23.12.08

Dylan Dog n. 268: contenuti speciali


Rubo una rubrica di John Doe per raccontarvi qualche curiosità sull'albo di Dylan Dog, in edicola da oggi.

- Il palazzo a "uovo" che appare nella prima tavola, e che poi avrà un ruolo rilevante nella storia, è lo Swiss Re. Non è inventato e non è "una citazione di quello spagnolo", come ha detto qualcuno su di un forum. Esiste davvero a Londra e, vi assicuro, è davvero strano da vedere.

- Il personaggio di Summer (l'arciere) è ripreso esteticamente da quello interpretato da Nicholas Cage nel film Weather Man.

- L'ospedale in cui viene ricoverato Dylan è il Royal Free Hospital. E' lo stesso dove era dicoverato Axel Neil nella mia prima storia per il Color Fest. Per la cronaca, ci sono stato ricoverato pure io, da ragazzino, e per un mucchio di tempo. Ve lo anticipo subito: riapparirà anche in Mater Morbi, il Dylan che ho scritto per Massimo Carnevale.

- Il personaggio di Molly Bueller è una doppia citazione al cinema di John Hughes. Molly come Molly Ringwald (l'attrice di Breakfast Club, Pretty in Pink e molti altri) e Bueller come Ferris Bueller, il nome del personaggio interpretato da Matthew Broderick in Ferris Bueller's Day Off (Una pazza giornata di vacanza in l'Italia).

- La scena con Dylan in Vespa alle spalle di Molly, con la ragazza che guida come una pazza per la città, è un omaggio abbastanza esplicito a una scena analoga che appare nel secondo numero di Dylan Dog (Jack lo Squartatore).

- La Hyperuranium appare anche nella mia prima storia di Dylan Dog. Il supermercato in cui Axel Neil fa il suo massacro, infatti, è un supermercato Hyperuranium.

- La Hyperuranium è in qualche modo imparentata con la Trapassati Inc. Tutte e due le compagnie lavorano nel campo dell'entropia e, per molti versi, si somigliano parecchio.

- La maschera del cinema è John Cleese e la scena riprende una gag del film Sperduti a Manhattan con Steve Martin in cui Cleese fa il portiere.

- I "nani in fiamme" sono una citazione al vecchio nome di questo blog.

- La scena nel teatro e i dialoghi di Groucho in quella sequenza sono un omaggio a Muholland Drive.

- Il penultimo dialogo di Groucho, prima di morire nelle braccia di Dylan, è di Mercuzio, in "Giuletta e Romeo".

- La mano trasparente è un rimando a Ritorno al Futuro.

- Noah Wrigth è Steve Jobs e tutta la filosofia della Hyperuranium è molto Apple.

- "Il disordine trova sempre una strada perché le componenti fondamentali dell'universo sono l'idrogeno e l'idiozia" è una frase di Harlan Hellison.

- Tutta la storia del modulo A38 è un rimando a una (la migliore) delle dodici fatiche di Asterix.

- Nel dialogo con Bob c'è una citazione a una celebre frase di Philp K. Dick (quella sulla paranoia).

- Anche il dottor Falken è una doppia citazione. Il nome deriva dal dottor Stephen Falken, il programmatore del computer di War Games (altro film anni '80, sempre con Matthew Broderick) mentre l'aspetto è quello di Harry Dean Stanton, caratterista monumentale che ha lavorato in film come Alien, Christine, Cuore Selvaggio e molti altri.

- Il dottor Falken mette in atto un Comma 22 (dallo splendido romanzo omonimo).

- La stanza in cui il Dottor Falken lavora NON è una citazione al secondo capitolo di Matrix.

- "L'autostrada per le stelle" è la Highway Star dei Deep Purple.

- Tutta la storia è nata dalle mie beghe con una compagnia telefonica.

48 commenti:

Lobo ha detto...

Per la cronaca la Swiss Re Tower è opera del progettista Sir Norman Foster. ;)

Luigi Siviero ha detto...

Manca Comma 22.

Per me Hyperuranium con tanto di dirigibile sullo sfondo è una citazione di Watchmen.

