14.11.08

Siamo professionisti... anzi, no.


QUESTO intervento risale al 10 febbraio del 2007. Che fanno quasi due anni fa.
Si parlava della Sunset e io esprimevo le mie perplessità riguardo a questa etichetta e a quelli che ci stavano dietro, cercando di avvertire gli autori esordienti che ci stavano collaborando.
In generale, mi è stato detto che ero uno sempre pronto a "sputare sul nuovo" e che dovevo badare ai fatti miei.

Un anno dopo (anno che è trascorso senza che la Sunset pubblicasse nulla) il sito di Ayaaaak dedicava un APPROFONDIMENTO ad "Asya", personaggio apripista della Sunset che avrebbe dovuto raggiungere presto le edicole, con una intervista a Ultimo De Salvi (individuo che, come si è venuto a sapere dopo, pare che non esistesse neppure).
Lo stesso faceva UBC.
Oggi la Sunset è sparita nel nulla. Il suo sito internet è stato chiuso. I blog dei personaggi (tutti fittizi) che l'avevano animata, celati agli occhi. Nessuno ne sa più niente. Fumetti pubblicati: nessuno.
Persino i disegnatori coinvolti su "Asya" (e su "Legend!", non scordiamoci di "Legend!") gabbati dalla Sunset, non fanno parola di tutta questa storia.

Adesso, a me è venuto lo scrupolo di andare a chiedere a quelli di Ayaaaak! (con UBC non ci ho manco provato, lo ammetto) perché non sono tornati sull'argomento, tanto per rispetto ai loro lettori quanto per rispetto ai professionisti, veri, che con i fumetti ci campano e che magari si sono sentiti umiliati a vedere il loro lavoro messo in secondo piano rispetto a fumetti inesistenti di inesistenti case editrici.
Per ora, quelli di Ayaaaak! mi hanno detto che non sono particolarmente interessati a riprendere la cosa.
E che la loro è una realtà amatoriale, fatta per passione e che altri organi di informazione più istituzionali (ma quali?!) dovrebbero interessarsi della cosa.

Bho.
Io rimango sempre perplesso davanti a queste cose.
Perché quando c'è da farsi belli con anteprime e interviste, il proprio sito è sempre competente, professionale e serio... ma quando si tratta di prendersi le responsabilità giornalistiche, di colpo si diventa una "realtà amatoriale fatta per passione".

Spero tanto che Federico Castagnola e Ayaaaak! mi sappiano stupire, nel prossimo futuro.
Su UBC non ripongo alcuna fiducia lo ammetto: del resto la loro mancanza di professionalità è ben palesata dal fatto che non parlano di quelli che gli stanno antipatici (o hanno avuto l'ardire di criticarli) o non gli mandano i pezzi già pronti che poi loro spacciano per articoli.

122 commenti:

Andrea ha detto...

Bellissimo articolo,e condivido.Bisogna sempre diffidare degli imbonitori del fumetto e degli editori improvvisati e recensori schierati.

Uriele ha detto...

C'est l'Italie: Professionali e migliori di quanto il mondo industriale possa fare quando tira il vento, meri siti amatoriali fatti da amanti del genere quando c'è bonaccia e volano cazzi...

Giuseppe ha detto...

Rrobe a quanto vedo sei tornato te stesso!!!
Il Rrobe del post Lucca, quello dimesso e arrendevole, non mi piaceva!
Ti preferisco così, battagliero e aizzatore di vespai!!!!

GRANDE!

Hytok ha detto...

La sparizione di Infy sarà collegata alla sparizione della Sunset?

sraule ha detto...

secondo me i disegnatori coinvolti soffrono della vergogna del gabbato.
se uno viene truffato spesso poi si vergogna a denunciare perché ha paura di fare la figura dello scemo.
siccome molti avevano subodorato che la sunset fosse una bufala, adesso i disegnatori che, per voglia o per necessità, sono stati fregati preferiscono passare la cosa in sordina.
epperò questa gente meriterebbe di essere sputtanata, e di brutto.

Antonio ha detto...

Fra l'altro, questo pezzo dovrebbe anche aprire un dibattito interno fra i siti come il mio che, sebbene innocenti in questo caso, a volte possono soffrire esattamente della stessa "malattia" del caso.
Non ce l'ho con nessuno in particolare, ovvio, ma riflettiamo sui tappetini stesi a priori, sulle divisioni fra amici e nemici e via dicendo. E se questo derivi da forzature esterne o anche da opportunismi.

Luigi Siviero ha detto...

Ma alla fine Ultimo De Salvi era un burlone o un mitomane?

RRobe ha detto...

Non esisteva nemmeno.

scott_ronson ha detto...

Una cosa però: se dici "lungo speciale" sembra che sia stato fatto chissà che.
In realtà è un'intervista e basta, come abbiamo fatto per altri autori (forse non ci va l'"altri", a questo punto).
Che poi abbiamo preso una cantonata e siamo stati gli unici sul web a intervistare De Salvi (o Infinito? Boh) è un fatto.
E questo forse deve anche farci riflettere un attimo su quella ansia da anteprima su cui ironizzava Medda nel suo racconto sul fumetto in rete.


Se vogliamo dire che su ayaaaak.net si parli di poche cose, è ahime vero. In quello siamo (io per primo) "amatoriali" nella peggiore accezione del termine (la sezione approfondimenti sta ferma a dicembre 2007, per dire) ed è un problema.

(per inciso: la mia non è necessariamente la posizione di ayaaaak.net; parlo a titolo personale)

Luigi Siviero ha detto...

Allora un paio di giorni fa ho quasi indovinato quando ho scritto che eri tu.

Luigi Siviero ha detto...

Quasi?

RRobe ha detto...

Luigi, ma ci sei o ci fai?

RRobe ha detto...

Ho sistemato, Scott.

Capitan Ambù ha detto...

La cosa più assurda è che tutte le informazioni per capire il meccanismo e scoprire chi c'è realmente dietro a questo ignobile comportamento sono reperibili in Internet.
Se ci sono riusciti degli autori a svelare il meccanismo perchè non hanno fatto le stesse ricerche anche quelli che fanno critica fumettistica?
E' tutto sul web è solo una questione di tirare le file e giungere alle conclusioni, si trovano i nomi e anche dei precedenti, ma questo lavoro spetta alle stesse persone che hanno dato vita al fenomeno concedendole visibilità.

cristiano ha detto...

premessa:
non frequento i forum e scopro i fatti da questo blog, ma questa storia sembra misteriosa e divertente, ed anche il nome ultimo de salvi pare quello di un archivista del sismi.
un applauso al regista.

emo ha detto...

Fabiano, per me esistono due piani del discorso.

Il primo è quello evidenziato da Roberto con questo post e che condivido appieno.

Il secondo riguarda la grancassa data non tanto alla Sunset, ma a determinati personaggi che vi prendevano parte e che hanno dato sfogo a una serie di frustrazioni attraverso il proprio blog.
Ecco, a mio avviso quei personaggi hanno avuto modo di esistere solo ed esclusivamente perchè gli si è data corda, anche solo rispondendo alle loro provocazioni, ai loro dileggi e ai loro insulti.
In più di un'occasione i personaggi in questione hanno cercato di tirarmi in ballo sia sul loro blog sia venendo sul mio, ma dopo un primo monito ho sempre reagito in un unico modo funzionale a smontarli: con l'indifferenza.

benzedrina ha detto...

quello che a me rimane assurdo è che non ci sia un sistema che garantisca ad un disegnatore (sceneggiatore) una copertura legale seria. un qualche modo che tuteli il proprio lavoro da queste prese per il culo.

non ho seguito tutto per filo e per segno, ma è possibile che non ci siano estremi per intavolare querele concrete? mah.

Andrea Del Campo ha detto...

concordo con Emo su tutti e due i punti e aggiungo che a quanto ne so io,sebbene la Sunset non abbia pubblicato niente gli autori siano stati comunque pagati.questo non toglie che tutta l'operazione sunset sia poco chiara.Ma a questo punto ben più triste e seria è la questione della freebooks che non paga già da un pò di tempo autori e disegnatori,fatto che rimablza tra forum e blog da un paio di mesi.Ecco,al di là delle polemiche e prese per il culo vicendevoli, questo mi sembra parecchio più grave e concreto.

sabo ha detto...

scusate ma la curiosità mi aveva già attanagliato da un pò.. ma infy dov'è finito? nessuno ha più notizie di lui da un paio di mesi?

