27.1.09

Io ho paura (di Loredana Lipperini e di gente come lei).

Non sono pochi i lettori di Dylan Dog che chiedono a gran voce il ritorno di tematiche più estreme e di scene più splatter nel loro fumetto preferito. Io sono uno di loro, lo ammetto.
Poi leggo cose come QUESTE e capisco che la Bonelli non ha tutti i torti ad andarci con i piedi di piombo.
Il mondo è pieno di idioti e bigotti che non vedono l'ora di giudicare i libri dalle copertine, e di bruciarli senza nemmeno averli aperti.
Figurarsi i fumetti.

132 commenti:

Marco Rizzo ha detto...

e i commenti sono ancora più agghiaccianti, i giudizi diventano ancora più estremi e ci si lancia pure in una discussione su "il fumetto è arte oppure no" con gli esiti che puoi immaginare. Spero che Fabiano o Leo intervengano, dicano la loro e poi li lascino cuocere nella loro ignoranza.

RRobe ha detto...

Io spero che non intervengano, invece.
Non è proprio il caso. Non ne vale, semplicemente, la pena.

Marco Rizzo ha detto...

in effetti gli si darebbe troppa importanza... però allora cancella sto post dai, facciamo finta che non esistano ;)

Greg ha detto...

Dall'altezza tua, e di altri come te, certe considerazioni non dovresti neppure considerarle.
Queste persone non sono lettori di fumetti, tantomeno tuoi.
Faccio fatica ad immaginarli lettori di... qualcosa.
Ancora più fatica se provo a convincermi che certe loro opinioni abbiano il potere di influenzare una qualsiasi audience.

Servono fatti di cronaca, pur tremendi, ma vecchi come il mondo per stimolarne una vis critica altrimenti inesistente.
Un po’ come il sangue con i cani da combattimento.



Fregatevene.

RRobe ha detto...

Sì, Greg... ma la Lipeprini è una scrittrice. E pure piuttosto nota.

Greg ha detto...

corro a suicidarmi

RRobe ha detto...

Giusto per farvi capire chi è l'elemento:

Loredana Lipperini è una giornalista, scrittrice, conduttrice televisiva e autrice per la radio e per la televisione italiana.

Giovanissima, ha diretto l'agenzia di stampa Notizie Radicali ed è stata fra i primi conduttori di Radio Radicale. Successivamente è stata conduttrice per Radio Rai e soprattutto per Radio Tre.
Per la televisione, ha condotto Confini su Raitre e una rubrica fissa su L'altra edicola Rai Due. Come autrice, ha firmato la sigla finale della prima edizione di Pinocchio di Gad Lerner su Rai Uno, è stata consulente di Milleunteatro (Rai Uno) e ha scritto le due serie del programma di scienza per ragazzi Hit Science.
Come giornalista, ha collaborato, negli anni, a riviste e quotidiani come Sipario, Pianotime, Il Giornale della Musica, L'Unità, Il Secolo XIX, L'Espresso.
Dal 1990 scrive sulle pagine culturali de La Repubblica e de Il Venerdì.
Il suo blog si chiama Lipperatura.

Pubblicazioni
Guida all’ascolto di Bach - Mursia, 1984
Don Giovanni - Editori Riuniti, 1987 - Castelvecchi 2006
Mozart in rock - Sansoni, 1990 - Il saggiatore, 2006
Generazione Pokémon - Castelvecchi, 2000
La notte dei blogger - Einaudi Stile Libero, 2004
Le prime lacrime di Don Pedro (racconto inserito nell'antologia Cuori di pietra, Oscar Mondadori, 2007)
Ancora dalla parte delle bambine - Feltrinelli, 2007
Il giocatore - (racconto pubblicato sul mensile Luna, gennaio 2008)
Lyophillum gambosum - (racconto inserito nell'antologia Facce di bronzo, Oscar Mondadori, 2008)
Austen mode on - (Presentazione a Ragione e sentimento di Jane Austen, Newton Compton, 2008)

Capitan Ambù ha detto...

Bhè io ho commentato a casa mia non di certo in un blog dove stanno ad aspettarti con il forcone.
Quando leggo certe discussioni mi sento fiero del lavoro che ho fatto.
E' una parte di Italia che esiste e con cui bisogna convivere, ma di certo non deve poter credere di essere nel giusto o di essere una maggioranza.
La libertà di espressione viene prima delle loro farneticazioni e bisogna difenderla.
Almeno avessero letto il libro...mah!

e X o ha detto...

Come avevo detto sulla Pop Porn, ecco che viene mostrata l'antica italica mentalità bigotta.

RICCARDO ha detto...

I commenti sono uno spasso. E nessuno di loro si preoccupa minimamente di stare parlando di qualcosa che non hanno mai visto nemmeno da lontano.

Consolatevi pensando che questa gente tutta, ieri sera era davanti alla tv a guardare il grande fratello, tette e scuregge comprese.

è una moda: la moda di essere perbenino...

Greg ha detto...

Visto che siamo tra amici lo devo chidere. Insultatemi poi ma lasciatemelo chiedere:

letta la biografia, analizzato il blog etc SEMBRA UNA PERSONA INUTILE SOLTANTO A ME?

RRobe ha detto...

Sembra una persona inutile anche a me.

Greg ha detto...

E' l'unica spiegazione quando una letterata (lipperata ops), che di conseguenza si presume conosca il proprio settore, si indigna a quel modo per un'opera che parla di stupro.

Se si scompone per la trasposizione di un fatto di cronaca, perchè non lo fa anche con le tragedie greche, dove dei e regnanti si impadroniscono ad oltranza delle ancelle di passaggio?
Forse che prima gliele dobbiamo disegnare?

Diego Cajelli ha detto...

Io non vorrei fare sempre la figura del cospirazionista della domenica pomeriggio... però...
In questo momento, "si è deciso" che i media devono parlare di stupro.
Se libro fosse uscito tre mesi fa, o se uscisse tra un mese, Lipperini & Co. non l'avrebbero visto nemmeno di sfuggita.
L'argomento stupro è atroce, e credo che su questo argomento siamo tutti d'accordo, ok?
Però...
Io non vorrei fare sempre la figura del cospirazionista della domenica pomeriggio, però...
Non ho ancora letto il libro in questione, però... Oltre alla tremenda violenza c'è tutta la faccenda di Izzo, che esula dal contesto "stupro" e abbraccia tematiche legate alla politica e ai servizi segreti deviati.
Per cui.
Facciamo che si guardi solo la parte emersa dell'Iceberg, che adesso, in questo momento mediatico, è il momento bbuono per parlarne.
Poi, quando il momento bbuono sarà finito, le vittime torneranno ad essere sole, Berlusconi farà battute del cazzo su qualcos'altro e i siti intellettualtrendy torneranno a parlare dei testi dei Baustelle.

Capitan Ambù ha detto...

Basta osservare le opere del 400 500 e 600 per vedere scene di violenza molto più esplicite (Ratto delle Sabine ad es. O il San Sebastiano).
Nessuno chiede tanta informazione da una giornalista ma almeno un minimo di intelligenza...forse è davvero chiedere troppo.

Capitan Ambù ha detto...

Il libro era pronto per Lucca scorsa, poi vicende editoriali hanno fatto slittare l'uscita, il fatto che l'argomento si sia ripresentato nella cronaca di questo momento è davvero casuale.
Tra l'altro è un progetto concepito più di un anno fà.
Sono daccordo con Diego che il tutto ritornerà nel dimeticatoio spero che in quel momento ci sia qualche altro fumettista che affronti con un nuovo libro l'argomento.

Che stiano cominciando a temere il fumetto come mezzo di comunicazione?

Greg ha detto...

Cajelli ex machina.

Ecco la spiegazione.

Slum King ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
ruben ha detto...

Veramente lei ha solo scritto che non le piace la copertina... e quella l'ha vista!

Slum King ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
Slum King ha detto...

avevo scritto 2 post

ma alla fin fine pensadoci bene... ma che stiamo a perder tempo?

che se ne vadano dove meritano la Lipperini e quelli che gli vanno dietro.

Fabio... ha detto...

Ruben stai giudicando la discussione dalla "copertina"...

Leggiti i commenti sul blog della tizia e poi rileggiti questi...

werther Dell'Edera ha detto...

Secondo me la Bonelli NON fa bene ad andarci coi piedi di piombo. Andarci coi piedi di piombo in una realtà grossa vuol dire smettere di analizzare le cose una per una e adeguarsi ad un dictat che non può essere contestato in nessun modo ergo ci si autocensura e che cosa ne viene fuori dall'autocensura? L'appiattimento di trame ripetute all'infinito, la reiterazione banale di cliche collaudati che hanno come unica validità l'essere innocui.
Vuol dire abbassare la media.
Vuo dire che dopo 200 numeri di sta roba mi sono rotto i coglioni di leggerla!

RRobe ha detto...

E' un discorso diverso, Wuber.

RRobe ha detto...

La Bonelli, e tutti gli editori ad alta diffusione, sono tenuti molto più sott'occhio che gli editori di dimensioni medie.
Non scordiamoci il casino che passò l'Intrepido, pochi anni fa.
O i problemi di Diabolik per la storia sull'omosessualità.
O le rogne di Tex con il tabacco.

macchiedinchiostro blog ha detto...

Sono d'accordo con Roberto, non interverrò nel blog.
Anche perché il post e gli interventi si commentano da soli.
Torno al lavoro.

Marco Rizzo ha detto...

bravo leo, dopotutto quello che disse non ti curar di loro ma guarda e passa la sapeva lunga... ;)

che se gli stupri non fossero la notizia del giorno la collega lipperini non avrebbe nemmeno guardato la copertina credo sia scontato...!

werther Dell'Edera ha detto...

a me sembra sempre la stessa storia...e come al solito le rogne vengono solo perchè in quel momento non si ha nulla di meglio da fare o come direbbe il Cajelli (e mi trova d'accordo) si ha qualcosa di più grosso da nascondere. Sono polveroni fittizzi che lasciano il tempo che trovano. Ma tant'è...

werther Dell'Edera ha detto...

e poi che cazzo vuol dire gli editori ad alta diffusione? mi sembra che se Mondadori pubblichi un libro che ha fatto scandalo e i giornali ne parlino a loro vada più che bene, in termini pubblicitari. Prchè questa regola non vale per tutti? Allora lì ci si può appellare alla libertà di pensiero? Cos'è mi vogliono suggerire che i fumetti si leggono più dei libri?

