13.10.08

Tecnocasa vs. la Minaccia Gialla

Non ci posso fare un cazzo, nonostante io mi ritenga una persona largamente tollerante e di ampie vedute, ci sono due cose che mi mettono addosso un terrore atavico: quelli di Tecnocasa e i cinesi.

Vi è mai capitato di passare davanti a una delle agenzie Tecnocasa? Sono sicuro di sì perché sono ovunque. Ecco, la prossima volta che vi succede, buttate uno sguardo all'interno e osservate quelli che ci lavorano: uomini o donne, giovani o vecchi, alti, bassi, grassi, magri... hanno tutti lo stesso stile nel vestire, lo stesso atteggiamento nel muoversi, lo stesso sguardo da Concorde in fase di decollo.
Sembrano gli Ultracorpi di Finney e mi mettono la cacarella addosso al solo vederli.
Quando mi citofonano o mi telefonano a casa poi, mi viene proprio il panico.
E' come se stessi ricevendo una visita del KGB o della Gestapo.

DRIIIIIIIINNNNN
"Salve, sono Rossella della Tecnocasa... abbiamo saputo che lei è interessato a vendere il suo immobile!"
Saputo da chi? Chi è stato il delatore che ha fatto il mio nome? Uno dei miei amici? Mia madre?! La mia donna?!"
"No, guardi... si devono essere sbagliati. Io sono in affitto."
"Ah, capisco... e non conosce nessuno nel suo stabile che potrebbe essere interessato?"
Con il cazzo che ti dico niente, serva del potere! Piuttosto la tortura!!
"No. Mi dispiace. Non ne so nulla. Mi faccio gli affari miei e lavoro onestamente."
"Allora grazie lo stesso!"

A quel punto attacco il telefono, barrico la porta e mi abbandono a terribili fantasie in cui due agenti dalla Polizia Segreta Immobiliare (tutti con un completo grigio, orologio d'oro e cellulare Blackberry) mi strappano da casa sotto lo sguardo di mia moglie e dei miei due figli, e mi portato in un lager (ampiamente terrazzato) al Laurentino 38.
Ecco.
Questa, più o meno, è la ragione per cui ho paura di quelli della Tecnocasa.

I cinesi, invece, quello è un discorso a parte.
Io sono assolutamente certo che una mattina mi sveglierò solamente per scoprire che tutti i cinesi residenti in Italia saranno usciti dai loro negozi, dai loro ristoranti, dai loro bar, dalle loro lavanderie (in realtà, tutte fabbriche di armi sotto copertura) e staranno camminando per le strade, armati di AK-47, alla conquista della nostra splendida e libera nazione.
A quel punto non mi resterà che contattare i miei vecchi compagni del liceo (ritrovati grazie a Facebook) e andarmi a nascondere a Genzano, sui colli romani. Da quel luogo, io e mio fratello minore, guideremo la resistenza contro gli invasori comunisti fino a quando l'aquila della democrazia non avrà ritrovato tutte le sue piume. O moriremo eroicamente nel tentativo.

Questa storia dei cinesi ce l'ho in testa così tanto che sono anni che cerco un editore abbastanza reazionario da farmela pubblicare. Per ora non l'ho ancora trovato ma non demordo perché, citando le immortali parole di Johnny: "Nessuno mette Baby nell'angolo!"

Ma sto divagando...
Vi stavo parlando dei miei terrori atavici nei confronti di questi nemici del mondo libero.
Ecco, oggi, passeggiando per il mio quartiere, ho intravisto un raggio di speranza per tutti noi.
Il fatto è che il mio quartiere, una volta era un posto piuttosto vario, con molti negozi diversi: mercerie, negozi di lana, alimentari, rivendite di computer, un vecchio sarto, un paio di negozi di dischi e dvd, librerie, profumerie, tabaccherie, negozi di giocattoli, e via discorrendo.
Adesso ci sono quasi solo agenzie Tecnocasa e attività gestite da cinesi (la maggior parte delle quali, dedite alla vendita di cianfrusaglie inutili). Resistono sole poche isole libere che, è inevitabile, presto o tardi capitoleranno.
Esercizio commerciale dopo esercizio commerciale, negozio dopo negozio, strada dopo strada, i Tecnomutanti e la Minaccia Gialla stanno lottando per il dominio completo del territorio e, adesso che tutto è stato conquistato da una fazione o dall'altra, si guardano in cagnesco dalle opposte sponde del marciapiedi.
A dividere le due fazioni ci sono io, il mio tabaccaio di fiducia e quella cazzo di enoteca di cui vi ho già parlato.
Quello che succederà per me è ovvio: una guerra segreta di cui noi saremo inconsapevoli testimoni.
Se avremo fortuna, i nostri nemici si ammazzeranno a vicenda a colpi di valutazioni perimetrali e involtini primavera, esplodendo in un fallout immobiliare devastante ma, grazie a dio, del tutto innocuo per noi.
Com'è che si dice? Il nemico del mio nemico è mio amico.
Se poi i nemici si ammazzano tra loro, è ancora meglio.

Adesso però non tranquillizzatevi troppo: nonostante le cose si stiano mettendo per il meglio, non abbassate la guardia perché il tempo della liberazione non è giunto e l'invasore, qualunque esso sia, si aggira ancora tra di noi, misura le nostre case, ci confeziona deliziosi ravioli al vapore, cerca di farci abbandonare la città per andare a vivere in periferia in quello splendido complesso, vicinissimo al nuovo centro commerciale più grande d'Europa e al Grande Raccordo Anulare, ci vende mille cose a mille lire...

Siate pronti a combattere.
Io sarò sempre al vostro fianco.

NEVER FORGET...
...NEVER SURRENDER!


p.s.
se ve lo state chiedendo (io me lo chiederei) la copertina del gioco messa all'inizio di questo pezzo, è vera. E io ci ho pure giocato!