12.11.08

[RECE] Gears of War 2


"Gears of War 2" è un gioco abbastanza divertente.
Dico "abbastanza" perché se l'aspetto grafico è una vera goduria per gli occhi (non si è mai visto, su nessuna console, un gioco così spettacolare), non è però esente da parecchie pecche di game design (pecche che, complice l'hype promozionale, sembrano essere state del tutto ignorate dalle riviste di critica videoludica che gli hanno dato voti altisononanti).
Comunque sia, aldilà di qualche goffagine nelle meccaniche di gioco e di una trama talmente brutta e ridicola che verrebbe voglia di squartare il presunto sceneggiatore professionista che quelli della Epic hanno ingaggiato per scrivere la storia di questo secondo capitolo, il gioco è ignorante, spassoso, e si appoggia sulle solide meccaniche già sperimentate nel capitolo precedente della saga.
Che poi sono quelle di "Space Invaders".
Ecco, il RRobe si è fritto il cervello: che cacchio c'entra "Space Invaders" con "Gears of War"?
Semplice, "Gears of War" (primo e secondo capitolo, è lo stesso) non è altro che uno "Space Invaders" molto ben mascherato.
Non ci credete? Ve lo dimostro.
Una sezione di gioco del primo "GoW" di solito funziona così: si passeggia per qualche metro, cercando armi e granate. Poi si arriva in qualche stanza/corridoio dove sono stati posti alcuni ripari e si prende posizione. Dal fondo della stanza arrivavano ondate di Locuste. Per combatterle si spara al loro indirizzo, nascondendosi dietro i ripari e saltando da uno all'altro, via, via che questi vengono sgretolati dai colpi degli avversari. Ogni tanto arriva qualche Locusta particolarmente grossa che richiede più colpi per essere abbattuta. Finite le ondate, si ricomincia a passeggiare fino alla prossima stanza.
"GoW 2" è la stessa cosa, solo che ogni tanto ci sono delle insopportabili sezioni da parco a tema in cui sembra che si stia giocando e invece si sta semplicemente assistendo a uno script non interattivo moltolungo. Ah, sì, ci sono anche delle sezioni che vi mettono al controllo di un piccolo carro armato. M'ero scordato di parlarvene perché fanno davvero schifo.

Dall'uscita di "Space Invaders" il media videogioco si è evoluto in maniera incredibile sotto il profilo tecnico, sotto il punto di vista artistico e negli strumenti del suo linguaggio. Ma oggi, a trent'anni esatti da quando il primo invasore spaziale è stato spazzato via a colpi di laser da un ragazzino brufoloso di Tokyo, i ragazzi della Epic ci ricordano che le buone idee non muoiono mai... e che dell'evoluzione ce ne si può pure fregare.
In poche parole, appena riesco a finirlo mi rivendo "GoW 2" e vado ad accattarmi "Mirror Edge", un gioco che sembra davvero volere spostare la palla in avanti, in fatto di cultura videoludica.