21.11.08

Chinese Democracy [RECE]

Evvabbè... complice il fatto che sul MySpace ufficiale dei Guns, l'album è stato reso disponibile nella sua forma definitiva, piglio il coraggio a due mani e dico la mia (visto che l'album, in forme più o meno definitive, lo avevo sentito da tempo).
Mettiamola così: parlare bene di questo disco è difficile.
Dopo quasi sedici anni di gestazione, "Chinese Democracy" non solo è diventato la testimonianza di tutti i problemi, veri o presunti, di Axl Rose e del suo ego impazzito, ma è pure assurto a simbolo paradigmatico del vaporware, ovvero di quei prodotti fantastici che hanno il brutto difetto di non concretizzarsi mai.
E invece, "Chinese Democracy" è uscito.
E c'è un esercito di gente pronto a stroncarlo a prescindere perché...
non è un album dei VERI Guns!
Axl si è rincoglionito!
Dopo sedici anni dovrebbe essere il disco più bello del mondo!
Axl non ha più la voce!
Non suonerà mai come Appetite!
Axl è un coglione!
Non suonerà mai come gli Illusion!
Axl è grasso e gli è venuto il culone!
Non suonerà mai come Lies!
Axl ha le treccine!
Senza Slash non è la stessa cosa!
Axl si crede Reznor!
Non suonerà mai come Spaghetti...

Ora, alcune di queste affermazioni sono vere:
Axl è diventato davvero un grassone e ha delle insopportabili treccine e sì... "Chinese Democracy" non suona per nulla come "Spaghetti Incident?".
E meno male, aggiungerei.
Per il resto, il disco è davvero buono, a tratti eccezionale, in alcuni momenti (fortunatamente rari) orrendo, in compenso... non è mai mediocre, scontato o banale.
E' un disco ambizioso (e non potrebbe essere diversamente), è un album che ha in certi passaggi risulta essere troppo pensato, troppo prodotto, troppo elaborato (proprio come gli Illusion)... ma cazzo, quando ti tocca, ti tocca davvero e lo fa in maniera sincera, sentita e travolgente.
Axl ci ha messo l'anima e si vede. Forse non sarà più il ragazzetto affamato e incazzato di una volta, ma la sua musica è ancora in grado di farti soffrire, di graffiarti, di commuoverti, di farti salire l'adrenalina come un tempo, riuscendo a mescolare in maniera improbabilmente felice il più classico hard rock con il punk, il grunge, un beat da hip hop e suggestioni industriali, in un insieme unico e sorprendentemente coerente.
Parlare bene di questo disco è difficile perché viviamo in un mondo di cinici, di annoiati e di gente che pensa di essere sagace e ci gode ad ammazzare gli altrui sorrisi, persone che pensano che entusiasmarsi sia una roba da provinciali... ma sapete una cosa? A me questo "Chinese Democracy" sta entusiasmando e non mi vergogno a dirlo. Anche se penserete che sono un fan senza cervello.
Per ora, quello che ho da dire su questo album è tutto qui... se volete qualche disamina musicale traccia per traccia, rivolgetevi a qualche serio sito di recensioni musicali perché io questa roba me la sto godendo di pancia e di cuore, e non ho la minima voglia di rovinarmi la festa.
E sì, su un paio di tracce, mi sono quasi commosso per l'emozione.