Stronzate ecco che mi sembrano.

RRobe ha detto...

I libri sono percepiti in un modo, i fumetti in un'altra.
Lo dovresti sapere meglio di me.

Planetary ha detto...

E' vero che in passato sono successi dei casini per via dei soliti con torce e forconi.
Ma a distanza di anni com'è andata a finire? Qualcuno è stato condannato, arrestato, multato?
Magari mi sbaglio ma credo di no.
Quindi, non è che qui ci si caga in mano appena uno fa BOO, manco venissero i carabinieri in casa?
O per dirla educatamente, si è più realisti del Re?

RRobe ha detto...

Negli anni '70 ci sono stati i sequestri dalle edicole.
E gli uomini di allora sono gli editori di oggi.

Fabio... ha detto...

Werther il mio sarà un discorso del cazzo ma perchè dovrebbero cambiar formula al 2° fumetto più venduto in italia?
Perchè chi ha smesso di leggerlo non ama le storie odierne (paradosso)?

Quelli del "era meglio prima" fanno testo?
Alle 750mila copie non ci tornerà mai, i "fenomeni" sono inspiegabili e irripetibili, il comprare DYD per moda perchè lo leggon tutti perchè è figo e ci sono i morti e i demoni e poi lui è figo e si scopa tutte non tornerà...
A me per inciso piace anche così, sono uno di quelli che non ha smesso di leggerlo e non se ne vergogna, e finchè DYD continuerà a restare sul podio, han ragione loro...

spalatos ha detto...

La cosa che mi ha veramente scolvolto in tutta questa accanita critica, oltre al fatto che ha parlato di una locandina, pubblicando la mia locanadina... invece della vera copertina del romanzo... è che si sono limitati a parlare di arte làddove dove non era richiesto, di rispetto per le vittime, làddove era evidente che, da parte degli autori c'e' stata un'elevata sensibilità, se solo avesse avuto l'accortezza, non dico di leggere, ma solo di sfogliare il romanzo, e che si siano poi limitati ad una serie di attacchi pseudo politici, che non hanno nulla a che fare con la gravità degli eventi.
Capiamoci, no si sono comportati così perchè erano neofascisti o pseudocomuinisti, lo hanno fatto solo per gusto di farlo, senza nessun fine politico. (piantatle di strumentalizzare ogni fottuta cosa)

Questo romanzo aiuta a ricordare che i massacratori sono stati liberati, ed uno, cazzo, a commesso un duplice omicidio non appena ne ha avuto l'opportunità, l'altro è fuori per buona condotta, ed ad agosto di questa anno sarà libero perdavvero.

la mostra ed il romanzo, AIUTANO a non dimenticare... e grazie al sacrificio della Lopez e della Colasanti, che la legge sulla violenza sulle donne è cambiata.

Grazie a quest'evento, ad asempio, una professoressa ha portato nel mio negozio, per vedere la mostra, la sua classe...
ragazzi, che manco sapevano cosa fosse Il MASSACRO DEL CIRCEO,ora non dimenticheranno.

Come dicevo prima...
la gente parlava per il giusto di sentirsi.
Oggi...
Per il gusto di leggersi.

Per concludere: il suo curriculum è notevole, e da una persona della sua cultura (ora solo presunta) non mi sarei mai aspettato questa "pagliacciata"

Non condivido a fondo la politica, "lasciali parlare", ma è anche vero che, leggendo la maggior parte dei commenti, se solo uno di noi cercasse di far capire la "cosa", rischierebbe di mettere in confusione i lori cervelli così acculturati

Planetary ha detto...

@robe
ok, ma son passati più di 30 anni, socialmente un "piccolo abisso". Che poi nei 70 si sequestrava di tutto :D Insomma si mettevano all'indice film che oggi vedi in tv; questo però non ha impedito alle società produttrici di andare avanti, rischiare, tentare e infine spostare un po' più in alto l'asta.
Solo il mondo del fumetto è rimasto shockato?

amal ha detto...

evidentemente la caccia alle streghe non è ancora finita...

vostok ha detto...

Occhio però: Becco Giallo è esposta nelle librerie, è rivolta oltre che al pubblico dei fumetti a quello più "generalista" . Qualsiasi titolo BG ha questa doppia esposizione, che per certi versi ne ha fatto la "fortuna".

Se giochi a poker non puoi invocare le regole del tresette.

Per cui ti cucchi il post della lipperini (molti scrittori ammazzerebbero perchè ella si occupasse dei loro libri)

Non sto entrando nel merito. Dico solo che se si allarga o diversifica il tuo parco lettori diventi bersaglio di un altrettanto variegato arco di critche o elogi.

Romanzo criminale è costruito sugli atti del processo alla band della magliana. Ma mai quest'ultima viene citata nel romanzo. E'un romanzo appunto.

I volumi BeccoGiallo si muovono su questo confine. "romanzano" a fumetti la cronaca. E' il loro punto di forza e visibilità, per contro li espone a questo genere di critica.

Arte, fumetto...è una polemica che lascia il tempo che trova. Se è un brutto fumetto non lo difendo per il solo fatto che è un fumetto.

E pure sentirsi perseguitati dalla "censura" trovo sia una pessima difesa. Perchè non c'è da difendersi.

"Storia di cani" di Ferrandino e Caracuzzo, e un fumetto uscito circa vent'anni fa. Letto oggi si fuma buona parte dei libri sulla camorra, dei noir e dei noiristi italiani usciti in seguito. E di fumetti così ce n'è un fottìo. Sarebbe ora i rivendicare meriti anzichè aspettare il rilascio di patenti.

vostok ha detto...

Occhio però: Becco Giallo è esposta nelle librerie, è rivolta oltre che al pubblico dei fumetti a quello più "generalista" . Qualsiasi titolo BG ha questa doppia esposizione, che per certi versi ne ha fatto la "fortuna".

Se giochi a poker non puoi invocare le regole del tresette.

Per cui ti cucchi il post della lipperini (molti scrittori ammazzerebbero perchè ella si occupasse dei loro libri)

Non sto entrando nel merito. Dico solo che se si allarga o diversifica il tuo parco lettori diventi bersaglio di un altrettanto variegato arco di critche o elogi.

Romanzo criminale è costruito sugli atti del processo alla band della magliana. Ma mai quest'ultima viene citata nel romanzo. E'un romanzo appunto.

I volumi BeccoGiallo si muovono su questo confine. "romanzano" a fumetti la cronaca. E' il loro punto di forza e visibilità, per contro li espone a questo genere di critica.

Arte, fumetto...è una polemica che lascia il tempo che trova. Se è un brutto fumetto non lo difendo per il solo fatto che è un fumetto.

E pure sentirsi perseguitati dalla "censura" trovo sia una pessima difesa. Perchè non c'è da difendersi.

"Storia di cani" di Ferrandino e Caracuzzo, e un fumetto uscito circa vent'anni fa. Letto oggi si fuma buona parte dei libri sulla camorra, dei noir e dei noiristi italiani usciti in seguito. E di fumetti così ce n'è un fottìo. Sarebbe ora i rivendicare meriti anzichè aspettare il rilascio di patenti.

Capitan Ambù ha detto...

Io comprendo, la critica è logico che arrivi sopratutto in ambito di fumetto dove non esiste la professione del critico.
Ma almeno leggerlo il libro no?
E poi, quella locandina e la cover come qualsiasi illustrazione d'altronde può essere interpretata in qualsiasi modo in base all'umore o l'esperienza del fruitore.
E' chiaro che se si legge il libro si ha un'idea del significato, secondo me abbastanza esplicito, della volontà mia e di Leonardo nel trattare l'argomento.
Io mi aspetto da una giornalista che rispetti il suo ruolo e prima di arrivare ad utilizzare i toni di una liceale impazzita si prenda la briga di leggere almeno, o per lo più avere le conoscenze per poterlo fare.
Chiudere tutto il discorso sull'illustrazione con l'aggettivo ripugnante me lo posso aspettare da un forumista astioso e non da una giornalista.

JenaPlissken ha detto...

Per la serie "evviva la democrazia cristiana".
Disgusto.

La Lipperini ha detto...

Buongiorno a tutti. Sono, in ordine sparso, l'elemento, la persona inutile, la democratica cristiana, la liceale impazzita, la bigotta, la giornalista che si occupa di stupri quando l'argomento tira (ma guarda! Eppure sarebbero svariati anni che mi occupo di queste tematiche, ma fa niente).
Sono qui soltanto per dire una cosa: legittima la vostra critica alla mia critica. Ma la mia è stata espressa su un contenuto, sia pur parziale come una locandina, la vostra sulla mia persona.
A voi tirarne le eventuali conclusioni.
Peraltro, io leggo fumetti. Ho letto anche, guarda caso, quello di Ferrandino qui citato. E leggerò anche questo, naturalmente. Questo non mi dà alcuna patente, a mio modo di vedere. Il mio giudizio è stato espresso in termini personali su un blog personale, e non sulle pagine di un quotidiano.
Quel che trovo insopportabile, però, è il tentativo di fare di me uno stereotipo: una che pontifica dall'alto, scoreggiando e guardando il Grande Fratello peraltro.
A nessuno è saltato in testa che ci sono non bigotte, ma esseri umani di sesso femminile che si siano sentite insultate da quella copertina: mi hanno scritto a decine, via mail, e me l'hanno segnalata.
Questo non significa essere bigotti: significa avere, forse, una sensibilità diversa.
Ma lavorare nella comunicazione e nella narrazione, che sia fumetto, libro o quant'altro, significa anche tener conto del fatto che quelle sensibilità esistono.
Se si vuole discutere su questo, benissimo.
Altrimenti, continuate pure a insultarmi. E, nel caso, buon divertimento.

Giorgio Salati ha detto...

Non voglio fare l'avvocato del diavolo, ma... sebbene non ammetta critiche senza aver letto il volume, ho l'impressione che Dylan Dog e Il massacro del Circeo siano due cose piuttosto diverse, perché il secondo parla di qualcosa che è realmente accaduto, quindi capisco che possa essere un nervo più scoperto rispetto a un classico splatter su DyD.

Ripeto: non è ammissibile una critica senza aver letto. Comunque dall'altra faccia della medaglia famiglie intere sono rimaste sconvolte dalla faccenda (Izzo ha pure ucciso altre 2 donne uscito dal carcere), quindi direi che un certo tipo di critica più feroce sia da mettere in conto, purtroppo.