Antonio ha detto...

a mio avviso quei personaggi hanno avuto modo di esistere solo ed esclusivamente perchè gli si è data corda, anche solo rispondendo alle loro provocazioni, ai loro dileggi e ai loro insulti.
esattamente. Fra l'altro, come ho gia' avuto modo di discutere con Rrobe, questi personaggi hanno avuto il demerito (o il merito, a seconda di come la si voglia vedere ) di tirare fuori il peggio da molti dei protagonisti, e parlo di quelli "indiretti"...

Capitan Ambù ha detto...

Perchè riducete tutto ad una bega internettiana.
Hanno contattato dei professionisti (che lavorano) LAVORANO dando dei nomi falsi (questa è una truffa).
E stata data visibilità e si giocava solo finche il personaggio era un divertente passatempo, quando si è scoperto cosa c'era dietro la cosa si è fatta più seria.

La visibilità alla casa editrice è stata data dalle riviste e siti di settore, gli stessi che fanno critica ai fumetti che vengono prodotti in Italia.
Non si sta parlando dello scemo del villaggio che fa provocazioni in internet, si tratta di un gruppo di persone che si sono organizzate per entrare nel mercato in modo illegale e scorretto.
Hanno pagato quindi è lecito presentarsi con nomi falsi? E lo dici tu Andrea che sei un autore?
Sì fanno bene a truffare gli autori forse se lo meritano perchè sono poveracci, sono contrattualmente deboli per cui cavoli loro?
In altri ambiti, in altre professioni questi atteggiamenti non sono tollerati, ma nei fumetti si perchè in fondo stiamo solo giocando.
Io non sono stato gabbato, per cui dovrei essere l'ultimo a incazzarmi, ma davvero continuo a non comprendere certi atteggiamenti.
La Free ha una sede legale, si può tranquillamente fare una denuncia, l'editore lo si trova anche alle fiere, è una cosa ben diversa da una casa editrice che non esiste e persone che danno nomi falsi.

emo ha detto...

@Fabiano> Ho già detto quel che pensavo a riguardo, ma provo a essere ancora più sintetico: sulla Sunset è bene far luce senza sconti, ma il resto merita (e meritava) solo oblìo.

Capitan Ambù ha detto...

Ma del resto non si parlava nel post, o sbaglio?

Andrea Del Campo ha detto...

che l'operato della sunset sia stato poco chiaro a ai limiti della truffa è fuori discussione.dico solo che già se ne è parlato abbastanza con colpi scorretti da entrambe le parti e parole e cazzate ne sono state dette e fatte a sufficenza.Alla fin fine gli autori coinvolti hanno perso la visibilità che meritavano e la soddisfazione di vedere pubblicato il loro operato.ma sono stati pagati.e preferirei una situazione del genere piuttosto che aver lavorato, non vedere un centesimo e dover mettere in mezzo avvocati etc...

Luigi Siviero ha detto...

"La cosa più assurda è che tutte le informazioni per capire il meccanismo e scoprire chi c'è realmente dietro a questo ignobile comportamento sono reperibili in Internet."

Per favore puoi dire quali sono queste informazioni?

Capitan Ambù ha detto...

Non è stato ai limiti.
Un autore lavora per essere pubblicato, il fumetto si fa per quel motivo.
Quali sono entrambe le parti?
una parte esiste l'altra no, poi non capisco quali scorrettezze, io ho visto autori che hanno messo faccia e nome e hanno preso posizioni.
L'autore non lavora per la visibilità, è il fumetto il suo lavoro e se non vieni pubblicato hai solo fatto illustrazioni.
Tanto vale dipingere e vendere i quadri, guadagni non pubblichi e ha più senso.
Dover mettere in mezzo avvocati è una rogna ma è una risposta legale che in questo caso non puoi utilizzare.
Io non accetto una situazione del genere, fare il fumettista significa essere pubblicati, lo scopo è questo.

Giuseppe ha detto...

mmm
Dopo tutto ciò che è successo (infinito, sunset ecc..)
tutto ciò che ho capito è che l'industria del fumetto è come una mela piena di vermi...

stop

CarloC ha detto...

Scusate se mi intrometto, ma mi potreste spiegare che cosa ci hanno guadagnato questi individui a fare tutto 'sto casino con la casa editrice finta? Se hanno anche pagato gli autori, alla fine in questa storia mi sembra che ci abbiano rimesso tutti: autori, fanta-editori e mondo del fumetto italiano in generale :-(

Giuseppe ha detto...

hanno ceRcato di sfRuttare l'immagine di una certa persOna che non nominerò per evitare che tutti vengano nel mio Blog (se leggi le maiuscole capisci chi è :asd:)
pEr vendere un prodotto ad un editore prima ancora che tale prodotto fosse pronto.....

capito???????

Ed! - the webcomic ha detto...

Lo sapevo Robbè, lo sapevo che tanto ci tornavi su! Sei un bugggggiardo! :asd:

Te sai da quanto aspettavo sto post.
Così... giusto per buttare un po' di nani in fiamme che rallegrano sempre eheheh

CIAO!

gongoro72 ha detto...

so che non c'entra niente, ma sono finalmente riuscito a leggere David Murphy 911... bello bello bello!!
...SPOILER...
uno dei due agenti dell'FBI è Cobra Bubbles di Lilo & Stitch? vero?

Don Zauker ha detto...

Sì, ma Infy che fine ha fatto?

[Mr.BEAST] ha detto...

Non penso che la cosa importante sia sapere DOVE è finito infy QUANTO che TUTTI sappiano COSA, COME e PERCHE' i loschi figuri interessati (il CHI) portavano avanti la truffa.

Ed! ad esempio ne aveva già parlato tempo fa, ambu anche, io avevo accennato come loro in un mio post pre-reboot del blog.

Il "problema" dell'italia (anzi, lasciamo perdere la "patria"... il problema dii buona parte degli italiani) si evince proprio da alcune risposte in questo blog:
dare importanza al fantoccio più che ai danni e alle cazzate che il fantoccio ha fatto.

UBC e Ayaaaak dovrebbero inghiottire il boccone amaro e parlare a modo di tutta la truffa, cosi da "rimediare" e fare un servizio di pubblica utilità.

Come dite? Siete un organo d'informazione amatoriale e devono farlo altri organi adibiti?
Complimenti.
Sempre più facile insabbiare, che ammettere l'errore.

Ed! - the webcomic ha detto...

UBC e Ayaaaak dovrebbero inghiottire il boccone amaro e parlare a modo di tutta la truffa, cosi da "rimediare" e fare un servizio di pubblica utilità.

SEEEEE LALLERO!
Mica hanno le palle quelli!

Diego Cajelli ha detto...

E per quanto riguarda l'autorevolezza del periodico cartaceo?
Allora non è un caso che su SDF si sia parlato della Sunset proprio ad Aprile!

http://bp3.blogger.com/_gB64U1Dy7eU/SAkC40WVtfI/AAAAAAAAAak/4dk13PM_S-E/s1600-h/COVER59WEB.jpg

Don Zauker ha detto...

Sì, ma a noi ci manca tanto Infy...

Luigi Siviero ha detto...

Infinito era un tipo divertente e ogni tanto scriveva cose interessanti. Mi spiace che non esista.

Luigi Siviero ha detto...

"Non penso che la cosa importante sia sapere DOVE è finito infy QUANTO che TUTTI sappiano COSA, COME e PERCHE' i loschi figuri interessati (il CHI) portavano avanti la truffa."

Se lo scopo è far crescere la curiosità a mille e lasciarci con un palmo di naso... ci state riuscendo benissimo! :-)

RRobe ha detto...

Ma lo fate apposta?
Volete sapere chi è Infy? Chiedete ad Ambu o a Ed!.
Ma non è questo il punto del discorso.

scott_ronson ha detto...

in realtà pare di capire che "chi è infinito" sia molto vicino al punto del discorso.
Perché se ambu Cuor di Leone o ed (grazie per il senza palle, a buon rendere) sanno nomi e cognomi farebbero un buon "servizio di pubblica utilità" rendendoli noti e dicendo che si tratta di gente poco affidabile. Del resto, sono molto più letti da autori o aspiranti autori loro che non ayaaaak.

