2.3.09

David Murphy.

Dunque... adesso che la mini è conclusa e sappiamo (più o meno) quali sono stati i suoi esiti commerciali, possiamo cercare di trarre un bilancio da questa esperienza, analizzare cosa abbiamo fatto bene e cosa può essere migliorato.

Prima di cominciare, spazziamo via il campo dai dubbi: la miniserie è andata abbastanza bene.
Dove "l'abbastanza" ce lo metto io perché l'editore è decisamente contento.

Cosa abbiamo fatto bene.
- la promozione
La Panini ha creduto nel lancio editoriale, tanto sul fronte tradizionale (cartellonistica fuori dalle edicole e via dicendo), quanto su fronti meno consueti come la produzione del numero zero allegato a Ratman, il risalto dato sul loro sito internet e gli eventi organizzati in giro per l'Italia. Io ci ho messo del mio e, a conti fatti, DM:911 è stato il mio prodotto che ha ottenuto la più alta visibilità, meglio ancora di Garrett e di John Doe.


- la realizzazione
Non è un mistero per nessuno che sia piuttosto soddisfatto della sceneggiatura. Rileggendo tutti e quattro i numeri insieme, trovo che la storia abbia un suo preciso senso narrativo e che funzioni bene sia come "romanzo unitario" che come prodotto seriale. La storia sembra un semplice intrattenimento ma, se si ha voglia di pensarci sopra un minuto, dovrebbe essere chiaro che c'è più ciccia di quello che sembra. 
Se ne avrò l'occasione, vorrei dare ancora qualche limatina a un paio di dialoghi ma, nel complesso, continuo a ritenere DM:911 una delle cose migliori che ho scritto e che sento più mie. 
I disegni sono, per me, meravigliosi. Matteo ha colto in pieno lo spirito del personaggio e della serie in generale e non si è messo paura davanti a niente. Il suo disegno ha dato a David tutta la fragile umanità e la comicità di cui aveva bisogno, senza per questo renderlo meno eroico o dinamico. E poi, le scene spettacolari gli riescono come a nessun altro.
Efficaci pure le copertine di Gabriele che ottengono esattamente il risultato che avevamo sperato, comunicando pienamente la spettacolarità della serie.

Dove possiamo migliorare.
- io e Matteo abbiamo sottovalutato la mole di lavoro. E questo è grave.
Forse, con John Doe, ci siamo abituati troppo a lavorare sempre sul filo del rasoio e abbiamo peccato per eccesso di sicurezza.
 376 pagine sono tante da disegnare in un anno ma sono assolutamente alla portata di Matteo... a patto che non si trovi a dover disegnare calamari giganti, piogge di meteoriti, tsunami e via dicendo. Alla fine, è il lettore che ha pagato questa nostra leggerezza e se non ci fosse stato Walter Venturi a darci una mano, non so cosa ci saremmo dovuti inventare.
Comunque sia, facciamo tesoro di questa esperienza e ne terremo conto per il futuro. 

- la confezione.
La Panini ha dato alle stampe un albo solido e con una buona resa di stampa, ma il tipo di carta scelto per la copertina e gli interni, non è adattissima per i bonellidi.

- la produzione.
La Panini conosce bene il suo mercato di riferimento e sa come spingere i suoi prodotti in quel mercato... che però è diverso da quello dei bonellidi. Questo significa che i numeri che funzionano perfettamente per, chessò, Spiderman, non funzionano alla stessa maniera per 911.
In sostanza, credo che tiratura e distribuzione potevano essere calibrate meglio per rendere migliore un risultato comunque molto buono. In sostanza: DM:911 è stata una scommessa vinta... ma si poteva stravincere.

E adesso che succede?
Ci stiamo pensando.
Molte proposte sono al vaglio ma sembra abbastanza certo che le avventure di David Murphy avranno un seguito. Proprio come per Garrett, si sta poi decidendo come riproporre il materiale già realizzato in una edizione di pregio, che renda questa prima storia sempre reperibile per il mercato italiano e, soprattutto, di maggior vendibilità nei mercati esteri.

Detto questo, io non aggiungerei altro che un...