All'inizio viene citata anche una copertina classica di Flash.

gianluca ha detto...

beh le citazioni che citi sono quelle consapevoli... ci sono anche quelle consaepevoli: la porta del dottore (sul soffitto) fa molto escher, e la stanza del dottore non sarà una citazione di Matrix, ma ci somiglia parecchio (dyd in piedi, lui seduto che parla forbito, molti schermi alle pareti..)

RRobe ha detto...

E' vero, mi sono scordato di segnalare Comma 22 e la frase di Dick.
Vabbè, l'ho fatto qui.

Endriu ha detto...

e ti sei scordato della MILF per eccellenza al "customer care"... eheheheh

Buk.kame ha detto...

ferris bueller's day off è uno dei miei film preferiti. quella citazione l'avevo intuita.

stai creando un micromondo all'interno di dd con ospedali e agenzie?

RRobe ha detto...

Mi metto nei dettagli :asd:

gianluca ha detto...

ah dimenticavo... lo spot pubblicitario fa molto vanilla sky

;D

PaoloArmitano ha detto...

Mille citazioni e rimandi. Figo. Domani compro,domani leggo!
Cambiando discorso,buone feste, Rrobe. Cia'

neikos ha detto...

Ma è Iperuranium (come leggiamo sulle tavole) o Hyperuranium (come scrivi qui)? :P

Passando all'albo, ho ricomprato Dyd dopo un bel po' di tempo, per l'occasione.
Che ne penso? Molto divertente, scorre bene e sostanzialmente senza intoppi.

Se la qualità media di Dyd fosse questa sarebbe già un discreto passo avanti rispetto alla situazione attuale e probabilmente tornerei a leggerlo più spesso, e non solo in base ad alcuni selezionati disegnatori (leggi: Nicola Mari).

Ecco, venendo ai disegni, valutazione rapida e indolore: il livello medio di Brindisi è sempre ottimo ma mi è parso più svogliato del solito (ma è fisiologico per molti veterani di casa Bonelli temo).

Passando invece a ciò che non mi è piaciuto. Come dicevo, la storia scorre e diverte, ciò è un bene ma anche un limite nel senso che non mi ha lasciato molto altro.

Un po' perchè sono sempre più insofferente nei confronti del citazionismo che hai ben esplicitato in questo post (ma a prescindere dai tuoi lavori, è una considerazione di ordine generale) un po' perchè la Iperuranium è fin troppo simile alla Trapassati per i miei gusti...ok la burocratizzazione dei massimi sistemi del mondo (e dell'oltre-mondo) è apparsa prima su Dyd, solo che per certi versi ho avuto l'impressione di un'idea per Jd passata a Dyd. Il citazionismo ahimè crea simili cortocircuiti ogni tanto.

Detto questo ciò che mi ha lasciato l'amaro in bocca sono i personaggi. Il perchè è presto detto, i protagonisti in gioco (Bloch, Groucho, Dylan soprattutto ma anche la figura stereotipica della bella cliente di turno) sembrano aderire alle caratteristiche formali tipiche della serie (un esempio su tutti: l'accoppiata pizza e cinema per Dyd) ma rimangono figure di poco spessore, dei tipi fissi più che altro.

Questo vale soprattutto per Groucho che è sì motore dell'azione ma per cui, almeno per quanto mi riguarda, sembra difficile provare una qualsivoglia forma di empatia nonostante la situazione "tragica". La scena della morte di Groucho (ok scena onirica ma che evidentemente voleva essere piuttosto forte) non mi ha toccato minimamente ad esempio.
In quest'ottica credo che il cambiamento del titolo di lavorazione abbia giovato alla storia in qualche misura. "Un mondo senza Groucho" avrebbe creato aspettative sproporzionate rispetto a quello che è effettivamente il ruolo della spalla di Dyd nella vicenda (e non escludo che sia perchè io ero a conoscenza del titolo di lavorazione che sono rimasto piuttosto deluso in questo senso).

Comunque, come dicevo all'inizio, il mio giudizio non è totalmente negativo, anzi direi che come prima prova ci sta tutta e assolve bene al suo compito senza gravi intoppi.

