1.10.08

L'Ovo de Colombo se lo semo magnati...


C'ho avuto un'epifania e devo ringraziare Ausonia.
Vi spiego: sto seguendo con vivo interesse lo sviluppo di "Interni", il nuovo progetto che Ausonia porterà in quel di Lucca. Lo sto seguendo perché mi sembra bello da vedere e interessante per la storia... e sì, lo sto seguendo anche perché mi diverto a leggere certe affermazioni trancianti (a volte intelligenti, a volte superficiali) che Ausonia sparge sul suo blog e su quello degli altri.
Ma il punto non è questo.

Il punto è che Ausonia questo "Interni", a differenza dei suoi volumi precedenti, se lo sta autoproducendo (cioè, ci mette soldi di suo) e lo venderà (al prezzo di 6 euro) a Lucca Comics nella Self Area, zona a "accesso facilitato" dedicata dal'organizzazione lucchense al fumetto "altro".

A occhio mi viene da pensare che, per non perderci soldi, Aus dovrà riuscire a vendere almeno un mezzo migliaio di copie.
Che è un obiettivo non impossibile alla fiera di Lucca... anche se c'è da dire che la Self Area non è lo spazio per gli editori e ha un diverso volume di affari.
Ma diciamo che Francesco ce la faccia e che un 500 tra lettori e addetti ai lavori, alla fine della fiera si porteranno a casa il suo ultimo lavoro e potranno leggerlo.
Figo! Ma a me sorge un dubbio.
Perché farlo?
Voglio dire... la sussistenza di Ausonia già non è strettamente dipendente da quello che produce per qualche editore, figurarsi se possa essere legata in qualche maniera ad un volume del tutto autoprodotto.
Ne consegue che, se non lo sta facendo per il pane sulla tavola, ha altri motivi.
Ipotizzo che abbia voglia di realizzare questa storia.
Cosa nobile.
Ma se fosse solo questo, una volta finita poi la chiuderebbe in un cassetto e bon.
Quindi mi tocca pensare che non ha solo voglia di realizzare quella storia ma pure di condividerla.
Che è una motivazione che capisco al 100%.
Ma allora, se i soldi non fanno parte dell'equazione, se lo scopo è comunicare, perché accontentarsi di quei 500 lettori quando se ne possono avere tre volte tanti, in un giorno solo, facendola pubblicare sul mio blog?
Dico "il mio" blog e non di quello di Ausonia perché mi sono preso la briga di controllare qualche classifica e pare che "Pronto alla Resa" sia intorno alla cinquecentesima posizione dei blog più letti d'Italia e abbia una media di 1500 contatti giornalieri (unici), ma se "Interni" lo "pubblicassero" un blog come quello di Eriadan o Canemucca, il pubblico raggiunto sarebbe cinque volte (e oltre) superiore a quello che potrei raggiungere io.

E veniamo al punto.
Che non ha nulla a che fare con Ausonia e il suo "Interni" (che, in realtà, mi sembra nascere per un lungo discorso che Ausonia sta facendo intorno all' "oggetto d'arte serializzato" e non per la semplice necessità di scrivere una storia e condividerla) ma che invece ha un sacco a che vedere con le possibilità che abbiamo e che stiamo ignorando.
Torniamo ai numeri di questo blog, per esempio.
Se domani pubblico il fumetto di un autore esordiente che mi piace, questo fumetto lo vedranno 1500 persone. Di cui molte, addette ai lavori.
Significa che questo blog arriva a più persone di quanto potranno mai fare i fumetti autoprodotti di qualche valido esordiente e anche quelli stampati delle case editrici di medio livello.
E pubblicarle su questo blog non mi costa un cazzo.
Certo, non mi fa guadagnare neanche un cazzo... ma che mi frega? Io mica devo mangiarci con questo spazio.
Immaginatevi che domani un Canemucca o un Eriadan decidano di iniziare a "pubblicare" fumetti e vignette di altri e li propongano al loro vastissimo pubblico. A loro cosa costerebbe? Lo sbattito di selzionare il materiale e basta.
E quanto aiuterebbe invece questi giovani autori a farsi notare? Un mucchio.

Per culo o per merito, certi blog legati ai fumetti sono diventati popolari e raggiungono più persone di quanto riescano a fare i "fumetti veri"... non sarebbe bello se gli autori di questi blog facessero qualcosa per "il movimento" oltre che per la (sacrosanta) affermazione di loro stessi?
Io dico che sarebbe bello.
E visto che l'idea m'è venuta, nei prossimi giorni cercherò di trasformarla in qualcosa di pratico.

55 commenti:

Hytok ha detto...

Pensieri sparsi...

Se uno sul suo blog comincia a pubblicare roba che non piace al "suo" pubblico, gli utenti unici potrebbero diminuire drasticamente da un giorno all'altro.

