29.1.09

...e tornandoci ancora.

Allora, torniamo sul discorso della copertina del volume dellla Becco Giallo, "Il Massacro del Circeo" e facciamolo con un minimo di criterio.
La Lipperini prima, e Wu Ming 1 poi, hanno criticato fortemente l'immagine e il suo significato. La prima ha detto che l'immagine le ripugnava (opinione, per me, lecita) e che "apparteneva a un'intera cultura che allo stupro occhieggia".
Il secondo si è spinto più avanti, definendo l'immagine come "apologetica dello stupro".

Partiamo da un presupposto: si sta parlando della copertina e solo di quella. La Lipperini e nessun altro è ancora entrato nel merito del fumetto stesso (e pure questo dovrebbe dare da pensare ma vabbè...)

Ora, chiariamo un punto: a me la copertina di Ambu non fa per nulla impazzire. La trovo debole e facile.
Ma non la trovo e non la troverò mai "apologetica dello stupro". E non lo dico per una semplice soggettività personale ma per una banalissima analisi iconografica.

Proviamo a confrontare la copertina di Ambu con una delle molte copertine della serie di riviste "Men's Adventure", pulp magazine in voga negli anni '30, '40 e '50.


l'inquadratura:
le vittime sono rivolte verso di noi, a mostrarcele. Siamo messi nella posizione di uno spettatore, se non quelle di un possibile carnefice.

Il soggetto:
due donne voluttuose, praticamente delle pin-up, con le vesti lacere o ammiccanti, ben offerte ai nostri sguardi. Due nazisti, di cui uno a petto nudo. Una belva disumana.

lo stile:
Lo stile dell'illustrazione è realistico e i colori forti, caldi e contrastanti, a suggerire la violenza e il sesso.

Questa è, palesemente, una copertina "appartenente alla cultura dello stupro", ammiccante, rivolta a un pubblico che ci gode nel vedere le donne umiliate, squalificate e sottomesse (a margine, è pure una bella copertina, come la maggior parte di quelle di Men's Magazine, non a caso la Tashen gli ha dedicato ben 5 volumi di raccolte).

Passiamo alla copertina di Ambu:


l'inquadratura:
le vittime sono di spalle e guardano verso i carnefici che incombono su di loro. Chi guarda questa copertina è messo, esattamente, nella stessa condizione (e punto di vista) delle vittime.

il soggetto:
la figura di due donnine, bianche, neutre e stilizzate. Davanti a loro giganteggiano tre uomini demoniaci, rappresentati in nero e rosso e con delle maschere in mano. Gli uomini si fondono in un'unica tenebra. Lo stile del disegno è prettamente di sintesi. Non c'è concessione alla carne. In una simbologia fin troppo elementare, le due donne simboleggiano l'innocenza delle vittime e sono rappresentate in bianco, attraverso a un'anatomia quasi efebica e con un tratto minimale. I loro volti non sono rappresentati, perché potrebbero essere chiunque di noi. I tre uomini, invece, sono dei mostri demoniaci ma il loro volto è ben riconoscibile. Sono partoriti dal male ma sono persone reali, in carne e ossa, con un nome, un cognome e una faccia.

lo stile:
segno di pura sintesi con scelta cromatica inappuntabile: Il freddo e acidissimo colore dello sfondo smorza i toni e l'accostamento violento del nero e del rosso sulle figure di Izzo e compagni, come a sottolineare la volontà di fare informazione, stando però lontani dalla facile spettacolarizzazione.

In poche parole, questa copertina di ammiccante alla cultura dello stupro non ha nulla e tantomeno è una apologia allo stupro o agli stupratori. Solo tempi votati a un sempre più bigotta e imperante mentalità del politicamente corretto possono vederci "il peccato", in una immagine come questa. Quindi, non ritenendo la Lipperini una sciocca (e tantomeno Wu Ming 1) le possibilità sono due: o si sta facendo una polemica strumentale per sostenere il proprio punto di vista e portare avanti la propria causa, oppure si è parlato con superficialità e non si vuole ammettere di aver preso una cantonata.
Non sono sicuro di quale delle due ipotesi preferire.

67 commenti:

3DEIMOS ha detto...

Secondo me non è tanto la copertina ad aver infuocato le discussioni ma la storia in se stessa. Visto che hanno fatto un bel fumetto su quella vicenda e che non si può andare a consolare le vittime, chissà se i due autori andranno nell'agosto del 2009 a trovare tale Giovanni Guido (ma possono farlo anche ora) e a ringraziarlo per avergli dato la possibilità di fare una storia su di lui e sui suoi atti con tanto di fumetto firmato!!!

RRobe ha detto...

No. Si è parlato solo della copertina.
Il tuo commento è abbastanza disgustoso, aggiungerei.
Ma forse sono diventato un buonista pure io.

Wu Ming 1 ha detto...

è infondato dire che il punto di vista nella copertina è quello delle vittime. Manca qualsivoglia effetto di prospettiva che giustifichi questa affermazione. Noi siamo ad altezza occhi degli stupratori sogghignanti, loro ci guardano sogghignando, “sfondano la quarta parete” in cerca della nostra complicità. Noi siamo insieme a loro, non insieme alle vittime. Le vittime sono piccoline, lontane da noi, in basso, nel fondo della copertina. Le vittime sono ai nostri piedi. Noi siamo insieme ai mostri del Circeo.
E questo è soltanto uno degli aspetti.
Ci sono le pose cool, le espressioni del viso, la disinvoltura.
C’è il fatto che le maschere non le indossano, ma le tengono in mano, loro ci mostrano le loro facce soddisfatte, e perché mai lo farebbero se noi non fossimo loro complici?
C’è il modo di rappresentare le due ragazze, di cui già molto si è parlato (nudità, bei culi, niente visi, riccioli alla Manara etc.)

Hanuman ha detto...

No scusa... da esterno a me sembra che già il fatto che le due donne ci diano le spalle vuole dire che "guardano" nella nostra stessa direzione. Che siamo al loro fianco, nel loro spazio di scena e NON in quello dei tre. Il fatto che i tre si cavino le maschere perchè non potrebbe implicare - anche in modo molto semplice - che davanti alle vittime non hanno più bisogno delle maschere? Non la vedo come una presa di posizione di complicità.

RRobe ha detto...

Siamo alle spalle delle vittime, con gli stupratori davanti.
Il nostro punto di vista è quello delle vittime. Questo è l’ABC della decodifca del racconto per immagini, eh?
Esempio:
se devi rappresentare l’arrivo in aereo di un personaggio atteso dal protagonista della storia, l’aero lo rappresenti visto frontalmente, mentre atterra. Sei cioè nella prospettiva del tuo protagonista.
Se invece il tuo protagonista è il personaggio a bordo dell’aereo, la scena la riprendi alle spalle dell’aereo, in fase di atterraggio.
Mettendo l’inquadratura alle spalle delle vittime, è ovvio che chi guarda e chi racconta è “dalla loro parte”
Quanto alle pose… immagino che tu ce le abbia presente le controparti reali e la loro storia, no? Rappresentarli come mostri, arroganti e convinti di farla franca, mi sembra il minimo.
Sulla mancanza di visi è perché quelle vittime siamo tutti noi. I carnefici un volto ce l’hanno eccome.
E sulla presunta componente sexy di quelle figure femminili… signori, per me il problema è l’occhio di guarda, in questo caso.
Vedete il peccato forse perché è dentro di voi.

Hanuman ha detto...

scritto senza aver letto il commento di rrobe sul blog della lipperini... mi scuso per aver ripetuto roba già detta.

Sergio Algozzino ha detto...

x rob: io avrei preso come esempio le copertine della EC Comics e le follie di Wertham.
Non che il tuo esempio non valga bene, eh, dico solo quello a cui ho pensato tutto il tempo... mi sembra la stessa follia e ipocrisia.
Solo che sono passati 60 anni.

Luigi Siviero ha detto...

A Poggibonsi ci sarà un incontro con Zygmunt Bauman, Luca Scarlini, Loredana Lipperini, Umberto Galimberti, Monsignor Gianfranco Ravasi, l’oncologo di fama internazionale Lucio Luzzatto, Remo Ceserani, Carlo Lucarelli, gli illustratori e sceneggiatori del fumetto cult Dylan Dog.

Non è che finisce tutto a tarallucci e vino in un locale sadomaso?