Al tempo il caso fu cavalcato dalle femministe, gli assassini invece erano benestanti e di estrema destra... questo fa capire quanti elementi possono scatenare delle polemiche...

Direi di rassegnarsi all'idea che questo volume sia bersagliato dalle polemiche perché purtroppo mi sa che è inevitabile.

Giorgio Salati ha detto...

ah... vorrei precisare che stavo scrivendo il mio commento prima di leggere quello della Lipperini...

RRobe ha detto...

Mi s'è risentita la Lipperini.
Bene.
Forse si farà un'idea di come ci sente a venire giudicati dalla copertina.

JenaPlissken ha detto...

"Ma lavorare nella comunicazione e nella narrazione, che sia fumetto, libro o quant'altro, significa anche tener conto del fatto che quelle sensibilità esistono."

Assolutamente vero,infatti proprio in virtu' di questo è giusto provocare,osare e sfidare il "comune sentire".
E' stato spiegato come la copertina oggetto delle critiche NON voglia comunicare complicità ai colpevoli,ma invece sottolinearne tramite scelte cromatiche e simboli come le maschere senza volto l'efferatezza e la crudeltà,contrapponendo questo alle vittime completamente indifese.
Se spiegato questo si continua a dire "ma è offensivo!" "inneggia gli stupratori" e corbellerie simili,non si è diversi dai parrucconi democristiani che tagliavano a destra e manca film,libri e quant'altro senza nemmeno aver tentato di capirne l'essenza,dai bigotti che condannano i videogiochi e il rock come corruttori della gioventu' e cosi' via.
Tutta questa vicenda mi ricorda terribilmente De Andrè...per la precisione "bocca di rosa".

"Si sa che la gente da' buoni consigli
sentendosi come Gesù nel tempio
si sa che la gente da' buoni consigli
se non può dare cattivo esempio."

amal ha detto...

oggi mi è venuta in mente una cosa.

"dove c'è troppa moralità muore l'intelletto"

nietzsche non è di certo uno dei filosofi che prediligo. ma questa l'ha azzeccata imho.

my two cents-

RRobe ha detto...

"Questo non significa essere bigotti: significa avere, forse, una sensibilità diversa."

Sì. Da bigotti.
E' quel tipo di sensibilità che per anni ha messo all'indice, in Italia, capolavori del cinema come "Cane di Paglia" o "Arancia Meccanica", tutta impermeata di veterofemminismo, che ha fatto disastri per tutti gli anni '70 e che, ancora oggi, ogni tanto rispunta dietro al politicamente corretto più d'accatto.
Bisogna rispettare o perlomeno comprendere questo tipo di sensibilità? No, grazie.
Preferisco stare dalla parte dei cattivi, piuttosto.

La Lipperini ha detto...

Infatti, io stavo giudicando la copertina, non il fumetto.
Secondo: non ho dato dell'essere inutile al suo autore.
Terzo: non ho mai detto che un fatto di cronaca non possa diventare un fumetto. MAI.
Quarto: non ho mai detto che bisogna censurare nulla di nulla.
Come ho scritto anche sul blog dell'autore, c'è una domanda a cui non ho risposte: possibile che non ci si chieda che FORSE ci siano sensibilità di lettrici (non una sola) che vengono offese non dalla nudità, non dalla sensualità delle figure femminili nude, ma della loro raffigurazione in un contesto di violenza? Certo, il fumetto denuncia e stigmatizza quell'episodio. Ma perchè, a chi guarda, nella sua immensa ignoranza tecnica dell'arte del disegno, arriva con tanta frequenza (se di sesso femminile) che ci sia un ammiccamento?
Non ho nulla contro i nudi, il porno, gli hentai e quel che vi pare.
Ma questo è un discorso sullo stupro. E' o no legittimo che alcune lettrici/osservatrici si siano sentite disturbate da quella copertina?
Possibile che tutte cambino idea dopo aver letto il fumetto, e chi lo nega? Ma qui si sta parlando solo ed esclusivamente di quella immagine.
Se qualcuno mi risponde, ne sono lieta.

La Lipperini ha detto...

Ah, per la cronaca, Rrobe. Negli anni Settanta io e i radicali difendevamo quei film dalla censura. E difenderei anche questo fumetto,qualora ne venisse colpito.

RRobe ha detto...

"Ah, per la cronaca, Rrobe. Negli anni Settanta io e i radicali difendevamo quei film dalla censura."

E poi che è successo?

"E difenderei anche questo fumetto,qualora ne venisse colpito."

Perché la censura è brutta a prescindere. Mentre la crocifissione in sala mensa (o su di un blog) va bene.

La Lipperini ha detto...

Bene. Questa è una risposta. Ma guarda che non si sta parlando di gentilezza. L'immagine delle due ragazze in copertina non è violenta. A me, e ad altre arriva come ammiccante. E il punto è esattamente questo.
Ps. E' successo che gli anni sono passati e le mie idee sono rimaste identiche. Se poi vogliamo ironizzare anche sulla mia età, non mi sottraggo. Accomodatevi.

RRobe ha detto...

Riporto il messaggio che ho eliminato per sbaglio. Va letto prima dell'ultimo commento della Lipperini:



"Come ho scritto anche sul blog dell'autore, c'è una domanda a cui non ho risposte: possibile che non ci si chieda che FORSE ci siano sensibilità di lettrici (non una sola) che vengono offese non dalla nudità, non dalla sensualità delle figure femminili nude, ma della loro raffigurazione in un contesto di violenza?"

Se dipendesse da me darti una risposta ti direi che,
anche se me lo fossi chiesto, la mia risposta sarebbe stata: peggio per loro.
La storia di quello parla.
Di due vittime, innocenti, alla mercé di tre animali.
Per rappresentare in una sola immagine,questo concetto, che elementi di sarebbero dovuti usare?
Mi sembra quasi che si voglia ignorare i fatti.
Si tratta di uno stupro. Non c'è un modo "carino" di mettere la cosa.
Stupro. Violenza. Violazione.
Dargli un aspetto più gentile sarebbe stato ipocrita.

MicGin ha detto...

Gentilissima Loredana Lipperini

Le voglio dare del Lei come forma di rispetto verso la persona.
Leggendo gli interventi sinora pubblicati sul caso, ritengo che il problema suscitato dalla locandina nasca dall'utilizzo di uno stile che rimanda a certi manga.
Se fosse stato usato un altro stile, alla Manara per esempio, forse la sua reazione sarebbe stata diversa.
C'è un problema di base di percezione visiva, che ispira sentimenti evidentemente opposti nei lettori.
Ritengo la locandina, e la copertina a cui si ispira, un forte atto di denuncia.
Ritengo il libro una testimonianza intellettuale importante, a favore delle donne, della loro integrità e moralità, contro il diritto che certa cultura maschile si è criminalmente attribuita, di poter violentare le altre persone.
Al contrario, quell'immagine le suscita ripugnanza. Ripugnanza, sembra di capire, verso l'iniziativa editoriale e verso gli autori responsabili.
Tenga allora conto che invece molti lettori sono in perfetta sintonia con le motivazioni reali degli autori e della casa editrice, che vanta un catalogo ormai notevole di atti di denuncia a fumetti, come sicuramente Lei saprà.
In un blog si può essere "leggeri", ma visto l'argomento in questione, le suggerisco di rivedere il suo giudizio sull'immagine e sull'iniziativa editoriale, che ritengo dalla parte giusta.

Cordialmente
Michele Ginevra

ps: ai lettori "dalla parte giusta": non sottovalutate le reazioni negative espresse da alcune lettrici del blog della Lipperini...
ps2: agli altri: non sottovalutate le reazioni a favore dell'opera...
ps3: a tutti: questa discussione rapprenta uno degli esempi più rilevanti di come si possa fraintendere la comunicazione. L'ennesimo esempio...

Giorgio Salati ha detto...

Personalmente mi sembra che disquisire su una copertina sia una perdita di tempo, e sentirsi offesi da questa sia esagerato.

Diverso sarebbe discutere sul contenuto del fumetto intero (in cui è compresa ANCHE la copertina). Se no sarebbe come dire che una canzone fa schifo per il primo accordo.

Senza nulla togliere alla professionalità o alla buona fede della signora Lipperini.

RRobe ha detto...

"Bene. Questa è una risposta. Ma guarda che non si sta parlando di gentilezza. L'immagine delle due ragazze in copertina non è violenta. A me, e ad altre arriva come ammiccante."

Ma ammiccante in cosa?
Sono due piccolissime figurine bianche, sintetiche e spaurite, davanti a tre lupi rossi e neri.
Adesso te lo pongo io un dubbio: ma non sarà che il problema è nell'occhio di chi guarda?
Cosa c'è di ammiccante? Che sono nude?
Temo che le vittime del massacro del Circeo lo siano state a un certo punto della loro ordalia.
Si sta parlando di stupro, eh?


"Ps. E' successo che gli anni sono passati e le mie idee sono rimaste identiche. Se poi vogliamo ironizzare anche sulla mia età, non mi sottraggo. Accomodatevi."

Non stavo ironizzando sulla tua età. Stavo ironizzando sul fatto che mi pare che per quanto tu possa affermare che le tue idee sono rimaste identiche, non mi sembra che alla prova dei fatti questo sia vero.
Oppure, come ho detto prima, sei a sfavore della censura ma a favore della gogna.

Roberto D'Andrea ha detto...

Ciao, non sono un commentatore abituale del blog, quindi prima di tutto buongiorno a tutti.
Sull'argomento: non mi pare che alll fine la Lipperini abbia detto chissà che; non le piace la copertina, anzi "la ripugna", ma non da' giudizi nè morali nè artistici sul libro. Devo dire che la copertina con le due lesbicone, non è brutta, ma non c'entra una mazza con il tema del libro, e può essere fuorviante. I commenti non li ho letti tutti ma in generale non mi pare ci sia clima da caccia alle streghe. Comunque definire qualcuno "inutile" in base al curriculum mi inquieta molto di più della Lipperini.

Roberto D'Andrea ha detto...

Ciao, non sono un commentatore abituale del blog, quindi prima di tutto buongiorno a tutti.
Sull'argomento: non mi pare che alll fine la Lipperini abbia detto chissà che; non le piace la copertina, anzi "la ripugna", ma non da' giudizi nè morali nè artistici sul libro. Devo dire che la copertina con le due lesbicone, non è brutta, ma non c'entra una mazza con il tema del libro, e può essere fuorviante. I commenti non li ho letti tutti ma in generale non mi pare ci sia clima da caccia alle streghe. Comunque definire qualcuno "inutile" in base al curriculum mi inquieta molto di più della Lipperini.

