21.1.09

[RECE] L'Ispettore Coliandro

Brutto.
La serie televisiva di "Romanzo Criminale" mi aveva illuso che anche in Italia si potessero fare produzioni di grande livello e forse, le mie aspettative sulla seconda stagione di "Coliandro" erano un pelo troppo alte... però, sinceramente, non mi aspettavo un prodotto di così bassa qualità.
I Manetti Bros continuano a essere degli incapaci volenterosi e di buon cuore (esattamente allo stesso livello di 11 anni fa, quando esordirono con "Torino Boys"). Scimmiottano (male) gli stilemi del cinema moderno americano e di quello (un pelo meno moderno) honkonghese, ma poi ti sbagliano i campi e controcampi, non hanno alcuna grammatica del racconto e non sanno comporre un'inquadratura decente neanche se ne andasse della loro stessa vita. Oltretutto, continuano a strizzare l'occhio al cinema di genere italiano, non riuscendo a capire che alla base di quel cinema c'era un mestiere che loro non hanno mai acquisito.
Però, in tutto questo squallore, qualcosa di buono c'è: il personaggio rimane favoloso e il suo interprete bravo, il che fa perdonare (almeno un poco) la brutta regia, il soggetto discutibile e lo script moscio.
Speriamo che i prossimi episodi siano migliori... oppure che Lucareli torni a scrivere un nuovo romanzo con Coliandro come protagonista.

39 commenti:

MC ha detto...

ah, ecco!

spino ha detto...

Personalmente ho sempre ritenuto i Manetti parecchio sopravvalutati....dai tempi di Torino Boys! :D

Greg ha detto...

...ero sicuro al 100% che postassi su QUESTO:

http://www.repubblica.it/2009/01/sezioni/spettacoli_e_cultura/musica-download/musica-download/musica-download.html

S3Keno ha detto...

Beh... ora (e aldilà del fatto che sono degli amici) definire i Manetti Bros degli "incapaci volenterosi" mi sembra un tantino esagerato. Qualcuno lì fuori, in Italia (oltre a te, intendo) qualcosa di buono riesce a farla; personalmente - ed esempio - mi sono piaciuti molto sia "Zora la vampira" (del 2000) che "Piano 17" (del 2005). Anzi, dirò di più: "Piano 17" era proprio una figata!!!

Riccardo Torti ha detto...

Sinceramente dopo 10 minuti ero un po nauseato dalla regia e non sono riuscito ad andare avanti... peccato!

Thomas Magnum ha detto...

Io ho sempre messo i Manetti nelle file dei sopravvalutati. Da molto prima di Torino Boys.
Se non ti chiami David Fincher, nel passaggio dai videoclip al cinema ti smerdi sempre.

sherlock ha detto...

La tua critica sugli aspetti registici è probabilmente corretta, io confesso non ho strumenti sufficienti. Ma forse appunto c'è anche di base il fatto che ti aspettavi di meglio. Io che l'ho visto per la prima volta ieri Coliandro l'ho trovato una gradevole novità, sto personaggio sfigato e imbranato ma alla fine con un culo della Madonna, in un mondo tv dominato da CSI, squadre speciali carabinieri e compagnia bella tutti bravissimi e professionali e magari un po' strappacore. Un po' di ironia nei telefilm è sempre una boccata d'aria fresca.

Vagabond ha detto...

Secondo me il personaggio salva baracca & burattini, il resto è nulla... ascolti piuttosto bassi (2.471.000 spettatori con il 9,21% di share), il che probabilmente - se non cambia - indica che non ci sarà una terza stagione!

RRobe ha detto...

Stefano, siamo sinceri: i Manetti è culo se beccano in verso in cui puntare la cinepresa.
10 anni fa mi stavano simpatici perché erano giovani e ci provavano... ma oggi, 10 anni dopo, con una evoluzione pari a zero, sono degli incapaci.
Sbagliare un campo e controcampo, tre volte di fila, è record.

QSJesus ha detto...