DIFFORME ha detto...

robè sta cover è scarsa, banale e paratattica e da quanto ho capito non (solo) per colpa dell'autore ma per scelte editoriali; i tre tipi innegabilmente figosi giganteggiano su due donne ritratte come prede piccole, inferiori, insignificanti (che per me, visto come rappresento le donne, è l'insulto massimo ma lasciamo perdere...) e il fatto che siano solo delle sagome amplifica ulteriormente l'effetto "insignificante" (e infatti nell'altra cover che hai postato le vittime hanno molta più dignità),
detto questo però tacciarla di apologia di stupro mi pare assurdo, è solo una cover infelice, piuttosto mi pare utile approfondire il discorso fatto da Gipi sulla responsabilità di quello che si rappresenta e sulla ricerca di come rappresentarlo, insomma la cronaca di uno stupro/massacro realmente accaduto non s'affronta con la leggerezza di un action, ma credo/spero che, copertina a parte, il fumetto tenga conto di tutto questo...

il decu ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
il decu ha detto...

Scusate il lungo e tardivo intervento: sono prolisso e lento.
Sul punto di vista vorrei dire la mia, che mi occupo di questo.

Il personaggio di spalle, o per ¾ di spalle, viene introdotto da Raffaello per bucare la parete affrescata ed instaurare un continuum fra realtà e rappresentazione, in un’epoca che ha fame di "spazialità".
Alle tre dimensioni rappresentate si vuole aggiungere ancor più realismo, permettendo a noi, spettatori, di entrare in quella stessa rappresentazione.
Il personaggio di spalle è tanto soggetto rappresentato, quanto spettatore.

Un regista, per indicare all'attore di voltarsi, gli chiede di "mettersi di quinta".
Le possibili accezioni del termine "quinta" sono tante, ma un attore di quinta non necessariamente fa da quinta teatrale: esso può occupare anche il centro dell'inquadratura.

La quinta, compositivamente introduce al secondo piano, stabilisce la distanza fra noi ed esso.

Su questo il cinema costruisce la propria semantica.
L’illustrazione segue il cinema, se non per due vincoli: assenza di dimensione temporale e conseguentemente staticità.
Huston ci colloca in mezzo ai marinai, fra quinte di uomini di spalle, per farci partecipare come uno di loro all'ascolto del giuramento di Achab.
"Fanno quello che stiamo facendo noi, posizionati proprio come noi.
Si potrebbe dire che la quinta rende più democratica l'inquadratura: anche se c'è un capo, e noi tutti lo ascoltiamo, lui è pur sempre di questo mondo, o di un mondo al quale saremmo potuti appartenere" (Paolo Morales - Narrare con le immagini)

Il personaggio di spalle, è l'ennesimo spettatore, davanti a noi, di quella scena.
O l'ennesimo fruitore, davanti a noi, di quell'immagine.
Noi viviamo insieme ad esso.


-"Manca qualsivoglia effetto di prospettiva che giustifichi questa affermazione. Noi siamo ad altezza occhi degli stupratori sogghignanti..."
Se manca qualsivoglia effetto di prospettiva, noi non siamo ad altezza degli stupratori, tanto meno delle vittime.

-"e vittime sono piccoline, lontane da noi, in basso, nel fondo della copertina."
Mi pare ovvio che non sono "piccoline, lontane da noi", ma piccole rispetto alla portata della violenza di cui saranno vittime, e lontane da qualsivoglia via di fuga.

Pur tutta via gli stupratori ammiccano al lettore.

La mia opinione è che l'immagine in modo molto diretto e semplice ci presenta entrambi i punti di vista, entrambe le parti e lo fa in maniera abbastanza neutrale, perché entrambe vengono collocate nel loro ruolo…
La composizione, la scelta recitativa e il peso dei soggetti avrebbero potuto spostare quest'equilibrio in direzioni molto più eccessive e di parte.
Non è questo il caso.

Angelo Farinon ha detto...

Le tre figure in copertina ammiccano eccome... sembrano ganzi, tronfi delle loro azioni, che siano rivolti o non al lettore. Si stà parlando di una cosa vera, e nel rispetto di chi ha sofferto, a mio parere, non si doveva assolutamente rendere minimamente simpatici quei tre. perchè in quel disegno è quello che sembrano.

Hanuman ha detto...

Sì, hanno dei ghigni demoniaci e stravolti che ne fa davvero dei simpatici mattacchioni.
Bah.
A questo punto Devilman di Go Nagai, in questo sistema di codifica delle immagini, deve avere la verve di Krusty il Clown...

ausonia ha detto...

figuriamoci... a me di tutta questa storia, se devo essere onesto, più della copertina (e la penso pari pari come gipi quando dice: "La questione, al di là di tanti ragionamenti, credo che sia formale.
Nel racconto a fumetti abbiamo pochi mezzi: ritmo, parole, disegno, montaggio.
Ecco, questi mezzi sono la nostra lingua e il modo in cui si utilizzano sono la nostra morale (non ho paura di usare questa parola) la nostra etica e la nostra visione delle cose.
A me quella copertina fa incazzare. Perchè la forma è debole, superficiale e credo che non trasmetta una reale partecipazione all'evento trattato.
Non basta dire "faccio un fumetto a tema sociale" per sentirsi a posto. C'è la forma.
E se la forma non riesce a distaccarsi dalla visione delle due gnocchette abbracciate e dall'idea dei demoni con la maschera, allora vuol dire che il lavoro di riflessione fatto sull'argomento è stato debole.") mi avevano indignato già queste foto:

http://fabianoambu.blogspot.com/2009/01/ambu-in-libreria.html

ma tanto, eh? quindi... diciamo solo che ognuno di noi ha sensibilità diverse e... punto. inutile farne una tragedia.
ma se uno tratta in un fumetto certe vicende nere e reali come quelle del circeo... se ha vissuto il suo lavoro (anche se solo da disegnatore) con un minimo di coinvolgimento e di partecipazione umana... a fine libro non è che si mette in posa a fare le faccette esultanti come se avesse finito un numero di "nemrod - i cacciatori della bestia 666".

e allora torno a citare gipi quando dice: "Essendo che ho pochi nemici devo dire che questo deficit di consapevolezza io l'ho trovato in molti lavori editi da Beccogiallo. Credo che dipenda dal fatto che si prendono dei ragazzi giovani e li si fa raccontare di cose che sanno poco o che, comunque, hanno "sentito" poco nel profondo.
Perchè si può conoscere un evento leggendo le notizie relative, ma per "sentirlo" il processo è molto più complicato."

poi è ovvio che appena lo troverò in libreria, questo libro di ambu, lo prenderò e lo leggerò. e magari lo apprezzerò parecchio. mica lo escludo. anzi.

Manu ha detto...

se non lo aveste già fatto, credo sia giusto fare un salto qui:
http://fabianoambu.blogspot.com/
la cosa più allucinante è che dei giornalisti critichino un'opera senza averla letta...mi sembra totalmente illogico.

3DEIMOS ha detto...

"Sì, hanno dei ghigni demoniaci e stravolti che ne fa davvero dei simpatici mattacchioni.
Bah. A questo punto Devilman di Go Nagai, in questo sistema di codifica delle immagini, deve avere la verve di Krusty il Clown..."

Forse ancora non si è capito che la copertina è un sunto a tutto quello che questi tre individui hanno fatto sulle vittime, un elogio alla loro cattiveria e se vogliamo elogiare i cattivi allora tanto vale fare fumetti su tutte le violenze sessuali avvenute in questi anni. Perchè è meglio mostrare la cattiveria del boia che non l'infelicità della vittima, forse ci riesce più facile. Quella copertina ma anche tutto il lavoro, doveva e poteva essere interpretato diversamente. D'altra parte, anche nel cinema e nei film tratti da delle storie vere e toccanti si ricerca una cover capace di coinvolgere lo spettatore in senso positivo (la prima che mi viene in mente è la mano dell'adulto che stringe la mano del bambino in schindler's list).

Hanuman ha detto...

Ma sai, per me è un po' imbarazzante starlo anche a spiegare, ma un film che parla di un uomo che salva una carrettata di gente, può permettersi una locandina zuccherosa e rassicurante.
Un libro che parla di uno dei più allucinanti atti di violenza, no. Mi torna un po' difficile la possibilità di "coinvolgere positivamente lo spettatore" nella cronaca di uno stupro.

anzi, aspetta, caviamoci il dente. Tu come avresti fatto?

