24.10.08

L'Ultima Lucca dell'Umanità.

Non sono una di quelle cassandre che da anni e anni e anni parlano della crisi del fumetto.
Anzi, in genere sono uno di quelli che dice che sì, è sicuramente in atto una mutazione lenta ma costante del mercato ma che, a mio avviso, di fumetti se ne vendono sempre tanti e che il settore è florido.
Però... qualche annetto d'esperienza sul groppone ormai ce l'ho pure io e quest'anno mi si stanno rizzando i peli sulla nuca.
Avete fatto caso a quante saranno le uscite che verranno presentate in quel di Lucca? Ho fatto una stima alla buona e, arrotondando per difetto, me ne risultano oltre centocinquanta. Perlopiù si tratta di volumi dal prezzo medio/alto (dai 7 euro in sù) con qualche picco in negativo (oltre i 15 euro) e pochissime eccezioni in positivo (con un costo inferiore ai 5 euro).
La ragione di una tale ricchezza di proposte è presto detta: nelle ultime due edizioni di Lucca si è venduto tanto e si è venduto tutti, a qualsiasi livello e con qualsiasi range di prezzo. Una pacchia, insomma.
Però, dicevo, qualche annetto ormai ce l'ho pure io e mi ricordo bene cosa succede in Italia quando spira il vento della crisi e della recessione: la prima cosa che viene tagliata sono le spese superflue e "spicciole". Ovvero l'intrattenimento.
Il fatto è che, per colpa di Sant'Agostino e delle sue confessioni (che fanno praticamente parte del patrimonio genetico della nostra cultura) il nostro bel paese ha una visione molto diversa dello "svago" rispetto al resto del mondo occidentale. Per noi, l'intrattenimento è una roba negativa, uno strumento del maligno che ruba l'attenzione e disperdere le energie rispetto alle cose davvero importanti (Dio o i Soldi, insomma). Nella migliore delle concezioni sant'agostiniane, lo svago è una roba da abbandonare con l'entrata nell'età matura, come un balocco che non ci serve più. Ergo, quando si entra in una fase di austerity economica e morale come quella che ci aspetta nei prossimi anni, tutti i media espressamente votati a quello che viene percepito dalla gente come un intrattenimento frivolo, vengono abbandonati. Specie se costano caro.
In poche parole, l'Italia non è l'America, dove il fumetto è sempre in controtendenza rispetto alle crisi economiche.
In America meno soldi girano, più fumetti si vendono. Durante la grande depressione economica del 1929, mentre la borsa di Wall Street andava a picco, il fumetto made in USA passava una delle sue stagioni d’oro, esplodendo dalle pagine dei quotidiani per poi approdare alla sua forma definitiva, quella del comic book. Durante la crisi energetica dei primi anni ’80, mentre Reagan chiedeva agli americani di non accendere più di un elettrodomestico alla volta e di usare l’automobile solo se strettamente necessario, la Marvel vendeva tonnellate di copie delle Guerre Segrete. Negli anni ’90, mentre la austerity clintoniana soffiava il suo vento freddo su tutto il mondo occidentale, il fumetto a stelle e strisce toccava l’apice con i sette milioni di copie vendute in un solo colpo dagli X-Men di Jim Lee.
Il fatto è che, nei paesi culturalmente non marchiati a fuoco dalle riflessioni sant’agostiniane, l’intrattenimento è visto come una cosa seria, uno strumento di arricchimento culturale, un diritto inalienabile dell’uomo. In questi paesi, se di soldi ne girano pochi o si profila una forte recessione economica, la gente non smette di intrattenersi... decide, semplicemente, di rivolgersi a forme di svago più economiche. Come i fumetti, appunto.
In Italia invece e cose vanno diversamente.
L'ultima grande crisi fumettistica che io ricordi (una crisi vera) è quella dei primi anni '90, quando gli italiani andarono in paranoia per la prima guerra del Golfo e si misero in fila per comprare il sale e la pasta e la recessione spazzò via dalle edicole tutte le riviste a fumetti di costo medio alto (per l'epoca) e gran parte dei prodotti più di nicchia (tra cui fumetti adorabili come Arthur King). Restarono in piedi la Bonelli (forte della sua solidità economica, dei suoi personaggi storici e dei suoi prodotti a costo contenuto) e una manciata di albi di supereroi... e ci vollero anni prima che il mercato si riprendesse e riacquistasse fiducia.
Ora, forse sarò scemo io, ma per me si corre il rischio che questa Lucca sarà l'ultima grande orgia prima della crisi.
E questa potrebbe essere solo una delle ipotesi più ottimistiche, perché potrebbe esserci pure il caso che la crisi ci sia già piombata addosso e che solo a Lucca ce ne renderemo conto.
Perché se io, homo consumens per eccellenza, comincio a interrogarmi su cosa comprare e (ogni tanto) finisco per lasciare sul bancone libri, dischi, film, videogiochi e fumetti che costano troppo per quello che mi offrono... allora cosa farà un consumatore meno dissennato del sottoscritto? Quanta parte della straordinaria offerta lucchense riuscirà ad assorbire (specie tenendo conto che i primi 12 euro li avrà spesi solo per accedere alla fiera)? Quanti fumetti deciderà che valgono i suoi soldi?
Sul serio c'è tutto questo mercato per volumi da 10-15 euro? Sul serio torneremo di nuovo tutti con il sorriso sul volto e il portafogli gonfio?
Sarà, ma io sono scettico.
E se non avessi in uscita un prodotto che costa solo 2 euro e 90 centesimi, sarei pure preoccupato.

