con te.
come dicevo tempo fa (mi scuso per l'utocitazione):
"Come fare se:
-non credi che i modelli servano a qualcosa
-non credi che i tuoi lettori siano dei mentecatti suggestionabili e che quelli che lo sono siano, appunto, mentecatti suggestionabili
-pensi che per un autore porsi dei limiti morali sia come per una pornostar cucirsi la figa
-credi nella libertà espressiva, indipendentemente dal contenuto e
-credi nell’estetica come unica forma di morale letteraria accettabile?"

e questo era, appunto, il mio pensiero.

perdonate la prolisseide.

Francesco_Imp ha detto...

Per me c'è differenza fra il veicolare moralità (buona o cattiva che sia) e trasmettere delle conoscenze.

Se Volto Nascosto, per dire, è ambientato nel periodo coloniale italiano, mi pare normale che chi lo legga acquisisca delle conoscenze su quel periodo.

Senza che ci sia contraddizione con il sstenere che i videogiochi non facciano diventare violenti le persone.

P.S: un fumetto/videogioco non deve essere didattico per essere buono, ma se lo è, direi che è un valore aggiunto.

RRobe ha detto...

No, no, Susanna.
Non si parlava di "fanno bene per i meccanismi psico-motori", si parlava proprio di "fanno bene per i meccanismi educativi e di apprendimento".

sraule ha detto...

io l'avevo capita come "il cervello diventa più sveglio, così i biNbi poi apprendono meglio in generale".
se non è così mi scuso per la saccenza.

tra l'altro, una ricerca di altro tipo avrebbe valore epistemologico pressoché nullo. immagino sia per questo che è piaciuta ai giornalisti :)

Moleskina ha detto...

Comunque, riguardo a responsabilità positive o negative, vorrei far notare una cosa: magari è anche vero, chissà, che la mente fragile dopo una partita a uno sparatutto va a fare una strage ma, secondo la mia modesta opinione, se uno ha la mente disturbata la molla potrebbe scattargli per qualsiasi cosa, non so, anche dopo la lettura di un libro di Moccia (soprattutto dopo un libro di Moccia). Il fatto è che quando accadono certe cose si additano sempre fumetti e videogiochi come se fossero responsabili degli eventi, ma è una stupido; la gente ha bisogno di crearsi falsi nemici per scaricarsi la coscienza. Se uno passa 24 su 24 davanti a Doom impazzisce, ma secondo voi perché passa 24 ore davanti a Doom? Perché è un emarginato, è solo, nessuno gli ha mai staccato la spina della consolle, mandandolo fuori a giocare a calci nel sedere... Quando ammazza o si ammazza è troppo comodo dire: è colpa del giochino violento. Ai giovani camorristi di cui parla Saviano in Gomorra piacciono Tarantino e i videogame.. è colpa di Kill Bill se vanno in giro a sparare alla gente? Non credo proprio. Scusate, ma secondo me questo discorso è un paradosso: ci si infervora su problemi che non esistono per non risolvere quelli veri. Fumetti e videogiochi non sono responsabili delle azioni sconsiderate delle persone sane di mente, io li ho sempre difesi e, fidati, non sono una Nerd. Sono sicura che gli stronzi che si mettono sul Suv completamente fatti il sabato sera non hanno giocato a Carmageddon per diventare così.

Filippo ha detto...

Secondo me un'opera "intellettuale" o di intrattenimento, se non realizzata a scopi apertamente didattici, è un po' come una pagina bianca. Ognuno trae gli insegnamenti che preferisce, o che gli sembrano più opportuni. E pazienza se la sua interpretazione non è la stessa dell'autore. Scusate la banalità.

Ketty Formaggio ha detto...

Grazie per le "didattiche" risposte a Robe e Diego! :D
Saluti a tutti!

MicGin ha detto...

Ci sono opere autoriali, ci sono opere didattiche. Ci sono opere che stanno a metà.
Fanno la differenza le qualità degli autori, l'efficacia delle finalità e le capacità di comprensione dei destinatari.
Detto ciò, Roberto, fai bene a fare come meglio credi, ci mancherebbe!!!!!