Se uno sul suo blog comincia a presentare roba di altri si allontana un pochetto dal concetto di blog.

Già m'immagino te che pubblichi sul tuo blog una striscia di Infy ;-P

Detto questo, sono stracurioso di vedere che progetto t'inventerai!

Ed! - the webcomic ha detto...

tu sei fuori testa Robbè! :asd:

Marco ha detto...

Ho solo un dubbio.
Il blog te lo leggi, se va bene, in dieci minuti.
Se trovi qualcosa concepito come le strip di Eriadan, costruite in modo impeccabile per strappare il sorriso quotidiano e fare pensare, benissimo.
Ma una storia lunga, come quella di Ausonia... non pensi che nel vasto mare di internet alla fine tutto si può perdere come un granello nella sabbia?
Il fumetto autoprodotto te lo compri, lo tieni sullo scaffale, e ti implora di leggerlo.Ti costringe a un'attenzione più cospicua, un contatto più materiale rispetto a tonnellate di ottimo materiale che ti scorrono davanti agli occhi, ma che scompaiono con un click.

Marco ha detto...

A meno che non si stia parlando di un mondo in cui leggere tramite e-book o telefonini sia diventata una cosa normalissima e diffusa.
Questa cosa è un po' in là a venire ( anche se in Giappone, ho sentito, il mercato dei fumetti scaricati col telefonino sta crescendo ), ma in un contesto del genere una vetrina come la tua avrebbe parecchio più senso e importanza.

AlessandroDiVirgilio ha detto...

Argomento molto interessante e che fa riflettere.
In effetti si porrebbe il problema del formato. Proabilmente non tutti sarebbero adatti.
Però il conetto è chiaro e condivisibile.

In fondo è quelo che dovrebbe essere, per esempio, la AlienPress.

Una constatazione: "Ma se fosse solo questo, una volta finita poi la chiuderebbe in un cassetto e bon."

... "e bon"?
Si vede che sei appena tornato da Treviso! ;D

makkox ha detto...

seguo il ragionamento con ESTREMO interesse, Robè.

MicGin ha detto...

Le osservazioni di marco mi sembrano condivisibili. Un fumetto stampato ha una vita più lunga. Per tutta una serie di motivi il cartaceo rimane ancora il supporto più importante. Esistono reti di distribuzione, strutture di conservazione, e anche (da non sottovalutare) metodi di catalogazione per la custodia e il reperimento della pubblicazione.
La pubblicazione in rete invece unisce brillantemente fruizione e promozione.
Quindi, un aiuto da parte dei blog più seguiti, potrebbe essere molto molto positivo. Anche se però potrebbe rappresentare un rischio potenziale di calo di contatti, se gli esordienti scelti non dovessero convincere.
Dunque, un'iniziativa utile, ma per il momento non ancora risolutiva.
Ausonia, cmq, secondo me, venderà molto più di 500 copie. Anche perché dopo Lucca potrà appoggiarsi sulla distribuzione della Double Shot.
Ecco dunque, che la partecipazione alla Self Area, come e meglio di un blog, unirà fruizione e promozione. E per di più vendita.
E infine, aggiungo, per quanto riguarda il lavoro che svolgo io, Ausonia si presta ad essere un preziosissimo testimonial a favore dell'autoproduzione, che non va mai considerata né una modalità snob, né autoghetizzante, ma semplicemente un'opportunità a disposizione.

Diego Cajelli ha detto...

Sono molto curioso...
Però esiste un altro aspetto, oltre a quello "tecnico", da prendere in considerazione.
La personalità.
Qui è casa tua. E per quanto gradito sia, un esordiente invitato da te sarebbe comunque un ospite.
Magari gli scoccia di dormire sul divano.

alessio ha detto...

Ben detto Robe...!

Gianluca Maconi ha detto...

la tua glossa finale mi è piaciuta molto, tempo fa affrontai un discorso simile sul mio blog, ma visto che il polemico lo riesco a fare solo a tu per tu poi le cose son cadute subito... poi diciamo che non ho la tua visibilita.

insomma basta vedere quanta pubblicità hai portato a "a panda piace..." o i contatti in più giornalieri che mi arrivano ogni volta che scrivo una cagata qui dentro.
il fatto è che difficilmente queste cose si trasformano in aumenti di vendite, più che altro è una cosa che attira la visione del "cliente abituale".

Poi, provo anche a dare una mia visione del perchè ausonia si prenda la briga di farsi 'sta fatica dell'autoproduzione. forse come me non riesce, o non vuole, staccarsi dal concetto di fumetto come oggetto. SE NON LO SFOGLI GODI SOLO A METà. in mostra, sul web, non è la stessa cosa. e poi il godimento di scegliere la carta, preparare l'albo, attendere la stampa, rimanere deluso da refusi ormai incorreggibili...