61 commenti:

Andrea ha detto...

O si torna ai prezzi "popolari" tipo Bonelli,Eura o spillati Panini o come dici tu...il fumetto va in Mona.Fumetti da 15 euro a botta,per me povero precario,sono un bene di lusso.Ben venga Murphy che sicuramente comprerò.Fortuna che qualcuno pensa a noi povere bestie.

Planetary ha detto...

Robe credo che il discorso sia un altro, al di là dell'impronta agostiniana.
Nei periodi di depressione o recessione vengono spazzati via i prodotti di intrattenimento "medio". Quelli alti se non addirittura di lusso continuano la loro vita (i ricchi rimangono tali anche in periodi di crisi). Quelli piccoli... beh durante le crisi esplodono, per il semplice motivo che danno molta soddisfazione (e quando c'è crisi hai un dannato bisogno di gratificarti) ad un piccolo prezzo (esempio che si cita sempre è il rossetto: nei periodi recessivi viene venduto tantissimo). Il resto viene depennato senza pietà, in attesa di tempi migliori.
Bisogna vedere se sarà un bene o un male (ci aspetta un decennio interessante).

Ed! - the webcomic ha detto...

Bene. Sottoscrivo.
E alla luce di quanto affermi... mi sento meno scemo ad aver tenuto un prezzo così basso rispetto a molti.

C'è grossa grisi! Miagoliamo nel buio!

Davide ha detto...

hum...

io purtroppo non riesco più a "frequentare" una fumetteria. sapete come è difficile comprare fumetti senza andare in fumetteria?

se si va in fumetteria, invece, è allìordine del giorno uno sconto sui prezzi di copertina...

chi va a lucca non dovrebbe essere "frequentatore" di fumetteria? e perchè dovrebbe comprare a prezzo pieno a lucca?

chissà se in quell' infinito elenco di nuovi fumetti c'è qualcuno che levi le ragnatele da questo ambiente ormai ammuffito... eh eh

Lowfi ha detto...

hmmm al discorso sulle confessioni agostiniane non ci avevo mai fatto caso.

interessante.

e spiegherebbe anche la scarsa penetrazione in Italia di una certa "cultura videoludica".

rae ha detto...

mi piace tutta questa pappardella per spingere sul fatto che 911 costa SOLO 2,90 euro.

Kansas city marketing?

RRobe ha detto...

Esatto :asd:

kingsimon ha detto...

porcodemonio!!!! i robottoni che disintegrano lucca li avavo gia' fatti io due anni fa ........ in futuro anteriore......mannaggia , pure i raggi dagli occhi ci avevo messo.......leo ortolani , si rsachia il fondo del barile ?????

kingsimon ha detto...

mi sa che a lucca lo picchio , tanto e' un geologo , mi sa che lo batto!!!!!

