26.1.09

Pop Porn alle Distillerie Clandestine

Sorvoliamo sull'ospitalità offerta agli ospiti: in fondo, quello che interessava agli organizzatori era sbattere qualche nome sul volantino e riempire di roba la manifestazione, mica badare che quelli che avevano dato la loro disponibilità (gratuita) stessero anche bene, mangiassero decentemente e avessero qualche consumazione da usare al bar per bere.

Sorvoliamo pure sul fatto che l'allestimento e l'organizzazione della mostra nel settore fumetto era ridicolo e squalificante per tutti quelli che ci hanno partecipato, con i lavori in mostra appiccati nudi e crudi alle pareti con il patafix (sì, senza nessuna cornice e protezione), come i disegni dei bambini all'asilo: la gente li toccava, ci si appoggiava sopra (quando andava bene) e, se avesse voluto, se li sarebbe anche potuti portare via in qualsiasi momento, visto che nessuno badava al loro destino (tranne i proprietari stessi, costretti a fare il palo davanti alla loro roba).

Sorvoliamo pure sulla selezione musicale orrenda, sul cibo immangiabile, sulla calca inumana e sul costo delle consumazioni (6 euro per un bicchiere di Pepsi annacquata sono da antologia dei locali di merda).

Ecco, sorvoliamo su tutto questo, parliamo semplicemente del senso e della "filosofia" sottesa da una manifestazione come "Pop Porn".
In poche parole il tutto si potrebbe definire così: trasgressione da villaggio vacanze.
Non c'è cultura dietro alla manifestazione voluta da Ilaria Aquili, non c'è consapevolezza, non c'è conoscenza. Il richiamo del "porno" è solo uno specchietto per le allodole e il "pop" è una parola oscura che va bene con tutto e che, nella mente degli organizzatori, non significa un cazzo di niente.
C'era più sincera trasgressione e allegria in una qualsiasi serata di "Mucca Assassina" di 10 anni fa che in questa roba. C'è più "porno" in una discoteca a caso della costa adriatica. C'è più "pop" nel salotto di casa mia.
"Pop Porn" è un evento pensato da menti mediocri per menti mediocri. Altro modo di definirlo sarebbe "la trasgressione secondo Vanzina". E la cosa triste è che ha fatto il pienone e che, nella mente della gente comune, diventerà presto il sinonimo di "serate alternative e artistiche" della movida romana. Amarezza.

A margine, alcune cose positive le ho trovate:
ho scoperto che un vecchissimo amico è diventato un maestro di bondage di livello europeo, ho conosciuto Francesco Malcom, ho conosciuto un bravo fotografo e ho visto Elisabetta Melaranci, Sara Pichelli, Sandrella (la ragazza di Mauro Uzzeo) e Marxia (la mia ragazza), legate come adorabili salamini (a presto qualche foto). Per tutto il resto: mai più nella vita.