Luigi Siviero ha detto...

Finalmente ho trovato la spiegazione nei blog di Ed e Fabiano Ambu.

Prima pensavo davvero che ci fosse dietro qualche amico di RRobe. Mica volevo rompere le palle.

Armaduk ha detto...

Oh, sarò anche scemo io, però tutti a dire "E' CHIARO! E' PALESE! DI QUESTA STORIA SI SA TUTTO" però nessuno che faccia un quadro esaustivo con tanto di nomi. Solo frasi smozzicate qua e là.
Qualcuno per favore mi mette i link ai post di Ed e di Fabiano in cui viene spiegato il tutto?

RRobe ha detto...

Sinceramente, mi rendete depresso.
Solo massaie.

Luigi Siviero ha detto...

Tutta la verità su Infinito nel blog di Ed! Accorrete massaie! :-)

Diego Cajelli ha detto...

Bof!
La questione non è sul "chi è chi" e sul "perchè hanno fatto questo e quello"...
La situazione è secondo me molto più complessa, e come tutte le cose complesse agisce su più livelli.
Rrobe ne ha evidenziato uno, che definirei di fraudolenta legittimità.
Ce ne sono molti altri.
Uno, per esempio, coinvolge anche me.
Ho dato retta, ho teso la mano e mi sono rapportato alla pari con un "qualcosa" credendo che fosse una persona.
Altri livelli coinvolgono a fondo un modus pensandi strisciante in questo ambiente. Ovvero: colpisci il bersaglio grosso, e levati i tuoi crucci.
Per come la vedo io, abbiamo fatto tutti, nessuno escluso, chi più, chi meno, una grande figura di merda.
Il fumetto come media ha fatto una grande figura di merda.

Armaduk ha detto...

Allora decidiamoci: se la faccenda è solo gossip da massaie allora non vale neanche la pena occuparsene.
Se invece la questione è più seria in cui il fumetto -cito Diego- come media ha fatto una grande figura di merda allora è bene saperne il più possibile.

Tutto qui.

Capitan Ambù ha detto...

La faccenda è ben più grave, se qualcuno è così tanto innamorato di questi chiacchericci da paesello si può guardare tranquillamente la talpa o grande fratello è molto più divertente.
Quello che Io e Ed sappiamo e quello che saprebbe qualsiasi persona che si pone delle domande lecite.
E' strano che chi si è posto le domande siano proprio quelli che sono meno interessati, penso che qualcuno ci abbia pure odiato per questo motivo.
Se vi manca createne un altro di fenomeno, di coglioni ne è pieno il mondo e scusate il linguaggio.
Preferisco fare e leggere fumetti, comunque Roberto sa quello che sappiamo anche io e Ed perchè è giusto che le persone coinvolte fossero avvisate.
C'è stata una colossale presa per il culo di tutto il settore, con una casa editrice che non esiste ,che crea una serie mai pubblicata e scompare nel nulla e qualcuno sente la mancanza di un tizio che passa il tempo a dire balle e insultare?
Se il fumetto è considerato un sottocultura di sfigati in fondo in fondo potrebbero avere pure ragione, poi non lamentiamoci se alla fiera di Torino ci sbattono nei tendoni.
Posso capire che i lettori si divertano, io da lavoratore mi sento preso solo per il culo.
Si è fatta un sacco di pubblicità sul nulla, i lettori si sono tanto incuriositi al nulla, e si è creata tanta polemica sul nulla siamo davvero un popolo di minchioni e mi ci metto pure io che convinto di contribuire a migliorare una situazione mi sento chiedere chi c'è dietro ad uno che fa il coglione in internet.
Non mi interessa dire chi c'è dietro, io lo so e se mi rompono so dove andarli a pigliare, detto questo, il problema è un altro e non sta a me parlarne ma a chi ha pubblicizzato una casa editrice che non esiste e intervistato persone virtuali dandogli credito.
Tra poco tempo saranno pure apprezzati per quello che hanno fatto. Che schifo, scusate lo sfogo ma mi fa davvero tristezza e schifo tutto questo.

sraule ha detto...

No, Fabiano. Io invece credo che, se li conoscete con certezza, i nomi andrebbero fatti.
Ovviamente sarebbe una cortesia da parte vostra, non perché io voglia conoscere il nome e il cognome di chi mi ha spalato merda addosso (di quello non me ne frega), ma perché mi piacerebbe riconoscerlo/li se mai mi dovessero proporre un lavoro con i loro veri nomi.
Insomma, perché mi piacerebbe non cascarci con tutti i piedi, se dovesse succedere.

Chiaro, non siete tenuti. Lo spirito di corpo, se così vogliamo chiamarlo, non è obbligatorio :)

In quanto alle chiacchiere da shampista, quelle piacciono a tutti, o almeno piacciono a me, non ho problemi ad ammetterlo.
Ma queste non lo sono, Roberto. Questa è stata una truffa vera, anche se non so se legalmente perseguibile.

RRobe ha detto...

Ripeto: il punto della questione e del topic, non era questo.
La discussione non verteva su: chi fossero quelli della Sunset ma sul perché i siti che gli hanno dato risalto e ufficialità non siano tornati ad occuparsi della faccenda.
State guardando il dito invece che il cielo.

Giuseppe ha detto...

ma il cielo è sempre più blu!!!
nànànàànnà

sraule ha detto...

No, Roberto, è proprio il contrario. Perché i siti non si siano più occupati della faccenda lo so già. Non so chi sono questi tizi, e la cosa mi interessa di più.
Che volevi parlare d'altro l'ho capito. Che non vuoi parlare di questo, a questo punto, anche.
Ma in questa situazione ti ci sei messo da solo :)
O adesso mi diventi un fan della pertinenza?

latte e sangue ha detto...

Perchè il vero giornalismo è un'altra cosa.
Perchè essere giornalisti è un mestiere difficile che richiede studio, imparzialità, professionalità, critica e responsabilità.
La risposta è quella: sono semplici appassionati (l'hanno detto no ? Ua volta detto non possono mica tornare indietro. Che lo scrivano in alto nella home o dove vogliono.)
Che la gente impari a distinguere COSA legge e CHI legge.
Oggi si è tempestati da migliaia di fonti d'informazione. Quando leggi da una fonte sarebbe buona creanza informarsi su chi sia la fonte, che formazione ha etc. etc.

latte e sangue ha detto...

Forse quello che voleva dire Recchioni è semplicemente questo.
Di simpatici burloni, pagliacci approfittatori ne avremo sempre a bizzeffe. Ma che un organo d'informazione divulghi una "pubblicità" seppur giornalistica e poi non ritorna sul pezzo quando si accorge di aver creduto a dei buffoni è ancora più grave.
Della malafede dei pagliacci possiamo star certi, ma della malafede dell' organo d'informazione ? Abbiamo dei dubbi ?

cricchio ha detto...

non e' malafede quella dei wannabe organi d'info. e' solo ingenuita' della cultura della mediazione, che va ad alimentare l'ipocrisia di non sentirsi coinvolti dall'etica della verita'. io questi siti non li incolperei, perche' che non fossero in grado di fare critica, e quindi ricerca e analisi della verita', lo si vedeva gia' da prima (come la totalita' della cosiddetta critica italica).

latte e sangue ha detto...

Immagino che sia solo ingenuità, ci mancherebbe.
Ma di questa ingenuità poi ne sono vittima magari degli esordienti che se vedono pubblicate e recensite delle cose fniscono per credere alla serietà di un qualcosa di inesistente.
Perciò esordienti state attenti. Prima informatevi, chiedete, analizzate. Meglio 1.000 domande in più che un'inculata.

Luigi Siviero ha detto...

Ayaaaak pubblicava l'intervista se dietro a Ultimo non c'erano gli autori che avevano realizzato le tavole?
E poi non si tratta di una recensione ma di un'intervista su una serie ancora da pubblicare.

latte e sangue ha detto...