Greg ha detto...

Concordo Rrobe, saranno cazzi.
Ed è un vero peccato perchè il fumetto italiano sta crescendo esponenzialmente in classe e qualità negli ultimi anni, non merita di subire un crollo economico.

Ma è sufficiente che le case editrici adeguino i prezzi, se ce la fanno.

P.S. comunque non ci credo che hai letto le confessioni

RRobe ha detto...

Per Greg: le ho lette eccome. E ti dico di più, le ho pure trovate splendide in molte parti.

Luigi Siviero ha detto...

La versione con i robot che distruggono Lucca è di Daniele Tomasi.

RRobe ha detto...

Per Kingsimon: il disegnod ei robottoni di Ortolani è solo quello del manifesto originale di Lucca (il primo). Quello sotto è la parodia fatta da Daniele Tommasi.
Picchia lui.

Andrea V. ha detto...

Ehi, due euri e novanta fa praticamente tre euri.
Furbino, furbino.
;-)))

Fabio... ha detto...

Cacchio...
Giusto ieri parlavo con un disegnatore delle "troppe" uscite lucchesi... La fiera imploderà, impossibile non solo comprare tutto, ma anche riuscire a darci un occhio, e per gli editori minori o i prodotti sconosciuti, è un male, perchè se quei prodotti non puoi sfogliarli e vederli, difficilmente li ordini a scatola chiusa in fumetteria.

Le fumetterie (a parte quelle gigantesche delle metropoli) non ordinano "tutto", non rischiano, senza possibilità di reso non comprano 10 copie di "ED" (cito lui che è intervenuto) senza sapere chi è.
Uguale l'arcadia, la mia fumetteria non ha nulla della renoir... Il lettore internettiano, magari si informa e ordina, ma dei 150 prodotti che citi (io ne sospettavo un 100naio) pochi riusciranno a circolare...

Luigi Siviero ha detto...

Gli annunci della Panini dicono che viene 3 euro.

MarcoS. ha detto...

si ma perchè si tengono i fumetti alti? e' impossibile per un editore minore abbassare i costi? già sapendo che su gli autori molte case minori ci marciano dando compensi o minimi se non insesistenti.

Slum King ha detto...

Io st'anno Lucca la salto.
Perchè mi devo sgolare per avere le novità che poi posso avere in fumetteria pagate con più calma e gli sconti?
St'anno mi sono proprio rotto il cazzo.
Mi dispiace di non poter salutar la gente conosciuta negli anni, farmi farmi fare un disegnino da RRobe e roba così. Ma me ne fotto,
Mors Tua Vita Mea.

P.S.
RRobe l'ultima frase è riferita a Lucca ^___^

RRobe ha detto...

Per un attimo m'ero preoccupato :asd:

rae ha detto...

Anni di finti topic discussione per fare gli attacchini mi hanno mitridatizzato ai tuoi espedienti rrobe :asd:

Greg ha detto...

Massimo rispetto Rrobe, io c'ho provato al liceo. Ha dei momenti davvero bellissimi ma E' UN TALE PACCO!
Non sono riuscito ad oltrepassare la metà.

Forse ero troppo giovane...

riccardo-m ha detto...

Penso che quello che un editore può fare in un momento di recessione è consolidare la propria quota di mercato, semplicemente continuando a fare quello che si fa, però meglio. In sostanza, se anche non ho molti soldi in tasca, sarò meglio disposto a sborsarli se reputo che la spesa sia "giustificata" dalla qualità del prodotto.
In Italia no, in Italia facciamo cassa. In che modo? Tagliando quello che viene ritenuto superfluo, risparmiando sui costi di produzione ecc. Insomma, ci potremmo definire prudenti o pavidi.
Tanto per dare una nota di colore alla faccenda, e per sostenere la tua tesi, mi ricordo di una ricerca svolta in un'Università americana –dove si sostiene tutto e il suo contrario- che cercava una relazione tra l'andamento economico e le copertine di Hustler (nota rivista maschile). Ebbene, la ricerca ha evidenziato che nei momenti di recessione le ragazze copertina avevano le tette + grosse, se non è scienza questa!

