26.2.09

[ANATOMIE COMPARATE] E' tutto un magna-magna

E’ tutto un magna magna
Osservare MadWorld, l’annunciata killer application per Wii, made in Sega, fa uno strano effetto per chi, come me, ha sempre vissuto di pane e videogiochi.
Partiamo dalle basi. La scuola del fumetto americano affonda le sue radici in autori seminali come Alex Raymond, Will Eisner, Jack Kirby e Milton Caniff. A Caniff, in particolare, si deve un particolare approccio al disegno e alla sintesi, tutto basato sul contrasto del bianco e del nero. Questo approccio derivava da un attento studio dell’illuminazione dei noir cinematografici americani che, a loro volta, prendevano spunto dal cinema espressionista tedesco.
A Caniff si sono ispirati molti grandi autori di fumetti a lui successivi come Alex Toth, lo spagnolo Jordi Bernet, , l’italico Hugo Pratt e il sempre americano Jim Steranko (che, inzialmente, si rifaceva maggiormente a Jack Kirby) e molti, molti altri. Lo stile di Caniff venne quindi declinato ed elaborato da questi autori di diversa provenienza e bagaglio culturale, nelle maniere più diverse. Divenne elegante e freddo, nelle tavole di Toth, caldo e violento nel lavoro di Bernet, romantico e sintetico nelle pagine di Pratt, matematico e psichedelico in quelle di Steranko. E proprio Steranko (che, tra le altre cose, è l’ideatore dell’aspetto di Indiana Jones), con le sue due grafic novel Atmosfera Zero e  Chandler: Red Tide, è la fonte d’ispirazione (raramente citata) principale per Frank Miller e il suo Sin City. L’opera di Miller, a sua volta, viene fortemente omaggiata (ma, all’epoca, Miller parlò di plagio bello e buono) da Jim Lee quando diede vita alla serie di Deathblow per la Image comics. A sua volta, il personaggio di Deathblow è stato tenuto ben presente dai ragazzi della Epic mentre progettavano il loro Gears of War, tanto è vero che Macus Fenix è praticamente identico (armatura a parte) alla creature di Jim Lee. E adesso che la Sega ha dato vita a MadWorld questo pazzo corto circuito di rimandi culturali, citazioni e plagi, si chiude... perché MadWorld sembra un Gears of War disegnato con lo stile che Miller usa per realizzare le sue storie di Sin City. Quindi, riassumendo, il percorso è questo: MadWorld è un gioco della Sega, sviluppato dallo studio giapponese Platinum Games. Quelli della Platinum si sono rifatti a Gears of War e Sin City (il fumetto). Gears of Wars si è rifatto a Deathblow che, a sua volta, derivava sempre dal fumetto di Miller. Sin City si è rifatto all’opera di Steranko. Steranko ha preso le mosse dal lavoro di Milton Caniff (tra gli altri). Caniff si è rifatto al cinema noir americano sul genere di quello di Howard Hawk. Howard Hawk si è rifatto all’espressionismo tedesco. La cosa bella è che, una volta che MadWorld sarà uscito, davvero in pochi sapranno quali sono le vere origini della sua estetica (dubito che persino i suoi sviluppatori la conoscano fino in fondo) e tutti si limiteranno a dire che quel gioco somiglia a Sin City e a nessuno verrà in mente di collegarlo a Il Gabinetto del Dottor Caligari di Robert Wiene. Il che è un peccato perché, quando si parla del cinema espressionista tedesco si fa sempre una gran bella figura nei salotti buoni della cultura. Le motoseghe sporche di sangue, gli assassini psicotici e le pupe svestite e omicide, invece, di solito fanno scattare le solite discussioni, trite e ritrite, sulla violenza nei videogiochi.
Comunque sia, con questo lungo discorso mi premeva sottolineare come l’arte si sia sempre influenzata e contaminata e che i videogiochi ormai fanno parte del processo. Forse davvero quelli di Platinum Games non hanno la più pallida idea di chi siano Steranko, Caniff e Murnau, e forse l’aspetto e le tematiche del loro gioco sono derivate esclusivamente dal cavalcare le mode del momento, ma anche le mode del momento nascono da qualche parte e, di solito, è un luogo più lontano di quanto si possa pensare. Il videogioco ormai fa pienamente parte di quell’ecosistema che comprende il cinema, la letteratura, la musica e l’arte in generale e come un legittimo cittadino di questo villaggio ha il diritto di essere trattato con la stessa dignità di tutti gli altri e il dovere di sviluppare un linguaggio proprio e peculiare, senza scimmiottare quello degli altri media, o copiarne pedissequamente gli stilemi narrativi, registici o grafici.
In conclusione, per quanto MadWorld possa sembrare figo e visivamente interessante, di fatto non è che il segno tangibile di come tanti, troppi creativi nell’ambito videoludico, abbiano ancora dei forti complessi di inferiorità nei confronti dei loro cugini degli altri media (e da qui nasce l’emulazione) e troppo poco rispetto per l’altrui lavoro (e da questo scaturisce il plagio).