Intervista, recensione, preview etc.. Non è quello il punto.
La discussione non verte sul prima, ma sul dopo.

Giuseppe ha detto...

Io credo che in alcuni addetti ai lavori, professionisti o meno, ad un certo punto di questa storia sia venuto in mente di cavalcare l'onda della visibilità, senza pensare troppo alla fonte della notizia...
Rrobe, credo si sia sentito un pochettino usato (ora trovo un senso al messaggio su fb: mi sento come una Eva ecc.ecc.)
A questo punto non avrebbero fatto male, tutti coloro che hanno "gestito mediaticamente" per conto terzi questa storia, a dare almeno un segnale di solidarietà verso le persone che da questa storia hanno ricevuto solo negatività....
Bastava un piccolo cenno, poche righe, niente di più...
E invece.....

Andrea ha detto...

Concludo io la frase:"...il nulla".

Capitan Ambù ha detto...

Il senso del topic è chiaro. C'è stata la possibilità di discutere il vero problema di questa situazione e si sta invece ricominciando a fare le comari.
Io da professionista ero interessato più al discorso del topic, e poi il titolo mi pare molto chiaro.
Continuiamo a cercare di capire come non farci fregare, ma la risposta è semplice, comportiamoci da professionisti. Le case editrici che investono e crecano di farsi strada ci sono e non vengono sostenute dagli organi di informazione fumettistica, invece il primo demente che capita in Internet riesce a farsi parecchia pubblicità.
Non bisogna essere dei geni per capire che il problema sta a monte, però continiamo a coltivare l'orticello.
Volete i nomi?
La colpa è di Silvio Berlusconi.
Ora siete contenti?
Incazzatevi con lui.
Siamo professionisti?...Anzi no!

Ed! - the webcomic ha detto...

@ Scott: Alessandro, a me spiace che ci sia di mezzo anche tu (tra l'altro manco lo sapevo, ma poco cambia). È ovvio, e lo sai, che non c'è nulla di personale.


Comunque, qui si continua a chiedere di fare nomi e cognomi (come se fosse davvero necessario)... se fin'ora abbiamo omesso i cognomi un motivo ci sarà!
Non voglio però che facciate confusione: un conto è "non avere le palle" di denunciare qualcosa, un altro è quello di "farsi furbi" e non fare i cognomi. Perchè sappiamo bene che queste persone hanno agito al limite della legalità, si sono mosse in modo (più o meno) accorto e non aspettano altro che un pivello che accusi pubblicamente un nome e un cognome per far partire una denuncia. Io penso che questa gente abbia la faccia come il culo e sia (ingenuamente) pronta a tutto.

Ad ogni modo... cito:
La discussione non verteva su: chi fossero quelli della Sunset ma sul perché i siti che gli hanno dato risalto e ufficialità non siano tornati ad occuparsi della faccenda.
State guardando il dito invece che il cielo.

Davide ha detto...

scusa, roberto, ma sbaglio o sia comicus che ayaaak non hanno una pagina "di editoriale"?
nè uno scambio di posta con i lettori

quindi l'intervento che auspichi tu dovrebbe essere un articolo vero e proprio nel quale raccontano che avevano contattato degli autori che stavano per presentare un progetto e che, dopo anni, si è scoperto che il progetto non esisteva e che, magari (non so se è così), la casa editrice ha "truffato" (?) qualche autore?

questo è quanto ti aspetteresti?

RRobe ha detto...

Sì.

Fabio... ha detto...

Ma a parte chattare su facebook o cazzeggiare sui blog, i fumettisti sanno fare altro?

Non vedete più nè infy ne ultimo, come mai? Aspettano i risultati del concorso planeta.

oooooh wow!
E' così difficile da intuire?
Basta guardare i blog rimasti.

Chi è arrivato ai veri nomi di questi individui lo ha fatto usando solo internet, e i mezzi legali che offre una connessione, a questo punto è più "giornalista" chi ha sciolto i nodi che chi si dichiara giornalista.

Volete i nomi? Cercateli.

Mi sembrate quel tizio che mi contatta via skype per chiedermi in che giorni ci sarà la fiera di lucca...

Eccheccazzo, dovrebbero negarvela la rete.

Kappa ha detto...

La questione sollevata dal post di Rrobe è interessante.
Quello che secondo me è finora mancato è un articolo esteso e ben documentato su quanto accaduto. Finora non s'è visto perché, sì, chi ne ha parlato non fa il giornalista di professione: essere giornalisti non significa solo saper scrivere e sapere trovare le notizie. Significa anche sapere come scriverle evitando di esporsi legalmente. Saper raccontare senza diffamare, senza porgere il fanco a querele, riuscendo comunque a fare luce su quanto avvenuto.
Qui tutti hanno un po' paura di sbilanciarsi troppo. Un giornalista (investigativo) vero ha due fili diretti: uno con gli informatori e uno con un consulente legale.
E poi, "Il coraggio uno non se lo può dare", come diceva il Manzoni.

Capitan Ambù ha detto...

Ancora si discute di "Troddi" in sardo sono le scorregge ovvero le chiacchere di paese.
La questione posta da Roberto è reale, perchè i siti e riviste che si fregiano di essere di critica e informazione fumettistica pubblicano interviste e recensioni su una casa editrice che non esiste?
Ricordo ancora quando alla scomparsa del povero fumetto di Prezzemolo, dove lavoravano autori stimati e con discrete vendite nessuno face mai parola, tra l'altro questo scatenò la risposta decisa degli autori coinvolti.
La domanda di Roberto, che gia era stata fatta tempo fa sui vari forum, è lecità e merita una risposta.

Luigi Siviero ha detto...

"Quello che secondo me è finora mancato è un articolo esteso e ben documentato su quanto accaduto. Finora non s'è visto perché, sì, chi ne ha parlato non fa il giornalista di professione"

Secondo me nessuno ne parla perché è un argomento insignificante. Con tutte le cose interessanti che ci sono figurarsi se uno butta via tempo per parlare di Infinito.

Rispetto a precedenti illustri come la morte di Darko Maver e le teste di Modigliani ritrovate a Livorno (tra l'altro in questi casi erano stati abbindolati dei professionisti), la storia della Sunset è solo una volgare pagliacciata da dimenticare al più presto.

ro-mario ha detto...

arrivo ultimo e quando l'hype della discussione è finito... ma mi sembra sempre di cercare di mettermi in vetrina, quando scrivo su questo blog.

Fare un articolo su quello che è successo, e magari lasciarlo sulla home di Ayaaak! per qualche mese, mi sembra un modo di dare nuovamente risalto al nulla. Suggerirei di mettere un'introduzione alla "vecchia" intervista, qualcosa tipo: "l'intervista a Ultimo De Salvi è stata realizzata quando ancora credevamo, erroneamente, che l'autore fosse una persona reale, e che la casa editrice Sunset esistesse. Manteniamo l'intervista in rete per documentazione, ma teniamo a precisare che l'autore non è altro che una figura virtuale creata per truffare autori (veri) e lettori, e che nelle righe successive si parla del nulla".

Poi: mi sembra che le risposte di Federico Castagnola sulla mailing list siano abbastanza esaurienti: deve parlarne con il resto della "redazione" e poi decideranno il da farsi. Lo ritengo una persona corretta e credo farà la cosa giusta (e parlo da persona penalizzata, in questo caso: quando si è parlato della mia casa editrice, l'intervista è rimasta in "primo piano" una settimana scarsa, quella a Ultimo lo è stata per parecchi mesi).

Credo che, in questo caso, abbia ragione Roberto (anche se, come fa spesso, ha alzato da subito un pò i toni): una redazione (e sarebbe carino almeno sperare che possano farlo anche quelle di SDF e di UBC) ha il dovere di smentire le false notizie che ha pubblicato. Indipendentemente dal fatto che chi la compone faccia di mestiere il giornalista, il giornalaio o il parrucchiere.

RRobe ha detto...

No. Non direi proprio.
Tenendo conto che ci sono decine di etichette e editori, piccoli e medi, che dai siti di critica vengono ignorati... direi che rendere conto del perché si è dedicato spazio alla Sunset, quando già tutti sapevano che c'era del marcio sotto, mi sembrerebbe davvero il minimo.