Slum King ha detto...

Cmq Lucca, appena si incrociano l'aumento del prezzo degli stand e la diminuizione delle vendite, diventa una fiera fantasma tipo l'E3.
La crisi verrà vinta da chi creerà un fumetto Wii per tutta la famiglia. :-P

Luka71 ha detto...

I fumetti costano troppo. Vero.
Noi di Absolutublack abbiamo 2 uscite nuove (validissime) a 3 euro, decidendo x uno spillato a 32 pag. piuttosto che un brossurato a 64pag. da 5 euro.

Un paio di anni fa quando feci questa mossa, molti mi risero dietro, adesso si stanno accodando. I fumetti devono costare poco!
Fine pubblicità:-)
ps
Ciao RRobe, spero farai un salto al ns stand, siamo "ospitati" da Bottero. Magari ti appioppo qualche fumetto. Rigorosamente a basso prezzo hehehe

mario uno due ha detto...

diciamo che: 1) se avessi presentato a lucca un nuovo volume tipo BD tipo di 16 euro, avresti trovato il modo di fare un discorso tutto ragionato secondo il quale quello è l'unico formato con il quale oggi ci si può presentare credibilmente a mercato e lettori...... 2) visto che quest'anno presenti solo 911 allora quest'anno ti faceva comodo sto discorsetto tutto ragionato su come si debba tornare a fumetti economici popolari a 3 euro perchè ora mercato e lettori chiedono questo......

er solito furbetto de quartiere versione 2.0
:---)

Ed! - the webcomic ha detto...

comunque il mio manifesto/parodia di Ortolani è più bello! :asd:


Ciao Daniele! (Mi sa che Ortolani quest'anno ce mena... anzi... ci tira le pietre!) :P

neikos ha detto...

Il discorso sarebbe anche interessante in termini di analisi economica (chiosa finale paraculissima esclusa, come è stato già evidenziato :asd:) e per certi versi condivisibile se non fosse che fra le righe sembra rispuntare la stantìa contrapposizione fumetto popolare o da edicola (economico) vs. fumetto d'autore o da libreria ("ingiustificatamente" costoso).

Una sorta di implicita affermazione del popolare come unica vocazione possibile per il fumetto, quasi fosse una cosa connaturata al medium, la strada più giusta che dovrebbero percorrere più o meno tutti per evitare l'imminente catastrofe.

Per altro, perdona la franchezza, è facile dirlo quando la maggior parte del proprio lavoro si concretizza proprio all'interno del cosiddetto fumetto da edicola.

Magari mi sbaglio ma fra le righe del post mi pare di leggere "è così che andranno le cose, io vi avverto, regolatevi di conseguenza...poi per il resto poco me ne frega, la mia sopravvivenza assai più della vostra è assicurata, guardate ad esempio quanto costa poco il fumetto che porto io a Lucca".

Qualcuno nei commenti è addirittura arrivato ad auspicare un ritorno alla povertà della confezione (spillati ecc.) a fronte di una diminuzione di prezzo, come discorso francamente lo trovo inconcepibile considerando anche come l'oggetto libro (o fumetto che sia) in Italia è sempre e comunque scarsamente curato nei suoi aspetti materiali...ma sto divagando.

Ah, sia chiaro, questo mio discorso può sembrare puramente polemico ma nasce più che altro dalla volontà di capire ancora meglio il discorso che hai impostato in queste righe. Magari io ho semplicemente frainteso, magari ho afferrato il senso del discorso a metà. Insomma vuole essere un ulteriore spunto di discussione.

Chiosa finale, dico tutto questo non occupando una posizione privilegiata economicamente parlando, anzi, di fumetti sono costretto bene o male a comprarne sempre meno, selezionando al massimo gli acquisti per evitare di buttare i soldi nel cesso.

Questo per dire che la mia non è una logica faziosa.

DIFFORME ha detto...

robè senza offesa ma è proprio un albo da 3 euro da edicola che non ha alcun senso comprare in fiera...

Greg ha detto...

mmmmh
ma sapete che difforme tutti i torti non ce li ha?

