16.12.08

Che certe volte uno ci mette le migliori intenzioni del mondo...

La settimana scorsa ero a Milano e, approfittando dell'occasione, ho deciso di fare un salto all'unico punto vendita italiano di Agent Provocateur, (una linea di lingerie ispirata agli anni '50, creata da Vivienne Westwood) per fare un regalo a Marxia, la mia donna.
Il punto vendita è ospitato all'interno della Rinascente davanti al Duomo ed è gestito da un paio di commesse in puro stile Bettie Page (pace all'anima sua), con vita stretta, culo rotondo, calze con la riga, e camice da lavoro rosa con ricami neri. Sotto il camice, nulla di più che la lingerie in vendita al negozio stesso.
Insomma, fare spese in quel posto è una bella esperienza.
Dopo una mezz'ora di valutazioni, misurazioni prese a occhio, chiacchiere con le commesse e elucubrazioni di varia natura, mi decido e faccio i miei raffinatissimi acquisti, che vengono riposti in una lussuosa scatola rosa, chiusa da un nastro di raso nero e messa all'interno di una busta di cartone laccata (sempre rosa e nera).
Il giorno dopo torno a Roma, portandomi in valigia il dono e già pregustando l'effetto che farà sulla mia adorabile ragazza.
Arrivato alla stazione le cose già prendono una piega diversa da quella che mi ero prefigurato:
Marxia è incazzata nera perché Roma è un delirio, e m'è dovuta venire a prendere in macchina, e piove, e c'era la metro che ci mettevo due minuti, e che cazzo guarda questo come guida...
Non mi lascio abbattere. Ho un regalo fighissimo nella borsa che farà cambiare umore alla mia donna, indipendentemente da quanto possa avere le, metaforiche, palle girate.
E così, tra uno smoccolamente e l'altro, arriviamo a casa.
Decido di giocarmi la carta "regalo" subito, in maniera da invertire la tendenza della serata.
"T'ho fatto un regalo!"
E tiro fuori la busta.
Marxia sembra molto contenta.
Estraggo la scatola rosa con il nastro di raso nero.
Marxia sembra entusiasta. A meno che non abbia drammaticamente sbagliato le misure del completino intimo che le ho comprato, questa sera si fa il circo!
Marxia apre la scatola e tira fuori gli slip in seta nera, appartenenti alla collezioni "corsari" di quest'anno.
Gli piacciono e sono della misura giusta.
Io già mi vedo i domatori di leoni che fanno la loro entrata sulla pista centrale.
Tira fuori il reggiseno coordinato. Gli piace e pure questo è giusto nella taglia!
Gli acrobati volteggiano...
A quel punto tira fuori la giarrettiera, in seta nera.
Marxia si volta verso di me: la faccia a punto interrogativo.
"E questo va messo in testa?"
...ed ecco che arrivano i clown!

Chiarito il fraintendimento, il resto della serata è comunque molto piacevole.

Il giorno dopo, racconto la scena a Betta (Tsunami) che si schiera ovviamente dalla parte di Marxia, dicendo che lei avrebbe avuto lo stesso dubbio (del resto, lei e Marxia sono due metalmeccaniche in corpo di donna). Comunque sia, mi regala un'illustrazione a tema.