4.12.08

Doomsday [RECE]


Me l'ero perso al cinema e m'era dispiaciuto perché Neil Marshall è un regista che ha tutta la mia simpatia.
Quando ho visto il suo primo film, "Dog Soldier", ho pensato che fosse un totale incapace. Poi ho visto "Descent", e non solo ho cambiato totalmente parere, ma sono diventato un suo fan.
Questo "Doomsday" è il suo primo lavoro con un budget decente e il suo biglietto da visita per entrare nel giro che conta di Hollywood.
Il film è una specie di gigantesco omaggio a tutte le pellicole amate dal regista. Un patchwork citazionista e post moderno che parte con suggestioni romeriane, prosegue citando "Ghost in the Shell", sprofonda in "Escape From New York", limona pesantemente con "Aliens", ruba a mani basse dalla serie dei "Mad Max", omaggia "L'Armata delle Tenebre", strizza l'occhio a "Il Gladiatore", evoca "Excalibur", si traveste da "Il Signore Degli Anelli" e, per finire, innaffia il tutto con una solida spruzzata di "James Bond".
Se il film ha un difetto, è proprio quello di non avere una identità propria, ma il virtuosismo mostrato da Marshall nel saper gestire stili e registri completamente diversi, e nel riuscire ad amalgamare il tutto in un'opera coerente, redimono ampiamente la pellicola. "Doomsday" è una specie di portfolio in cui il regista ci mostra come sarebbe capace di girare ogni genere di film e di farlo al meglio. Forse la trama non è eccezionale e certi effetti visivi lasciano un poco a desiderare (ma il film ha un budget di soli 30 milioni di dollari e, vi assicuro, che Marshall li ha spremuti fino all'ultimo centesimo), ma lo spasso è tale che poco importa: "Doomsday" è il "Kill Bill" dei blockbuster pseudo fatascientifici e fracassoni e merita davvero di essere visto.
Se avete il gusto per certe robe e se le operazioni post moderne non vi fanno venire le bolle, ovviamente.