3DEIMOS ha detto...

Sicuramente non avrei messo la malvagità in copertina. Ho avuto modo di realizzare lavori rivolti al sociale e difficilmente metterei la figura di uno stupratore cosi netto in un contesto di violenza sessuale. Non per ammorbidire la massa ma per semplice rispetto verso le vittime.

RRobe ha detto...

Per Difforme e Ausonia: ma perché mi state dicendo "a RRpbè, la copertina è debole..."... l'ho detto alla riga due di questo post che, anche per, me l'immagine è debole.
Ma leggete o siete solo innamorati della vostra voce?

RRobe ha detto...

Che poi, in tutto il vostro parlare (spesso con parole d'altri), il punto della questione lo avete ignorato:
quell'immagine si merita di essere definita "aplogia di stupro"?

Capitan Ambù ha detto...

Caro Ausonia.
Far vedere le foto in cui mostro di essere felice per la pubblicazione di un libro, a cui ho lavorato per più di un anno e collegare il tutto a quello che è questa polemica, facendo una morale e legandoti ad un pensiero di Gipi è veramente vergognoso e bieco.
Mi conosci.
Se vuoi un riflettore prendilo e tutto tuo non hai bisogno di buttare fango su qualcuno per ottenerlo, o forse si.
Gipi ha detto la sua, infatti non ho avuto niente da ridire, Roberto ha fatto altrettanto.
Tu dalla tua prendi una mia foto la estrapoli dal contesto e fai una manovra degna delle "elezioni politiche americane".
Vuoi le foto in cui sono nudo, o forse preferisci qualcosa di più Hot?

Ribadisco quello che ho gia detto nel mio blog per risponderti, quello che realmente infastidisce te è che Ambu non ha il bollino blu, quello che tu sei convinto di possedere.
Prova a dire qualcosa di tuo, dai non ti appoggiare a Gipi, prova a essere te stesso senza cercare il consenso o fare l'alternativo.

Ora hai ottenuto la polemica, la sfrutterai e otterrai quel minimo di visibilità che Roberto ti concede e che tu con tutto quel glamour e fashion che sfoderi non sei riuscito ancora ad ottenere.

Una persona che mi conosce almeno un minimo sa che io non mi sarei mai comportato come tu stai facendo ora e tutto questo elude dalla cover e da tutta la polemica in corso.
Stai attaccando l'autore e non l'opera in se, dimostrando che non sei all'altezza delle tue argomentazioni.

Ho 37 anni, se vuoi il mio curriculum te lo mando almeno ti fai un'idea, abbi rispetto per un professionista, perchè per quanto possa crearti dei problemi lo sono.

Accetto le critiche da tutti sul mio lavoro, ma non entrate nella sfera personale perchè ora davvero stiamo passando il confine.

DIFFORME ha detto...

robè l'ho scritto alla riga 13 che è assurdo considerarlo apologia di stupro, non cercà la polemica con me che caschi male

Albo ha detto...

a me sembrano un paio di tromboni che ormai si sono sbilanciati troppo per ammetterlo... inoltre mi sono beccato un bel vaffanculo tutto per me dalla Lipperini e ciò mi fa sentire tanto importante e qualificato...
Però questa profonda conoscitrice dei fumetti(lo sarà pure, per carità) continua a sbraitare su una copertina, non considerando nemmeno il fumetto. Un po' quello che ho fatto io criticandola, senza leggere prima tutto il suo illustre blog. E io non l'ho nemmeno mandata affanculo! :)

Rrobe, insomma, ti ringrazio per questo momento di celebrità che indirettamente mi hai donato :) se non era per te, io manco lo leggevo quel post lì :)

ausonia ha detto...

rrobe: ma leggi anche tu, però.
io citando gipi non ho detto che quell'immagine era debole. ma che a me "quella copertina mi ha fatto incazzare".

questo diceva gipi.

di copertine banali o "deboli" ce ne sono a migliaia. quelle dei libri, dei cd, dei film... ce ne sono un sacco che sono "deboli". chissenefrega. nessuno discute di una copertina debole. sicuramente lo può fare qualche nerd... ma son cazzi suoi.

allora se non è debole merita di essere definita "aplogia di stupro"!

nemmeno.

ma si riesce a uscire (una buona volta) da questa logica da asilo nido del bianco e del nero? del sei d'accordo con me o con la lipperini? (mi sa di no. purtroppo)

gipi nei suoi interventi ha parlato di scelte, di segno, di forma. e ne ha dette di cose interessanti e condivisibili. per quanto mi riguarda aveva quasi esaurito l'argomento, per quanto era stato ficcante.

rileggile quelle cose. se provi a comprenderle magari la smetti anche di aprire altri post sull'argomento.
perché il punto è tutto lì. sull'ATTENZIONE che si dovrebbe mettere quando si disegna.

e se si disegnano cose realmente accadute... vicende tra le più tragiche che possano esistere, questa attenzione dovrebbe esserci.

se mi fai la disamina tecnica (come ti piace tanto) sulle copertine di new man... è semplicemente assurdo.
è deprimente davvero. significa che non hai capito. nulla. quella era roba che usciva quando in italia esisteva ancora il delitto d'onore... chissenefrega.

e nel mentre ti perdi l'oggetto in questione.

ad esempio, pensa ai fumetti di miguel angel martin: violenza gratuita e amorale su personaggi di finzione.

nessuno scandalo, anzi. per inciso io considero martin un grande.

nella copertina de "il massacro del circeo" INVECE quelle due fighettine in ginocchio con i culetti perfetti e i capelli ben pettinati, pretendono di essere la RAPPRESENTAZIONE SIMBOLICA DI DUE VITTIME REALI.

questo fa della copertina di ambu una copertina debole???

mi arrendo.

sai perché detesto i nerd? perché vedono sempre il dito e mai quello che indica. e sanno dirti tutto su quel dito. ma proprio tutto tutto. sono dei maestrini del dito. gli espertini massimini e supremini del dito.
esattamente come in questo tuo post.
ti soffermi sulla lunghezza dell'unghia, sul colore della pelle, su un graffio sulla nocca. e ti ci impegni pure.

ausonia ha detto...

ambu. con questa storia dei riflettori avete rotto. la tirate fuori (non sei il solo) ogni volta che qualcuno vi muove una critica.

nella polemica io ci sono entrato per ultimo dopo che un milione di persone avevano detto la loro. non capisco perché ti infastidisca così tanto la mia partecipazione.

sui bollini colorati. sono vaneggiamenti tuoi. io non posso farci nulla.

ausonia ha detto...

ah, ambu: sulle foto. le hai pubblicate tu. non sono venuto a rubartele a casa.

a me indignano. punto. perché sono sintomo di una forma mentis. che tu hai il santo diritto di difendere e io di criticare. come ti avevo già detto ieri, fa parte della normale libertà dialettica.

Tizio Qualunque ha detto...

Ad inserirmi in una discussione in cui a dibattere vi sono virtuosi del fumetto di vario tipo e, in generale, persone con una cultura e un'esperienza critica superiore alla mia provo un po' di timore. Desidero comunque condividere con voi un pensiero semplice, quasi banale rispetto alle analisi fatte in precedenza.

Si discorre su che tipo di messaggio possa trasmettere la copertina di questo fumetto. Se possa portare il lettore all'identificarsi con le vittime (disegnate in maniera forse un po' stereotipata) o a simpatizzare per gli assassini quasi fossero delle simpatiche canaglie. Non ho i mezzi per poter prendere nettamente la parte dei primi o dei secondi, ne ho la proprietà del mezzo come un Gipi quando parla degli strumenti che un fumettista ha in mano quando produce qualcosa. A un concetto piccolo piccolo però ci arrivo pure io. La copertina è un biglietto da visita. Un assaggio di quello che potresti trovare sfogliando le pagine o addirittura leggendole (perchè anche questo, nella critica di un fumetto, può aiutare)...ma non è una promessa di intenti. La copertina ti trasmette un input che poi sta a te ritrovare leggendo le pagine. Poter capire in che ottica viene trattato un argomento così delicato da una singola illustrazione che per la sua natura di copertina non deve dire più di tanto ma semplicemente portare lo sguardo tra i vari libri dello scaffale è veramente eccessivo al limite del presuntuoso. Io non ho ancora potuto leggere il libro ma, spulciando in rete (cosa che alcuni dei protagonisti della bagarre avrebbe potuto fare) sono riuscito a trovarne almeno un paio di pagine ancora da letterare. Non posso ancora dire quella che potrebbe essere l'ottica con il quale si è trattato questo orrendo fatto di cronaca ma già ne so di più di chi ha gridato allo scandalo per una singola immagine che forse è fin troppo ingenua per un argomento così crudo, ma è pur sempre un solo tassello di un qualcosa più complesso.