Cotus & Leon ha detto...

Sono d'accordo con il punto di vista di Rrobe. E riflettendo credo che questo tipo di ipocrisia sia quella che più si addice alla morale dell'uomo (inteso come animale). Chi più chi meno (e chi per niente) tendiamo sempre a sopravvalutare l'in-group (siamo videogiocatori, e i videogiocatori sono fichi) e sottovalutare gli out-group (non sono videogiocatori e sono cacche). Sulle influenze dei media, voglio ricordare che negli anni 40'-50' si è finalmente deciso di abbandonare le varie bullet theory per abbracciare la tesi più realistica del ricevente attivo, non un pirla che si fà i capelli come Mike Buongiorno e entrando in salumeria urlando "Alegria!!" pensando di essere un fico. Per cui parlarne oggi sarebbe più che obsoleto. Un buon fumetto dovrebbe solo voler emozionare (ridere, piangere, vomitare ecc.) se poi educa è perchè chi lo ha letto ha voluto farsi educare, e dargli colpe o meriti è davvero da rincoglioniti. Vabbè ora vado, il puntino rosso della TV mi ha chiesto di bruciare la ferramenta sotto casa (hanno dei cavi antenna davvero di merda) e tra poco mi chiude.

ciao a tutti
Leon

Giuseppe ha detto...

Discussione ricca mi ci ficco!
Che mi sono laureato a fare in sociologia se non per discuterne qua?!?!?!
Punto 1:
McLuhan diceva che "il mezzo è il messaggio" perchè determinando la struttura della comunicazione sociale influenzava e trasformava l'immaginario collettivo degli individui....nel bene e nel male...
Punto 2:
L'immaginario collettivo creato dai media e condiviso da una comunità può trascendere (io dico che trascende sempre) nel mondo reale e mitizzandosi può modificare i comportamenti dei singoli.


Mi chiedo: L'interpretazione dell'immaginario collettivo è individuale o sociale??? Possiamo ancora parlare di responsabilità soggettiva???

I media influenzano sia positivamente che negativamente, e questo non è un problema...
Il problema è che spesso i media vengono usati come UNICO fattore scatenante di un comportamento, quasi sempre deviante, e non si tengono in considerazione altri fattori per il semplice motivo che discuterli minerebbe le basi della nostra società...

ho detto un mare di cazzate...lo so :D

DIFFORME ha detto...

OT

http://www.spike.com/video/pg-porn-pg-porn/3041858

so che apprezzi, c'è pure sasha grey...

gianluca ha detto...

in un albo di John Doe c'è Mordred che impara ad essere un guerriero... con i videogiochi!

Era solo per migliorare i suoi riflessi e le sue capacità tattiche, oppure servivano anche ad abbassare/annullare i suoi rimorsi nel caso di morte dell'avversario?

Qualcuno diceva che giocare a sparare ai mostri (Doom) è concettualmente diverso che giocare a sparare ad altri uomini (Max Payne).

Io ci credo poco (il mio gioco preferito è Carmageddon e al volante sono più prudente di una nonna eheh) ma qualcuno lo diceva.

FABIO MANTOVANI ha detto...

ho appena finito di giocare a gta......vado a cercare un barbone..........

Ed! - the webcomic ha detto...

di che sesso sono gli angeli?
Ste discussioni non portano a niente. Ottima osservazione Robè... però sti cazzi?


ciao

P.S.: vabbè lo ammetto, sto post era solo per cazzeggiare e passare a salutarti, (che se non stacco ogni tanto impazzisco :P). Buona rimessa in piedi.

ViValdo ha detto...

Charles Menson ha ordinato una strage basandosi, dice, su una canzone dei Beatles... i moderni Kamikaze buttano giù grattacieli in nome, dicono, di Dio. E' quindi diseducativo? (Dio, non i beatles)