RRobe ha detto...

Sul discorso del "calo dei contatti":
è un non problema.
Prima di tutto perché non ho detto "trasformo questo blog in qualcosa d'altro"... secondo poi perché, mi sembra assurdo che i contatti dovessero calare nel caso presentassi, ogni tanto, qualche buon fumetto.
Vuol dire, non calano quando posto il mio faccione e basta, figuratevi.

Comunque ci sto pensando e cerco di elaborare.

Francesco Trentani ha detto...

Idea molto interessante. Essere "sponsorizzati" da un blog seguitissimo (anche dagli addetti ai lavori) sarebbe una grande opportunità.
Forse si potrebbe dare vita ad un blog parallello ad Asso Merril (un pò come è successo per la Writers Death Race)... Nel caso di tavole singole le storie potrebbero essere pubblicate direttamente sul blog, nel caso di storie più lunghe si potrebbe presentare un'anteprima e permettere poi il download completo in pdf o ancora meglio nel formato .cbr di CDsplay.

Lollo ha detto...

Su Internet mi spavento per un wall text, figuriamoci per un fumetto che superi le due tavole. Per le strip sono d'accordo con te.
Lollo

Marco ha detto...

Poi c'è anche un altro problema: i lettori.
Rrobe lo leggono in tanti, me compreso, e mi fa piacere.
Evidentemente riesce a calamitare l'attenzione di una grossa fetta di gente interessata al fumetto, che comprende addetti ai lavori, critici, o anche semplici lettori curiosi.

Ma questo non toglie che la maggior parte dei blog viene seguita e redatta in orari d'ufficio, durante le pause pranzo... insomma, è un tipo di lettura che fa più parte del cazzeggio disimpegnato, rispetto al vero e proprio messaggio, o al raccontare storie in modo completo.
Le tue stesse chiaccherate, Rrobe, per quanto godibilissime e piene di spunti, appartengono a un ambito di puro discorso informale, da salotto.
Si cazzeggia parlando di fumetti, di cinema, e si può fare tranquillamente anche dalla propria postazione d'ufficio, o dai computer di biblioteche e facoltà universitarie.

Ma se voglio raccontare una storia, non necessariamente autoriale e impegnata, ma anche soltanto vicina ai canoni comici o bonellidi, non dovrei pretendere quel minimo di attenzione in più, impossibile da pretendere da uno che lavora, studia, e che mentre guarda i miei lavori fa mille altre cose?
Persino il più scrauso tra i bonellidi ha diritto a una comoda lettura da cesso o sull'autobus, e io mi devo accontentare di cinque minuti scarsi di attenzione, seppure veicolate da un blog seguitissimo come il tuo?

Bapho aka Davide Costa ha detto...

E' un'idea con del potenziale.

Però, senza offesa, (e dal titolo del post capisco che sai perfettamente di aver scoperto la luna nel pozzo) ma è un discorso nuovo solo per il sottobosco italiano che, a livello di "editoria internet", è indietro come le palle dei cani.

In lingua inglese c'è un numero semplicemente ridicolo di produzioni online, alcune monetizzano pure e non poco.

Su Comicsblog ne parlo regolarmente.

Riguardo al formato vedo che si trova di tutto, dalle strip, alle storie brevi, alle serie regolari, alle antologie, fino ai volumi da 100 e passa pagine.

Quelli che sfruttano davvero il "formato pc" sono pochi, tipo Zudacomics, o altri col formato verticale tipo Il grande Gatsby o Makkox ( rivogliamo Fly!), la maggior parte usa formato strip e comicbook, e hanno successo.

Per molti è il modo migliore per farsi conoscere e passare poi sulla carta.

Ovviamente c'è un mare di merda ma si sa, "Il 90% di tutto è merda".

Comunque lodo l'iniziativa, come detto qui in Italia pare che i webcomics e le storie online non esistano, sia italiani che stranieri. Dare risalto a questo settore è più che giusto.

RRobe ha detto...

La mattina arrivi al lavoro e vedi qualcosa che ti piace su questo blog ma che non hail tempo di leggere con attezione.
Allora, magari, la scariche per leggerla con calma... oppure ti colleghi nuovamente quando hai tempo e calma sufficente.
Sul serio, questi mi sembrano non problemi.

Il problema della fruizione, al massimo, mi crea qualche vago pensiero... ma secondo me ci si può girare intorno.

bonats85 ha detto...

Beh, a parer mio qualunque iniziativa volta a promuovere l'ambiente delle autoproduzioni è un'ottima cosa.
Non solo si può dare visibilità a persone che non avrebbero altro modo per esporsi, ma anche a lavori spesso molto originali, non dovendo rendere conto a nessuno se non alla sensibilità dell'autore.