Grazie

Francesco Gastaldo

Jenny ha detto...

Dico "velocemente" la mia e poi lascio stare.
Premetto di non aver letto questo fumetto, ma la questione mi sembra riguardi soprattutto la copertina e quella la vedo anch'io, quindi ho forse le carte in regola per esprimere un mio parere.
Aggiungo anche che pur essendo vero che, come si dice sempre, non è buona cosa giudicare un libro dalla copertina, ritengo che comunque quest'ultima sia un elemento editorialmente importante, molto.
Importante al punto da esser solitamente scelta con una cura e con una attenzione (e voi addetti ai lavori lo saprete molto meglio di me) che di solito supera quella destinata alla gran parte delle singole vignette, ovvero il concreto corpo della narrazione.
Quindi direi che commentarne il senso e l'impressione che suscita è comunque lecito e non banale.
Anche perchè è con la copertina che ci si fa la più semplice delle pubblicità, lanciando quindi una sorta di messaggio.

Per iniziare rispondo alla domanda del padrone di casa: no, non ritengo che questa copertina sia "apologetica dello stupro".
Ma la questione secondo me non si può ridurre a chi è d'accordo oppure no con l'attribuzione di questa definizione.
Perché mi pare che quel disegno risulti comunque ambiguo, anche se probabilmente non per effettiva intenzione degli autori, la cui buona fede non metto in discussione.
Però aggiungo una cosa, non so se sensata oppure no: quel disegno dà la sua peggiore impressione nella versione manifesto della mostra (che ho visto per primo, come credo anche la Lipperini), più che nella reale copertina del libro.
Effettivamente l'attenzione sembra indirizzata tutta ai massacratori, più che alle vittime, e i primi sembrano apparire quasi in veste "eroica" (scusate, non trovo termini migliori), per come dominano la scena su uno sfondo bianco che solo in basso sfuma nel nero, ma quasi solo per dar spazio ai titoli della mostra.
Le ragazze invece sembrano anonime comparse, senza alcunché che le identifichi o che possa farci identificare con loro.
(E in tal senso non mi convince nemmeno il riferimento fatto da RRobe al punto di vista comune, né tantomeno alla presunta medesima condizione tra spettatore e vittime, a mio parere non veritieri; anche perché la scena appare tutto fuorché realistica, quindi i parametri da considerare secondo me cambiano.)
Al contrario dei loro massacratori, che decisamente sembrano più veri e assurdamente più umani delle statuine che stanno sotto di loro.
Tutti e tre dall'espressione e dal sorriso stronzi, ma ammicanti come quelli che potrebbero avere i protagonisti di un film o di un fumetto d'azione, che siano buoni oppure no.
E in tal senso penso che la scelta fatta dagli autori di farli guardare verso di noi non sia felice, perché devia l'attenzione su di loro e non sui loro atti e su chi concretamente ne ha subito le violenze.

Nella copertina reale tutto ciò chiaramente resta, ma l'insieme cambia e l'impressione di ambiguità per fortuna viene un po' diluita.
Diluita dal fatto che l'immagine appare ridotta, rispetto al quadro complessivo, e quindi anche i tre figuri sembrano dominare un po' meno la scena e di conseguenza si riduce anche l'aspetto "eroico"(scusate di nuovo) che descrivevo prima.
Anche perché nel contempo è ancor più chiaro l'effetto "splatter" che da questi si riversa sulle ragazze, mentre invece nel manifesto questo aspetto si perdeva in un nero senza troppi significati.
E inoltre la solita grafica della Becco Giallo, abbastanza spartana soprattutto per ciò che riguarda il titolo e i credits del libro (che nel manifesto erano comunque più "brillanti"), abbinata allo sfondo neutro così come descritto da RRobe, comunica una certa volontà di fare informazione.
In conseguenza di ciò mi sembra che la cattiva impressione generale effettivamente un minimo si mitighi.

Poi boh, vedete voi se la mia analisi meriti di essere etichettata come bigotta o moralista.
(In ogni caso spero di non sentirmi in dovere di replicare.)


Un ultima cosa.
Avrei da esporre una mia perplessità, che magari denota ignoranza o ingenuità: ma è pratica diffusa quella di fare una mostra relativa ad un nuovo fumetto in uscita a breve?
Non è un po' troppo autocelebrativo e forse pure quel filo opportunista più di quanto effettivamente l'opera stessa non sia?
Mah...

ottokin ha detto...

Cito Difforme
"robè sta cover è scarsa, banale e paratattica"

Drammaticamente vero, state facendo una serie di pippe mentali su una copertina BRUTTA!!!
graficamente, cromaticamente e tatticamente
BRUTTA!!!

I manifesti degli anni 30' ecc. avevano illustratori con le palle! Non c'è confronto Robbè!

Luigi Siviero ha detto...

"Però aggiungo una cosa, non so se sensata oppure no: quel disegno dà la sua peggiore impressione nella versione manifesto della mostra (che ho visto per primo, come credo anche la Lipperini), più che nella reale copertina del libro."

Inoltre il formato del libro è piccolo. Bisogna prendere una lente di ingrandimento per tirarsi una sega.
Non uccidetemi con i doppi sensi :-)

Luigi Siviero ha detto...

"Avrei da esporre una mia perplessità, che magari denota ignoranza o ingenuità: ma è pratica diffusa quella di fare una mostra relativa ad un nuovo fumetto in uscita a breve?
Non è un po' troppo autocelebrativo e forse pure quel filo opportunista più di quanto effettivamente l'opera stessa non sia?"

E' un modo per far parlare del fumetto (in internet con i comunicati stampa e nella città dove ha luogo la mostra con l'auspicabile interessamento dei quotidiani locali).
Non mi sembra una cosa da demonizzare. Alla fine mostre di questo tipo non hanno la portata di mostre come quella di Hugo Pratt a Siena un paio di anni fa.

Luigi Siviero ha detto...

C'è una cosa che non è ancora stata detta.
La copertina è parte integrante del fumetto. Isolarla e giudicarla senza tenere conto del contenuto del libro è un'operazione scorretta, soprattutto se si accusa l'autore di apologia dello stupro.

Staccare la copertina dal resto del fumetto è come analizzare la frase di un libro senza tenere conto del contesto nel quale è scritta.

Mi sembra che alla Lipperini manchi questo concetto.
Si può fare una cosa del genere se Valenti scrive una cronaca in prosa e la casa editrice commissiona la copertina a Ambu.
In questo caso copertina e testo hanno due vite diverse.

p!o ha detto...

Due o tre cose al volo:

Uno: Vi scandalizzate per l'espressione dei tre come se fosse una invenzione di chi ha fatto la copertina, ma dico: le avete viste le foto di Izzo in manette? Non cc'è niente da fare, l'espressione è quella.

Due: no, niente apologia dello stupro, ma anche a me graficamente la copertina non piace, e delle prove postate sul blog di ambu ( http://fabianoambu.blogspot.com/2008/11/silenzi.html ) è quella che sinceramente mi piace meno. Anche solo per lo sfondo verde acido.

Tre: le foto con l'autore sorridente e il pollice alzato di fianco alla copertina del volume sono francamente fuori luogo vista la tematica. anche solo per rispetto nei confronti delle vittime.

Per dirne una, non ho mai visto Spielberg parlare di Schindler's List abbozzando anche solo un timido sorriso. Ci vuole rispetto.

Anche questa è sinceramente quasi disgustosa.

Tutto si riduce a una questione di sensibilità, a me leggendo il dossier sul massacro del circeo ( http://tinyurl.com/dxr5k3 ) sono venuti i brividi.

Fabrizio ha detto...

@ Aus:
Io non vedo "nerdismo" nel fatto che Rrobe abbia usato l'ABC della percezione visiva associata al fumetto.
In fondo sono regole che utilizzi anche tu e utilizza chiunque in questo settore.
E la cover di Ambu, nella sua semplicità, quello dice. Punto.
Che poi potesse spingersi pi in là, sono d'accordo.
Ma, se al posto di due silouettes avesse messo due ragazze meno formose e vestite di abiti stracciati, probabilmente non saremmo qui a discutere.