A questo punto attendo Mater Morbi e le bellissime tavole di Carnevale.

Ah, credi che prima di Mater Morbi leggermo altre tue storie di Dyd disegnate da altri?

Mirco ha detto...

Il "Volete saperne di più?"
alla fine del filmato c'entra con starship troopers? :D

Curioso ha detto...

E dove lo vogliamo mettere "Il Flash dei due mondi"?

http://nova100.typepad.com/photos/uncategorized/2008/05/29/blog_flash_dei_due_mondi.jpg

Eh? Dove lo vogliamo mettere? Ok, abbiamo capito dove lo vogliamo mettere. Maleducati.

claudiocu ha detto...

Complimenti Maestro!!
una botta di vitalià x DYD!! bravo!

io c'ho visto altre citazioni... pensa un pò ne voglio sapere più di te che l'hai scritto!! ;-))

- il video della "pubblicità" dell'Iperuranium, dove parla la gnocca..non è un piccolo omaggio ai video del progetto Dharma di di "Lost"??
- la segretaria che si "trasforma" non è una citazione del film "la casa" di Sam Raimi dove i mostri hanno unghie lunghe, denti affilati e un pò deformati in volto??

Hellpesman ha detto...

volevo scrivere una critica approfondi ( e spero di farlo a breve), ma i miei budget e powerpoint non mi lasciano nenache la vigilia di Natale, quindi trovo solo il tempo per un unico commento: STUPENDO! grz rrobe!

Randall ha detto...

Beh, che mi venga un colpo se non è uno degli albi migliori degli ultimi tempi!
Si respira un'atmosfera sclaviana un pò dappertutto, e se a questo ci aggiungi il solito gioco citazionistico che in linea di massima caratterizza tutte le tue storie, beh... abbiamo un numero che mi ha davvero divertito! :-D

Inoltre come storia è coerente, non come altre in cui Dylan era catapultato in situazioni senza nè capo nè coda che alla fine si risolvevano in modo assurdo o non si risolvevano affatto.
Ho apprezzato davvero molto l'ideazione della Iperuranium (che somigliasse alla Trapassati è saltato subito all'occhio) e di particolari sequenze geniali (tipo la domanda del dottore con conseguente risposta, ho dovuto rileggerla un paio di volte per capirla appieno).

Quindi complimentoni sia a te che a Bruno, non vedo l'ora di leggere Mater Morbi!

Ah, e già che ci sono Buone Feste! ;-)

Lullaby^ ha detto...

Leggo regolarmente il tuo blog, ma di solito non commento.
Però da lettrice abituale di Dyd non me la sentivo di rimanere in totale silenzio, soprattutto se per complimentarmi.

Mi aspettavo, come primo albo nella serie regolare, una trama più "classica".
Invece mi son trovata tra le mani una storia simpaticamente surreale, ben orchestrata e che scorre velocemente.
Sapendo oltretutto che spesso fai citazioni o rimandi di vario genere nelle tue storie (leggo anche John Doe), mi son divertita a cercarle prima di leggerle qui sul blog.
Hai fatto davvero un buon lavoro.

Peduz ha detto...

Però quella su Jobs è una citazione doppia no? lo hai chiamato Noah in riferimento a Noah Wyle che interpreta il boss di Apple ne "I pirati di Silicon Valley", vero?

E il cognome, Wrigth, è un riferimento a Will Wright?

RRobe ha detto...

Vere entrambe. Me l'ero scordate :asd:

Paola ha detto...

Ho appena finito di leggere il fumetto e sono corsa al tuo blog per farti una domanda su un particolare che mi ricordava un libro...e trovo tutta una serie di riferimenti che nemmeno avevo notato. Bellissima la storia, originale, fuori di testa, spettacolare.
Proprio all'inizio dove Dylan si ferma a bere con Molly al "The World's end" non so perchè mi ha ricordato Douglas Adams e il suo ristorante alla fine del mondo, invece non era un riferimento al libro.
Complimenti..albo spettacolare.

RRobe ha detto...

E' un pub che esiste davvero, dalle parti di Camden.

Dario ha detto...