Non voglio entrare nel merito di una fiction che non ho visto e di cui non so per niente il budget.
Ma viviamo in un sistema cinetelevisivo dove i soldi sono spesso minimi, i passaggi degli stessi sono molti e solo per lucrarci, i tempi di lavorazione non ne parliamo.
Le sceneggiature arrivano 2 giorni prima del girato, troppe maestranze sono inconpetenti.

Sarebbe bello poter lavorare liberi da censure, in rai sopratutto i tabù sono inumerevoli, con script pronti da mesi, e soldi adatti per una produzione decente.
Lo stesso Romanzo criminale da te citato, ha dovuto scegliere se avere attori di grido, o poter spendere gli stessi soldi in tutto il resto.

Peccato perchè tecnicamente, e questo mi infastidisce molto, non siamo secondi a nessuno, solo negli FX ma li è solo una questione di soldi...

RRobe ha detto...

Tutto vero.
E nonostante sia tutto vero, "Romanzo Criminale", la serie tv, è venuta benissimo.
"Coliandro" per niente.

RRobe ha detto...

p.s.
e gli attori di "Romanzo Criminale" non saranno di grido ma sono bravi, in compenso.

Thomas Magnum ha detto...

Io credo che in RC la consulenza di De Cataldo e Placido abbia pesato parecchio.
E poi mettiamoci una produzione certa di assecondare il desiderio di un vasto pubblico.
E poi mettiamoci mio padre che fa il mentore del giovane dandy ma questa è un'altra storia ;)

QSJesus ha detto...

p.s.
e gli attori di "Romanzo Criminale" non saranno di grido ma sono bravi, in compenso


bè parecchi vengono dal teatro, che è sempre ua scuola molto seria, altri da ruoli minori.

Guido Ventura ha detto...

La trama è identica a un episodio della serie precedente, dove la ragazza era nigeriana (credo).
Il personaggio sarà anche sui generis, ma è ripetitivo e prevedibile (nei romanzi lo è molto meno).
Il problema maggiore non sta nella regia, ma nella sceneggiatura, secondo me.

latte e sangue ha detto...

La scrittura sicuramente è fondamentale. La sceneggiatura per definire le inquadrature però può essere un passaggio successivo. I dialoghi, invece, sono fondamentali; poi provati con gli attori che interagendo tra loro è più chiaro se funzionano o meno. (la drammaturgia è fatta di solo dialogo e solo con quello vengono raccontate storie stupende, le immagini vengono dopo). Gli storyboards sono un altro passaggio importante che aiutano molto nella definizione delle inquadrature (i fumettisti sono i più bravi storyboarder, infatti in america e in francia il fumettista viene scelto come storyboarder più fcilmente). Lavorando per il tetaro sono assolutamente convinta che registi, attori e tecnici che provengono da quel settore hanno una base più solida e concreta.
Prima di una regia ci deve essere un lavoro minuzioso e lungo, non so quanto praticabile qui in Italia per questioni di tempistiche e budjet, eppure una volta si facevano i grandi film italiani con 4 soldi in croce. Di base c'era professionalità più vicina al bottegaio. Quindi rimane per me in certi versi un "mistero" fatto di troppe variabili per capire come mai qui da noi non si riesca. Difficile dare delle colpe.

Redazione Fumetti Nicola Pesce Editore ha detto...

Non era male il fumetto...

latte e sangue ha detto...

Dimentcavo... d'accordissimo su Lucarelli..

Adriano Barone ha detto...

Come disse Gori a un importante incontro con pubblico e giornalisti: se le generaliste non cominciano ad avere veramente paura del flusso di spettatori verso altre reti (e in Italia, al momento, l'unica alternativa è Sky), non saranno mai veramente spinte ad innovare.
In ogni caso, Rrobe , non ci si può aspettare che una fiction da generalista sia ai livelli di una fiction su satellite: sarebbe come negli USA chiedere a una serie TV prime time di essere agli stessi livelli di un prodotto via cavo.

QSJesus ha detto...

@ latte e sangue:

Nelle fiction, tranne rarissimi casi, lo storyboard è un lusso che non ci si può permettere.

