22.2.09

HADOKEN! HADOKEN! SHORYUKEN!

Mi fa male il pollice sinistro e ho sfasciato un joypad della 360, schiantandolo sul pavimento.
Non mi succedeva da un sacco di tempo.

Inutile starci a girare intorno: l'assenza negli ultimi giorni dipende, in larga parte, dall'uscita di Street Fighter IV e dal fatto che a me, questo nuovo capitolo della serie made in Capcom, m'ha fatto lo stesso effetto di una madeleine proustiana, riportandomi indietro ai pomeriggi passati con gli amici (ciao Fabio!) a smerigliarci i pollici sulla meravigliosa conversione di SF II per Super Nes.
Su SF II sono cresciuto e, probabilmente, è il gioco che ho giocato di più in senso assoluto (insieme a CounterStrike).
Il fatto è che, per me, la saga di Street Fighters è più di una serie di giochi, è una metafora della vita, una disciplina... una via.
Capirete quindi che, l'uscita di un nuovo capitolo, mi avesse caricato tanto di aspettative quanto di timori.

Facciamola rapida: SF IV è un passo indietro rispetto agli esasperati tecnicismi del terzo capitolo ma, non per questo, è un gioco meno profondo o coinvolgente e anzi, riporta il coinvolgimento ai fasti dell'epoca d'oro di questa serie.
L'aspetto più appariscente è sicuramente quello grafico, l'unico in cui la Capcom ha osato davvero, con uno stile visivo innovativo e estremo. Purtroppo, il lavoro egregio fatto sui personaggi non trova piena corrispondenza in quello fatto per gli scenari, tutti realizzati piuttosto bene dal punto di vista tecnico-artistico, ma decisamente carenti di fascino.
La rosa dei combattenti è piuttosto ampia e racchiude tutti i personaggi classici del secondo capitolo e alcune facce nuove (piuttosto interessanti anche se non imprescindibili). I temi musicali sono carini ma nulla per cui strapparsi le vesti. Bella invece la canzone che fa da tema al gioco (quella che sentite nel video postato qui sotto).
Per il resto, le meccaniche di gioco sono quelle consolidate dal secondo capitolo, con alcune piccole aggiunte che conferiscono un maggiore tatticismo ai combattimenti. La giocabilità di SF IV è massiccia, impietosa e esigente. Avvicinarsi a questo gioco con superficialità o trattandolo come un passatempo è del tutto inutile: il processo di apprendimento (partendo da zero) è lento e doloroso e solo i forti e determinati otterranno risultati soddisfacenti.
Oltretutto, nella modalità singleplayer quelli della Capcom hanno ideato quello che è probabilmente il più fetido e bastardo boss di fine gioco di ogni tempo che rappresenterà un ostacolo snervante per chiunque, anche per i giocatori esperti.
Quello che però è l'aspetto più interessante in assoluto di questo nuovo capitolo di SF è la modalità multiplayer su internet, arricchita da una classifica mondiale e da un impietoso sistema di punteggi che funziona (grossomodo) come la classifica ATP del tennis. Questo significa che, sconfiggendo giocatori più alti in classifica rispetto a noi, riceverete un sacco di punti, ma perdendo contro giocatori più in basso, ne perderete un sacco. Un meccanismo semplice che però carica ogni partita classificata di enorme importanza.
In conclusione, io sono un fan della serie, nostalgico e fazioso... ma per me questo SF IV è il picchiaduro che ho sempre desiderato.
Il Dojo è riaperto... se volete vedervela con me a colpi di Hadoken e Shoryuken, la mia gamer tag è "Il Nemico".
Ci si vede sulla strada dell'onore!