RRobe ha detto...

Infatti delle vendite in fiera mi interessa relativamente poco per quello che riguarda 911.

O state seguendo la frecciata inutile del solito Mario Uno Due?

Ed! - the webcomic ha detto...

bah... in realtà penso che qualunque fumetto, per un lettore (specie se collezionista e fan) ha senso di essere venduto in fiera se si hanno a disposizione gli autori che te lo firmano e che magari ti lasciano uno sketch.

DIFFORME ha detto...

robè crisi o non crisi il pubblico compra quel che gli piace, pace, ma ribadisco che tra un volume da fumetteria, magari difficile da reperire, o un'autoproduzione che magari in fumetteria neanche arriva e un albo da edicola, in una fiera ha più senso, anche etico, comprare i primi,
poi certo a lucca ci sono gli autori che firmano e disegnano e quindi si ritorna alla sindacabilità del pubblico,

p.s. abbiamo tutti la testa robè, non servono i mari per farla funzionare...

AlessandroDiVirgilio ha detto...

La crisi precedente me la ricordo benissimo ed mi vengono ancora i brividi a pensarci.

Quello che dici è di una logica spietata.
Mi sto gtattando e sto febbrilmente cercando argomentazioni contarie ma, purtroppo, non ci riesco.

Mai come questa volta spero ardentemente di non averci capito un cazzo.

Alex "AxL" Massacci ha detto...

rae ha detto...
mi piace tutta questa pappardella per spingere sul fatto che 911 costa SOLO 2,90 euro.

Kansas city marketing?

In realtà stavolta non è colpa di mario1-2-3-4-5 etcetc
Ovviamente scherzo ;)

Detto questo il mio discorso "serio" è sintetizzato principalmente nelle parole di Difforme (anche per un discorso personale se volete... Legione sembra essere spesso irreperibile in fumetteria ANCHE da chi lo ordina al proprio fumettivendolo!)
Cmq una cosa è sicura: con la recessione si avvertirà maggiormente uno spaccato tra il popolare ed il mercato di varia:si può supporre che molti torneranno al popolare da edicola in maniera più massiccia tralasciando se non sporadicamente i lussuosi volumi. Chi invece potrà permetterselo (nn per forza perchè agiato, solo perchè destina larga parte dei suoi fondi ai fumetti) rappresenterà un pubblico ancora più di nicchia o "puro e duro" per i volumi d'autore o cmq da fumetteria (et libreria di varia)

porno ha detto...

p.s. - abbiamo tutti la testa Robè, non servono i Mari per farla funzionare...

E' vero: non servono solo i Mari e i Difformi, ma anche i Porno!!!! ;-)

e cmq quel Mario lì non è che abbia detto proprio una bufala, su, stacci.

perissi ha detto...

...i Bonelli ci sono, gli star, gli eura, gli astorina pure... non credo di aver capito molto, non tanto il post, quanto certi commenti.
Comunque ci si lamenta sempre: di uscite o ce ne sono troppe o troppo poche...
Non è questo il punto, ragazzi, non è questo.

Claudio Nader ha detto...

Oh, ragazzi. Basta con 'ste storie.

Come cacchio è che qualunque romanzo del cacchio costa dai 10 in su e i più famosi anche più di 20 nonostante le vendita internazionali e i fumettari stiano a considerare lussuosi volumi a fumetti da 10 o 15 euri ??

Quando chiaramente il fumetto necessita ci spese produttive ben maggior di ogni volume letterario!

Basta, perché i fumetti devono essere per forza cose a bassissimo prezzo? E poi, diciamocelo, quanti albi italiani da edicola sono stampati in maniera mediocre? Beh, mi sembra siano parecchi.

Comunque, al solito, il discorso è lungo e i commenti in un blog sono brevi..

Saluti.

Greg ha detto...

Io seguivo proprio la frecciata di difforme.

Credo diventerà il mio prossimo hobby

Fabrizio ha detto...