Lowfi ha detto...

hmmm sta cosa non mi sembra nuova... è come penso io?

Andrea V. ha detto...

Buona idea.
Vediamo la merce.

sherlock ha detto...

Qualcosa di identico a quel che dici è avvenuto su giantitp.com , dove la "long-running" e assai seguita serie di tavole umoristiche (con plot ma tavole abbastanza autonome) di "Order of the Stick" ha iniziato ad "ospitare" un fumetto con trama complessa e NON mirante alla singola tavola comica: "Erfworld", donando così visibilità al fumetto ed ai suoi autori al più vasto pubblico di OOTS.
Per Order of the stick, il fumetto è "aggratis" online ma l'autore campa con le raccolte in cartaceo (che contengono magari degli extra non online).
Erfworld analogamente (mi sembra di aver letto) punta a stampa su carta al termine del ciclo narrativo. Stampa che i due sconosciuti autori non avrebbero mai potuto sperare prima dell'online.

Greg ha detto...

Da semplice lettore di fumetti, iniziative come la redazione di un blog (dalla semplice "scrittura per cazzeggio" alla promozione di nuove idee) servono a creare il clima o il terreno fertile per la crescita della scena.
La situazione mi ricorda quella dei pub underground anni '60/70 dove musicisti ed artisti si radunavano con spontaneità, suonavano, si ispiravano gli uni ai pensieri degli altri creando un MOVIMENTO. Negli anni poi c'è chi si è affermato, chi è diventato una star, chi ha mollato etc...

Per cui non si tratterebbe del punto di arrivo, che è la vendita.
Il mondo del fumetto italiano ad oggi (cioè ricco di idee e di talenti assoluti) deve lavorare soprattutto per crearsi un terreno solido, una casa base, un pentolone in cui gettare tutti gli ingredienti e creare la pietanza.

Sul blog l'unica cosa che si può dare è la propria creatività ed ottieni la sua diffusione al pubblico, una pubblicità nei casi più fortunati. I soldi sono una pura conseguenza e non saprei
dire in quale misura.

Secondo me radunando, incrociando e mescolando i contributi come in un unico recipiente l'effetto di promozione del fumetto italiano non può che amplificarsi. A partire dai blog più frequentati, unitevi, create la vostra woodstock online.
Il fumetto italiano lo merita, i singoli protagonisti lo meritano.

Ancora prima dei soldi e del pubblico della carta stampata. E' di un TERRITORIO che questo ambiente ha bisogno.

Copulate, andate e moltiplicatevi.
Seguite il verbo del Rrobe.

sraule ha detto...

guarda è lo stesso tipo di problema che mi ponevo non molto tempo fa, segno che è un'idea che è nell'aria.
nsceva dal fatto che a settembre (che all'epoca doveva ancora venire) i diritti del primo volume di Ravenstock ritornano in mano mia e di Armando (scusa se la prendo larga). Io, tutta galvanizzata da quello che stanno facendo in campo musicale e sempre interessata a provare cose nuove e nuove idee, ho proposto di crearne una versione e-book, da poter scaricare gratuitamente da internet.
mi hanno mangiata via e, ok, me lo meritavo.
Però rimane il punto che, al di là, del direttamente pubblicato on-line o dello scaricabile, il web è una grande cosa e è inutile usarlo solo per un terzo o meno.
Ma non so se il fumetto sia il medium ideale per farlo. Forse serve proprio qualcosa di nuovo, magari simile, ma diverso. Tipo "a Panda piace" per me ha un formato eccellente per il web, qualcos'altro non lo so.
Inoltre: forse i primi tre autori pubblicati sul tuo blog potrenno riceverne un ritorno pubblicitario, ma piano piano la gente non ci farebbe più un granché caso e per loro farebbe relativamente poca differenza.
Anch'io ci devo ancora ragionare. :)

Marco ha detto...

>
Sul serio, questi mi sembrano non problemi.

Boh, forse hai ragione.
Però di blog in cui gli autori misconosciuti e spesso bravi cercano di proporsi ce ne stanno già.
Se è soltanto un problema di visibilità e di " alleanza" tra blog famosi, per supportare e dare visibilità a realtà nuove e interessanti, questo potremo capirlo soltanto nel tempo.
Così come soltanto provando e riprovando troveremo il modo di adattare al mezzo la sensibilità artistica di ognuno.
Fino ad allora, concordo con gli altri, qualsiasi iniziativa promozionale è benvenuta.

Fabio Erasmo ha detto...

Vi lascio il mio punto di vista da lettore generico.

