7.11.08

Mai per colpa loro.


E' da un qualche tempo che ho deciso di prendermela con più calma, non incazzarmi, prendere meno a cuore le stronzate e dedicare più tempo alla vita e alle persone a cui voglio bene.
In sostanza, c'è un nuovo Roberto in città ed è una fortuna, perché se ci fosse ancora quello vecchio, questa mattina si lancerebbe in un topic decisamente polemico.
Il fatto è che, quando leggi di uno sceneggiatore tuo collega che, per giustificare davanti ai suoi lettori la chiusura della sua serie (per la seconda volta), non trova di meglio che appellarsi all'alto costo della vita e che il suo prodotto ha costi di realizzazione più alti rispetto ad alcune altre testate della stessa categoria, visto che gli autori sono pagati di più e l'ipotesi di pagarli di meno è da escludere perché la sua è una serie complicata che richiede impegno, farsi innervosire è il minimo.
E a me viene da pensare prima di tutto che il costo della vita è più alto per tutti, tanto per i lettori della testata del mio distinto collega, quanto per quelli di ogni altra testata Bonelli e bonnellide, che però restano in edicola (pur non avendo alle spalle una casa editrice che è pure tipografia e che quindi ha costi di produzione molto più bassi di quelli delle concorrenti).
In secondo luogo, sulla base di quello che si sente in giro, non è per nulla vero che gli autori della testata del distinto collega siano superiori a quelli di altre testate bonellidi: sono nella media. Significa che alcuni autori della testata del mio collega sono pagati di più, alcuni sono pagati uguale e certi sono pagati di meno rispetto a quelli di altre testate dello stesso segmento.
E infine (che poi è la cosa che avrebbe fatto davvero incazzare il vecchio Roberto), una frase come questa è un insulto per tutti gli altri colleghi che lavorano nelle altre testate bonellidi sul mercato:
"l'ipotesi di ridurre il compenso ai collaboratori non è stata presa in considerazione perché la mia è una serie complicata da realizzare, che richiedo un impegno notevole ai disegnatori, sforzo che non avrei più potuto pretendere, dopo aver decurtato loro il compenso."
Certo, invece tutti gli altri sceneggiatori e curatori che realizzano bonellidi, invece, si fanno andare bene dei lavori tirati via e fatti con la mano sinistra perché, pagando di meno i loro disegnatori, non possono pretendere di meglio.
Ma che mi si faccia il piacere, mi si faccia!

Io non capisco perché, a fronte di una chiusura, non si dica mai le cose come stanno.
"Ragazzi, chiudiamo perché non vendiamo abbastanza per coprire i costi di produzione e guadagnarci qualcosa".
Punto.
E' tanto difficile?
Per parafrasare Moretti:
Muscoli!!!... Così non ti vengono quelle spallucce vittimiste dei sceneggiatori italiani, che perdono sempre per colpa delle leggi di mercato, della crisi economica, della sfortuna, dei videogiochi... sempre per colpa di qualcuno, mai per colpa loro.

Comunque sia, questa è roba da "vecchio Roberto" e visto che non lo sono più, me ne frego e la chiudo qui.