IL GABINETTO DEL DOTTOR CALIGARI

IL GRANDE SONNO

STEVE CANYON

CHANDLER: RED TIDE

SIN CITY

DEATHBLOW

GEARS OF WAR

MADWORLD

25 commenti:

Raul ha detto...

complimenti, sono sempre molto belli questi post che ti insegnano (o ti fan ricordare) delle cose molto interessanti

MarcoS. ha detto...

un'analisi degna di una tesi universitaria, se non fosse che le tesi universitarie spesso sono cose indegne.

Andrea V. ha detto...

Effettivamente, Qbert era molto più spregiudicato.

RRobe ha detto...

Q*Bert era geniale.

perissi ha detto...

'sti gran cazzi, questo si che è un bel post!

Greg ha detto...

E un altro indizio del videogioco ben inserito nell'ecosistema culturale odierno è l'ispirazione che il cinema ne ha tratto nelle meccaniche di certi film d'azione.

Ma io penso ci sia ancora un problema: pur avendo un proprio linguaggio distintivo il videogame raramente si distacca dalle dinamiche pure di mercato per acquisire un tono superiore al "prodotto per la massa".
Se si riuscisse definitivamente ad emancipare sviluppando un'indipendenza dalle mode potremmo davvero parlare di arte contemporanea.
Manca quel passo in più che lo trasformi stilisticamente da follower a leader.

Planetary ha detto...

Bel post :)
E per certi aspetti mi ha ricordato Il diavolo veste Prada (la scena del maglioncino).

[Mr.BEAST] ha detto...

Personalmente penso che la grande N con i brand storici sia abbastanza slegata dalle influenze di altri media (prendiamo un super mario galaxy, quanto uno smash bros brawl), salvo anche alcune produzioni sega non troppo recenti, ma effettivamente sono mosche bianche rispetto alla necessità di rifarsi ad esperienze visive già collaudate e vendibili.

Qbert era molto più spregiudicato ma dig dug (per msx) me lo ricordo come un trip psichedelico tutto suo.

FordPerfect ha detto...

Molto interessante!
mi piace quando c'è questo lavoro d' analisi e di "scavo"!
(e pensare che a suo tempo quando accostai sin city e Caligari all'università i professori facevano quei sorrisini di sufficienza....)
Ottimo articolo!
P.s.
Finalmente un pezzo in cui riconosco tutti i riferimenti!!!!!!!!!!

JenaPlissken ha detto...

Condivido in pieno la tua analisi.E grazie per aver citato il gabinetto del dr caligari,uno dei miei film preferiti di sempre.Che tra l'altro è citato pure da Rob Zombie nel video di Living Dead Girl :)

JenaPlissken ha detto...