Le difficoltà che spesso si incontrano nel leggere (o prestare attenzione) a fumetti su monitor di più di una tavola sono dovute al dover fruire di qualcosa concepito per la stampa, e quindi con una lettura che prevede lo sfogliare delle pagine in orizzontale, e che invece viene letta su schermo, e quindi con una lettura con "scroll" verticali oppure con "clic" e relativi tempi di attesa.

Forse potrebbe funzionare se chi scrive (e/o disegna) pensasse il suo fumetto in funzione di questo nuovo supporto, un supporto digitale che scorre verticalmente e ne caratterizzasse scelte e tempi in base al nuovo contenitore.

Mister Snike ha detto...

Non c'è che dire, Roberto. Conosci bene il terreno in cui ti muovi e hai la tecnica per esplorarne di nuovi.
Credo che bisogna porsi seriamente il problema di come usare il web (in tutte le sue forme) come strumento per mostrare i propri lavori.
E non credo che basti solo aprire un blog e postare. Le gocce si perdono nel mare. Le gocce non esistono nel mare.
Ti leggo da un annetto (i tuoi fumetti da prima) e le tue osservazioni sul mezzo fumetto e sui media in generale le ho sempre trovate interessanti.
Quindi sono curioso di vedere come imposterai la cosa.
Non condivido l'idea che bisogna pubblicare tutto, senza filtro. Una figura che modera, che ti consiglia, che ti guida (come può essere l'editor di una casa editrice) è necessaria. Ma tale figura, tali meccanismi sono validi se costituiscono una possibilità, non una difficoltà.
Insomma, voglio un editor che mi insegni il mestiere, la professione, che mi faccia crescere; non uno a cui leccare il culo e/o adorare per essere pubblicato.
Il web può essere la chiave di svolta.
E sono curioso di vedere tu come la userai.

Un saluto,
Mr. Snike

Alex "AxL" Massacci ha detto...

Sicuramente interessante e non troppo difficile da gestire (tipo un 5 pagine d'anteprima con un qualche slide ed il resto scaricabile in pdf o cbr), sarei però curioso d sapere, poi, quanta gente, in concreto, scarichi il prodotto per poi apprezzarlo nella sua interezza.
Io sinceramente, fossi in te, farei una cosa ibrida.. visto che aprirsi un blog è alla portata di tutti, chi vuole mettere la propria storia online, lo faccia a priori, poi te lo segnali, ed infine, se tra le decine o migliaia di storie che ogni mese potrebbero segnalarti, ce n'è qualcuna che ti garba, a quel punto gli dedichi un post-spot, lasciando i tuoi utenti liberi di andarselo a scaricare con un semplice clic.

foolys ha detto...

circa 3 anni e mezzo fa, in epoca non sospetta, volevo fare una rivista online. avevo contattato Gipi e Davide Toffolo, fra gli altri, (Gipi, chissà se si ricorda, mi disse che era interessato, Davide mi disse che voleva vedere che forma prendeva la cosa), poi ci sarebbe stata altra gente che conosci del "mio giro": mais2, claudio stassi, marco failla, marco rizzo...
poi non ho fatto più niente, peccato, però penso che Ausonia voglia comunque un contatto non solo con la sua voglia creativa e con un pubblico, ma anche con la carta stampata, per vari motivi che qui sono già stati detti. sono d'accordo anche sulla velocità di lettura, non si perde molto tempo a leggere un blog, e non puoi nemmeno quantificare dei tuoi 1500 visitatori quanto stanno realmente sulla tua pagina, è sicuro che una parte leggerebbe quello che inseriresti, quello sì, non tutti, questo è sicuro.
un blog parallelo non va, non avrebbe le stesse visite, però è anche vero quello che dice Diego, che uno si sentirebbe "ospite", però è anche vero quello che dici tu, che per un esordiente avere questo giro di visibilità farebbe solo comodo, e a te poi non costa nulla.
insomma.
in bocca al lupo, io mi propongo per darti una mano in qualche modo, se vuoi, lo sai che per me è una crociata fare cose del genere per aiutare aspiranti fumettisti... eh... si possono fare anche cose incrociate con kinart, tipo far realizzare i fumetti lì dove gli diamo delle dritte per finirli, cose del genere...

Alessio Danesi G.N.A.P.P.A.Lab ha detto...

l'idea, come tutte le uova di colombo, è fighissima.
va settata...
Per raggiungere il nirvana del marketing e del compromesso, si potrebbero anche presentare storie pubblicate e creare una storia breve ad hoc (max 8 pagine) da presentare sul blog, lasciando il resto della storia alla pubblicazione su carta. sarebbe una ottima cassa di risonanza. e servirebbe a allungare la vita dei volumi già presenti nelle librerie.

Si potrebbe fare già con il volume di Ausonia in preparazione.
OPPURE si potrebbe pubblicare una nuova serie solo per il web a botte di 4 pagine a settimana (di senso compiuto oppure con un cliffhanger) e lanciare l'amo.