E questo leggero particolare non avrebbe comunque aumentato la profondità della copertina.

La forma in questione, la FORMA, non è apologia dello stupro.
Per i contenuti sarebbe stata meglio un' altra cover? Posso essere d'accordo.

Ma non è una questione di nerdismo. E' pura meccanica del linguaggio. E la meccanica, nella sua freddezza, dice quello che è sotto gli occhi di tutti. Punto.
Oggettività basata sulle convenzioni. Pura sintassi.

Bisogna spingersi oltre con i contenuti? Mi sta bene. Ma questo l'ha spiegato anche Rrobe...

Per le foto in stile "Italia Uno"... beh, io credo non siano state scattate con cattiveria. Forse con eccessiva ingenuità. Associate a questa discussione sembrano squallide. Ma suppongo che l'intenzione a monte fosse molto meno carica di significato.

Fab

RRobe ha detto...

Errore mio Difforme.

Obi-Fran Kenobi ha detto...

Per curiosità, ho fatto vedere la copertina a mia madre, casalinga con una cultura del fumetto pari a zero, senza competenze di impostazione grafica, e per finire filofemminista inconscia. Chiaramente, ricorda benissimo i fatti del 1975.

Le ho chiesto di descrivermela e mi ha risposto: "Be', i tre uomini sembrano diavoli, hanno le maschere da persone perbene ma in realtà sono malvagi, anche se hanno facce da bravi ragazzi."
"E le ragazze?" le ho chiesto, senza aiutare i suoi processi mentali suggerendo se fossero provocanti, ammiccanti, sexy o quant'altro.
"Beh le ragazze sono piccole e innocenti, mi sembrano indifese e terrorizzate".

Non so se voglia dire qualcosa, forse mia mamma è davvero troppo lontana dal mondo del fumetto e dell'impaginazione, ma queste sono state le sue impressioni a freddo sulla copertina.

Obi-Fran Kenobi ha detto...

Eh, scusate. Riletto ora alcuni commenti.

No, dai. Davvero un fumettista non può muovere critiche ai nerd.

Essù. E' un controsenso.
Il fumetto nasce da nerd per nerd. E se siete diventati fumettisti di successo è perchè siete o siete stati nerd.
Non dovreste negare questo, per quanto il fumetto possa oggi essere diventato letteratura e intellettualità grazie ad alcuni autori-chiave.

kingsimon ha detto...

il problema dei critici ( e spesso degli auori stessi ) e' l'idea di non considerare il pubblico , e la copertina cosi' e la copertina cosa' , il buon dio ha fornito gli utenti della capacita' basilare di avere un'idea propria , indi sara' briga di chi vede la copertina , e decide di comprare il fumetto decidere se e' ammicante o meno , e se uno la trova ammicante e decide che lo stupro e' una figata , non e' certo colpa del fumetto , bisognerebbe tirargli una sequenza infinita di calci nel culo e mettergli un po' di sale in zucca.
odio le crociate contro questo o quell'altro , odio ancora di piu' i critici , ed ingenerale farei notare come l'apologetica dello stupro sono le modelline , le fichette sbottonate e il culto della bellezza fine a se stessa che impazza nel nostro "bel paese" che oltre ad ignorare tutto cio' che riguarda il pensiero e la profondita' culturale , abitua generzioni intere a considerare le donne cose da possedere a piacimento , e cosa ancora peggiore , abitua le ragazze a pensare e se stesse negli stessi termini.
per finire suggerirei ai benspensanti di prendere tutte le loro farlocche indignazioni e ficcarsele la' dove non batte il solo

amen

kingsimon ha detto...

il sole

Wu Ming 1 ha detto...

“Siamo alle spalle delle vittime, con gli stupratori davanti.”

Siamo sopra le vittime. Loro sono ai nostri piedi. Siamo in cerchio insieme agli stupratori, con le vittime in mezzo a noi, piccole, come animaletti, come quando i bambini si mettono a tormentare le lucertole. Il tono nell’insieme è sadico, la domanda retorica è quella che parafraso dal commento di Andrea Barbieri su Lipperatura: “Non trovi anche tu divertente tutto questo? Non stiamo stuprando un po’ anche in tua vece? Ci vedi senza maschera perché noi siamo te.”
Se fosse intesa come “chiamata di correo”, allora sarebbe un messaggio disturbante in senso buono. Ma allora non ci sarebbe la glamourizzazione, la rappresentazione “fica” dei tre. Sarebbero davvero demoni, repellenti nelle forme, e il messaggio sarebbe: “Questo demone è anche dentro di te”.
Io non colgo questo. Recchioni e Barbieri sì. Chi ha ragione? Non lo so. So che la copertina mi ha disturbato subito, e ha fatto il medesimo effetto ad altri.

Sulla questione dell'apologia, ho già spiegato che esistono apologie non intenzionali. Se si preferisce continuare a ripetere che invece di criticare l'opera ho messo in mezzo l'autore, dando ad Ambu dello stupratore, beh, siamo in un paese libero. Ma se uno vuole leggere come ho argomentato davvero la cosa, può andare su Lipperatura. Grazie a tutti.

Wu Ming 1 ha detto...

P.S. La copertina è la prima e spesso l’unica cosa che uno vede di un libro o di un albo. La copertina è riprodotta in rete, nei cataloghi, diventa anche locandina per le presentazioni, la vedi in libreria etc. Quelli che vedranno solo la copertina sono un insieme più grande di quelli che leggeranno il fumetto. Il messaggio veicolato dalla copertina acquisisce un’autonomia rispetto al fumetto che c’è dentro, che può anche essere impeccabile, ma viene in un certo senso “rovinato” dalla presentazione esterna.

Criticare la scelta comunicativa di una copertina prescindendo dal libro è non solo legittimo, ma in una qualche misura necessario.

Io posso passare di fronte a un negozio e dire che la vetrina è allestita in modo sbagliato, e questo non equivale a dire che dentro il negozio vende roba di merda.

Ed! - the webcomic ha detto...

Non so voi, ma a me questo Wu Ming mi fa una paura fottuta.
Più degli stupratori intendo.

Ditemi che è tutto uno scherzo.

Wu Ming 1 ha detto...

@ il decu,

tu mi ribatti questo:

"Se manca qualsivoglia effetto di prospettiva, noi non siamo ad altezza degli stupratori, tanto meno delle vittime."

Questo è giocare con le parole, perché la mia affermazione era:

"-"Manca qualsivoglia effetto di prospettiva che giustifichi questa affermazione [cioè che siamo nel punto di vista delle vittime"

Infatti c'è un effetto di prospettiva contrario: le vittime sono piccole, lontane dai nostri occhi, noi siamo in alto perché siamo grandi quanto gli stupratori.

(che poi continuare a chiamarli stupratori è improprio, sono assassini, il Circeo non fu "uno stupro", fu una sessione di tortura culminata in un duplice omicidio, o meglio, loro pensavano di aver commesso un duplice omicidio, non sapevano che una delle due ragazze era ancora viva).

Wu Ming 1 ha detto...

Questo mi disgusta ma in un certo senso mi rincuora Se un po' di osservazioni critiche argomentate fa più paura degli stupri, vuol dire che questa discussione era terribilmente, angosciantemente necessaria.

ebasta ha detto...

A p!o p!o.

Una cosa è commentare una copertina che può o non può piacere, e dargli poi dei significati empatici, che ci sta tutto.

Una cosa è iniziare a cercare il male in ogni cosa, pur di attaccare a priori, attribuendo significati negativi ad una foto, con persone che non si conoscono, e vedendo un disgusto che parte da dove... eri lì quel giorno? hai fatto tu la foto? conosci queste persone, questi mostri? Un commento degno da Novella 2000, o di Emilio Fede che cerca di vedere la delinquenza nel video sulle calli veneziane.

Non so cosa sia più disgustoso.


Limitiamoci a dare pareri sul lavoro fatto e non su persone che non si conoscono.

A me disgusta la cattiveria gratuita.

"Il male è nell'occhio di chi guarda."

e.

p!o ha detto...

@ebasta: sì, vabbè.

Non conosco i ragazzi nella foto. Non ero lì quel giorno.