RRobe ha detto...

Rispondevo a Luigi.

ro-mario ha detto...

errata corrige: "e sarebbe carino almeno POTER sperare..."

Luigi Siviero ha detto...

"No. Non direi proprio.
Tenendo conto che ci sono decine di etichette e editori, piccoli e medi, che dai siti di critica vengono ignorati... direi che rendere conto del perché si è dedicato spazio alla Sunset, quando già tutti sapevano che c'era del marcio sotto, mi sembrerebbe davvero il minimo."

Dicevo dei siti sui fumetti in generale.
Fino a ieri non solo non mi era neanche passato per la testa di scrivere un articolo su Infinito, ma neanche di chiedermi chi era (come ho detto sopra ero convinto che fosse uno scherzo degli amici di RRobe).

Davide ha detto...

credo che un sito che parla di fumetti non ha uno spazio adatto a "recensire" un editore che fallisce ancora prima di iniziare a lavorare

diciamo che effettivamente non è molto interessante

forse, come talvolta capita su qualche sito di cui non faccio il nome per non apparire di parte, potrebbe essere motivo di riflessione e di articolo un po' più generico sullo stato dell'unione...

è interessante invece il suggerimento di inserire un cappello all'articolo (che resta nell'archivio online, in effetti) spiegando gli sviluppi della vicenda

per quel che riguarda la tua velatissima allusione, roberto, se è come dici, non credo proprio che se gli articoli sono stati fatti all'epoca per un "qualche motivo particolare" (che non era l'ingenuo tentativo di cogliere un'anteprima...) oggi troverai qualcuno che spiegherà sugli stessi siti cosa è successo...

RRobe ha detto...

Non era una velata allusione. Non era proprio una allusione. E' solo che i siti di critica e approfondimento in Italia si scaldano per una fanta casa editrice che gli promette le anteprime e ignorano decine e decine di case editrici che, strano a dirsi, ma i fumetti li pubblicano veramente.

Davide ha detto...

ok, ho riletto, effettivamente non era un'allusione
ormai la tua "fama" ( :-D )di attaccabrighe fa più danni di te...

si scherza

ok, chiarito questo, io credo che un articolo sulla sunset non interessa davvero a nessuno

ovemai si volesse parlare, in un articolo, delle piccolezze del piccolo mondo italiano a fumetti... beh, una piccola citazione sarebbe d'obbligo

Capitan Ambù ha detto...

Il discorso generale sulla passione fila, però non capisco ora se questi sono siti che fanno recensioni e critica (giornalistica) o sono semplicemente pareri da lettori.
Se si pongono in un piano gironalistico ha ragione Roberto, in caso contrario se sono appassionati invece di chiamare alcuni articoli recensioni è meglio dire pareri personali o giudizi, validi come quelli di qualunque utente.
La critica nel cinema, nella letteratura e nell'arte in generale ha una sua valenza culturale, nel fumetto non esiste e spesso viene fatta da aspiranti autori o "fans"(termine che aborro) di autori.
A volte mi capida di vedere elemosinare consensi a scapito della propria professionalità pur di far parlare del proprio lavoro, poi tutti a darsi pacche sulle spalle.
Nulla di male se non fosse che si creano casi come questi.
Personalmente sono intervenuto su Ayaaak perchè davvero stimo Federico castagnola e apprezzo le sue critiche sempre corrette e interessanti (E gliel'ho detto anche di persona), seguo la mailing da tempo, ma come i fumettisti accettano le critiche devono farlo anche gli appassionati, sopratutto perchè facendo recensioni senza autorevolezza rischiando di danneggiare la professionalità di stimati autori.
Spesso mi sono visto criticato pesantemente in tono scherzoso e a volte meno, ma ho sempre discusso e detto la mia con il dialogo.
Io leggo fumetti da una vita ci lavoro da 5 anni e forse avevo una visione distorta di questa realtà, ero convinto che fosse una professione come tutte le altre, forse mi sbagliavo.
Utilizzo questo spazio perchè non riesco più a postare sulla mailing di Ayaaak, ho almeno tre commenti in giacenza, forse hanno il server bloccato.
Spero questo discorso venga ripreso magari a qualche fiera, perchè è uno dei motivi perchè il fumetto italiano non ha la stessa credibilità del fumetto estero.

Davide ha detto...

temo che la piccola italia, con il piccolo mondo dei fumetti, non può permettersi molte riviste che parlano di "fumetto" professionali (nel senso che pagano i loro collaboratori...)

e quindi non farne una colpa a chi scrive per un sito "non professionale" e che magari ha la conoscenza e la capacità di un "professionista"...

Davide ha detto...

Rrobe said:

E' solo che i siti di critica e approfondimento in Italia si scaldano per una fanta casa editrice che gli promette le anteprime e ignorano decine e decine di case editrici che, strano a dirsi, ma i fumetti li pubblicano veramente.

tipo la astorina?

:asd:

ogni tanto qualcuno ci pensa, hai visto, anche all'astorina!

senility ha detto...

se hai un sito che fa informazione e scopri che un informazione che hai dato era falsa, e non solo sbagliata, ma proprio falsa, che tu sia un professionista o un amatore, un errata corrige e un ammissione quantomeno di superficialità, mi sembra il minino.

come sperare che gli amatori diventino porfessionisti e i professionisti restino tali, se nessuno si assume la responsabilità per quello che scrive?

Giorgio Trinchero

Simos ha detto...

Premesso che noi di De:Code non abbiamo speso una parola su Infinito e la Sunset e premesso che avrò letto i commenti fino al sessantesimo post e poi più...
mi viene spontaneo lanciare una provocazione: ma se i siti di cui si parla fanno tanto cagare (in questo caso Ayaak e UBC ma in altri frangenti sono stati criticati, non da Roberto in particolare, anche altre realtà come Comicus, Comics Code, etc...) perchè ci sono tantissimi autori che dicono peste e corna delle pressaposchistiche e improfessionali webzines ma poi non si negano mai quando c'è da farsi pubblicità? Non parlo di Roberto, che ricordo come coerente in queste situazioni e che infatti dalle parti di UBC non si è fatto mai vedere, ma penso questo: se le webzine sono cazzone vengano trattate in quanto tali e non a seconda dell'argomento.
Se autori e altri addetti ai lavori iniziassero a evitare come la peste i siti poco seri (e non mi sto riferendo a UBC e ad Ayaak) questi siti si troverebbero di fronte una sola alternativa: cambaire (in meglio) o morire. Sarebbe un bene in entrambi i cassi, secondo me. e ne gioverebbe il fumetto in generale.
i miei due cent sull'argomento.
scusate se ho scritto incasinatamente ma scrivo di straforo dal lavoro...

Davide ha detto...

per giorgio trinchero

non voglio difendere i siti in questione... ma se non c'è un posto (editoriale, etc) dove farlo... cosa suggerisci?

LoSpazioBianco ha detto...

Beh, sulla Sunset eviterei di generalizzare con "i siti sui fumetti" quando si tratta di due esempi (anche se, è vero, non è che i siti siano 50.000... :P).

Detto questo, è ferocemente vero che il "giornalismo" manca come il pane, sia dalle fonti professionistiche che da quelle amatoriali, che quantomeno hanno la "giustificazione" in parte del tempo a disposizione (che è sicuramente maggiore di quello richiesto per una recensione o un'intervista...).

Faccio ammenda e mea culpa per quanto mi (ci) riguarda, ma è così. Un po' per tempo, un po' per capacità (che andrebbe coltivata), un po' anche per quell'atmosfera da "nuova carboneria" che c'è nel fumetto italiano (e chi è senza peccato scagli la prima pietra), un po' perché ci sono tanti e tali pettegolezzi che a volte la via migliore è semplicemente ignorarli.

Ma di pezzi da scrivere ce ne sono tanti, di argomenti da prendere di petto per i quali farsi più di un nemico quanti se ne vuole...

Ne parlavano a Lucca durante il primo dei Comics Talk (Francesco Boille, Stefano Feltri, Andrea Fornasiero, Matteo Stefanelli, Gianluca Testa, David Vecchiato), con alcune osservazioni decisamente interessanti; tra cui quella di non-ricordo-chi in cui esprimeva l'opinione per cui l'aspetto della divulgazione del fumetto, sia critica professionale che amatoriale, sia ancora ferma a un processo di "sdoganamento" e di diffusione del mezzo, e quindi acerba per quanto riguarda il lavoro di indagine e studio vero e proprio.