Qualcuno (futuro editore, smaliziato lettore, impavido talent scout) abboccherà!?

Greg ha detto...

Parliamoci chiaro.
Il fumetto online viene letto e seguito solo se è UN'AUTENTITCA FIGATA e se formato e contenuti hanno la fruibilità di una pagina web. Fruibilità significa leggerezza, immediatezza del messaggio, stile semplice ma catchy; o altrimenti un formato ultramoderno con flash etc.

Esempio riuscito è a panda piace: sublime. E riuscirebbe a dire la sua anche su carta (persino su quella del pesce).

In qualsiasi altro caso il fumetto online non può lontanamente accostarsi all'opera stampata.
Interni è una sofferenza da leggere sul monitor. L'anteprima te la assorbi più che volentieri perchè, a quanto pare, sarà un GRAN FUMETTO ma in questo modo sta uccidendo il suo potenziale. Difatti è stato concepito nei minimi particolari per la stampa

Capitan Ambù ha detto...

Insomma l'Ego Blog. Però esiste anche la possibilità che voglia far conoscere i miei lavori sul mio blog, quindi vengo sul vostro faccio polemica mi faccio conoscere e poi pubblico.Vi ricorda qualcosa?
il blog e il fumetto sono due media differenti, e forse questo il motivo per cui una persona preferisce pubblicare su stampa.
Poi non tutti stanno dietro i blog, fondamentalmente sono un numero ben più esiguo di quanto si pensi.
Un autore non può essere misurato in accessi o consensi, solitamente i grandi hanno abbastanza stima di se stessi da non cercare il consenso altrui, così riescono ad essere liberi. Il blog è solo uno spot a basso costo, però poi l'intento è quello di pubblicare, perchè il fumetto ha trovato la sua dimensione nella stampa.
Se voglio lavorare su internet prendo Flash e faccio un'animazione, che senso ha fare qualcosa di statico e osoleto come il fumetto, che richiede concentrazione e stanca la vista?
Ci sono grandi autori in italia che sono stati assimilati da fumettisti come Miller o Simonson e non penso passino molto tempo sul blog a cercare di piacere, ma per questo sono ancora più grandi.

IO ha detto...

io da semplice lettore credo che vedere il proprio lavoro stampato su un volume invece che vedere un file online abbia un diverso livello di soddisfazione. Molto diverso.
Certo col web si raggiungono molte più persone, finchè rimane una lettura gratuita, ed è un modo per farsi conoscere.
Poi dipende sempre se si vuole fare fumetti per passione o per professione. La distinzione per me è se generano reddito o meno.
Ovvio che ci sono modalità di guadagno date da ad sense e amenità simili, ma non essendo bene informato non so se garantiscano delle entrate o meno.
cmq dal punto di vista del lettore sarei contento di poter leggere nuove storie, quindi ben vengano queste iniziative

Fabrizio ha detto...

C'è da considerare il mezzo con grossa attenzione.
La fruizione dei contenuti su internet è a livello di tempo differente da quella su carta.
E' più difficile che storie lunghe ed articolate vengano assimilate in un'unica sessione.
Sul web funzionano contenuti ad un'unica schermata, rapidi da leggere.

Per questo Eriadan funziona, come funziona il Panda. Singole tavole. Singole vignette.
Makkox osa anche contenuti più lunghi, ma in un'unica tavola a striscia verticale, che si legge come un blog illustrato.

Funziona il frazionamento dei contenuti, come nelle strisce di "Batman: Rise of Sin Tzu". Pubblicate su dccomics.com, erano fatte a mò di storyboard, ma costruite con un sistema "a ciliegia". In modo che si invogliasse sempre a girare pagina.

Secondo me la cosa funziona. Il sistema è stato già adeguatamente sperimentato con "A Panda Piace".
Giacomo è bravissimo e con la qualità dei suoi lavori è riuscito a "tesorizzare" il lancio hai fatto del suo personaggio.


Io penso che Aus le venderà tutte quelle copie... Il problema sarà firmarle tutte! ;)

Fab

guazelli ha detto...

Un geniale buon samaritano del fumetto con un sottofondo heavy metal.
Che su due piedi mi fa venire in mente (totalmente a caso) "fratello metallo" al secolo Cesare Bonizzi.

Mi sembrava il post giusto per inviare sincera stima ammirazione per il tuo lavoro e tutto quello che fai per il mondo del fumetto.


Samuele

michele petrucci ha detto...