E allora? Nella foto si vedono due ragazzi che ammiccano e fanno le faccette buffe e birichine dietro la copertina di un fumetto che PARLA DEL MASSACRO DEL CIRCEO.

Solo la descrizione della foto, senza dietrologie, è agghiacciante.

Poi ognuno è libero di comportarsi come crede.

Ribadisco: è tutta questione di Sensibilità.

Alex "AxL" Massacci ha detto...

Sono stato zitto, perchè nei cul de sac non mi piace infilarmici.Però un paio di cose vanno chiarite: è vero che è SBAGLIATO giudicare un fumetto da una cover, ma un copertina (inquanto illustrazione) può essere giudicata a se.Bella,brutta, apologetica dello stupro o perfetta forma di denuncia... non mi interessa. La percezione della realtà è relativa (tant'è che è facilmente dimostrabile che la realtà non esista, così come Achille non raggiungerà mai la tartaruga in una corsa).Si giudica in base alle proprie conoscenze e morale qualsiasi cosa.L'univoco non esiste.Un esempio a tema.. per quale motivo alcuni stupratori vengono linciati ed ad altri si scrivono letterine d'amore?Perchè se i mostri sono rumeni va insultato un'intero popolo e se il carnefice è un italiano, va rimarcato che gli amici gli vogliono bene e che alla fine è stato solo un gravissimo errore?
ovviamente sto parlando di acqua calda, ci mancherebbe.
Per come ragiono io, ci sono molte chiavi di lettura da prendere a riferimento... chiavi che vanno veramente fuori dal contesto iniziale. Quindi non starò a dirle. Eccetto una.

Aus... dici che Roberto ha sbagliato a prendere a riferimento le cover di new men perchè, se non ho capito male, rappresentano qualcosa che "non esiste più" (ovviamente sto parlando del contesto socio-culturale)
Non mi trovi d'accordo. Perchè "la cultura dello stupro" del giorno d'oggi (così come qualsiasi altra cosa uno voglia prendere in considerazione)è comunque ed indissolubilmente legata a quella del passato.
Un esempio ridicolo: clark cable in via col vento prende con forza rossella o'hara e la bacia con lei che lo respinge. tecnicamente questa è violenza.Eppure molte donne si innamorarono di quell'uomo rude e passionale.Maschilista come era norma nell'immaginario di quegli anni.Ma ci sono donne che amano tutt'ora questo tipo di essere umano.Se vuoi possiamo definirle "arretrate"..ma il semplice fatto che ancora esistano rimarca quanto sto per dire.
Ora i contesti sono mutati, è vero, ma quel bagaglio fa parte della nostra cultura, indissolubile.E nell'accettazione E nel rifiuto. Non basta dire "era un altro modo di pensare" per cancellarlo.
E questo è solo un punto che si potrebbe affrontare per definire COSA sia un apologia dello stupro.
Questa è la mia realtà... per definire se la cover di fabiano possa o meno essere definita APOLOGIA dello Stupro, PRIMA devo avere ben chiaro in testa cosa esso sia (per la cronaca Frà, la "querelle" con te si è conclusa nel momento in cui ho scritto "non mi trovi d'accordo". Il resto sono argomentazioni e riflessioni che sfruttano quello spunto ma che non riguardano più la tua persona. E non chiarisco perchè sono "politicamente corretto", ma solo perchè, con quest'unico post, voglio esaurire tutto il mio intervento... in altre parole... nun ce metterò più bocca ;))
sorry per la lungaggine e le semplificazioni forzate

Ed! - the webcomic ha detto...

no, Wu Ming, non hai capito (ma non mi sorprende). Non sono le osservazioni critiche e argomentate (?) a farmi paura. Sei proprio tu a farmi paura. E il tuo modo distorto di argomentare la tua tesi. È semplicemente malato. Tant'è che non lasci spazio ad una discussione intelligente (forse è per questo che nessuno ti sta dando molto retta a parte Roberto... anche se comincio a pensare che stia rinunciando).

Di questa discussione tutto era angosciantemente necessario tranne il tuo intervento.
È un peccato.

Fabrizio ha detto...

Ed, sorridi.
Nel catalogo ci sono altri 4 Wu Ming sostitutivi che si possono scegliere...

:asd:


Fab

ottokin ha detto...

Ha perfettamente ragione Wuming1

P.S. La copertina è la prima e spesso l’unica cosa che uno vede di un libro o di un albo. La copertina è riprodotta in rete, nei cataloghi, diventa anche locandina per le presentazioni, la vedi in libreria etc. Quelli che vedranno solo la copertina sono un insieme più grande di quelli che leggeranno il fumetto. Il messaggio veicolato dalla copertina acquisisce un’autonomia rispetto al fumetto che c’è dentro, che può anche essere impeccabile, ma viene in un certo senso “rovinato” dalla presentazione esterna.

Criticare la scelta comunicativa di una copertina prescindendo dal libro è non solo legittimo, ma in una qualche misura necessario.

Io posso passare di fronte a un negozio e dire che la vetrina è allestita in modo sbagliato, e questo non equivale a dire che dentro il negozio vende roba di merda.

A PRESCINDERE....E' BRUTTA!!!

Giuseppe ha detto...

a me piace
sociologicamente funziona

comprerò l'albo e lo leggerò

di copertine di merda ne ho viste tantissime....ma non ho letto tante discussioni in merito!

lalla ha detto...

Ciao a tutti. Non sono un’esperta di fumetti, ma una professionista della comunicazione.
Mi ritrovo qui in un blog che dovrebbe unire le persone, tramite l’arte del fumetto.
Invece trovo dissenso, disgusto, astio incomprensibile.
Perché si spinge oltre la critica legittima ad un’opera e arriva addirittura all’insulto personale.
Questo fa più male alla nostra società di tutto il male ancora vivo nella memoria, della cronaca nera che si può raccontare o rappresentare con un’opera.
Non ho ancora preso il libro e non l’ho letto. Ma vorrei semplicemente esprimere un’opinione dall’esterno, com’è diritto di tutti. Mi pare proprio che le persone che hanno commentato usando termini come “disgusto” o “incazzatura” abbiano perso un tantino la misura. Eppure sono persone che apparentemente hanno un grado di istruzione e cultura tale, da consentirgli una capacità critica decisamente superiore a quella dimostrata qui a parole.
Ma questa è solo una supposizione ottimista.
Suppongo infatti che queste persone abbiano letto una certa quantità di libri e che abbiano ormai compreso attraverso la loro esperienza culturale, il vecchio adagio secondo cui “non si giudica un libro dalla copertina”.
E’ semplice buonsenso, nonché segnale di quella apertura mentale che appartiene alla persona-dotata-di-sensibilità e intelligenza.
Detto questo, visto che siamo nell’ambito del segno grafico, capisco che per molti non si possa prescindere dal “significato” del segno. Tuttavia è giusto capire che non esiste un solo punto di vista valido per tutti. Gli autori si sono cimentati con una vicenda di cronaca gravissima e molto dolorosa, che ha fatto parte della realtà e che è giusto non dimenticare. Se un modo per non chiudere gli occhi di fronte al male e alle zone d’ombra più perverse e tragiche dell’uomo, (in questo caso i 3 mostri) è la graphic novel, ciò a mio giudizio non dovrebbe intendersi in nessun caso come una forma di banalizzazione di una tragedia. Al contrario, io la vedo come uno strumento in più per portare a conoscenza di fatti, purtroppo attualissimi vista la cronaca di questi giorni, persone che magari non si raggiungerebbero in altri modi.
Non è strano sentire dire spesso che la realtà supera di gran lunga la fantasia. Nel bene e purtroppo nel male. Recentemente, nella cronaca sullo stupro di guidonia, persino ad un regista è venuto spontaneo dichiarare che nemmeno in un film, si immagina una crudeltà simile. Eppure è quello che è successo nella vita vera. Che espressione avranno avuto gli stupratori? Nessuno può dirlo, ma non è difficile da immaginare. Non hanno avuto alcuno scrupolo né umanità.
Alcuni si sdegneranno per come sono rappresentate le donne sulla copertina. Altri per il ghigno disumano dei tre carnefici. In entrambi i casi, si fermano a questo. Parlando a sproposito di sensibilità. Dimenticando che il male è insito nella natura umana. Se volete, un esempio concreto anche se nell’ambito della cinematografia, guardatevi “la caduta”, film sugli ultimi giorni di Adolph Hitler. La parabola umana-disumana in questo caso porta dentro l’inevitabile: anche Hitler era un uomo. Non certo un alieno. Con questo spero di non essere tacciata di filo-nazismo, e confido nell’intelligenza di chi legge. Era solo un modo per dire che le facce dei tre carnefici in copertina non possono scandalizzare! Certo possono turbare la sensibilità, ma solo perché è la realtà di quei fatti a sconvolgere. Chi crede che debbano avere un’espressione diversa da quella del carnefice che gode a infierire, è molto lontano dalla realtà. E questo per me è sinonimo di cecità culturale e mentale. Che per chi vive di fumetto non è certo un handicap da poco.
Stesso discorso, sulla rappresentazione delle donne. “Troppo” gnocche, “troppo” nude, “troppo” di spalle, “troppo” piccole. Questo modo di “vedere”/ interpretare facendosi scudo della propria sensibilità, per carità, perfettamente legittima nelle forme e nei modi di ciascuno, è semplicemente non costruttivo. Sterile. E forse anche un filo ipocrita.
Ma nulla fin qui mi è sembrato più meschino che i commenti isterici sulle fotografie personali dell’autore con i suoi amici, in un momento di condivisione di un successo personale. Nel realizzare un obiettivo sudato per anni, sfido chiunque a non essere su di giri. (persino Steven Spielberg, di certo avrà festeggiato e riso per la realizzazione di un progetto ambizioso e “duale” nella sua valenza storica e culturale, e non dovrà di certo giustificarsi per questo, né essere sminuito nel suo valore di persona...) E forse, il resto è solo invidia. Ma anche questa, che ci piaccia o no, fa parte della natura umana. Rallegriamoci che esistano ancora giovani con il coraggio delle loro scelte, anche quella di scegliere il mezzo del fumetto per raccontare un fatto di cronaca come il massacro del circeo, invece di sparare a zero, magari senza aver neppure letto l’opera.