12 euro per andare in fiera?
Alza, alza.
Mica c'è solo il biglietto.
Il viaggio, innanzitutto. perchè o hai il culo di vivere lì vicino, oppure ti tocca arrivarci a Lucca.
Lucca non la giri in un giorno. Almeno, se vuoi godertela.
Quindi fai un pernottamento o anche due. Mangiare? Non vuoi mangiare? Mica puoi startene a digiuno per due giorni e mezzo. Poi, se ti capita di infilarti in una "Cena dei Cretini", non è il caso di farsi conoscere per "quello che non paga il conto".
E i 12 euro sono lievitati a 200- 230. Poi c'è lo shopping...

Ecco perchè a 'sto giro, Lucca la salto.

:-(

Fab

Ronin ha detto...

Non sapevo di questa correlazione inversa fra crisi economica e floridità del mondo del fumetto negli States, non l'avrei detto.

Qua da noi c'è una distinzione molto netta fra edicola e fumetteria. Ormai entrare in fume ed uscirne con una trentina di euro di meno mi sembra normale, in edicola mi sembrerebbe una follia.
Chi compra fumetti bonelli in edicola non penso che rinuncerebbe alla lettura per quei pochi spiccioli risparmiati.
E' già più probabile che si taglino senza pietà 100% marvel e tpb magic e planeta.

sraule ha detto...

mi piacerebbe avere le tue premonizioni, roberto.
invece, più passa il tempo, più non ci capisco un cazzo.

sarà il relativismo con cui ce l'ha tanto benny16?

RRobe ha detto...

Minchia, sono scemo io.
E' che penso che quando si discute, non si faccia il tifo.
Quindi non capivo la stizza di un Difforme nel rispondere fino a che non ho pensato che, a Lucca, ha fuori il suo volume.
E allora sì, sono scemo io.
Perché questo discorso io lo avrei fatto anche se a Lucca ci fosse stato un volume mio da 20 euro e sarei stato preoccupato.

Ah, per chi parla dei libri di varia da 20 e passa euro... ma lo sapete quanto vende un romanzo di medio successo da una ventina di euro?

RRobe ha detto...

Comunque state tranquilli: io spero che si venda tutti e bene, come alle Lucca precedenti.
E qualche volume caro, sul banco di qualche casa editrice varia, ce l'ho pure io.
non volevo infangarvi l'orticello., tranquilli.

DIFFORME ha detto...

robè che te devo dì, grazie dello spot, tanto con te si ragiona solo in questi termini,

leggo che altri hanno compreso il senso dei miei interventi e tanto basta

e auguri anche a te (e al tuo lavoro) di ogni bene, ci mancherebbe

RRobe ha detto...

Massì, facciamo a non capirsi che ti conviene.
A me fa morir dal ridere vedere che pensate di avermi "fatto tana" dicendo che questo pezzo parla di contrapposizione tra volumi cari e prodotti dal prezzo popolare e che sto portando acqua al mio mulino.
Sul serio. Il senso del ridicolo del tutto fuori fase.
Non riuscite manco a cogliere una palese autoironia e la scambiate per un piede messo in falla che rivela le mie "vere intenzioni". Che fino a quando lo fa Rae, con altrettanta palese ironia, mi sta bene... ma quando la fa un personaggio ridicolo come Mario uno Due è grottesca.

Sul serio Giorgio: pensala come meglio credi.
In fondo, io non ho un mucchio di prodotti che nuotano nello stesso che proprio in questo post vedo a rischio di essiccamento.

Giuseppe ha detto...

Sono anni che si dice della crisi e sono altrettanti anni che il mio budget speso in fumetti aumenta in maniera costante....
Oggi spendo meno in manga e americani vari ma molto di più in prodotti italiani e produzioni d'autore!
E sono contento!
Compro quello che mi piace e preferisco spendere 15 euro per un volume fatto bene che 3 euro per un fumetto fatto male (esempi sono alcune produzioni marvel e alcuni manga)....

Inoltre aggiungo che secondo me la vera ladrata sono alcuni manga a 5,99 euro o più.....

Come diceva Merton: Se si mette in giro che una banca sta per fallire, quella banca fallirà di sicuro perchè tutti i suoi clienti ritireranno i propri averi da essa... La "profezia che si auto-adempie"

Andrea ha detto...