Luigi Siviero ha detto...

"Possibile che tutte cambino idea dopo aver letto il fumetto, e chi lo nega? Ma qui si sta parlando solo ed esclusivamente di quella immagine. Se qualcuno mi risponde, ne sono lieta."

La sensibilità degli autori invece non conta nulla?
E' normale estrapolare un disegno da un'opera che contiene decine di altri disegni e suggerire che gli autori sono favorevoli allo stupro?

Va bene che si può giudicare un fumetto dalla copertina, però quando il giudizio è di un certo tipo forse è meglio fare una verifica più approfondita prima di esprimerlo.

Premetto che non ho letto il fumetto e anch’io giudico dalla copertina.

Probabilmente l’intenzione del disegnatore era trasmettere l’idea di due ragazze prostrate e totalmente in pugno ai tre. Nude perché non hanno più nulla che le protegga dalla violenza. Abbracciate per farsi coraggio.
FORSE nel disegno diventano un po’ troppo sexy.
In questo caso sarebbe meglio parlare di disegno che non riesce a trasmettere in pieno le intenzioni dell’autore.
Guardando le cose da questo punto di vista certi commenti cadono.

La Lipperini ha detto...

Gentile Michele, la ringrazio per la cortesia e alla sua cortesia rispondo. No. La "ripugnanza" era nei confronti di quell'immagine, certo non nei confronti di editori e autori. Non dubito che l'iniziativa sia dalla parte delle donne: sarebbe folle pensare il contrario. Ma proprio per questo ripeto: visto che molte donne hanno avuto una reazione simile alla mia, non ci potrebbe essere per puro caso qualcosa che non va in quell'immagine?
Qua non si tratta di essere dalla parte giusta o da quella sbagliata, si tratta, semplicemente di mettere a confronto due reazioni diverse. Il che non mette in discussione nè gli autori, nè gli editori nè il fumetto come mezzo, nè il nudo, nè Arancia Meccanica, nè Giancarlo De Cataldo. Stiamo al punto.
E il punto è quello di cui ho parlato ieri e di cui sto cercando di parlare qui.
Grazie.

RRobe ha detto...

Per Roberto D'Andrea.
Rileggiamo insieme l'intervento della Lipperini, ti va?

"Dubbio del mattino, nello stesso giorno in cui si legge delle conigliette di Playboy a Sanremo e contemporaneamente della consueta, abile, messa in accusa dello “straniero” invece di un’intera cultura che allo stupro occhieggia. La nostra cultura, grazie.
Dubbio fortissimo, dicevo, sollecitato da una donna in gamba via mail.
Notizia: graphic novel sul massacro del Circeo. Editore Beccogiallo. Qui notizia e tavole.
Commento. Non posso giudicare un libro da una copertina. Ma la medesima, perdonate, mi ripugna."

La copertina del libro viene messa nello stesso calderone della cultura che "occhieggia alla cultura dello stupro" o sbaglio?
Non mi sembra, esattamente, un giudizio leggero.

La Lipperini ha detto...

Piccola aggiunta.
Se viene estrapolato quel disegno dall'opera per farne una locandina, mi sembra diventi legittimo giudicare la medesima, specificando che solo di questa si sta parlando. O no?
Ps. Ehm. Chi mette alla gogna chi, RRobe? Ho forse parlato degli autori, del loro quoziente intellettivo, della loro utilità sociale, ecc.ecc.? Mi parrebbe di no.

Luigi Siviero ha detto...

"ai lettori "dalla parte giusta": non sottovalutate le reazioni negative espresse da alcune lettrici del blog della Lipperini..."

Una che scrive certi commenti è normale che calamiti femministe frustrate e inviperite.

RRobe ha detto...

"visto che molte donne hanno avuto una reazione simile alla mia, non ci potrebbe essere per puro caso qualcosa che non va in quell'immagine?"

Invece non potrebbe esserci qualcosa che non va in queste donne e nel loro modo di non voler vedere la realtà dei fatti?
Uno stupro non è un concetto astratto. E' un atto concreto, orrendo e disturbante. Presentarlo in maniera meno che disturbante sarebbe ingentilirlo e renderlo meno mostruoso di quello che è.

Roberto D'Andrea ha detto...

ah non avevo letto il commento della Lipperini. Credo che più o meno abbia ragione. Le due figure non sono "sofferenti". Se si parla di stupro si mettono delle donne che soffrono non che si baciano, nude o no che siano. Credo che questo sia il problema. Ah scusate il doppio post, mi sono sbagliato.

MicGin ha detto...

Dunque, Signora Lipperini, se stiamo al punto, la sua reazione soggettiva, purtroppo, si fonda su presupposti sbagliati.
La sua notorietà di giornalista e scrittrice, purtroppo, nuoce gravemente al prestigio degli autori e al senso dell'operazione editoriale.
Anche se, per i noti meccanismi perversi della comunicazione, è probabile che il suo intervento contribuirà alla promozione del volume. Proprio perché ha consentito di far sapere a nuove persone che è uscito un nuovo libro, che parla di quell'argomento e che troverà lettori che saranno in piena sintonia con i propositi degli autori.
A maggior ragione, le suggerisco di riflettere sul suo giudizio istintivo.
Questo libro sta dalla parte giusta. Come del resto, in modi diversi e puntuali, hanno cercato di spiegare sul suo blog Marco Pellitteri e Andrea Barbieri.

La Lipperini ha detto...

Allora.
Primo. Definire le femministe frustrate e inviperite è davvero qualcosa di sconsolante. Frustrate da cosa, per cortesia?
Secondo. la colpa, dunque, è delle donne. Dal momento che reagiscono all'immagine delle due ragazze hanno qualcosa che non va.
Cos'è, una variante del "se l'è andata a cercare?".
Ma possibile che un minimo minimo di dubbio non vi passi per la testa?
Proprio perchè questo è un fumetto sociale e non un grazioso e assai divertente hentai, l'immagine delle due ragazze, RIPETO, è fuor di luogo. Sarà o no concesso dire questo senza incappare nella (facile, facilissima, scontata) accusa di moralismo, bigottismo e quant'altro?

Luigi Siviero ha detto...

"Se si parla di stupro si mettono delle donne che soffrono non che si baciano, nude o no che siano."

Come fanno a baciarsi con i volti rivolti verso i tre stupratori??
La fronte della ragazza più bassa è al livello del mento dell'altra!!

La Lipperini ha detto...

E poi, personalmente, a me fanno paura quelli che si sentono, sempre e comunque, dalla parte giusta.

RRobe ha detto...

Per Roberto: donne che si baciano?

Greg ha detto...

@LaLipp: ok la sensibilità, il disturbo, il contenuto forte etc ma il tuo post mi sembra l'incipit per un'invettiva generalista contro il degrado mediatico della figura femminile che parte con playboy e finisce con le veline.
C'hai tirato dentro quella locandina per fare un cheap shot, mi pare, e scatenare una reazione pubblica altrettando prevedivile e gratuita.

L'arte tocca sempre la sensibilità, come ogni contenuto "forte" e con questo purtroppo o per fortuna trova a mischiarsi. Va a gusti il poterla apprezzare, è soggettivo e poco corretto definirla ripugnante.
E parlando di gusti qui le cose forti piacciono e le difendiamo, per questo reagiamo scomposti ad una loro osctracizzazione immotivata, mediocre (perchè espressa da un popolo medio per se stesso) e senza anima critica.

Secondo me è stata una giocata facile, una notizia facile, un concetto facile per fare audience facilmente.
La sensibilità, la violenza mista a nudità eccetera non c'entrano niente.
Un post inutile.

P.S. mi do dello stronzo da solo per averti dato dell'inutile, mi sono lanciato dalla battutona e ho esagerato mancando di rispetto.
Ma lo rifarei.

Luigi Siviero ha detto...

"Primo. Definire le femministe frustrate e inviperite è davvero qualcosa di sconsolante. Frustrate da cosa, per cortesia?"

Ovviamente non intendevo le femministe in generale ma le poche donne che si sono scandalizzate vedendo quel disegno.
Dopo avere letto una risposta del genere non mi stupisco che sia così difficile capire quel disegno.

MicGin ha detto...

La Lipperini ha detto...
E poi, personalmente, a me fanno paura quelli che si sentono, sempre e comunque, dalla parte giusta.
28/01/09 14.05


Mi scusi, a chi si sta rivolgendo?

RRobe ha detto...

"Secondo. la colpa, dunque, è delle donne. Dal momento che reagiscono all'immagine delle due ragazze hanno qualcosa che non va.
Cos'è, una variante del "se l'è andata a cercare?".

Qui siamo al delirio.
Il problema è di quelle persone che preferiscono versioni gentili di cose terribili.
E' uno stupro. Non lo si può rappresentare (simbolicamente o meno) che in maniera disturbante.
Qualsiasi altra soluzione sarebbe come minimo ipocrita e, nel peggiore dei casi, compiacente.


"Ma possibile che un minimo minimo di dubbio non vi passi per la testa?"

E' la stessa domanda che rivolgo a te.
Non è che hai preso lucciole per lanterne?

La Lipperini ha detto...

Greg. Scusa eh, ma chi, CHI ha mai detto di essere contro l'arte che esprime contenuti forti?
Ma quando mai?
Che caspita c'entra l'audience? Stiamo parlando di un blog, non di un programma televisivo.
Le cose forti piacciono anche a me, recensisco horror, guarda caso.
Ma stiamo parlando di un fumetto sociale, giusto? Non di fiction, di realtà.
Qualcuno ha citato Maus. Che è uno splendido esempio di come si possano fare narrazioni spietate senza ammiccamenti.
Io insisto, qui l'ammiccamento c'è e alle lettrici/osservatrici risulta. Evidentemente abbiamo due sguardi diversi.
Ma per favore, non tiriamo in ballo il gusto medio e il popolo bue. Non c'entrano NIENTE.
(scuse accettate)

La Lipperini ha detto...

Rrobe. E il contrario non vale mai?
Ps. Sarà mica un caso che qui non commenti neanche una donna?

Luigi Siviero ha detto...

"Sarà o no concesso dire questo senza incappare nella (facile, facilissima, scontata) accusa di moralismo, bigottismo e quant'altro?"

Scontata quanto vera.

RRobe ha detto...