Va detto che dovremmo uscire da quest'ottica, o quantomeno non usarla come scusa...


Ettore

Capitan Ambù ha detto...

Tra l'altro se i siti in questione scrivessero recensioni su certi autori che si negano in questo caso come si affronterebbe la questione?
Ricordiamo che una critica quando è pubblica (e a volte capita che sia faziosa), rischia di danneggiare il lavoro di un professionista.
Magari il danno è irrisorio e non incide nelle vendite in maniera consistente però esiste questa possibilità.
Quindi l'autore si nega e il recensore si sfoga...e non ditemi che non capita mai, oppure autori che da abili imbonitori si prostrano alle leggi dei siti-fanzine per ottenere una vetrina per accaparrare lettori in cerca di considerazione.
Il discorso su Ayaaak è che si è considerato un sito di informazione fumettistica ed è stato giudicato in questo senso, a questo punto è stato un errore e il problema non sussiste per cui le critiche e le recensioni (in modo inappropriato chiamate così) non sono altro che giudizi e pareri personali.
A questo punto chiunque può fare interviste e recensioni ovunque.
Arriveremo al punto in cui arriveremo ad intervistarci tra blog, o magari comincio ad intervistarmi e recensirmi da solo, almeno mi giudico con un minimo di professionalità e so con chi prendermela.
Io credo molto nel valore della critica e della divulgazione del linguaggio fumetto, ma se tutti quelli che si cimentano in questo ambito lo fanno con la convinzione di riuscire a lavorare in questo campo o semplicemete esporre i loro gusti soggettivi da un pulpito, mi pare che questo metodo sia fallimentare e non serva davvero a nessuno.

Davide ha detto...

Arriveremo al punto in cui arriveremo ad intervistarci tra blog

ma questo è già successo da un pezzo...

Giuseppe ha detto...

troppa gente si inventa critico!
gente che chiama "recensione" le caratteristiche di un fumetto come numero di pagine, autore, disegnatore e argomento....
Sarà perchè ho studiato con personaggi del calibro di Sergio Brancato, Gino Frezza, Alberto Abruzzese, Marco Pellitteri, Daniele Barbieri ecc.
che realmente studiano i media, ma io non ho mai ritenuto serte webzines degne di quel minimo di professionalità!
Sarebbe come paragonare i settimanali da edicola che parlano di Isola dei Famosi, Grande Fratello, La Talpa ecc. a i grandi saggi sul fumetto che ogni addetto ai lavori o aspirante addetto ai lavori dovrebbe conoscere.....
Quindi perchè si seguono le webzines? Per alimentare la voglia di pettegolezzo??
ahimè...si!

Davide ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
Davide ha detto...

senza alcuna voglia di polemizzare...

però poichè sono dichiarazioni parecchio nette...

Sarebbe come paragonare i settimanali da edicola che parlano di Isola dei Famosi, Grande Fratello, La Talpa ecc. a i grandi saggi sul fumetto che ogni addetto ai lavori o aspirante addetto ai lavori dovrebbe conoscere.....

potresti magari indicare con precisione di chi parli...

così che nessuno si senta offeso, no?

...è come dire "la scuola italiana fa schifo"...
o "il calcio italiano fa schifo"...

mi sembra inelegante e troppo generico

fai i tuoi bei 2/3 esempi così quelli non coinvolti non si offendono...

vostok ha detto...

Non ci ho capito molto.

Gli autori sono stati ricompensati? Se si c'è poco da dire. Chi paga compra il diritto di riproduzione. Se ciò non avviene Amen. L'autore somatizza...non dovrebbe ma può accadere. Il contrario: ti pubblico la roba ma non ti pago è inammissibile e perseguibile.

Per i siti coinvolti: l'essere appassionati nel momento in cui "pubblichi" qualcosa (lo rendi "pubblico" ossia non fruibile da una ristretta cerchia di amici, fidanzate, parenti etc.) non è un buon motivo per non comportarsi da "professionisti". Verificare le fonti. Parlare di fatti e non di voci.

Le anticipazioni funzionano su editori che hanno già un catalogo foss'anche di un solo titolo. Altrimenti "pagare moneta solo se vedere cammello".

E' l'editoria baby.

Vostok=Catacchio

scott_ronson ha detto...

@ed: non me la sono presa tanto per me, quanto perché mi sta dando abbastanza fastidio che ayaaaak sia stata messa in mezzo (nei commenti) a un tiro incrociato da gente che, credo, non ha nemmanco cliccato sul link dell'intervista (non speciale o approfondimento, intervista, come il 90% di quello che pubblichiamo) nel corpo del post.
Non ci siamo mai proclamati "migliori del mondo industriale", come dice Uriele. Siamo "amatoriali", penso non ci sia alcun problema ad ammetterlo. L'ho già fatto in questa discussione e non ho problemi a farlo di nuovo. Cerchiamo di fare quel poco che facciamo al meglio delle nostre possibilità e qualche volta non basta (quando mandai delle domande per un'intervista a Luca Crovi, lui me le cambiò di ordine, ne fuse alcune insieme. Naturalmente, il tutto funzionava molto bene, mentre prima funzionava molto meno bene; infatti lui fa interviste per lavoro, io no).
Nel caso di Asya forse non è bastato.
Per quello che ne so, visto che tra una settimana esce Chinese Democracy, tutto è possibile.

A ogni modo, non siamo con le mani in mano, al momento.

Che poi Ayaaaak parli di meno roba di quanto potrebbe o dovrebbe, è un fatto.
Il nostro focus è sul fumetto bonelliano e bonellide, e quello in un modo o nell'altro come sito lo abbiamo coperto (quasi) tutto.
Siamo molto scoperti su tutto il resto. Rimedieremo, prima o poi.

A ogni modo, l'archivio della mailing list è pubblico.
Se qualcuno volesse vedere le risposte di federico sulla questione, il thread inizia qui (credo che mancano i messaggi di chi usa mail reader che modificano l'oggetto della risposta, ma il grosso dovrebbe esserci tutto).

Luigi Siviero ha detto...

"potresti magari indicare con precisione di chi parli..."

Basta andare nel blog di Giuseppe e guardare quali siti ha lincato nella colonnina e quali mancano...

Davide ha detto...

a parte che sarebbe carino rispondesse giuseppe...

giuseppe trancia giudizi negativi su tutte le "webzine"... io chiedo di fare esempi e tu mi dici di andare sul suo blog
dove sono listati praticamente tutti

qui si era parlato "male" di comicus, per fare dei nomi, ed è linkato...

che devo dedurre?

perchè non posso avere qualche esempio per sapere di che/chi parla?

non mi è sembrato un intervento carino, nella sua "drasticità"...

attendo con piacere una risposta di giuseppe

Diego Cajelli ha detto...

Nel frattempo...

http://www.ubcfumetti.com/weblog/?4148

Luigi Siviero ha detto...

L'articolo no ma una cazzatina ci sta tutta

Scusa per lo spam; lo so che faccio schifo.

Fabrizio ha detto...

La facilità con cui un giornalista o aspirante tale può essere truffato è insita nel metodo in cui si raccolgono le notizie.
Ricevi il comunicato.
Fai una scrematura.
Scrivi direttamente o senti il contatto e poi scrivi.

Spacciando materiale dall'aria professionale, è facile inserirsi in questo circuito.
Il giornalismo è fatto di "fame" di notizie.
Una casa editrice che promette anteprime succose, trasmesse in modo interessante come comunicati, ha delle buone probabilità di farsi notare.
Nel bene e - in questo caso - nel male.
Perchè questi non sapevano fare fumetti, ma gli standard della comunicazione li conoscevano.

Io credo che ci siano un po' di cose da imparare da quello che è successo.
Se ci sono piccole case editrici snobbate, ma che i fumetti li fanno, forse ci sono dei problemi nel modo in cui si sono presentate alle testate.
Viceversa, forse ci sono testate in cui l'esperienza non è così alta.