Aggiungo,i manga ultimamente sono un vero ladrocinio.Concordo sul fatto che un buon fumetto da 15 euro è meglio di tanta paccotiglia venduta a pochi spiccioli. Comunque sia,le case editrici devono andare incontro anche al lettore,abbassando pretese e quei maledetti prezzi.

valentino ha detto...

è una cosa che ho notato pure io... mannaggia. Gli anni passati tra viaggio e pernottamento se ne andavan via più di 100 euro (l'ingresso non l'ho mai pagato he he). Quest'anno per mia fortuna paga l'editore. Certo che Lucca è stata una sorta di oasi felice, speriamo continui a esserlo. Ma mi rendo conto che non tira aria buona e condivido le preoccupazioni del Rrobe.

Greg ha detto...

Rrobe secondo me la tua autoironia la capiscono bene.
Solo si prova tutti un pochino a stuzzicarti. E' troppo divertente!
Prendila come una forma di "rispetto".

Mi accodo anche al pensiero di Giuseppe: questa crisi finanziaria che tutti viviamo ci fa comperare più fumetti italiani e meno CAZZATE (serie manga e americane...) perchè coi pochi soldi che restano vogliamo la qualità più alta. Il fumetto italiano appunto.
Il fatto che poi il nostro budget piano piano aumenti è causato, senza voler fare i complimenti per forza, dalla superiorità del fumetto made in italy rispetto al resto dell'entertaining.

Sono almeno tre anni che la mia media di film/mese, libri/mese si è abbassata paurosamente in favore delle nuvolette. E sono più di cinque anni che ho smesso coi videogame.
Conosco tantissimi altri casi come il mio.

Andrea ha detto...

inutile generalizzare,c'è il buon fumetto manga,il buon fumetto americano e il buon fumetto italiano;il brutto fumetto manga,il brutto fumetto americano e il brutto fumetto italiano.Non facciamoci prendere troppo dal patriottismo.

Giuseppe ha detto...

Quindi sarebbe da scellerati aprire una fumetteria??????
Ditemi la vostra che ci sto pensando seriamente!

Greg ha detto...

Il mio non è patriottismo.
Dico bene del fumetto italiano perchè ora come ora è il migliore del mondo in ogni sua caratteristica. Abbiamo disegnatori, ideatori, sceneggiatori che nessun'altra nazione può vantare. Il mio discorso non è per singoli albi o singole serie, sto cercando di valutare il livello globale di questo fenomeno.

In fumetteria non ci passo certo la vita ma in quelle due tappe mensili spulcio un pò di tutto e mi faccio un'idea delle uscite, quantomeno nei generi/settori che mi interessano.

Alla fine esco sempre e solo con qualcosa di italiano sotto braccio.
Nel senso che se anche una serie marvel o dc è disegnata/sceneggiata da un mio compatriota è molto facile che sia un capolavoro, che mi piaccia da morire e che me la porti a casa.

Uriele ha detto...

moore, morrison, ennis, gaiman, clearmont, anche dilettanti come "kevin smith", eccetera eccetera
Di giapponesi ce ne sono altrettanti, sia per storie leggere alla dragonball, che per fumetti più maturi...

ora non per essere cattivo, ma di sceneggiatori e ideatori italiani, realmente all'altezza di molti di questi maestri contemporanei ce ne sono davvero pochini.

PS: poi è ovvio che una casa come la DC, quando si parla di autori stranieri, cerchi di accaparrarsi solo i migliori

alexfiumi ha detto...

QUOTO IN PIENO Uriele...e pur essendo un fermo sostenitore dell'ottimo livello della produzione nostrana, attualmente leggo molto più materiale "importato" che fumetti prodotti in Italia...

per GREG...se il tuo non è patriottismo allora pecchi di superficialità...come ti ha scritto Andrea generalizzare è assurdo, ci sono delle ottime produzioni su tutti i fronti, così come abbondano i fumetti brutti...ed anche tra quelli italiani ce ne sono parecchi!!!