RRobe ha detto...

Per Adriano: E.R. è un programma i chiaro, in america, eh?
E pure "24".

Adriano Barone ha detto...

Vero. Diciamo che cercavo di tracciare un parallelo, ma probabilmente era impreciso.

Di fatto, comunque non c'è interesse a produrre fiction di qualità: RAI e Mediaset (per la precisione: Rai Uno e Canale Cinque) si spartiscono la torta, i vari produttori (che ricordo, NON rischiano di tasca loro, come invece avviene in USA, ma fanno pagare al 100% il canale commissionante) sanno già che faranno un tot di serie all'anno, ai canali non interessa vendere le serie all'estero (tantomeno i format!), ecc.

E anche se la serie va male...non cambia niente.
Terapie d'urgenza (il nostro E.R., ahahah...) è andato malissimo.
Si sono persi dei soldi, ma chi se ne frega? Valsecchi continuerà tranquillamente a produrre sia per RAI che per Mediaset.
E' un sistema che tende all'immobilità. Senza farne una questione politica, non c'è concorrenza, e stop (anche quel piccolo capolavoro che è Romanzo Criminale di fatto è una co-produzione: Mediaset è dentro al 30%).

Nessuna concorrenza=nessuna spinta al miglioramento. Triste, but that's it.

p.s. un altro problema ancora è lo strapotere dei registi in Italia, che arrivano a stravolgere le sceneggiature (mi sembra ne parlasse anche Paola Barbato sul suo blog), invece di essere tenuti rigorosamente "sotto controllo" dallo scrittore/produttore esecutivo, figura che qui da noi manca ancora...

Andrea Cavaletto ha detto...

Uuuuhhhh
Rrobe, a volte i tuoi commenti mi fanno quasi paura...
A me i Manetti nn dispiacciono per niente nel panorama cinematografico italiano... e sottolineo italiano...e credo anche di saperne abbastanza di cinema (o meglio, credevo... adesso mi metti in crisi).

Cmq, ora che so che ti piace l'horror, ho ancora + paura...
Uff, spero di nn finire mai sotto la tua lente d'ingrandimento.
:)

latte e sangue ha detto...

@QSJesus

Peccato.
Nemmeno nella puntata pilota ?
-----
Porto ad esempio il Dr House che conosco bene se non a memoria.
Cambiamenti registici per trovare le soluzioni più adatte al serial si sono trovati in itinere nella prima serie, ma certe inquadrature e certi "canoni" narrativi erano già forti fin dal primo episodio.
Giustamente utilizzare gli story per un serial è troppo dispendioso e lungo, ma invece in fase di preparazione, non si usano per niente ? Nemmeno in altri paesi ?

Ele

Adriano Barone ha detto...

Ele, qui i piloti non si fanno.
Cerco di spiegarmi: in Italia non esiste la stagione dei piloti, la serie viene commissionata e le stagioni girate tutte di seguito.
In Italia il primo episodio è solo...il primo episodio, non ha lo scopo di "vendere" la serie a un network come in USA.

latte e sangue ha detto...

Ciao Adriano.
Come sono ingenua. Penso sempre che l'iter professionale sia sempre uguale in tutto il mondo.
Se dovessi fare un serial io farei così... bah...

Ele

QSJesus ha detto...

Qualche appunto qui e li:

in Italia le puntate zero, non i pilot, si fanno, nell'ultimo periodo ne ho fatte 2 e sto per iniziarne un'altra a febbraio;

negli usa, come da noi, la televisione commissiona la serie a società che la producono, il network, o il singolo canale paga ed accetta, mandando una figura, o più, per controllare, precisamente come accade da noi. Infatti se notate le serie vengono vendute nel resto del mondo dal network, non dalle produzioni.

no, gli storyboard non si usano, in 11 anni di lavoro l'ho visto in sole due occasioni, uno fu per “La meglio gioventù” l'altro per “Cocò chanel”

non sempre le produzioni lavorano solo per conto rai, o mediaset, in alcuni casi, di solito quelli più blasonati o qualche santo, la produzione gira alcune parti da modificare nel montaggio, a seconda del mercato di riferimento, a me è successo sul futuro “Pinocchio” che andrà in onda sulla rai, ma non so quando.