Nota per la Becco Giallo: se nel prossimo futuro farete fumetti su altri avvenimenti di cronaca legati a eventi violenti, sarebbe opportuno, per non turbare l'animo della Lipperini e di gentili lettrici come lei, rappresentare la violenza con raffinate allegorie.

Chessò... la strage di Capaci?
Una macchinina giocattolo che viene colpita da una biglia sarebbe molto più opportuna che la rappresentazione dell'orrore della realtà.

RRobe ha detto...

"Rrobe. E il contrario non vale mai?
Ps. Sarà mica un caso che qui non commenti neanche una donna?"

L'approfondimento e l'attenzione non sono proprio il tuo forte, uh?
C'è una donna che ha commentato in questo topic per un paio di volte e ci sono donne che commentano in questo blog in generale.
Fortunatamente, non tutte le donne preferiscono la versione Harmony della realtà.

MicGin ha detto...

Ribadisco.

La Lipperini ha detto...
E poi, personalmente, a me fanno paura quelli che si sentono, sempre e comunque, dalla parte giusta.
28/01/09 14.05


Mi scusi, a chi si sta rivolgendo?

Aggiungo:
Se le sue riflessioni rimangono poco meditate come è accaduto sinora, non potrà che ritrovarsi Rrobe come inevitabile (e ineccepibile) nemesi dialettica.

Torakiki ha detto...

Ciao a tutti,

ho letto tutti i messaggi sul blog della Lipperini, su questo e su quello di «Capitan Ambù». Vorrei segnalare alcuni piccoli punti, perché l'argomento mi interessa e travalica il discorso sul fumetto «Il massacro del Circeo».
Il primo è che Loredana Lipperini ha espresso - in modo poco chiaro, è vero - un parere su una locandina/copertina. Avrebbe dovuto specificare subito, ma poi l'ha fatto, che ciò che la disturbava era l'uso di certi espedienti grafici. Il fatto è che è una giornalista ed esperta di letteratura, non di comunicazione visiva, e inoltre voleva lanciare uno spunto di riflessione. Non mi interessa difendere Loredana Lipperini, perché ritengo peraltro che il suo post fosse davvero troppo vago e prestasse il fianco a possibili reazioni negative, che poi infatti sono arrivate da parte di altri fumettisti, di lettori e quant'altri - comunque poi Lipperini s'è spiegata meglio, ma è stata attaccata in modo secondo me inopportuno e aggressivo. Vorrei però segnalarvi anche io, come ha fatto Loredana stessa, che se un lettore esprime un parere, foss'anche poco argomentato, occorre che l'autore dell'opera commentata e chiunque non sia del parere del lettore critico, si mettano nell'ottica di quel lettore. Perché quell'immagine è risultata perturbante? Quale può essere la visione del lettore? È tanto diversa dalla mia? E così via.
Molte altre cose dette nel blog Lipperatura a seguito del parere di Lipperini su quella locandina sono semplicemente fuori tema (cioè se il Fumetto o i fumetti siano Arte o arte ecc.) e frutto di varie lacune culturali da parte di vari contributori al blog sull'ampio tema della definizione di arte/artistico nella dialettica col mercato e col pubblico.
Specialmente, però, è emersa ancora una volta una serie di inadeguatezze dialettiche da tutte le parti: chi s'è arrabbiato passando all'insulto personale o quantomeno all'invettiva, chi ha fatto di tutta l'erba un fascio, eccetera.
E molti dei fumettisti che hanno scritto su questo e altri blog hanno, per così dire, perso un po' la pazienza. Sono solidale con voi perché anche se non sono un fumettista, di fumetti mi occupo da anni. Sono solidale nella misura in cui capisco come la sensibilità di un autore si possa sentire attaccata da discorsi e voci giudicati poco competenti nel proprio campo d'attività. Ma qui Loredana Lipperini, e altri che partecipano a quella discussione, non hanno attaccato i fumetti, il Fumetto, gli autori di «Il massacro del Circeo». Alcuni magari sì, e allora a quelli vanno indirizzate eventuali tirate d'orecchi. Sto cercando di dire che si è purtroppo costituita una contrapposizione fra due «fazioni» sulla base di una incomprensione di fondo; ciascuna delle due «fazioni» ha cominciato un po' a partire per la tangente generalizzando e attaccando a testa bassa. Ma, devo dire - e spero non v'incazzerete pure con me! - mi pare che siano i fumettisti che hanno espresso pareri recisi e a volte un po' troppo puntuti, ad aver reagito fin troppo sopra le righe. Peraltro molti di voi hanno parlato non nel blog della Lipperini ma altrove, rendendo difficile seguire il filo del discorso e conoscere i pareri interessanti di vari autori qui presenti.
Credo che l'occasione da sfruttare in questa discussione sia invece quella di un «parliamone», ma con calma e cercando di ripartire da alcuni elementi in qualche modo concilianti, per poi magari rimarcare nuovamente, e più tranquillamente, le varie differenze di vedute. Gli autori di «Il massacro del Circeo» hanno, su Lipperatura, l'occasione di chiarire alcune loro posizioni non solo circa il fumetto da loro scritto e disegnato ma anche sulla sola copertina/locandina.
Io da parte mia su quel blog ho sottolineato che, benché secondo me il livello di quella copertina non sia superlativo e contenga degli errori comunicativi nella valutazione dei simbolismi adoperati (su Lipperatura i dettagli, se interessano a qualcuno), il lavoro sia stato svolto in assoluta buona fede (ci mancherebbe!) e in coerenza con la mission editoriale e culturale di Beccogiallo, che da anni cerca di sensibilizzare il pubblico anche non «fumettistico» a temi importanti attraverso il racconto di fatti cruciali della storia e cronaca italiane recenti.

Un saluto a tutti
Marco Pellitteri

La Lipperini ha detto...

Dico un'ultima cosa. A me non interessano gli interlocutori che si pongano come nemesi dialettica. Mi interessano gli interlocutori che hanno voglia di discutere e che, possibilmente, leggano le risposte. Da nessuna delle quali si evince che io ho una visione Harmony della realtà.
Dico solo che il sangue, nella strage di Capaci, deve esserci. Ma sul nudo femminile, rappresentato in quel modo, in una locandina sul Circeo...beh. ho dei dubbi (per coloro che mi ritengono moralista, bigotta, magari sessualmente frustrata, zitella, e via con gli stereotipi antichi sul femminismo, ribadisco che parlo di nudo in quel contesto e non di nudo in assoluto).
Disponibile a proseguire la discussione, possibilmente in altri termini, quando volete. Ma mi piacerebbe insinuare un piccolo dubbio: se ogni volta che si tocca un autore italiano di fumetti la reazione è questa, non è un bel leggere. Saluti a tutti.

Ketty Formaggio ha detto...

Sbaglio o ci son poche donne in questa discussione? Hum... Eppure di donne che leggono il blog di Robe ce ne sono davvero molte. Sarà forse che le donne che leggono questo blog pensano che non valga la pena di dar credito a critiche di questo genere?

Voglio dire che a mio parere la signora Lipperini ha fatto una polemica sterile e che molti dei commenti sul suo blog denotano una grande superficialità da parte di chi li ha scritti; ho l'impressione di sentire i commenti delle signore al banco affettati del supermercato sotto casa mia (che in effetti rappresentano la maggiornaza delle donne italiane). Invece non posso dire altrettanto dei commenti pesenti in questo post.

Signora Lipperini, mi rivolgo a lei, a volte anche una donna in buona fede e profondamente acculturata può ammettere di aver sbagliato una valutazione. Non ne va della sua onorabilità.

ps: sicuri che la signora Lipperini non sia una incarnazione di Infinito? :P
Ciao a tutti!

Hanuman ha detto...

Io sono quello che ha citato Maus, quello che nel tuo blog - tra i commenti, Loredana (e scusa se ti do del tu) - si è firmato come Cristiano Brignola.
Ribadisco quanto ho detto dalle tue parti: la tua reazione è stata simile a chi vedesse Maus e s'indignasse perchè gli ebrei hanno la testa da topo e i nazisti la faccia di un gatto da cartoni animati. La stessa di chi dicesse che si ironizza sulla tragedia dei lager facendo i personaggi "come pupazzetti".
E' vero, non sei stata la sola a vedere quell'immagine in un certo modo. Basare tutta la tua difesa su quest'accento, però, non mi sembra ti faccia molto onore. E' come dire "beh, a una larga fetta di gente dà fastidio vedere due cowboy che si baciano sulla bocca... Brockenback Mountain, adios!"
Anche perché nel momento in cui qualcun'altro cerca di "leggere" un'immagine contestualizzandola, continuare a ripetere "ma non sono la sola, non sono la sola, non sono la sola", per me NON è discutere nè portare le proprie ragioni.

In tutta sincerità, poi, anche uscire con la frase

""E difenderei anche questo fumetto,qualora ne venisse colpito."

è ipocrita. La parola può risultare indigesta, ma è vera e molto sentita.
Perché nel momento in cui tu, Lipperini, opinionista di un certo peso e considerata per nulla stupida da molte persone, presenti un'opera che non hai letto, che non hai contestualizzato (che nemmeno ti prendi la briga di farlo) con delle accuse pesanti come accennare al fatto che il suo autore sia condiscendente alla cultura dello stupro, tu stai censurando. Non avrai una fiaccola per bruciare quel libro, ma stai prestando un accendino.
Scusa la brutale sincerità.

Gipi ha detto...

Io sono un autore di fumetti.
Ho trattato la volenza più volte, nelle mie storie. Nell'ultimo mio libro racconto il tentativo di violenza sessuale messo in atto contro mia sorella, in una camera dove ero anch'io, bambino. Quindi so benissimo di cosa stiamo parlando.
In passato ho sbagliato a rappresentare la violenza. Non me ne compiacevo neppure allora, ma semplicemente non riflettevo abbastanza. Ora lo faccio. Molto seriamente.
Mi dispiace Roberto, ma secondo me hai preso una cantonata.
Dire di "aver paura" di persone come la Lipperini non ti fa onore. Io ho paura di chi non vede e non discute il mio lavoro. Di chi lo prende sottogamba. Non di chi lo critica. Ma sticazzi. Non è questa la cosa importante.