Ciao Roberto.
Seguo sempre il blog con interesse ma questa è la prima volta che intervengo.
Il motivo è che la tua idea mi sembra interessante. Tra un paio di mesi io e Morozzi inizieremo a pubblicare una serie a fumetti in volumi e stiamo realizzando una breve storia appositamente per il web. La nostra idea era creare un blog apposito ma certo non avrebbe la stessa visibilità di uno spazio come il tuo. insomma, aspetto gli (eventuali) sviluppi…
Michele

Greg ha detto...

Organizzatevi.
Uscite dalla spontaneità indipendente ed intrecciate un dialogo.
Create il movimento.

Rendete giustizia al vostro mondo.

Fabrizio ha detto...

Post Scriptum:

mi sto leggendo Blame! scansionato e scaricato da un sito russo. Il problema della fruizione può essere aggirato senza problemi.
Ovviamente i contenuti devono essere prodotti in una certa maniera, che faciliti quella fruizione aggirata.

Ma anche Diabolik e i Bonelli hanno la loro ricetta, no?

Il mondo dei fumetti è veramente TROPPO AUTOREFERENZIALE in Italia. C'è TROPPA gente che non pensa "out of the box"...


Fab

Ed! - the webcomic ha detto...

Il mondo dei fumetti è veramente TROPPO AUTOREFERENZIALE in Italia. C'è TROPPA gente che non pensa "out of the box"...


Bravo Fabrizio. Lo dico sempre anch'io.

Adriano Barone ha detto...

Secondo me, la strada da percorrere è la stessa di Warren Ellis & Paul Duffield con Freak Angels: pubblicazione on line TOTALMENTE GRATUITA (qui: http://www.freakangels.com), ovviamente a bassa risoluzione, che resta permanentemente sul sito
(parentesi: le preview parziali possono servire, ma secondo me sono come un assaggio di cui non si sente neanche il sapore).

E a chi mi dice che è un metodo che non funziona, dico che Charles Stross e Cory Doctorow pubblicano completamente gratis i loro romanzi on line (e lì NON ci sono problemi di risoluzione alta e bassa delle immagini): le vendite degli stessi sono AUMENTATE.
Perchè? Il concetto sembra essere: chi non compra, non compra comunque.
Chi compra, compra comunque e può valutare il prodotto nella sua completezza.

IMHO, naturalmente.

:A:

Fabio... ha detto...

Va beh ma Blame! ha un balloon ogni 10 pagine, è facile da leggere sul monitor eheh

devitalizart ha detto...

La trovo un'idea assolutamente valida. anche perché per farsi conoscere bisogna sbattersi e tanto, cercare di dimostrare in qualche modo che si hanno delle idee valide, se a questo si aggiungesse il supporto di qualcuno già noto nell'ambiente sarebbe una gran cosa.

RRobe ha detto...

Per Michele Petreucci:
mi mandi una mail o un contatto diretto?

p.s.
ho preso il tuo libro a Treviso... è una meraviglia.

Fabrizio ha detto...

Fabio, non hai tutti i torti...

E i prossimi giovani autori del web troveranno in questo post un'utile guida su quello che percettivamente funziona o meno

Fab

ausonia ha detto...

mic gin: sono d'accordo con te. autoprodursi, come prendere un piccolo stand alla self area, significa anche voler rimanere coi piedi per terra e non montarsi troppo la testa.
cosa pericolosissima.

quest'anno mi sono successe molte cose positive. e i prossimi due anni saranno importanti per il mio lavoro. editori nuovi, un progetto grosso grosso per l'estero... e altre cose.
tutto magnifico. però non ho mai concepito questo lavoro come una "scalata verso l'alto". per me comunicare con anche sole 100 persone è una roba importante. quindi credo che INTERNI non rimarrà un'esperienza isolata. credo che ripeterò l'esperienza dell'autoproduzione anche in futuro. mi piace. mi sembra di aver scoperto una nuova e interessante via.

michele petrucci ha detto...

Sono contento che ti sia piaciuto Metauro.
Aspetto 911. Come sai, un piccolissima parte è anche opera mia…

mail:
michelepetrucci@gmail.com
blog di Metauro:
http://blog.komix.it/metauro/

Michele

latte&sangue ha detto...

Concordo pienamente. Ci ho riflettuto anche io fissando catatonicamente il muro, ma quando ho buttato giù qualche appunto mi sono resa conto che l'impresa andrebbe studiata con crismi e criteri non semplici da gestire.
Secondo me bisognerebbe creare prima di tutto una bandiera del tipo: "Fumettisti Italiani Riuniti". Io comincerei da lì e poi... vediamo che succede.

Ele La Accy

latte&sangue ha detto...

Mancava la parte iniziale riincollo la parte.

Più che promuovere alcuni bisognerebbe promuovere tutto il concetto fumetto. E ben venga l'aiuto dei blog più visitati e più intrattenitivi per dare una mano a nuove leve and co...

Giuseppe ha detto...