i registi di fiction hanno un potere minimo, il vero potere lo ha “il delegato rai”, o “il delegato mediaset”, anche se la censura in rai è maggiore, ed in seconda battuta, la tempistica, se hai in mano 7 scene da girare, quelle devi girare, domani è troppo tardi, e certi set non si possono recuperare perchè già affitatti ad altri. Piccolo esempio, un giorno mi sono ritrovato ad arredare un set appena smobilitato da “Montalbano”. Mentre ero io a togliere l'arredamento, arrivavano i ragazzi di “Onore e rispetto II”. Il vero potere lo hanno i produttori, i tempi, ed il budget striminzito...

non è, del tutto, vero che i produttori sanno quanto lavoreranno durante l'anno, o gli anni, ci sono delle eccezioni, sappiamo che faranno i “Cesaroni IV” ma ancora in onda non è andato nemmeno il III, sappiamo che avremo altri “distretti di polizia”, ma il succitato “Pinocchio”, è pronto e montato da un anno, eppure nulla ancora. Oppure la rai sta aspettando la messa in onda di una serie, in 2 puntate, per dare il via ad un'altra, con lo stesso team produttivo.

Quindi non è facile spiegare il mondo delle fiction, nemmeno generalizzare tra le due “corazzate” è così semplice. Di certo in questo marasma ci sono delle figure che ci sguazzano bene, figure di ogni tipo, dall'amica, o amico, del politico, alla nipote attrice, dal nulla facente leccaculo, mamma mia quanti, al povero lavoratore che accetta salari a metà tra l'indecenza e la norma....

latte e sangue ha detto...

Grazie QS Jesus... molto interessante.
Posto la tua risposta sul mio blog stasera.

grazie
Ele

macchiedinchiostro blog ha detto...

Visto che si parla di tv intervengo volentieri.
Sulla regia dei Manetti non mi pronuncio, ma sugli script c'è da fare una bella tara quando si tratta di prodotti generalisti.
Purtroppo il controllo dei network e dei produttori imbastardisce la sceneggiatura.
Non dico che i network non debbano dire la loro, visto che ci mettono il 100% del budget, ma in Italia non lo fanno in modo sano.
Il sistema è viziato.
Le serie non nascono da un'idea ma da grandi lottizzazioni, come spiega bene Adriano. Quindi già in partenza non è sulla novità del prodotto che si punta.
Poi, in sviluppo, ci sono tanti occhi che leggono e che ti impongono dove e come cambiare.
Capirete che una serie tv decente non potrà mai venire fuori sulle generaliste.
Lo sceneggiatore tv è schiacciato, annullato, svilito. Non sono le sue idee a contare ma la sua capacità di digitare velocemente su una tastiera. E infatti anche il valore economico del lavoro si sta riducendo (e non per la crisi!).

E Romanzo Criminale allora? Romanzo Criminale non è stato scritto così. E questo ha fatto la differenza, ve lo garantisco. Sky non si è intromessa pur avendo fatto le sue osservazioni sugli script.

Solo se il sistema cambierà radicalmente potremo vedere serie guardabili sui canali generalisti. In caso contrario c'è solo da sperare che Sky continui a produrre e che non prenda esempio dai cattivi maestri.

Un'ultima precisazione per "latte e sangue": la drammaturgia non la danno solo i dialoghi ma la costruzione del racconto.
E questo sia al cinema che in tv che al teatro (un esempio su tutti Morte di un commesso viaggiatore di Arthur Miller, strutturato con tanto di flashback!)
Il dialogo è la cesellatura finale.
Come diceva Hitch: ora che la sceneggiatura è finita, aggiungiamo i dialoghi ;)

latte e sangue ha detto...

Si hai ragione. Conosco "Morte di un commesso viaggiatore" hai portato un esempio bellissimo.