Beh, il ristorante alla fine del mondo è anche un marchio di JD.

Per quanto riguarda la storia mi vien da pensare che c'era un'attesa veramente spasmodica, quasi la liberazione dall'oppressione degli ultimi anni, ma nei fatti per me si è rivelata una buona storia scritta da uno a cui importa poco. I dialoghi sono brillanti in alcuni punti, molto brillanti in altri, ma i personaggi sono algidi, un po' "qualunquisti".

Però quello che mi piace della storia è la struttura forte, quasi matematica: vero che è scomparsa la tripartizione dei titoletti, però i blocchi serrati di una trentina di pagine ci sono tutti, in un certo senso pure bipartiti (33 pagine circa costituite al proprio interno da un 16 + 16 circa):
1) Presentazione della vicenda/Cliente che presenta il caso (con la pagina del primo intermezzo del pazzo in autostrada a dividere le due sezioni ed il secondo intemezzo del sogno di Groucho per il passaggio al blocco successivo);
2) Arrivo all'Iperuranium/Dialogo virtuale-spaziale (con l'intermezzo del secondo sogno di Groucho);
3) Richiesta del modulo/Ottenimento del modulo e scioglimento della vicenda (con l'intermezzo dell'apparizione di Groucho sugli schermi).
Il problema è che fra le tre parti si avverte una cesura netta, quasi ci si dimenticasse di quello che avviene nella precedente: Molly chiede aiuto a Dylan per la ricerca dell'ex, ma poi di Maxwell non si fa più cenno (neanche da parte della stessa Molly); Molly svanisce ma Dylan se ne cruccia poco; persino la scomparsa di Groucho sembra "pretestuosa" (fra mille virgolette)...

...insomma, una storia "bella senz'anima" (ma ad avercene di più, anche così, nell'ultimo periodo).

Altra caccia alla citazione: il riferimento alla stabilità (e alla lotta all'entropia) può rimandare al primo racconto di Dick, "Stability" del '47?

Inoltre la Swiss Re Tower ed una "segretaria virtuale-olografica" appaiono già nel DD 250 "Ascensore per l'inferno".

Ultima cosa: mi piacciono davvero molto i rimandi interni fra le storie, appunto come quelli annunciati della Iperuranium e dell'ospedale Royal Free.

E auguri di buon Natale!

Dario ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
Skiribilla ha detto...

Comprato oggi, ma resisto e me lo gusto il 26, in pieno fancazzismo.
E non ho letto i commenti e neanche tutto il post, ché voglio vedere fin dove arrivo a indovinare eccetera.
(non ne beccherò neanche un decimo).

Giangidoe ha detto...

Anche se non ho ancora letto l'albo, i rimandi e le citazioni elencate "dovrei" coglierle quasi tutte (soprattutto quelle più cinematografiche).
L'ho comprato stasera, fra oggi e domani dovrei riuscire a godermelo.
Non vedo l'ora!

Raven ha detto...

Letto.
Figata!

l'arraffatore ha detto...

Vorrei almeno sapere come continua la barzerlletta...

JenaPlissken ha detto...

E io che pensavo che il comma 22 fosse stato inventato dal buon Bonvi in sturmtruppen.Non si finisce mai d'imparare.Appena passo in edicola,compro il dylan!
Ho molta fiducia.

Ed! - the webcomic ha detto...

bello, però non si vede neanche un pene.


:asd:

gongoro72 ha detto...

volevo chiedere:
quando dylan e la sua cliente vanno alla ricerca dell'ex marito (di lei) passano davanti ad un locale che stanno (che sembra stiano traslocando) con un teschio sul terrazzo (pag. 20)... che cosè??

gongoro72 ha detto...

mamma quanti errori che ho fatto... scusate

Helicomarion ha detto...

Può essere la Torre Agbar di Barcelona (brutta, veramente brutta) ome il 30 St Mary Axe di Londra. La seconda è più vecchia della prima, quindi per diritto di anzianità vince la londinese.
Anche se comunque era conosciuta come "cetriolo" e non come uovo.