La questione, al di là di tanti ragionamenti, credo che sia formale.
Nel racconto a fumetti abbiamo pochi mezzi: ritmo, parole, disegno, montaggio.
Ecco, questi mezzi sono la nostra lingua e il modo in cui si utilizzano sono la nostra morale (non ho paura di usare questa parola) la nostra etica e la nostra visione delle cose.
A me quella copertina fa incazzare. Perchè la forma è debole, superficiale e credo che non trasmetta una reale partecipazione all'evento trattato.
Non basta dire "faccio un fumetto a tema sociale" per sentirsi a posto. C'è la forma.
E se la forma non riesce a distaccarsi dalla visione delle due gnocchette abbracciate e dall'idea dei demoni con la maschera, allora vuol dire che il lavoro di riflessione fatto sull'argomento è stato debole.
Non conosco il lavoro di Ambu e non mi permetto di giudicarne il talento. Do per scontato che ce ne sia, e molto. Però davvero, ragazzi, quando si racconta con i disegni, si deve fare un passo di consapevolezza ulteriore.
da disegnatore che racconta cose anche dure mi fa incazzare il riccioletto dei capelli, per dire quanto sono pazzo..

Però in questo lavoro quello che si esprime lo si esprime con la forma e con le scelte a questa collegate.
Essendo che ho pochi nemici devo dire che questo deficit di consapevolezza io l'ho trovato in molti lavori editi da Beccogiallo. Credo che dipenda dal fatto che si prendono dei ragazzi giovani e li si fa raccontare di cose che sanno poco o che, comunque, hanno "sentito" poco nel profondo.
Perchè si può conoscere un evento leggendo le notizie relative, ma per "sentirlo" il processo è molto più complicato.
Ma non voglio generalizzare.
E poi, ragazzi, si può pure smettere di fare un esame di storia del fumetto a chiunque voglia esprimere un parere. Io non sono uno chef, ma se mi metto in bocca una cosa che mi fa schifo, la risputo.
Niente caste, ne eletti. per favore. Anche perchè mi troverei in grosse difficoltà e non potrei più esprimere pareri su niente, immagino, al di fuori del fumetto e della sua forma, come ho appena fatto.

La Lipperini ha detto...

Allora Cristiano, avrai letto anche il commento di un ragazzo, che di fumetti è assai esperto, che ha giudicato la copertina un normale ammiccamento al softcore, giustisticatissimo in una narrazione fantastica. Poi ha aperto Wikipedia e ha scoperto cos'è stato il Circeo.
Devo rispiegarlo ancora? Non è una questione di due nudi femminili abbracciati. E' la riduzione a corpi di due donne massacrate. Secondo l'ottica degli stupratori, d'accordo, e a condanna dei medesimi.
Non arriva. Semplicemente, non arriva.
Detto in modo pedestre, secondo il banale commento delle signore che fanno la spesa, come dice Ketty Formaggio (mi dispiace, ma non mi sento onnipotente, cara Ketty).

Gipi ha detto...

Hanuman:
Lascia perdere Maus. L'operazione che Spiegelmann ha fatto è l'esatto contrario della leggerezza del disegno della cover in questione.
Il buon Art si è studiato e inventato una forma apposita e , per lui, innaturale per rappresentare la storia.
Insomma, per dirla in parole povere, ha riflettuto e si è fatto un mazzo tanto.

Fabio... ha detto...

Ma tutte queste donne turbate che hanno scritto mail alla lipperini, quante sono?
10? 20? (wow)
E come mai tutte quelle che leggono la lipperini son turbate mentre quelle che leggono rrobe non lo sono?
Che i fruitori dei vari blog, come ospiti nei salotti fanno "si" con la testa quando l'ospite parla?

Roberto D'andrea poi... Posso pure arrivare a tollerare la faciloneria del criticare un opera e l'intento da una cover, ma se parli di lesbiche che limonano fai davvero una pessima figura (che cover stavi guardando?)

Hanuman ha detto...

@Gipi:
Non sto mettendo a confronto Maus con la locandina del Circeo. Non è mio interesse farlo. Quello che intendevo dire è che, a una riflessione superficiale e prevenuta, temo che tutto lo studio dietro Maus verrebbe ridotto ai minimi termini con "il fumetto con i deportati con la testa da topi". Come per me è successo in questo caso, a prescindere da discorsi qualitativi sull'opera in sé.

@Lipperini: magari sbaglio io, magari uso lo stesso filtro di prevenzione di cui ti ho accusata, ma a me non sembrava che il discorso sul tuo blog fosse puntato sull' "arriva/non arriva", che è un parere legittimo. Mi sembra fosse più, tra le righe, un "ma guarda che schifo questo che si compiace dello stupro di due ragazze". Che è una cosa diversa e, a mio parere, molto più grave.

RRobe ha detto...

Per Gipi: ma io posso pure essere d'accordo con te su un certo grado di "debolezza" dell'illustrazione... ma non mi pare che sia su questo che il pezzo della Lipperini si sia soffermato.
Il punto sembra essere: è disturbante (e per me poteva esserlo molto di più) e quindi mi ripugna.
Ecco, io penso che se si parla di uno stupro, essere disturbanti sia doveroso.

La Lipperini ha detto...

No Rrobe. Sottoscrivo anche le virgole di quel che ha detto Gipi. Il punto è in questa frase: "se la forma non riesce a distaccarsi dalla visione delle due gnocchette abbracciate e dall'idea dei demoni con la maschera, allora vuol dire che il lavoro di riflessione fatto sull'argomento è stato debole."
Le due ragazze non sono state rappresentate come vittime, ma come gnocchette. E' QUESTO che disturba. Non la narrazione di uno stupro. Ma la narrazione che ci mette le due belle fighe per attirare lettori. D'accordo, l'intenzione non era questa: ma questo è quello che viene percepito. Da me.

RRobe ha detto...

E allora bisogna pensare che Gipi ha espresso molto meglio di te quello che volevi dire.
Perché io, dal tuo pezzo e da quello che hai scritto su questo blog, ho capito tutto un altro discorso su come la pensavi.

Fabio... ha detto...

Oddio... Dire che Fabiano disegni gnocche è davvero arrivare al delirio...
(scusa Fabià eheh)

Son due sagome, come doveva disegnarle? Che son gnocche da cosa si capisce? Che non hanno una 44 di culo? Le avesse disegnate culone ci sarebbero state discussioni sul fatto che "l'autore disegna male le donne"...

E' un immagine "simbolica", riuscita o no all'osservatore il giudizio, ma parlare nello stesso discorso di playboy e maschilismo e solo voler cercare facili consensi tra i propri lettori (perchè alla fine, la ragione assoluta la Lipperini l'ha avuta dalle sue [non si sa quante] lettrici)

Greg ha detto...

@LaLipp:
Volevo replicare ancora, avrei da rispondere a tutti gli interrogativi che hai messo, ma (oltre a dover assistere a una riunione di budget...) mi sono inchiodato definitivamente su due fattori.

1)"Evidentemente abbiamo due sguardi diversi."
Verissimo e più ci penso più credo sia inutile romperci le balle a vicenda, nessuno dei due cambierà idea. Rimango nell'opinione che il tuo post contenga un messaggio volutamente generalista e gratuito. Tu rimarrai convinta del contrario. Pace.

2)Il post di Gipì, che mi ha dimostrato come la critica alla critica del fumetto o la difesa delle nuvolette non sia assolutamente affare mio.

Mi piacerebbe però che nei prossimi giorni tu possa costruire partendo dal tuo post una vera analisi/recensione dell'opera. Vera nel senso di sconnessa ai fatti di cronaca e contenuti affini.

mi chiamo fuori
saluti

Gipi ha detto...

Fabio:
Sono due gnocchette. Ma lo so, vengono dalla mano. Capita. Uno disegna, pensa "due ragazze nude" e gli esce quello.

Il problema è che questo mestiere richiede maggiore presenza, sforzo, riflessione e partecipazione.

Altrimenti, fidati, ti escono fuori due gnocchette. Sarebbe successo anche a me, chissà quante volte, se non mi tenessi sotto doppia sorveglianza speciale la fottutissima et odiatissima mano.

MicGin ha detto...

"se la forma non riesce a distaccarsi dalla visione delle due gnocchette abbracciate e dall'idea dei demoni con la maschera, allora vuol dire che il lavoro di riflessione fatto sull'argomento è stato debole."

Avevo sostenuto un concetto analogo sul blog della Lipperini.
Gipi consente un salto di qualità nel dibattito e che ci porta altrove. E che mette, penso in modo costruttivo ed utile, in discussione il modo di fare editoria di Becco Giallo, rispetto al rapporto con gli autori.
Questa vicenda, se vissuta nel modo giusto, può rappresentare un'opportunità di maturazione.

RRobe ha detto...

Il discorso che facevi sul disegnare "donne brutte", giusto?
Posso pure essere d'accordo ma, sinceramente, in due sagomine bianche non ci vedo questo delirio di ammiccamenti e gnocchitudine. Al massimo, se proprio mi viene da fare un appunto all'illustrazione di Ambu, è che è fin troppo semplice nella connotazione simbolica e che avrebbe potuto osare di più.

Poi sarà che sono traviato dai troppi film "rape and revenge" che mi è capitato di vedere, in cui le vittime degli stupri erano sempre donne attraenti.

A proposito... ma neanche un nerd che ha segnalato la provenienza della foto di questo topic? E uno che si sbatte a essere trasversale e post-modernista, BAH! Non ci sono più i nerd di una volta.

Gipi ha detto...

Greg:
"Il post di Gipì, che mi ha dimostrato come la critica alla critica del fumetto o la difesa delle nuvolette non sia assolutamente affare mio."

Non ho capito tanto bene cosa vuoi dire. Ma credo che non sia neppure affare mio. Io le storie le faccio.

Però, perdonami, come fai a chiedere:
"Mi piacerebbe però che nei prossimi giorni tu possa costruire partendo dal tuo post una vera analisi/recensione dell'opera. Vera nel senso di sconnessa ai fatti di cronaca e contenuti affini."

Beccogiallo ha costruito il suo percorso editoriale sulla trasposizione a fumetti di fatti di cronaca. Come si fa a giudicarli fingendo che questi fatti di cronaca non esistano?
Fai fiction pura e io non avrò modo di confrontarti con alcun che.
Ma se prendi spunto dalla nostra storia, politica, sociale, o di costume che sia, io li faccio (e alla grande) i confronti con la realtà.
E ti faccio pure il pelo. Perchè vai su un terreno abbastanza facile, ma pure minato, e ti ci devi saper muovere. Perchè tocchi esperienze e sensibilità.

Doppia attenzione, quindi.

RRobe ha detto...

Ovviamente, il commento precedente era per Gipi.

Fabio... ha detto...

Gipi, ok, ma quindi? Una posa diversa?
Siamo sicuri se fossero apparse meno "gnocche" avrebbe ripugnato meno la Lipperini?