E la mancanza di un'errata corrige tempestivo è un'ulteriore indizio di inesperienza.


Fab

Ed! - the webcomic ha detto...

@ Scott: Ale, ti ringrazio per la spiegazione... che ti devo dire? Però davvero non devi prenderlo come un attacco personale... il problema comunque sussiste.

senility ha detto...

per davide

non voglio attaccare i siti in questione... ma se non c'è un posto (editoriale, etc) dove farlo...
che sito di informazione è?

giorgio trinchero

Giuseppe ha detto...

@Davide
mi chiedi i nomi?
per me sono tutte così....anche quelle che credevo non lo fossero!
C'è sempre qualcosa dietro una dichiarazione, una recensione o un'intervista!
E' una continua MARCHETTA!

Non stare a guardare i siti sul mio blog, ci sono praticamente tutti e quelli che mancano prima o poi li aggiungerò!

Sono davvero poche, una o forse due, quelle di cui mi fido...e non sono nemmeno lontanamente nominate qui dentro!

Spero di essermi chiarito!

Giuseppe ha detto...

bhè
vi invito a indicarmi webzine che non siano di parte e soprattutto sappiano quello che scrivono....

ho sempre tempo per imparare!

Diego Cajelli ha detto...

@Giuseppe
Dici:
"Sono davvero poche, una o forse due, quelle di cui mi fido..."
Mi sono perso.
Ma di cosa stiamo parlando?
Controspionaggio?

Davide ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
Davide ha detto...

ok grazie per la risposta

non mi piaceva (e non mi piace) quando si spara a zero su tutti e tutto riempendosi la bocca di cose più grandi della bocca stessa

@giorgio
non è facile avere un'editoriale su una pubblicazione "aperiodica" come un sito web. non avendo (spesso) "uscite" fisse diventa difficile trovaer spazi adatti. in ogni caso credo che un cappello all'intervista dell'epoca sia più che dignitoso

@giuseppe
se io dicessi che tu, nonostante i tuoi grandi insegnanti, non puoi permetterti di criticare "la critica" perchè non conosci neanche l'ortografia (e non c'entra la velocità di battuta sulla tastiera, la i accentata è moooolto lontana da quella senza accento) visto che non accenti "sì" quando è avverbio, non diresti che sto generalizzando?
ecco, questo a me disturba, tutto qui
ovvero, hai gettato fango su tutti per tutto il post, commentando a gamba tesa (leggere le webzines solo per il gossip? ma dai...) senza argomentare

anche roberto spesso ha parlato (male o malissimo) di varie "riviste online" che parlano di fumetto. eppure ha cercato di argomentare

@nonricordochi
effettivamente un'anteprima su una casa editrice che non ha nulla in catalogo è un azzardo. ma è UNA VERA ANTEPRIMA (assoluta...)
c'è il rischio che fallisca prima... ma non è che la comic art non avesse pubblicato nulla quando è fallita. e allora chi magari ne presentava gli albi in anteprima (presentati su cataloghi di vendita) era un coglione?

secondo me il punto è proprio che (nel caso particolare) mancava il contatto "vero" con l'autore (se partiamo da nomi fasulli) e la smania di anteprima ha preso la mano. se poi, come dice roberto, nell'aria si annusava (visto chi erano gli attori della vicenda) puzza di imbroglietto, è chiaro che i siti che si son lanciati hanno fatto una figura barbina

ma, per me, niente più di questo.
una figura barbina.

Davide ha detto...

o come ha detto diego in milanese stretto "'na figura 'e mmerda"

Kappa ha detto...

Secondo me la questione è un'altra. Che un sito tenda a fidarsi di quanto dichiarato da chi si presenta come casa editrice, affermando di avere pubblicazioni in uscita, autori, disegnatori e via discorrendo mi sembra del tutto normale.
Quello che un po' mi stupisce è che nessuno ritenga interessante quello che è successo dopo: il marketing virale, i dirigenti fantasma (una specie di Gialappa's del mondo del fumetto), Infinito, gli attacchi calcolati a Rrobe.
Sia chiaro, da un lato questi cretinetti non meriterebbero nemmeno una menzione nei titoli di coda di un film trash messicano, ma dall'altro tutto questo polverone che si è generato è interessante di per sé. Magari mi sbaglio, ma credo sia la prima volta che, almeno in ambito fumettistico, anzi, almeno in ambito fumettistico italiano, si cerca di sfruttare un hype negativo per promuovere una casa editrice. Mi sembra un esperimento spericolato, che quasi sicuramente è sfuggito di mano a chi lo ha architettato, ma è in questo che vedo la notizia. Mi piacerebbe leggere un bell'articolo documentato su questa vicenda. Sarebbe interessante capire come gli è venuto in mente di organizzare tutto questo ambaradan, con che precise motivazioni. Sarei curioso di scoprire se esistono fatti di rilevanza penale all'interno di questa storia, magari un'intervista ad un esperto legale ci potrebbe stare.
Ecco, questo mi piacerebbe leggere su di un sito che si occupa di fumetto. Perché secondo me l'Operazione Antipatia di Sunset è un interessante caso di studio. Trattarla con sufficienza significa solo che siete cascati nella trappoletta.

Davide ha detto...

non è che non scrivere l'articolo che dici tu automaticamente significa trattare il tutto con sufficienza...

Giacomo Cimini ha detto...

A proposito di giornalisti che fanno il loro mestiere... male!!!
http://trovacinema.repubblica.it/multimedia/curiosita/Aladdin-for-USA/3709952/1/1
notate la bufala? Ma un minimo di verifica delle fonti prima?

Fabio... ha detto...

E anastasia nemmeno è disney...

Kappa ha detto...

"non è che non scrivere l'articolo che dici tu automaticamente significa trattare il tutto con sufficienza..."

Non ho certo detto questo.

Giuseppe ha detto...

@Diego
si parlava delle webzines in rete, con "fidarsi" intendevo "fidarsi della preparazione culturale di chi ci scrive.

@Davide
proprio perchè conosco i miei limiti non ho mai pensato di "inventarmi" nè critico nè giornalista (inteso nel senso e significato di chi vuole dire agli altri cose leggere o vedere e perchè...)
Mi sono sempre piaciute le entrate a gamba tesa!
In ogni caso, mi dici di quale webzines ci si può fidare, quali webzines sono portate avanti da gente che capisce quello che scrive, quali webzines scrivono per pura informazione e non per accattivarsi la simpatia di tizio o caio ai danni di sempronio??
Tu lavori per qualcuna di esse?

Capitan Ambù ha detto...

Scusami Kappa, ma non faresti prima a spiare il vicino di casa?
E' più interessante scoprire il meccanismo per cui delle persone ne imbrogliano altre per ottenere in maniera scorretta un pò di attenzione per pubblicare delle riviste, evitando di lavorare in modo onesto.
Molto interessante, proprio un metodo da analizzare davvero, allora quelli che fanno sacrifici, lavorano sodo e passano il tempo alle fiere a mostrare i loro lavori sono tutti dei dementi?
Che idioti magari oltre che fare fumetti fanno lavori secondari per mantenersi, e basterebbe solo andare in un blog insultare degli autori e fingersi editori inventandosi nomi fasulli.

Ma veramente suamo al ridicolo, in Francia, in America, in Giappone in Belgio e persino in Argentina il fumetto ha più dignità che in Italia, troppi viziati e pochi professionisti.

Davide ha detto...

ave giuseppe

poichè non c'entra nulla con questo topic e non avevo intenzione di difendere me piuttosto che altri... sì, "collaboro" (lavoro è parola che non possiamo utilizzare perchè, come sai, non c'è stipendio...) con un sito

ma questo te l'ho già scritto in privato, non mi sembra sia argomento di questo topic

Luigi Siviero ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
Luigi Siviero ha detto...

"quali webzines sono portate avanti da gente che capisce quello che scrive, quali webzines scrivono per pura informazione e non per accattivarsi la simpatia di tizio o caio ai danni di sempronio??"

Parlo bene anche di autori che mi hanno fatto sbobinare 40 pagine word di interviste e poi hanno negato la pubblicazione (non lo dico con astio). Temo di avere fatto luce sul punto 1 (altrimenti non si vergognerebbero a essere intervistati da me), ma almeno lasciami l'imparzialità :-)

Giuseppe ha detto...