Votarxy ha detto...

citazione inconscia o dimenticata: il groucho che sostiene di saper fare anche l'attore tragico risale niente popò dimeno che al primo episodio della serie.

Votarxy ha detto...

ah, e poi "storia di nessuno" ovviamente :)

Tiziano75 ha detto...

Aspettavo questo albo di D.D. con interesse, curiosità e speranza, perchè credevo che in questo momento soltanto tu eri in grado di poterci proporre qualcosa di nuovo, di coinvolgente e diverso riportando Dylan ad essere (anche solo per un mese) un vero fumetto d'Autore, cosa che purtroppo non è più (secondo me) da molto tempo. Invece il modulo A38 è una storia come tante altre, piena zeppa, come tu stesso scrivi, di citazioni più o meno difficili da individuare (tu sei bravissimo in questo) con un Dylan sigillato nel suo solito personaggio e soprattutto con un ritmo lento e noioso. Mi dispiace perchè anche non essendo un esperto nel settore credo che se neanche tu (il migliore Autore nel panorama del fumetto nostrano per quanto mi riguarda)sei riuscito a realizzare una storia "da ricordare" allora non mi resta che trovare il coraggio di smettere a malincuore di comprare D.D. perchè non credo che Bonelli ne abbia più di me e chiuda la produzione. Buone feste e buon lavoro.
P.S. non me ne intendo, ma credo che a differenza dei fumetti "TUOI" in cui ha libertà di azione totale quelli della Bonelli in un certo senso abbiano posto dei recinti alla tua immaginazione. E' solo una sensazione che ho avutoi leggendoti, ma sicuramente mi sbaglio.

el mauro ha detto...

Leggo dei commenti che mi lasciano perplesso (soprattutto qullo di Tiziano 75)
MI sembra che venga criticato, più che il lavoro di Roberto, proprio il personaggio Dylan Dog.
Sembra ci si aspettasse un approccio "all'americana" del tipo: "Ficoooo! Rrobe al suo esordio alla serie ha ucciso Bloch, Groucho e si è sposato con la Trelkowsky"!
C'è un canone da seguire e il canone non è il "recinto DYD" ma "la sconfinata prateria DyD" nella quale io ho visto un Roberto molto rilassato a mio avviso, NON ho letto frasi eccessive e soprattutto non ho visto censure all'immaginazione. Soltanto idee a raffica pagina dopo pagina. Quindi, il solito vecchio Dylan, particolarmente a suo agio con questo nuovo vestito (sempre rosso e nero, s'intende ;-))

Mauro Uzzeo

Ed! - the webcomic ha detto...

"sì ma comunque non si vede il pene"
[cit.]

Xaxa ha detto...

rrobe...è una lambretta...non una vespa..

RRobe ha detto...

Per Tiziano: mi spiace che non ti sia piaciuto. Ma è colpa mia. Non ho avvertito la presenza di alcun recinto.

Marco ha detto...

Nel complesso, mi è piaciuto.
Secondo me sei entrato bene in sintonia con Dylan, e hai saputo sfruttare in modo intelligente determinate caratteristiche.
Mi è piaciuto il modo in cui hai gestito soprattutto Groucho.

Mi è piaciuta poco la Dylan-girl: vabbé che in genere il meccanismo con cui si innamorano di Dylan lo sappiamo, ma lei è veramente scontatissima.

La storia in sé è divertente, ma nella parte finale ho avvertito una certa stanchezza a proseguire.
Non so perché. Mi è sembrato che la vicenda si prolungasse un po' troppo, a un certo punto.




Il citazionismo non mi ha dato eccessivo fastidio, lo trovo una componente inscindibile da Dylan... e poi Mulholland Drive è uno dei miei film preferiti, ho gradito particolarmente quella citazione.

Capitan Picnic ha detto...

Domanda che mi è venuta leggendo questa storia che mi è sembrata molto piacevole: nel canone bonelliano sono vietati i "legati" tra i baloon?

Ovvero, ogni personaggio nella singola vignetta non può dire più di una battuta (di lunghezza variabile, ovvio).

Se sì, perchè?

- Cap. P.

RRobe ha detto...

Più o meno è così.

nerosubianco ha detto...