L'idea va messa in pratica perchè è buona!
In effetti l'avevo anche io da un pò di tempo, ma mi son detto "se non l'ha fatto Rrobe vuol dire che per un motivo non si può fare"

Rrobe dove la vedi la classifica dei blog?

RRobe ha detto...

blogbabel

RRobe ha detto...

blogbabel

Ilaria ha detto...

Ciao Roberto, sono Ilaria dello SpazioBianco. Con questo post sfiori un tema che per me è molto interessante e riguarda sostanzialmente il discorso di rispetto del diritto d'autore. Come alcuni sanno, esistono nuovi modi di pubblicare un qualsiasi lavoro, modi che esulano dal ristretto discorso copyright. Il più noto è Creative Commons (creativecommons.it oppure .org)...
Il principio che sta dietro la filosofia Creative Commons, per me, è molto affascinante... Mi interessa molto capire quanti autori conoscono questo tipo di licenza e hanno voglia di mettersi in gioco nello sposarla (ovviamente nelle situazioni giuste: e questa di Ausonia sembra proprio essere una di quelle). Alcuni nomi anche molto noti lo hanno già fatto, anche nel mondo dei fumetti: penso subito alla Ballata del Corazza (disegnata da Catacchio su testi di Wu Ming)... o appunto tutti i libri di Wu Ming.. Persino l'ultimo cd di Trent Reznor è stato pubblicato con questo tipo di Licenza Creative Commons. Altri stanno sperimentando nuove strade: vedi per esempio i Radiohead (scarica il cd e fai un'offerta).
La mia riflessione è questa: se Ausonia volesse distribuire in modo indipendente il suo volume, potrebbe farlo. Dovrebbe cambiare regola sul diritto d'autore (se ne ha messa una), sposare esplicitamente una filosofia come questa di Creative Commons e vedere cosa succede. Creative Commons non vieta il guadagno di Ausonia, ma non punisce chi vuole leggere o distribuire come vorresti fare tu (e anch'io... che poi magari ci compriamo anche l'albo a Lucca).
Come osservi anche tu, molte volte gli autori vogliono semplicemente distribuire e condividere una storia, senza pensare al denaro (che se arriva non guasta mai, si sa). Ma quanti autori conoscono queste nuove possibilità? Io spero che, se è vero il principio che dici tu, ci sia la volontà di informarsi su queste nuove strade e iniziare a batterle.
Un saluto.
ilaria

(mi scuso se qualcuno ha già toccato questo discorso, non ho fatto in tempo a leggermi tutti i post)

Mister Snike ha detto...

Ilaria, io vorrei più info su quello di cui hai parlato. Puoi suggerirmi qualche sito? Grazie.

Ilaria ha detto...

Certo!

Qui trovi la bibbia di CC, con tutte le spiegazioni che dovrebbero servirti:

http://creativecommons.org/
http://creativecommons.it/
(la comunità italiana)

da qui, leggendo, hai praticamente un mondo davanti.
ciao!
ilaria

Mister Snike ha detto...

Grazie, spaziale bianca! :)

Giorgio Salati ha detto...

La tua idea è interessante ma secondo me un po' utopistica. Si scatenerebbe una mitragliata di gente che chiede a gente "più conosciuta" di essere pubblicata... gelosie, invidie, ecc. "Quello là che manco conosci gli hai pubblicato il fumetto e a me che sono tuo amico, niente!". Sappiamo come va nel fumetto italiano. Ognuno è convinto di essere un genio.

Io potrei anche chiedere a te di pubblicare il mio "Toilet", ma visto che ho l'obiettività e il pudore di sapere che graficamente è inguardabile, non te lo chiederei mai, per non darti l'imbarazzo di dovermi dire di no... io "Toilet" lo faccio per fare qualcosa di totalmente mio, senza linee editoriali da seguire, scadenze, ecc. Tanta gente, magari giovane e/o inesperta, probabilmente questo scrupolo non se lo farebbe. Hai proprio voglia di essere bombardato di richieste?

A questo punto avrebbe più senso che se vuoi creare qualcosa del genere, tu faccia un sito insieme ad altri dove pubblichi tanti fumetti, magari trainato dai più famosi Eriadan, Canemucca, ecc... una specie di "comunità" di fumettisti, senza limiti editoriali ma svincolata dagli imbarazzi di un contesto "personale" per cui uno si farebbe certo più nemici che amici, visto che i fumetti scarsi sono molto di più di quelli validi, e ci si troverebbe a dire un sacco di sgradevoli no se non si vuol far scadere il proprio blog.

Non so, pensaci! Seguirò comunque con interesse gli sviluppi!

Giorgio

Andrea ha detto...

per me il ragionamento è ok!
Mettersi a disposizione è sempre buona cosa.