Giuseppe ha detto...

e se fosse che la crisi del fumetto sia nell'incapacità dei venditori?
è possibile che un venditore troppo nerd sia portato a vendere SOLO ciò che gli piace, snobbando totalmente il resto?
è altrettanto possibile che le case editrici non siano capaci di pubblicizzare i loro prodotti in maniera adeguata e influente?

Greg ha detto...

I maestri contemporanei che citate hanno già dato ed esaurito il loro contributo artistico al fumetto e rimangono artisti degni di ogni lode. Difatti hanno "cambiato settore" affermandosi altrove (Gaiman e Moore supremi anche in letteratura, Miller riscoperto nel cinema...)
Hanno già scritto da qualche decennio i loro capitoli di storia.

Il nuovo corso lo stiamo scrivendo NOI (anzi, VOI, che io non so neanche fare un fiorellino) e ORA.
Il tempo e la maturazione potranno confermarlo creando i maestri dei decenni a venire.

Probabilmente ho esagerato "screditando" il fumetto americano o giapponese. E' stato un discorso molto molto generico che si riferiva alla media qualitativa delle nuove proposte; secondo me indecenti.

Ovvio che poi un Miller o un Moore non li batte nessuno ma, ripeto, hanno già dato quello che potevano dare. Il futuro per me è tutto tricolore.

P.S.non che qui in Italia sia tutto buono ma abbiamo diverse pubblicazioni da antologia eterna del fumetto.

perissi ha detto...

Il prezzo alto è dettato, spesso, dalle tirature, che raramente superano le 2000 copie... metteteci, poi, il distributore che si tiene il 50x100(!)... il tipografo che va pagato, il grafico pure, il redattore idem, il letterista, il supervisore, e infine l'autore con il suo "miserello" 10x100(se gli va di lusso), fatevi due conti e capirete quanto poco ci si lucra. Capito il meccanismo?
Piuttosto che chiedere agli editori (ma quali poi? Coconino, Black Velvet, Magic Press, Becco Giallo, Bloom, Pavesio..?)di abbassare il prezzo, perchè non chiedete ai distributori di parassitare di meno?

Luigi Siviero ha detto...

"è altrettanto possibile che le case editrici non siano capaci di pubblicizzare i loro prodotti in maniera adeguata e influente?"

Negli ultimi anni un certo tipo di "pubblicità" ai volumi da libreria è stato fatto. Vedremo se ha attecchito.

E poi ci sono incognite come scuole, musei e biblioteche che RRobe non ha preso in considerazione nel suo discorso.
Non dico che i musei italiani sono il futuro del fumetto ma c'è la possibilità che si ripetano e magari aumentino iniziative come l'Artemisia di Palumbo.

daniele marotta ha detto...

Se si fanno fumetti che ti colpiscono al cuore credo che si venderanno sempre, specialmente nei momenti di crisi.
Potremmo girare la questione: stiamo a vedere cosa, le persone, sceglieranno di lasciare sui banchi e cosa sceglieranno di comprare.
I fumetti americani citati da roberto hanno aiutato, in qualche modo, a superare epoche difficili formando l'immaginario generazioni di persone.

smoky man ha detto...

Sinceramente anche io l'esorbitante mole di "novità" che esce per Lucca l'ho trovata davvero esagerata. Come pure l'anno scorso. Ma quest'anno ad un primo conto sembra anche peggio.
Sinceramente essendo frequentatore di fumetterie comprerò lì per sostegno e serietà verso di loro e per via dello sconto che si ha. E poi viaggiando in aereo... se dovessi portarmi dietro anche solo 10 tomi dove me li metto? Hi hihihi...
Mi concentrerò invece sulle produzioni particolari, qualche recupero magari... qualche autore che ha bisogno... scherzo...
Cmq, la percezione rimane quella di una marea di albi, tomi etc...
A Lucca!!! A Lucca!!! Prima cmq una rapina in banca potrebbe essere utile che i 100 milioni al superenalotto li hanno già vinti...
ci si vede in giro!
smok!

MicGin ha detto...

a difforme dò appuntamento al solito muretto dopo la solita festa di self comics (se si tiene nello stesso posto) per la solita pisciata e la solita foto, così discutiamo anche di questo argomento creando un apposito tavolo (muretto) di lavoro
;-)