Molto divertente, surreale come le storie di Dylan che preferisco, il personaggio è Dylan ed è quello che deve essere. L'impronta di Roberto c'è in ogni pagina, sia nei dialoghi che nella sceneggiatura e un disegnatore come Brindisi li tira fuori alla grande. La storia è rapida, ma rallenta lì dove serve a far capire al lettore che cosa sta accadendo, il finale è divertentissimo e originale. I rimandi al "Modella A38" mi hanno colpito come un bambino con un giocattolo nuovo in mano a Natale.

Dario ha detto...

Ho scritto altre due piccole annotazioni sul mio blog.

jelem ha detto...

Mi è piaciuto (senza "abbastanza").
Bella l'idea della supposta spaziale.

Niente male, magari la storia breve del Color Fest è stata d'impatto maggiore (anche perché era la prima) e ancor più lo sarà "Mater Morbi" per la quale le aspettative sono altissime grazie anche ai disegni di Carnevale, ma questa è senza dubbio alcuno una storia di Dylan Dog, non una storia di Recchioni adattata al personaggio Dylan Dog.
Ovvero RRobe si è calato perfettamente nello spirito del character costruendo una storia a tratti claustrofobica degna del miglior Sclavi.
Il citazionismo del quale è "affetto" l'autore romano del resto non è nuovo nel personaggio in camicia rossa e quindi non stona affatto.

Nota dolente, ma proprio da pelo nell'uovo: i disegni di Brindisi in alcune vignette mi sono parsi tirati via, ma l'insieme non ne viene disturbato.

Se avessi dovuto fare una recensione con una scala di valori/giudizio da 0 a 5 per me sarebbe da 3,75.

il decu ha detto...

Dopo averlo letto e dopo tanto chiacchierare, la conclusione a cui giungo si nebulizza in una forma difficile da esprimere, ma questo video rappresenta bene il mio pensiero su quanto si sta creando qui intorno al fenomeno.
Lo dedico a Rrobe, con affetto.

http://it.youtube.com/watch?v=7sXbSDEw9Aw

MicGin ha detto...

Il gioco delle citazioni può essere piacevole e divertente, ma non mi ha mai interessato più di tanto. Anche se è un tratto comune di autori come Sclavi e Roberto, rischia anche di essere un approccio morboso e cmq francamente inutile. La storia e i disegni non mi hanno convinto del tutto. Il personaggio iniziale ha una caratterizzazione che sembra significativa, ma poi è dimenticato in modo sbrigativo. La ragazza non viene più ripresa, dopo che è svanita. E questo mi ha lasciato un po' così. E' un cerchio che non si chiude.
Cmq mi è piaciucchiato lo stesso. Ma la cosa importante è che questo Dylan è fresco, in parte nuovo, il testo fila ed è brillante. C'è ricchezza di situazioni (forse troppe) il che vuol dire che l'autore non si è risparmiato. Insomma è un albo che si può ricordare e riprendere in mano. E questa è la cosa importante. Certo rimarrai ancora a lungo "un giovane talento del fumetto italiano", fino a quando non avrai scritto almeno una trentina di albi bonelli ;-P
Intanto complimenti perché l'esordio sulla serie regolare era tutt'altro che facile.

Emilio ha detto...

Mah, a me non è piaciuto molto, direi discreto, ma mi aspettavo qualcosa di più. Il miglior Dylan dell'anno secondo me è il n. 261, Saluti da Moonlight.

Thomas Magnum ha detto...

Letto oggi.
Complimenti per aver calato così spassosamente l'atmosfera della follia burocratese nell'universo di Dyd.

Durante lo scambio in cui Dylan definisce alieni gli uomini d'affari mi sono esaltato, lo ammetto.

Restando in tema di citazioni, poi, c'è quel "tu non hai alcun potere su di me" che, consapevolmente o meno, arriva dritto dalla battuta di Sarah in Labyrinth di Jim Henson.
Figo.

Quando arriveranno a citare te che citi gli altri sarà il top ;)

A New York anche Apple ti dice che devi essere pazzo per recidere un contratto, soprattutto quando parla di iTunes video rental...