Allora si passa alla concezione della cover, che in questi casi sotto stà a vari fattori, prima di tutto l'esigenze sia grafica che dei colori dovuta alla collana BG, sotto stà al vaglio di autori ed editore...
Si fanno più bozze di cover, e si sceglie quale stampare
(chi decide?)

Io non credo il problema sia nella taglia delle sagome
(c'è poi chi vi vede lesbiche che si baciano...)

RRobe ha detto...

Ecco, un discorso ampio sulla Beccogiallo e quello che stanno facendo (certe volte bene, certe volte male) ci starebbe tutto.

Gipi ha detto...

Si Roberto, qualcosa del genere.
Non voglio fare il maestrino. Le debolezze di forma di cui parlo le trovo in me. Solo che ho imparato a riconoscerle e provo a combatterle. Proprio perchè ho una fiducia smodata nella forza del fumetto. Per questo credo che ogni gesto non vada preso alla leggera. Credo che vada sempre affrontato nel modo più adulto e consapevole possibile.
Non fidarsi di noi stessi. Ragionare/riragionare sul tratto. Sulla forma. Sul contenuto.
Sopratutto, ripeto, quando si trattano argomenti condivisi.
Ripeto che, per me, è un problema di partecipazione al fatto.
E che non è un peccato mortale. Basta starci più attenti. Crescere.
Tutto qua.

MicGin ha detto...

Ma soprattutto su come si gestiscono gli autori. Spesso la tensione che si crea in una casa editrice, in una redazione, verte su dinamiche di autocensura o di ricerca della provocazione. In realtà, può capitare invece che si dimostri la propria incompetenza o insipienza.
Bisogna pretendere di più.
Nel caso in questione, da un lato difendo gli autori e le loro motivazioni. Dall'altro, suggerisco di tenere conto delle reazioni, che potrebbero di fatto dimostrare l'errore commesso, per quanto in buona fede (per quel che può servire).

Gipi ha detto...

Fabio:
Per quanto mi riguarda, un TUTTO diverso.
Però li si va sul gusto e le scelte personali.
Se però qualcuno trova la cosa non efficace, o addirittura molesta, beh, ci può stare no?
Nessuno di noi, o delle nostre opere, è intoccabile.

Quando si parla di violenza sessuale ci vuole testa. Di più. Di più.
Io, per mia sfortuna, so di cosa si tratta. E quando ne ho parlato, ti assicuro che ho fatto Harakiri prima di mettere giù un tratto che fosse uno.

Non richiedo che tutti ci soffrano allo stesso modo, però, ripeto se poi qualcuno ci si incazza su, non c'è da farci un dramma. Ci può stare.

Si lavora sulla realtà. E' una scelta. Allora si dia un occhiata alla foto fatta alla ragazza sopravvisuta nel baule dell'auto. E poi si pensi se quella rappresentazione grafica ha una qualche attinenza o non siano invece (come sono convinto) due gnocchette uscite dalla mano (dalla mano, non dalla testa o meglio, dal cuore) di un disegnatore.

Fabio... ha detto...

Se si parla di cover inefficace
QUI (alcune) le cover scartate...

Gipi ha detto...

Poi parto che c'ho l'aereo sulla pista.
Ma in questa frase di Michele Ginevra, ci sta quello che, secondo me, farebbe bene al mondo del racconto a fumetti. Cito:
"Bisogna pretendere di più."
Ma non di più. DI PIU'.

Gipi ha detto...

Fabio:
Secondo me la seconda (macchina nel cerchio di luce) era perfetta.

Il fatto che sia stata imposta altra scelta, e di quel tipo, ai miei occhi assolve il disegnatore e sposta il discorso da un'altra parte.
E se si cerca il pruriginoso per scelta e non per sbadataggine allora mi prende male davvero.

Fabio... ha detto...

Si Gipi, ma mi pare la discussione sia partita dal paragone di "qualunquismo", non da cover non efficace.

La tua è una critica giusta, e io da narratore inesperto ne faccio tesoro, ma pieghe del discorso a parte, il post di Rrobe nasce da quanto scritto dalla Lipperini "[cut]di un’intera cultura che allo stupro occhieggia[cut]"...

RRobe ha detto...

Per Gipi: ma tu, davvero, ci vedi qualcosa di pruriginoso nella cover scelta da Becco Giallo?
A me, rispetto alle altre proposte da Ambu, al massimo sembra la più scontata e diretta... ma non certo "ammiccante alla cultura dello stupro".

Greg ha detto...

@Gipì:
""Il post di Gipì, che mi ha dimostrato come la critica alla critica del fumetto o la difesa delle nuvolette non sia assolutamente affare mio."
Non ho capito tanto bene cosa vuoi dire. Ma credo che non sia neppure affare mio. Io le storie le faccio."

Nel senso che mi hai fatto capire che dalla mia posizione sull'argomento critica del fumetto posso dire solo scemenze. Perchè quando dici "E poi, ragazzi, si può pure smettere di fare un esame di storia del fumetto a chiunque voglia esprimere un parere. Io non sono uno chef, ma se mi metto in bocca una cosa che mi fa schifo, la risputo.
Niente caste, ne eletti. per favore.", nel mio caso, hai assolutamente ragione!

"Però, perdonami, come fai a chiedere:
"Mi piacerebbe però che nei prossimi giorni tu possa costruire...""
spero si capisse che era per la Lipperini e per fatti di croncaca intendevo quelli dei rumeni, di playboy e delle veline che vengono citati come introduzione alla locandina con le "lesbiche". Nel post non sono stati usati come confronto con la realtà etc ma solo per un gioco di retorica.

@Rrobe: appunto ma l'immagine del post che è? il tizio sfigato di "non violentate jennifer?"

Capitan Ambù ha detto...

Rispondo a Gipi sei un autore che stimo e apprezzo.
La cover non può essere isolata dalla storia, ovvero il contesto.
Dietro una cover, i professionisti lo sanno meglio di me ci sono tutta una serie di problematiche che passano attraverso autori ed editori.
Posso chiedere che sarebbe successo se il tuo libro LMVDM fosse stato giudicato dalle prime dieci tavole, o semplicemente isolando alcune frasi o tavole dal contesto? O dalla copertina stessa.
Ho l'impressione che si stia arrivando a banalizzare tutto il libro, a travisarne il concetto.
Gipi la copertina ti ha fatto incazzare? Pensa se invece non ti avesse detto nulla.
Puoi discutere il tuo punto di vista sulla forma e il contenuto, sulla regia del fumetto e sugli equilibri e spero un giorno di farlo di persona ma ti assicuro che potrei darti tutte le risposte alle domande su quella copertina, ogni scelta (per uno che fa della comunicazione il suo mestiere) è motivata.
Tu sai meglio di me che ogni decisione finale spetta all'autore e sono pronto a farmi carico delle mie scelte, però non diciamo che è un'illustrazione banale perchè è un giudizio opinabile e come ben sai una volta che hai dato vita ad un'immagine viene fruita in modi ben differenti da come si è concepita.
Ripeto se vogliamo discutere sono pronto in qualsiasi momento ad accettare critiche però da una persona che fa il mio stesso mestiere preferirei riceverle privatamente, non tutto quello che viene fatto è perfetto nemmeno se esce dalla tua penna, per quanto sia convinto che sei tra gli autori più interessanti e di valore nel panorama italiano.
Di mio posso fregiarmi di aver fatto incazzare Gipi e spero che se ti capiterà di leggere il libro coglierai il significato del rapporto tra la cover e il fumetto disegnato, perchè esiste sempre un concetto alla base di ogni opera anche in quella di un bambino.

RRobe ha detto...

"Ultima Casa a Sinistra", Greg.

Gipi ha detto...

Rrobe:
Non riuscendo ad associare le parole "cultura" e "stupro" non vedo ammiccamenti alla cultura dello stupro.

Io ci trovo leggerezza.
ma la leggerezza non è cosa da poco.
E spettacolarizzazione. E pure due gnocchette con i boccoletti.
Ora, è chiaro che Beccogiallo non cercava di aprire agli stupratori il suo parco lettori.

Però la leggerezza, e la spettacolarizzazione, e le gnocchette al centro, mi fanno incazzare. Che ce posso fà? :)

Sopratutto dopo aver visto la cover alternativa. Che era piena di silenzio e inquietudine. ed era raffinata ed efficace.
Si scelgono i tre demoni con le maschere e le gnocchette, invece?
beh, allora secondo me del fatto narrato si fa spettacolo e se ne è capito poco.
Questa non sarà cultura dello stupro ed è una roba priva di partecipazione e sa di sciacallino.
Poi, giusto per ricordarlo, sono le donne che vengono stuprate, non gli uomini (niente battute please). Quindi se sono loro a sentirsi male a vederla, ci avranno le loro ragioni.
Pensiamoci, insomma.

RRobe ha detto...

Per Ambu: perché privatamente? Il confronto è bello quando è spontaneo e, relativamente, poco mediato.
Non mi pare che si sia insultato il tuo lavoro (Lipperini a parte, ovviamente).

Gipi ha detto...

Ambu:
Io faccio tante di quelle cazzate ed errori che lungi da me l'idea di dirti che la cover è banale.
Personalmente non credo che lo scioccare il lettore sia un percorso buono.
Ci sono già i peggiori media in circolazione a farlo giornalmente.
E credo pure che nessuno resti scioccato da niente, tra l'altro.

Ho detto solo che ho avuto l'impressione che le femmine fossero femmine di mano. Tutto qua.
Chi mi conosce sa che mi sono rifiutato di disegnare donne (passando per gay con il mondo intero) fino a quando non sono arrivato a disegnarle "male" come disegno male gli uomini.
Il nostro immaginario è farcito di Manarate, pure di Pazientate, sull'universo femminile.
Io apprezzo chi se ne discosta e mi sento di criticare chi non lo fa sopratutto su una questione come quella del Circeo.
Non giudico il libro. E' una discussione sulla forma di una cover.
Questo lavoro è serio e c'è margine per discutere anche di un singolo disegno.
Lo faremo privatamente, volentieri, ma spero che non ti dia fastidio se accade anche qui.
Che il confronto fa solo bene.
E poi Roberto si era lanciato all'arma bianca contro chi aveva dissentito. Secondo me sbagliando, ma liberissimo di farlo. Ed io che ero di altra opinione ho pensato di dire la mia.
Chi frequenta queste pagine sa quanto poco io intervenga.
Sono uscito allo scoperto qui, ora, perchè la mia storia personale e di crescita è legata, anche, ad una violenza sessuale. Finita non in tragedia, per fortuna, ma insomma, una cosa che mi ha fatto cambiare la testa.
Quindi quando si tocca l'argomento a me scatta di dire la mia.
Tutto qua.