ps. 3deimos, se si polemizzasse "per la storia in sé stessa", dovremmo tutti fare finta che certe cose non siano successe e mettere una bella censura su tutto quello che parla di scomode verità. finché si resta sul gusto personale per una copertina, c'è ancora una speranza per la libertà di espressione e per l'arte.

p!o ha detto...

Lalla, una delle premesse che fai è sbagliata: "Suppongo infatti che queste persone abbiano letto una certa quantità di libri e che abbiano ormai compreso attraverso la loro esperienza culturale, il vecchio adagio secondo cui “non si giudica un libro dalla copertina”.

Non stiamo giudicando il libro dalla copertina, stiamo giudicando LA copertina.

Poi, per quanto riguarda le foto (e qui chiudo il discorso, dato che mi rendo conto che commentando la cosa ho contribuito alla componente OT di alcuni commenti) confermo tutto quello che ho scritto prima: mi riesce difficile pensare che uno, perfettamente conscio della storia di cronaca, non riesca a capire che le faccette buffe o i pollici alzati non possano essere male interpretati. Chiamala leggerezza, chiamala ingenuità, per me rimane poca sensibilità.

Rrobe, scusa ancora per lo spazio occupato.

PS scritto in fretta, non riletto.

ebasta ha detto...

Eh si Piopio.

Non sapevo che la parola "sensibilità" avesse nuovi significati...

E tu perchè usi come immagine un mostro che dondola la testa? Che c'è dietro questa scelta?

Piopio, non ragionare con la dietrologia.
Ti consiglio di non attaccare persone sconosciute gratuitamente, non è corretto e non è molto sensibile.

Poi se vedi il maligno...

Parliamone.

Marco Rizzo ha detto...

complimenti a Lalla per l'ottima analisi.

il decu ha detto...

per wu ming:
credevo che parlassi di prospettiva in senso spaziale.
E rileggendo, mi pare ancora così.
Forse ho frainteso.

La mia risposta infatti non è andata al di là del piano tecnico.

Mario Mori ha detto...

Torno all'inizio della discussione.
Il manifesto (e non la copertina) può trasmettere un messaggio che somigli all'apologia dello stupro? la mia risposta è: SI'.
Guardatelo bene: sembra il manifesto di un gruppo rock, dove i tre tizi che giganteggiano sono i protagonisti assoluti, le due femmine delle sfigate annichilite da tanta potenza (se non addirittura ammaliate).
Pensate ai manifesti dei gruppi rock: i cantanti spesso appaiono come tipi poco rassicuranti, intenti a spazzare via la gente comune, i benpensanti ecc.

Tizio Qualunque ha detto...

"Criticare la scelta comunicativa di una copertina prescindendo dal libro è non solo legittimo, ma in una qualche misura necessario." dice Wu Ming

Secondo me il problema è che funzione si attribuisce alla copertina: se sia o meno una "dichiarazione d'intenti dell'autore" A mio avviso non lo è, o meglio lo è fino ad un certo punto.


La copertina non è il trailer del film, è la locandina. Ti invoglia a fruirne senza dirti nello specifico cosa ci sia. Deve in primis attirare l'occhio sullo scaffale (anche indignando perchè no) e portare a sfogliare.


Non è una singola illustrazione e non si può secondo me considerare come tale. Ha alle spalle almeno un centinaio di altri fermo immagine.

Nell'attuale fumetto supereroistico (la mia scarsa cultura mi porta a fare esempi terra terra portate pazienza) la copertina ha perso da anni quella funzione di "riassunto" che aveva negli anni'60 e '70, con baloons e didascalie rivolte al lettore...è diventata una semplice pin-up del protagonista della serie in posa roboante (è sempre più diffusa infatti la tendenza al fare di un singolo albo una serie infinita di variant cover, anch'esse senza alcuna rilevanza (se non quella di vendere più albi possibili)

Che poi QUELLA copertina in sè non porti a questo perchè ritenuta brutta o poco consona è un altro paio di maniche che riguardano più che altro quanto sia efficace per vendere l'albo.

Secondo me un conto è vedere quell'immagine piccola e contornata di verde in una copertina di un libro (che appunto, ha per sua natura la peculiarità di poter esser letto), un altro è prendere quell'immagine, decontestualizzarla, allargarla all'inverosimile e farne un manifesto. Li non c'è nulla sotto. E' un qualcosa finito a se. E allora forse in quel caso alcune critiche non son del tutto insensate.

RRobe ha detto...

E allora bon, se in effetti, in alcuni, questo manifesto lascia questa sensazione... allora il dubbio della Lipperini (il dubbio, non altro), è lecito.

cricchio ha detto...

"Io non vedo "nerdismo" nel fatto che Rrobe abbia usato l'ABC della percezione visiva associata al fumetto.
In fondo sono regole che utilizzi anche tu e utilizza chiunque in questo settore.
E la cover di Ambu, nella sua semplicità, quello dice. Punto.
Che poi potesse spingersi pi in là, sono d'accordo.
Ma, se al posto di due silouettes avesse messo due ragazze meno formose e vestite di abiti stracciati, probabilmente non saremmo qui a discutere."

allora fai venire i dubbi su questa millantata conoscenza dell'abc perdonami.

i vestiti stracciati non avrebbero fatto la differenza. ti spiego perche'.

le ragazze angelicate, candide, definite anatomicamente, che si abbracciano in posa da pin up col culetto all'infuori non sono funzionali all'immagine di vittima, sono fanservice.

questo fanservice non e' definito dalla nudita' ma dal modo in cui sono state disegnate.

la rappresentazione come vittime di questi angeli sensuali e imbelli davanti all'uomo che riesce a essere enorme e minaccioso armato di, o mio dio!, una maschera (non era una maschera era una pistola) assume connotazioni epiche trash da telefilm della domenica pomeriggio. facci una locandina di hercules e viene uguale.

ci si basa sull'immaginario erotico maschile travestito da ponderazione: "ma per loro erano due pezzi di carne!!!".

no ragazzi.

il crimine violento ha poco a che fare col sesso. e' un luogo comune associare male e fantasie sessuali. chi ha la fantasia della carne riconosce e rispetta la vita che la anima.

questi massacratori al contrario godevano in quel che facevano proprio perche' sapevano di farlo a persone con dignita' e unicita' proprie. non erano dei simpatici pervertiti, erano neofascisti che quotidianamente prevaricavano e delinquevano su basi ideologiche deliranti ma solidissime. erano pericolosi perche' avevano le armi e il culo parato, non per il ghigno da diavoletto birichino.

l'illustrazione non e' fumetto, non hai la pagina dopo per dare spiegazioni, e' narrazione concisa, secca. se si trascurano questi dettagli la copertina da simbolo diventa parodia. situazione scomoda quando si maneggiano le bombe.

perche' questo e' la comunicazione delle immagini: non e' il soggetto che fa la differenza bensi' le sfumature. ci spendono i miliardi, qualcosa vorra' pur dire.

perissi ha detto...