Ah e quoto Greg sul discorso mercato/moda

Bapho aka Davide Costa ha detto...

La sfiga di Steranko è che trovare ristampe di suoi lavori è difficile, giusto qualcosa della sua run di Nick Fury, ma già Red Tide è introvabile pd.

Eros Veschi ha detto...

Davvero una Gran bella analisi, è proprio un peccato che tali nozioni, siano ignote alla gran parte dei videogiocatori che finiscono con l'apprezzare il prodotto finito, senza conoscerne l'ispirazione.

Faust VIII ha detto...

Davvero un'analisi puntuale, ho imparato qualcosa di interessante, leggendolo. Anch'io penso che i corsi e ricorsi storici condizionino tutta l'arte e la cultura, ed è particolarmente vero nella letteratura, il cinema e la moda(spesso mia madre, vedendo le sfilate di moda al tg, dice:"Ma questo si portava negli Anni '60!").
Anche nei monologhi dei comici americani(che conosco meglio ora, grazie a ComedySubs), ci sono delle variazioni sul tema o diversi utilizzi di battute di comici precedenti.
Detto questo, a tuo parere, quando si può parlare di ispirazione e quando di plagio?

Pagas ha detto...

Ho letto con molto piacere l'articolo, centra appieno i rapporti e le differenze tra i diversi linguaggi.
Evidenziando le dipendenze e i rimandi di Madworld nei confronti del cinema e del fumetto viene mostrato come la forma estetica del videogioco mal sopporta il controllo esercitato dai vecchi canoni (del fumetto, della letteratura e del cinema) candidandosi ad aprire le frontiere di un nuovo mondo di cui intuiamo la forza ma che non sappiamo ancora abitare (per colpa dei maledetti intellettuali che snobbano sempre le nuove forme estetiche).
Il videogioco supera la pagina e lo schermo, ci mostra una nuova via per il linguaggio e si appresta a divenire centrale nell'universo mediatico delle forme (il posto che era stato dei libri, del cinema e poi della televisione) perchè ci mostra il futuro della comunicazione, non più alfabetica o iconografica ma basata sulle sensazioni (lo spettatore non è più tale perchè i videogiochi toccano direttamente la sua carne).

Un saluto
Paolo

GuidO ha detto...

...senza parlare del 3d ( che poi è una buona parte dei videogames)... anche per "Renaissance" vale lo stesso identico processo logico.
Comunque se non l'avete visto recuperatelo che ne vale la pena. ;)

huntER ha detto...

E' inevitabile.
personalmente sono dell'idea che ciò che conta è solo il fine,fermo restando che conoscere la storia è sempre importante(e utile).
Mozart ha preso tutto quello che era già venuto prima di lui mescolandolo però in una maniera unica,divina,ultraterrena.
E' il numero uno pur non essendo stato il primo.
E' raro(?)che l'allievo superi il maestro,ma può accadere.in ambito videoludico(a differenza di quello musicale)il progresso tecnologico non aiuta sicuramente a farsi un'idea chiara della questione.
Se devi rigiocare al primo RE o al primo Alone che scegli? io entrambi,però in quest'ordine:)

huntER ha detto...

E' inevitabile.
personalmente sono dell'idea che ciò che conta è solo il fine,fermo restando che conoscere la storia è sempre importante(e utile).
Mozart ha preso tutto quello che era già venuto prima di lui mescolandolo però in una maniera unica,divina,ultraterrena.
E' il numero uno pur non essendo stato il primo.e allora?
E' raro(?)che l'allievo superi il maestro,ma può accadere.in ambito videoludico(a differenza di quello musicale)il progresso tecnologico non aiuta sicuramente a farsi un'idea chiara della questione.
Se devi rigiocare al primo RE o al primo Alone che scegli? io entrambi,però in quest'ordine:)

Giorgio Salati ha detto...

ottima analisi.

però mi risulta un po' difficile trovare l'espressionismo tedesco in questo Madworld... certo che però se a suo tempo ho notato qualche punto in contatto tra Sin City e "L'ultima risata"... mi sa che hai ragione tu!