RRobe ha detto...

Per Gipi: non lo so.
Credo che qui ci si stia spostando su un territorio molto soggettivo.
Io, per esempio, non ho nulla contro la "spettacolarizzazione" e penso che, certe volte, la raffinatezza non faccia arrivare il messaggio con forza e in maniera diretta.

"Il Divo" è una spettacolarizzazione del personaggio Andreotti, per esempio e per quanto sia stato fatto un lavoro egregio sulla sua figura, è anche una semplificazione delle realtà... ma è diretto, efficace e dice con forza quello che ha da dire.

Nel caso della copertina di Ambu, per esempio, per me ci sarebbe stata bene anche un'immagine ancora più dura e urticante perché l'argomento di cui si sta parlando è urticante. Ingentilirlo e renderlo in qualche modo raffinato per me è un male.

Però ripeto: qui siamo in un territorio di gusti personali.

Quello che si obiettava era che la copertina di Ambu fosse parte della "cultura dello stupro" (qualsiasi cosa voglia significare) messa all'indice dalla Lipperini. E per me non è così.
Altre opere (alcune che mi piacciono pure) possono essere indicate come pruriginose e volutamente ammiccanti nei confronti di un pubblico che un poco ci gode a vedere donne violentate (buona parte dei film del genere "rape and revenge" per esempio) ma non mi pare il caso di questa copertina.

Greg ha detto...

yeeee ma sto fotogramma proprio non me lo ricordo

Capitan Ambù ha detto...

Nel senso che mi piacerebbe approfondirlo meglio.
Per quel poco che ci conosciamo lo sai che sono ben disposto al confronto pubblico, ma poi chi li disegna i fumetti?
Non è che voglia rinunciare al confronto, sopratutto se è stimolante come questo, forse mi sono espresso male è solo che mi piacerebbe discuterne in maniera più diretta.
Non le trovo così gnocchette ma comunque secondo voi i violentatori cosa hanno visto nelle loro vittime?
La cover è quello che è la parte esteriore, ovvero l'immagine rappresentativa della donna come questa società ora e allora ci mostra, questo è quello che il fruitore trova in libreria.
Per questi criminali la figura femminile era una figura senza volto un involucro.
La mia intenzione iniziale era addirittura quella di non rappresentare i protagonisti della vicenda, ma le esigenze editoriali mi hanno spinto a ragionare diversamente.
Una volta che si legge il libro si può vedere come cambia l'approccio il segno, le donne non sono belle figurine come spesso sono state definite dall'illustrazione.
Sono vere donne, sono la mia ragazza, mia madre la mia amica qualsiasi donna presente nella mia vita, proprio l'essere uomo mi ha indignato a tal punto da avere il massimo rispetto per questo tema e per le vittime in questo caso parlo del disegno, perchè altrettanto lavoro ha fatto Leonardo Valenti con la sceneggiature e il soggetto.
Non sono mai caduto nella volgarità l'unica scena in cui si intravede un rapporto sessuale è dove Izzo costringe la Colasanti ad un rapporto orale, dove si vede una la testa di lei di spalle (naturalmente niente di vagamente sensuale), e ho scelto di mostrarla perchè giudico violenza sessuale anche il rapporto orale e ho voluto sottolinearlo in questo modo.
Ho fatto delle scelte, forse a torto o forse a ragione ma sempre con tutta onestà, poi una volta che l'immagine è pubblica ha vita propria e la storia dell'arte insegna.
Quello che veramente mi ha fatto imbestialire, scusate il termine è essere accusato di occhieggiare allo stupro, dopo tutta questa attenzione non accetto un'accusa di questo tipo.

RRobe ha detto...

E per me hai avuto ragione ad imbestialirti.

Anghelos ha detto...

Il post e molti commenti sono uno spettacolo.
Riassumiamo un attimo i termini della questione: la Lipperini pubblica la locandina di questo fumetto, specifica che non vuole giudicare il fumetto in sé, ma solo l'immagine, e dice che le "ripugna". Un termine duro, che suscita polemiche altrettanto dure da parte di quelli che invece l'immagine l'hanno apprezzata.
Sin qua, tutto normale. Dialettica, divergenza tra interpretazioni. C'è anche un equivoco sul giudicare LA copertina e giudicare DALLA copertina, ma insomma, il cuore della questione alla fine viene raggiunto. Tutto bene.
Solo che tra chi la pensa diversamente dalla Lipperini appaiono opinioni come quella del proprietario di questo blog che sostiene di "avere paura di Loredana Lipperini", altri che parlano di "gogna", altri di "caccia alle streghe". Il meno che si possa dire è che non hanno idea di cosa sia, veramente una caccia alle streghe, ma il fatto che vedano una critica dura in questi termini persecutori, come se da Lipperatura sia partita una campagna per promuovere il boicottaggio di questo fumetto, è indicativo: non riescono a concepire una critica scissa dalla volontà censoria. Il risultato è paradossale: vedono gogna e caccia alle streghe nel blog della Lipperini dove, sin dai primissimi commenti, i lettori si sono divisi sul giudizio della titolare, ma non la vedono in questo blog dove sino al commento 44 (intervento della Lipperini) è stato un coro quasi unanime di insulti personali e sberleffi.
Abbastanza desolante, devo dire.

Fabio... ha detto...

Anghelos tu il post della Lipperini sul suo blog non l'hai letto eh?
Non ha detto "questa cover è brutta".

Capitan Ambù ha detto...

Cito ancora:
Dubbio del mattino, nello stesso giorno in cui si legge delle conigliette di Playboy a Sanremo e contemporaneamente della consueta, abile, messa in accusa dello “straniero” invece di un’intera cultura che allo stupro occhieggia. La nostra cultura, grazie.
Dubbio fortissimo, dicevo, sollecitato da una donna in gamba via mail.
Notizia: graphic novel sul massacro del Circeo. Editore Beccogiallo. Qui notizia e tavole.
Commento. Non posso giudicare un libro da una copertina. Ma la medesima, perdonate, mi ripugna. Eccola.

Ma questa come la si giudica? E' nero su bianco, quello che faccio rientra in una cultura che allo stupro occhieggia, ci rendiamo conto del peso delle parole.

Scusate per me è un'offesa.

mrmozo ha detto...

Sono basito dal non riuscire a comunicare quello che Ambu dice nel blog della lipperini (sono Rico in quel blog). Concordo pienamente con rrobe e Ambu

RRobe ha detto...

Il punto, per chi non lo avesse capito, non è che alla Lipperini ripugna la copertina di Ambu. Quello ci può anche stare, è una sua opinione, è la sua sensibilità, sono i suoi gusti.
Il punto è che ascrive quella copertina a una "cultura dello stupro", come a dire che Ambu dello stupro ne ha fatto un richiamo commerciale.
E questa, per me, è una roba pesantissima da dire.

Anghelos ha detto...

Fabio, infatti io ho citato quanto detto dalla Lipperini. Lei non dice "questa cover è brutta", dove lo hai letto? Lei ha usato il verbo ripugnare, e io quello ho citato. Se vuoi cito per intero la frase, che dice "Non posso giudicare un libro da una copertina. Ma la medesima, perdonate, mi ripugna", e non mi sembra che si discosti dalla sintesi che ne avevo fatto io.
Il punto su cui mi ero soffermato io è che alcuni qui (non tutti, per carità) hanno trasformato questo giudizio durissimo, ma che è comunque il giudizio individuale di una persona, in una gogna, in una caccia alle streghe, in una richiesta di censura. Questo, molto semplicemente, è falso, ed è una esagerazione a dir poco infantile, ed è anche il modo migliore per affossare una discussione che invece poteva essere molto interessante.

RRobe ha detto...

Aridje.
Il problema non è il "ripugnante".
Siamo fumettisti, critiche del genere arrivano sempre da qualche lettore con la penna facile.
Il problema è l'indicare la copertina come "appartenete alla cultura dello stupro".
Le parole sono importanti, eh?

RRobe ha detto...

Tra parentesi, nessuno ha detto che la Lipperini volesse censurare l'opera di Ambu.
Ma che l'abbia messa alla gogna è evidente.

RRobe ha detto...

Alla stessa maniera in cui, alla gogna, c'è finita lei in questo topic.

Capitan Ambù ha detto...

E' vero che è una lettrice però anche una giornalista, almeno pubblicamente.
Io penso che Roberto sia a conoscenza che in questo spazio oltre essere lettore mantiene comunque la sua figura di autore e sa che deve rispondere di quello che scrive.
Internet è uno spazio pubblico, quindi sopratutto se si fa come professione informazione bisogna anche pesare il valore degli interventi.
Per fare quattro chiacchere esco di casa e posso dire quello che mi passa per la testa ma pubblicamente il discorso cambia.
Legittimo racchiudere l'analisi di un illustrazione con un ripugnante, ma da un giornalista mi aspetto di più, poi liberissimi di farlo.

Capitan Ambù ha detto...

Aggiungo, questo per discutere la parte accettabile dell'intervento in questione, per il fatto dell'occhieggiare invece è solo deprecabile.

Hanuman ha detto...

Scusate, a me ha fatto cadere i maroni in terra l'intervento di WuMing.

Fabio... ha detto...

Anghelos continui a leggere solo quello che ti pare a te...

RRobe ha detto...

Visti i commenti sempre più parossistici che stanno arrivando tanto su questo blog, quanto su quello di Loredana, abbiamo deciso di comune accordo di chiudere la discussione.
Quello che ognuno di noi aveva da dire, lo ha detto.
Personalmente, ho avuto modo anche di scambiare qualche mail con Loredana stessa e se sono prontissimo ad accettare il fatto che i miei toni sono stati decisamente accesi, ribadisco che, a mio modo di vedere, iscrivere la copertina di Ambu in una "cultura dello stupro" è assurdo e offensivo.
Non entro nemmeno nel merito della tristissima e idiota accusa di apologia di stupro che ha scritto WuMing sul blog di Loredana, quindi.

La discussione è stata comunque interessante e ha dato parecchi spunti su cui, nel prossimo futuro, mi prometto di ritornare a parlare (e immagino che lo stesso farà la Lipperini). Per ora, si chiude qui.