Rrobe: concordo e sottoscrivo!

Luigi Siviero ha detto...

Esempio.
Una persona prende una frase di Se questo è un uomo, la porta fuori dal suo contesto e afferma che Primo Levi occhieggia al nazismo.

Qualcuno risponde che prima di fare un'affermazione del genere sarebbe meglio leggere il libro invece di basarsi su una frase.

Controrepliche: la marea di cazzate che sono state scritte da gente a cui non frega niente della questione e gode nel dare addosso al prossimo.

Jenny ha detto...

Luigi... ma che caspita di esempio assurdo e non calzante...

Questi in esame sono un manifesto ed una copertina, assolutamente non sono una frase o una vignetta estrapolate dal loro contesto.
Checché ne dica tu sono rappresentaazioni grafiche che hanno "vita" propria (soprattutto il manifesto), non sono affatto parti inscindibili dal resto del fumetto.
Dire il contrario è voler tappare la bocca altrui ad ogni costo.
E la tua frase finale è in tal senso sintomatica.

cricchio ha detto...

luigi un'illustrazione e' un contesto a se'.

nessuno ha voluto condannare gli autori, anzi e' stata ribadita piu' volte la speranza che possano giovare del confronto. qui molte persone sono animate solo dalla voglia di approfondire. non e' successo niente, mica le critiche li mandano in galera. a me personalmente spiace se una discussione sui linguaggi visivi ha generato ferite.

Lollo "Hellblazer" ha detto...

...Scusate l'intrusione...
A rischio di dire cose un po'trite, vorrei però far notare che, a furia di soffermarsi sulla copertina o sull'effettiva validità della storia, non è stato però approfondito quello che forse è l'aspetto più profondo della vicenda...

Ho provato a proporre la questione ad amici e parenti non troppo pratici di fumetto - ovvero perfetti rappresentanti della gente comune - ed è stato sorprendente notare come in tutti loro, al mio semplice dire 'Sai, hanno fatto un fumetto sul massacro del Circeo', la prima reazione - anche solo istantanea, anche solo trapelata da uno sguardo - sia stata di puro sdegno.

Ora, la cosa mi sembra sintomatica di un'unica ed obiettiva verità: che mentre noi altri - professionisti o semplici appassionati - del settore stiamo qui ad applicarci (com'è comunque giusto che sia) a come sia affrontata la storia, a quanto vi sia di giornalistico e quanto di romanzato, alla valenza dell'immagine, alla prospettiva (in ogni sua accezione) usata, ai colori e all'effetto che l'opera avrebbe sul pubblico dall'alto di uno scaffale di una libreria, dimentichiamo che questo pubblico semplicemnte arriverebbe comunque a condannare l'opera senza passare per tutti questi ragionamenti, ma per il semplice fatto che qualcuno abbia osato fare di un simile orrore di cronaca un fumetto.

Solo questo rappresenta per i più un gravissimo atto d'irriverenza.

Non dimentichiamo che ci troviamo in un Paese dove da sempre termini come "fumetti" e "cartoni" sono associati alla pura sfera dell'infanzia, quella dei giornalini e di BimBumBam.
Dove i più - e stavolta non mi riferisco solo alla gente comune, ma anche a persone autorevoli che hanno comunque i mezzi e la possibilità di far sentire le proprio voci...Spesso aggiungerei "purtroppo"... - non trovano differenza tra il nostro Topolino settimanale ed una graphic novel di Alan Moore, o tra Bugs Bunny e SouthPark: per loro, sempre di fumetti e cartoni si tratta, quindi di "prodotti per bambini". Il fatto che alcuni di loro adottino linguaggi e tematiche palesemente adulti, non significa nulla per loro, se non che questi prodotti sono "cattivi".

Il cinema resta una forma d'arte nonostante i vari Boldi/De Sica nelle nostre sale...
Ancor più questo vale per i libri e la letteratura, che rimangono nobili malgrado Moccia e gli altri polpettoni adolescenziali che invadono gli scaffali...
Tutto questo non dequalifica questi settori.

Solo il fumetto diventa e resta "cattivo", laddove ferisca i valori dei benpensanti (per rubare un termine al padrone di casa!) che lo vorrebbe come semplice intrattenimento per i figli d'Italia: nè troppo traviante, ma nè tanto meno - Dio ce ne salvi, per carità!... - troppo educativo...

Quello con cui dobbiamo fare i conti è una semplice questione di mentalità...

Giuseppe ha detto...

Rrobe:"In poche parole, questa copertina di ammiccante alla cultura dello stupro non ha nulla e tantomeno è una apologia allo stupro o agli stupratori. Solo tempi votati a un sempre più bigotta e imperante mentalità del politicamente corretto possono vederci "il peccato", in una immagine come questa. Quindi, non ritenendo la Lipperini una sciocca (e tantomeno Wu Ming 1) le possibilità sono due: o si sta facendo una polemica strumentale per sostenere il proprio punto di vista e portare avanti la propria causa, oppure si è parlato con superficialità e non si vuole ammettere di aver preso una cantonata.
Non sono sicuro di quale delle due ipotesi preferire."

Chiaro,limpido e concreto...

Wu Ming 1: "è infondato dire che il punto di vista nella copertina è quello delle vittime. Manca qualsivoglia effetto di prospettiva che giustifichi questa affermazione. Noi siamo ad altezza occhi degli stupratori sogghignanti, loro ci guardano sogghignando, “sfondano la quarta parete” in cerca della nostra complicità. Noi siamo insieme a loro, non insieme alle vittime. Le vittime sono piccoline, lontane da noi, in basso, nel fondo della copertina. Le vittime sono ai nostri piedi. Noi siamo insieme ai mostri del Circeo.
E questo è soltanto uno degli aspetti.
Ci sono le pose cool, le espressioni del viso, la disinvoltura.
C’è il fatto che le maschere non le indossano, ma le tengono in mano, loro ci mostrano le loro facce soddisfatte, e perché mai lo farebbero se noi non fossimo loro complici?
C’è il modo di rappresentare le due ragazze, di cui già molto si è parlato (nudità, bei culi, niente visi, riccioli alla Manara etc.)"

MA se anche fossimo occhi negli occhi con gli stupratori, come fai a dire che ciò possa giustificare lo stupro?
Ammiccano? Cercano complicità?
Secondo me mostrano la loro vera faccia! Ecco perché hanno le maschere in mano...le maschere che indossano tutti i giorni! (Goffman, concetti di scena e retroscena, ecc.)
Ora guardandoli per quello che sono non ti resta che prendere posizione...da che parte stai?
Io sto dalla parte delle vittime che sono state rappresentate in modo semplice, in bianco e nero e piccole....piccole come le persone comuni che tali si sentono di fronte a certe disgrazie! Piccole e indifese!
Faccio fatica a non pensare a male quando la mia ragazza torna sola a casa dopo l'università o il lavoro, trattengo i brutti pensieri quando mia sorella minore ritarda il ritorno a casa...perché?
Perché sono conscio che la gente di merda esiste ed è reale, ti ammicca al bar, ti parla di calcio e musica, la incontri in chiesa la domenica e poi...
Vogliamo far finta che non esistano certe persone e definire una COPERTINA "apologetica dello stupro"? Vogliamo storcere il naso se a parlare di certi argomenti è un fumetto?
MA facciamolo!!!!
Domani magari anche le minigonne o le calze a rete giustificheranno uno stupro...se non lo fanno già...
Siamo in Italia!!! La Repubblica delle banane!
Oggi si parla di stupri e domani dimenticheremo tutto parlando di Kaka e del Grande Fratello!

Francesco_Imp ha detto...

Curiosamente ieri ho letto il nome Wu Ming due volte, entrambe le volte legato a vecchi casi di cronaca nera su cui esprimeva il suo giudizio.
Però da punti di vista diversi, che trovo bizzarro accostare