9.10.08

Didattico a chi?


In questi ultimi giorni mi è capitato di imbattermi in un paio di articoli di giornale e in un servizio televisivo che parlavano dell'influenza positiva dei videogiochi sui meccanismi di apprendimento dei ragazzini.
Ovviamente, molti siti e forum di videogiochi hanno dato risalto alla cosa, dicendosi soddisfatti del fatto che, finalmente, gli altri media la stiano smettendo di dire che i videogame sono diseducativi e che influenzino in maniera negativa i ragazzini.

Il che mi ha ricordato l'unico momento in cui mi sono scaldato davvero durante la conferenza sui fumetti legati alla prima guerra mondiale, in quel di Treviso.

La conferenza era moderata da uno storico, esperto del primo conflitto mondiale e sceneggiatore di un fumetto su di esso, che sembrava molto convinto del fatto che fare fumetti storici fosse una splendida cosa perché, in questa maniera, il fumetto assumeva un valore didattico e poteva insegnare qualcosa ai suoi lettori.
E io sono scattato come una molla.
Il fatto è che, se il fumetto ha un valore didattico e ha il potere di insegnare qualcosa, se i videogiochi hanno la capacità di influenzare in senso positivo quelli che li giocano... allora è vera anche l'altra faccia della medaglia, quella che ci dice che fumetti e videogiochi possono essere davvero un fattore scatenante di cose come la strage di Columbine o gli omicidi di Erba (ricordate? Uno degli assassini leggeva Diabolik).
Se diamo dell'intelligente all'esperto dell'infanzia che ci dice che giocare a un videogame aiuta ad apprendere, allora non possiamo dare del cretino a quell'altro esperto che dice che giocare a Doom può spingere qualcuno a imbracciare un fucile e far saltare la testa di qualche suo compagno di scuola.
Pensarla diversamente sarebbe pure ipocrisia.

Se ci pigliamo gli onori, ci pigliamo pure le responsabilità e io di responsabilità non ne voglio alcuna: le storie vengono meglio quando non sono appesantite da fardelli come la morale, il buongusto o i valori educativi... quindi, faccio pure volentieri a meno della pacche sulle spalle dagli esperti e dai mass media pur di non dovermi portare dietro certi pesi.

E poi, diciamocela tutta, se qualcuno mi venisse a dire che la mia roba è didattica... io gli spaccherei la faccia.
Ma sarebbe tutta colpa di quei maledetti videogiochi violenti che mi ostino a giocare.