7.1.09

Ah, il giornalismo di oggi non è come quello di dieci anni fa...


Per ragioni di lavoro, sto facendo una ricerca sulla figura dello zombie nell'ambito ludico.
E ogni tanto mi capita di incappare in cadaveri putrefatti come questo vecchio articolo, pubblicato da La Repubblica nel lontano 1999, a firma di ELSA VINCI. Mi sono permesso di sottolineare i passi più spassosi.

ROMA - Stop al videogioco splatter. Il gip di Roma ha ordinato il sequestro di Resident Evil 1 e Resident Evil 2, con zombie che si nutrono di carne umana tra fiamme, macerie e rottami di città in rovina. "Istigano alla violenza e possono influenzare lo sviluppo psichico e la personalità dei ragazzi". Per questo la Guardia di Finanza svuota gli scaffali di 350 negozi in tutta Italia mettendo i sigilli su 5.500 confezioni utilizzabili in playstation e con Cd rom nel personal computer.

A Raccon City sono tutti morti a causa di un esperimento sfuggito di mano, ma un virus trasforma gli abitanti in zombie. Per eliminarli il giocatore ha una sola possibilità: fargli scoppiare la testa. I protagonisti di Resident Evil sono il poliziotto Leon o, a scelta, la conturbante Claire. Devono riconquistare la città dei morti viventi. Ma il percorso è pieno di trappole. "E di scene orripilanti", avverte il criminologo Francesco Bruno, incaricato dal pubblico ministero, Bice Barborini, di svolgere la consulenza che ha provocato la censura del gip, Dario Donghia.

"Evil" insiste l'esperto "è pericoloso per i ragazzi sotto i 12-14 anni. Può creare in loro angosce, paura di addormentarsi. Per finirlo occorre un mese e, con una buona dose di suspense, tiene davvero inchiodati al video. Una simile esposizione alla violenza fa assorbire modelli e comportamenti negativi". Ma non è soltanto un problema di teste mozzate, schizzi di sangue, crani dilaniati da mostri e animali. "In questa storia muoiono anche i buoni" sottolinea il professor Bruno "non sono messaggi da dare ai bambini".

Ideato dalla Virgin Interactive, prodotto in Belgio, pubblicato pure su Internet, in Italia è distribuito da due società. Resident Evil 1 è arrivato tre anni fa. Nel '98 la seconda versione, ma ne erano già state vendute oltre sei milioni di copie in tutto il mondo sotto la scomunica degli psicologi statunitensi e giapponesi. Le polemiche sul videogioco più cattivo nella piazza telematica hanno costretto i produttori a far registrare a Londra un secondo spot - meno cruento del primo - per pubblicizzare la distribuzione in Europa. Il mercato italiano ha accolto Resident Evil 2 con 100 mila prenotazioni per 12 miliardi e con una denuncia alla magistratura del Movimento per i diritti Civili di Franco Corbelli, che ora si prepara a combattere i film "criminali" trasmessi dalla tv commerciale.

In Italia, sostengono i giudici, non esiste una regolamentazione dettagliata sulla "vendita" dei videogiochi. Il sequestro, scattato per la violazione dell'articolo 528 del codice penale sulla pubblicazione di immagini oscene che possono istigare condotte violente, è ancora in corso. Anche perché si è in attesa di 2000 confezioni dal Belgio, già ordinate dai distributori italiani. La Sony Computer Entertainment, la società che in Italia distribuisce la playstation e, fino ad oggi, i videogiochi Resident Evil 1 e Resident Evil 2 si opporrà, chiedendo il riesame del decreto di sequestro.


Puro avanspettacolo d'antiquariato.

Per la cronaca: Elsa Vinci, dieci anni dopo, è ANCORA una giornalista di "La Repubblica".