Giorgio Salati ha detto...

comunque se si fosse trattato di fumetto giapponese, il titolo sarebbe dovuto essere "E' tutto un MANGA MANGA"...

Giacomo Cimini ha detto...

In realtà il legame tra la serie di film definita, a posteriori, come noir e il cinema espressionista tedesco è argomento, come dici tu, da salotti "buoni" della cultura.
La realtà (se vuoi ti mando la mia tesi) è che l'immaginario visivo "noir" (la definizione è dei francesi e posteriore alla realizzazione del ciclo di film a cui si fa riferimento) era mutuato dalle copertine delle riviste pulp (molto più al'avanguardia che e sperimentali delle riviste dell epoca). Orson Welles (non esattamente noir ma fotograficamente affine) e John Huston erano cresciuti a pane e "the shadow" e i due tedeschi Billy Wilder e Fritz Lang, avevano perfezionato il loro lavoro inglese attraverso riviste pulp dell'epoca.

JenaPlissken ha detto...

Non solo,l'espressionismo tetesco si nutri' anche delle avanguardie artistiche di primo '900 come cubismo e dadaismo.Questo è particolarmente evidente nel già citato gabinetto del dr caligari... ;)

Fabrizio ha detto...

Thanks for sharing, Rrobe, davvero...!

Fab

SQUARTATO ha detto...

"La cosa bella è che, una volta che MadWorld sarà uscito, davvero in pochi sapranno quali sono le vere origini della sua estetica (dubito che persino i suoi sviluppatori la conoscano fino in fondo) e tutti si limiteranno a dire che quel gioco somiglia a Sin City e a nessuno verrà in mente di collegarlo a Il Gabinetto del Dottor Caligari di Robert Wiene."
Beh, tutti o pochi, chi lo sa avrà piacere nel saperlo , chi non lo sa ma lo collegherà a Miller avrà fatto un piccolo passo nella ricostruzione del percorso. E chi neanche lo associa a Miller allora? Magari imparerà ad apprezzare lo stile e quando gli capiterà di trovare un Sin City o altro di similare sugli scaffali sarà più incuriosito.
Che poi alcuni si mettano a parlare della violenza e cazzate varie frutto di QI= 0,1 è un altro discorso.
"In conclusione, per quanto MadWorld possa sembrare figo e visivamente interessante, di fatto non è che il segno tangibile di come tanti, troppi creativi nell’ambito videoludico, abbiano ancora dei forti complessi di inferiorità nei confronti dei loro cugini degli altri media (e da qui nasce l’emulazione) e troppo poco rispetto per l’altrui lavoro (e da questo scaturisce il plagio)."
Mad World non sembra figo, lo è. Se si segue il tuo ragionamento la stragrande maggioranza dei creativi di tutti gli ambiti soffre di complessi di inferiorità e/o copia senza rispetto.D'altra parte, se si va a vedere, da tempo alcuni videogiochi si ispirano fortemente ai manga o ad altri stili (dai 16 bit).
In Mad World la citazione è più esplicita, praticamente dichiarata e quello che offre è un fumetto B/N alla Sin City interattivo. Ad oggi non ricordo qualcosa di simile.
Che poi sia un medium pieno di risorse non ancora sfruttate sono d'accordo, ma si fa sempre un passo alla volta, siamo appena usciti dalla fase "Roba da Nerd" e stiamo scoprendo l'interazione con veste stilosa. Ora ci vogliono le tematiche (qualcosa c'è già, cucina, fitness, didattica... primi passi). Non diamo colpe a chi non ne ha. Chi mette i soldi non sempre è un fricchettone alla ricerca di un senso più alto delle cose...

Randall ha detto...

Sì, ma alla fine la domanda più importante è: "Ricomprerai il Wii per giocarci?" :D