12.1.09

La solita critica alla presunta Critica.

Non è la prima volta che mi capita di dire che le "brevisioni", o recensioni in pillole, non siano questa grande idea da parte dei siti specializzati in fumetto, specie quando questi siti affidano, quasi completamente, il loro apparato critico solo a queste.
Di solito mi viene risposto che mi sbaglio, che le recensioni brevi sono un buon modo di parlare di più materiale e che, comunque, sono realizzate con la stessa perizia e attenzione di quelle più lunghe.
Sarà.
Facciamo un gioco, peschiamo la "brevisione" che lo Spazio Bianco ha dediato a "Underskin", il volume di Iovinelli e Dall'Oglio, edito dai tipi di BD.
La trovate QUI, ma la riporto qui sotto, con alcune note aggiunte da me:

Underskin #1
di Andrea Iovinelli e Massimo Dall'Oglio
Edizioni BD, 2008 – 144 pagg. b/n bros. – 7,00€
Protagonisti della "invasione italiana" delle Edizioni BD, Iovinelli e Dall'Oglio sono una coppia fumettistica affiatata che si muove da anni tra autoproduzione e spazi ristretti e che finalmente gode di uno spazio che li valorizzi. Underskin nasce da un progetto proposto per il concorso internazionale della Kodansha, dove ha raggiunto la finale insieme a un nutrito gruppo di autori italiani.

No. Quello è "Hermes". Sempre di Iovinelli e Dall'Oglio. Altro progetto ancora è "L'Era dei Titani". Sempre disegnato da Dall'Oglio, verrà sempre edito da BD, ma lo scrittore è Adriano Barone (anche lui ha raggiunto la finale del concorso Kodansha, ma con un altro progetto e un altro disegnatore).
"Underskin" è un fumetto pubblicato in Francia dalla rivista Shogun (prima) e in volumi a colori (adesso). 

Le influenze dall'immaginario fumettistico giapponese sono evidenti ma non annullano la personalità di testi e disegni. Ambientata in una megalopoli futuristica, la storia prende vita quando una madre di famiglia scopre improvvisamente di non essere più la persona che era, vittima di un piano su larga scala delle corporazioni commerciali. La narrazione scorre con ritmo sostenuto in questo volume che rappresenta l'introduzione degli eventi, anche se il gioco di flashback in alcuni punti non è immediato; i disegni si muovono tra influenze di autori giapponesi, da Shirow a Endo senza apparire un mero scimmiottamento, unendo il giusto mix di spettacolarità e leggibilità. Aspettiamo fiduciosi le prossime uscite. (Ettore Gabrielli)
Sarà... ma se proprio dobbiamo metterci a fare paragoni, io di Shirow e Endo, ci vedo davvero poco nel disegno di Massimo. Invece mi fa specie che non siano citati il bravissimo Yoshihisa Tagami (l'autore di "Grey" e "Horobi") come uno degli artisti che più hanno influenzato Massimo per quello che riguarda le figure e i volti dei personaggi, che non venga citato il mecha design di "Evangelion", e che non si accenni nemmeno al lavoro di Nihei.

In poche parole, in una brevisione di poche righe abbiamo un errore bello e buono e un'analisi stilistica discutibile.
Quindi, senza offesa per Gabrielli che è una persona che mi sta simpatica, a me queste "brevisioni" continuano ad apparire dei pezzi disinformativi, scritti in fretta e con superficialità.

p.s.
E sì, quando mi ci metto, sono un vero rompicoglioni che non molla la presa manco a morire.

AGGIORNAMENTO: Ettore Gabrielli, autore del pezzo, ha sistemato l'errore.
MA NON SOLO: Massimo Dall'Oglio ha corretto anche me, a proposito della storia con cui è arrivato in finale al concorso Giapponese. Ho editato pure io. Come detto, ci vuole attenzione per fare critica e informazione.