Allora specifico:
Anni fa sulla sceneggiatura fumettistica mi concentravo prima di tutto sul dove, quando, ect. lavorando contemporaneamente
su inquadratura e dialogo.
Passando poi al teatro ho cominciato a lavorare sulla drammaturgia classica e quindi ho lavorato principalmente sul dialogo. Poter convincere per esempio il pubblico che l'attore in completa assenza di scenografia si trovi in mezzo a un bosco con solo la forza delle parole mi ha fatto cambiare metodo.
Tecnicamente adesso utilizzo un po' un compromesso tra i due, ovviamente a seconda del lavoro, ma partire solo e unicamente dal dialogo trovo dia una forza sulla struttura narrativa. Tutto il resto viene dopo e pesato di conseguenza.
Il mio è un metodo personale ancora in fase di ricerca, non volevo riportarlo come verità assoluta.

el mauro ha detto...

Non ho 11 anni di esperienza ma 7/8 e devo ammettere che ho lavorato e visto storyboard in ogni produzione (restiamo sul 95% va) sia che si parlasse di videoclip musicali, spot televisivi, fiction (posso parlare solo per le due fiction a cui ho collaborato: Pompei e quella su Soneri)
E' vero anche che nel 95% dei casi il regista non li segue minimamente, ma questa è un'altra storia :-)

mauro

macchiedinchiostro blog ha detto...

@latte e sangue: scusa tu per la precisazione che, riletta, aveva un tono un po' scolastico e saccente. E' che sono uno strutturalista convinto e m'è venuto dal cuore ;)

QSJesus ha detto...

@el mauro: in publicità e nei videoclip lo storyboard è fondamentale, e questo non lo nega nessuno, per le fiction, bè fortunato te, ma ti assicuro che non è la norma.

latte e sangue ha detto...

@ macchie

Ma no anzi. Il tuo "tono" strutturalista mi ha fatto incuriosire e sono andata sul vostro sito che ho riportato sul mio blog come aggiunta all'ultimo post.
Interessante l'ON WRITING. Complimenti.

QSJesus ha detto...

@latte e sangue: Grazie =)

Adriano Barone ha detto...

qjesus: grazie per le precisazioni.
Solo una cosa, però, quando dici che non è vero quanto affermo sui produttori che hanno già le loro belle fette di produzione annuale pronte:
sappiamo che faranno i “Cesaroni IV” ma ancora in onda non è andato nemmeno il III, sappiamo che avremo altri “distretti di polizia”, ma il succitato “Pinocchio”, è pronto e montato da un anno, eppure nulla ancora.
...my point exactly, man.
Non sai neanche come vanno certi prodotti, e già assegnano la stagione dopo.
Fanno lavorare la gente, ma poi le serie non vanno in onda.
Questo non mi sembra smentisca quello che ho detto, mi sembra che lo confermi, invece.
Perchè-insisto-a ciascuno "spetta" una fetta della torta, ed è una torta grossa e grassa, e le dimensioni delle fette sono costanti e non c'è interesse per far sì che le cose cambino.

spino ha detto...

2 Rrobe:
"i Manetti è culo se beccano in verso in cui puntare la cinepresa"


Ecco, ti sei appena giocato le prossime anteprime nazionali! :D

QSJesus ha detto...

@Adriano Barone: giusto per fare chiarezza, se vogliamo dire che il 95% dei fondi per le fiction, ma pure le trasmissioni, da realizzare è già stato messo in conto, allora siamo d'accordo, ci sono tempi tecnici che non si possono accorciare, nemmeno per i tempi "indecenti" che ci sono in Italia.
Se invece intendi dire che ci sono tabelle di soldi da "elargire" alel varie produzioni, allora no, ci sono produzioni, società, che hanno maggiori volumi e società ceh ne hanno minori, ma queste proporzioni siano "ingessate" ed immutabili, allora no, queste sono soltanto teorie.

Sara Pichelli ha detto...

io ho trovato anche il livello di recitazione molto basso...quasi imbarazzante...