@Davide
letta ora l'email

Corbeauss ha detto...

----- Original Message -----
From: Corbò Riccardo
To: Repubblica WWW
Sent: Tuesday, November 18, 2008 11:05 AM
Subject: R: ma cosa è?


http://trovacinema.repubblica.it/multimedia/curiosita/Aladdin-for-USA/3709952/1/1

scusate, la vostra giornalista è una grande ignorante, nel senso letterale del termine:

Anastasia che la giornalista cita ampiamente nel servizio non è in nessun modo un film Disney. E' un film di animazione americano, ma è una cosa totalmente diversa.

Vabbe', ma che vi frega a voi...? :-D

saluti.
---------------

----- Original Message -----
From: Repubblica WWW
To: giuseppe smorto ; marco bracconi ; rosa femia ; angelo melone ; massimo razzi ; alessandra vitali
Sent: Tuesday, November 18, 2008 2:20 PM
Subject: Fw: ma cosa è?

---------

-----Messaggio originale-----
Da: Anna Zippel [mailto:a.zippel@capital.it]
Inviato: martedì 18 novembre 2008 14.34
A: Corbò Riccardo
Oggetto: Re:



Gentile signor Corbò, l'errore di cui lei parla (un po' astiosamente?) è già stato corretto qualche ora fa, purtroppo si è trattato di una svista di cui ci scusiamo con i lettori, ma a volte capita. E quando capita, cerchiamo sempre di riparare al più presto.
La ringrazio comunque per la segnalazione, sperando lei continui a seguirci con tutta l'attenzione dimostrataci
saluti
Anna Zippel

----------

-----Messaggio originale-----
Da: Corbò Riccardo
Inviato: martedì 18 novembre 2008 15.01
A: 'Anna Zippel'
Oggetto: R:


Non un po' astiosamente, ma ammetto un po' puntigliosamente.

Se mi permette un discorso informale, senza entrare nel merito della sua professionalità complessiva, il problema è della testata, che affida pezzi su un certo tipo di contenuto, a chi di quel tipo di contenuto non ha alcuna infarinatura.
Ovviamente se a lei le affidano un pezzo, lei lo fa, e lo fa al meglio, però il problema insorge, e non si tratta della classica svista o refuso che può ovviamente capitare.

Chiunque conosce un minimo la materia Disney o dei Cartoni, sa che Anastasia non è un film Disney. E quindi difficilmente lo inserisce in un pezzo Disney e lo ripete più e più volte. Siamo ben lontani dal concetto di refuso.

Era questo il senso del mio "Vabbe', ma che vi frega a voi...? :-D".

Per altro, scusi la disturbo ulteriormente, ma all'indirizzo http://trovacinema.repubblica.it/multimedia/curiosita/Aladdin-for-USA/3709952/1/1 si sente lei che continua a dire che Anastasia è della Disney.

saluti,

Riccardo Corbò

Ettore ha detto...

Certo che dare dell'ignorante così al volo non è che sia un approccio così friendly...
Non per difendere la giornalista, ma un errore può sempre capitare, anche clamoroso come questo, un lapsus che ti fa credere tranquillamente a un'affermazione errata. Senza necessariamente che la persona citata sia "ignorante"; magari si, ma magari è solo scappata una distrazione.

E.

Davide ha detto...

vabbè, corbò, poi ti lamenti che ti sbattono in galera...

:-D

Corbeauss ha detto...

mi permetto fin quando Roberto non ci caccia per OT.

Sì, l'approccio era assolutamente poco friendly. Sono un nerd totale per queste cose.

Sì, è ignorante nel senso che ignora. La parola quello vuol dire. Uno che ignora è ignorante.

E questa ignora completamente qualunque discorso sull'animazione, perché se senti il pezzo, continua a ripetere Disney, non è un refuso che capita scrivendo al volo.

Per questa animazione americana è uguale a Disney, sono sinonimi.

Sì, riconfermo che posso essere stato poco gentile, ma chiederò scusa, come ha fatto lei.

massimiliano ha detto...

Ad esempio, la giornalista, di cui parla "Corbe", a torto o a ragione, ha pubblicamente ammesso l'errore.
Questo è indice di professionalità.
In altri siti di "critica", non sarebbe magri capitato.

Comunque sottoscrivo, appieno lo sdegno di "rrobe" che denuncia la mancanza di presa di posizione, da parte di alcuni siti di critica "fumettistica", nel non pubblicare "errate corrage".
Credo che non sia solo una questione di professionalità, ma semplicemente di buon senso, se scrivi una cosa non esatta, devi correggerla, ne va della tua credibilità.

Ritengo che, anche se un articolo di smentita o chiarimento, su un argomento venduto (in buona fede) per vero, possa non interessare a nessuno, il "giornalista" che lo ha scritto, debba farlo solo per una questione di credibiltà.
Se scrivi articoli e non sei più credibile, che scopo avresti per continuare?

MicGin ha detto...

è proprio il buon senso la stella polare da seguire.

Corbeauss ha detto...

Per Massimiliano: no, la giornalista non ha ammesso nulla pubblicamente, ha solo risposto ad una mia mail, che è ovviamente privata.

E in maniera cinica e bastarda e malpensante, sospetto che mi ha risposto perché ho scritto alla redazione, che ha girato la mail a tutti i responsabili, fino a lei, e sopratutto perché la mia mail, dopo l'@ ha una certa sigletta che se la leggi non sai mai chi ti scrive e perché e visto che non si sa mai, meglio rispondere...

Non so se avrebbe risposto ad altri, e posso - sempre bastardamente - sostenere che il grado di professionalità è al livello dei poveri "fanzinari" o "prozinari" che Rrobe cita come professionisti... anzi, no.

Quando le ho fatto notare che il link era sempre attivo, che avevano semplicemente messo un articolo corretto ad un altro link, e che quindi l'errore per la rete continuava ad esistere, mi ha risposto, in soldoni "Amen, pazienza, riceverò altre critiche come le sue, speriamo solo più calme".

Boh... non mi sembra molto professionale, contando che stiamo parlando di Repubblica, di un giornalista professionista, di qualcuno pagato per fare questo lavoro.

Una certa differenza dovrebbe esserci con una fanzine onlne?

Per non parlare del fatto che Repubblica ne fa una al giorno, e non è che poi fa la smentina o si scusa...

Poco tempo fa, per un servizio sui cibi cotti sul BBQ che fanno male, mise in home una foto con un cazzo (vero, reale, di uomo) alla griglia, insieme ad altri tagli di carne.

Non si erano accorti di nulla, che era un fake, l'avevano preso al volo da google images e amen...

Quindi, Rrobe è nel suo blog, ci fa quello che gli pare a lui, se è stato messo in mezzo è giusto che poi metta in mezzo a sua volta, ma se il discorso è sulla professionalità della stampa, non esiste, in un nessun organo, proprio per il concetto stesso della stampa, che è veicolo voluto di solo un certo tipo di informazioni.

La stampa libera e corretta e non di parte, è un controsenso proprio nei termini.

mortacci mia quanto ho scritto.

Davide ha detto...

intanto ubc fumetti sul suo sito fa un editoriale e risponde a roberto...

Capitan Ambù ha detto...

Intanto un mio commento su ayaaak non è stato inserito, ormai sono 2 giorni ed era in replica ad una domanda sulla questione dell'fanta-editore (perchè editore non è) che pagando le tavole non pubblica,

Forse era volgare?

diceva:

Da Wikipedia

L'editoria è l'industria che si occupa del reperimento e produzione di contenuti riproducibili, della loro trasformazione in forme trasmissibili attraverso i media, e della loro diffusione e commercializzazione.

Internet è un ottimo mezzo cercate di usarlo bene.
(O qualcosa del genere)

Tutti a porsi delle domande apocalittiche e basta semplicemente aprire un dizionario per avere le risposte.
Ho l'idea che il fumetto sia un luogo dove chi deve accettare le critiche sono solo gli autori, anche se spesso e volentieri arrivano da chi non ha nessuna preparazione sull'argomento.
Italia...Italiaaa di terra bella quale non ce neeeeee