20.3.09

Milano-Dutch Forum: AC/DC 19.03.2009

Degli AC/DC si dice che per ogni quarantenne che smette di ascoltarli, c'è un quattordicenne che comincia.
Non è vero.
Nessun quarantenne smette di ascoltarli.

Al concerto arrivo tardi e impreparato, tanto è vero che non ho idea della scaletta e non conosco il nome del gruppo spalla.
Scopro che sono i The Answer, il che mi rende piuttosto felice perché il loro primo disco (
Rise) mi è piaciuto da morire e il secondo (appena uscito), conto di comprarlo quanto prima.
La fila fuori dal Dutch Forum è ordinata, tranquilla e scorre rapida, sarà forse perché fuori c'è più polizia (tutta in rigorosa tenuta anti-sommossa) che a Roma-Fiorentina: mi viene da pensare che la Moratti abbia un'idea tutta sua di un concerto hard rock. Faccio spallucce e, insieme con la mia amica Erica, mi appropinquo al palazzetto. Erica ha il biglietto per sabato ma conta di imbucarsi anche a questa data di giovedì, dopo l'inizio del concerto. Dice che per il suo gruppo è una roba normale e che ci riescono sempre senza troppi casini.
Io entro.

Il palco è a forma di "T", con una lunga passerella che fende in due la zona centrale.
Al termine della passerella c'è una piattaforma circolare.
Questo delle piattaforma è un dettaglio importante, ricordatevelo.
Il mio piano è quello di trovarmi un posticino comodo sugli spalti e godermi il concerto tranquillo.
Non sono più così giovane da mettermi a sgomitare sotto il palco e, in più, sono stanco e malconcio: la protesi, dopo quattro mesi di onorato servizio, ha deciso di cominciare a fare le bizze e quindi, per tenere sotto controllo febbre e infezione, mi sto bombando di antibiotici che mi stendono a terra.
Però, un giretto in platea, intorno al palco, me lo faccio... giusto per vedere che aria tira.

Cinque minuti dopo sono a due teste di distanza dalle transenne e, tutto sommato, la situazione non mi sembra così tragica: decido di rimanere dove mi trovo per qualche tempo, giusto per vedere Angus e soci da vicino.

Sul palco salgono i The Answer.
Il set è spartano, l'amplificazione ridotta e gli arrangiamenti troppo tirati. Devo ammettere che il tutto si rivela un pochino deludente, specie perché mi aspettavo molto.
La folla intorno a me comincia ad agitarsi sul serio. Un tipo si indigna perché trova inconcepibile che la gente dietro di lui spintoni la sua ragazza. Strano... in fondo, siamo solamente a un concerto rock di una delle band più famose del mondo, la gente dovrebbe stare buona e ferma, ecchecazzo!
Un altro tipo, un cristone alto come me ma più largo, si volta di scatto e decide di pulirsi le mani sulla faccia di un ragazzino spaurito dietro di lui. Proviamo a fermarlo ma poi si spengono le luci e inizia la roba seria e del ragazzino, di colpo, non frega più un cazzo a nessuno.

Il megaschermo alle spalle del palco comincia a trasmettere un cartone animato.
Un treno. Gli AC/DC a bordo.

Angus in sala macchine con due tipe che lo irretiscono, poi lo legano, poi si lanciano fuori dal treno ma non prima di averlo sabotato, lanciandolo a folle velocità sui binari.

Angus si incazza, si libera, prova a fermare il treno... è troppo tardi.
Esplosione.

Lo schermo si apre.
Il treno, un cazzo di fottuto, gigantesco, treno, piomba in mezzo al palco, sbuffando e fischiando.
Si attacca con Rock N' Roll Train.
Gli AC/DC sembrano in forma. Io no. Decido che ne ho abbastanza di avere un gomito in mezzo alla schiena e che è venuto il momento di arretrare fuori dall'area di pressione. Più facile a dirsi che a farsi. Finisco in mezzo a un pogo improvvisato dove sfrutto il fatto di essere alto per sopravvivere.
Mi trovo un posto comodo, praticamente sotto la piattaforma centrale.
Intanto è la volta di Hell Ain't A Bad Place to be. Poi arriva Back in Black.
Angus fa il suo passo tipico e intanto si sussuegono Big Jack, Dirty Deeds Done Dirt Cheap, Shot Down in Flames, Thunderstruck, Black Ice.
Me la sto godendo ma non sono ancora al delirio.
Per il delirio serve The Jack.
Testosterone e sciovinismo vanno alle stelle. Le immagini sul megaschermo mostrano 
ragazze pescate dal pubblico, tutto contente di aver aver preso il Jack. Le fidanzate vengono immolate sull'altare di Angus e Brian (e degli altri componenti della band che, come al solito, fanno decisamente da tappezzeria, a livello scenico) e tutti sono contenti e arrapati.
La campana cala da sopra il palco e attacca "Hell Bells".
Di seguito Shoot to Thrill, la mediocre War Machine, Anything Goes, You Shock Me All Night Long. Comincio quasi a rilassarmi e a riprendere fiato ma ecco T.N.T., il mio pezzo preferito in assoluto della band australiana. Urlo, ballo, salto, voglio bene al mondo, abbraccio gente sudata, perdo gli occhiali da sole e via dicendo. Si prosegue con Whole Lotta Rosie e Let There Be Rock. Una donna gigante viene gonfiata sopra il treno e animata benissimo.Per concludere: ricordate la piattaforma al termine della passerella centrale di cui parlavo all'inizio? Quella su cui, per tutta la durata del concerto, Brian si è avventurato poche volte e Angus, fino a questo momento, mai? Ecco il perché:
Assolo straordinario con tanto di convulsioni a terra da parte del Gollum dell'hard rock, poi un encore deludente con Highway to Hell e For Those About a Rock e tutti a casa. Mi ci vuole un minuto per capire che non hanno suonato It's a Long Way to the Top if You Wanna Rock 'n' Roll e che il concerto è stato un pelo più breve di quanto mi sarebbe piaciuto.
Alle 11 sono fuori dal Dutch, un orario da orsoline (grazie Letizia). Fa freddo ma Erica m'ha portato il giubbotto: non è riuscita a entrare a causa di squadre antisommossa particolarmente incattivite. Peccato, Si rifarà sabato.
Che dire?
Per quasi due ore non ho sentito la febbre, la stanchezza e gli acciacchi.
Potere del Rock.


p.s.
nota a margine: per quanto Brian Johnson mi piaccia, non si può parlare degli AC/DC e non infilare almeno una volta nel discorso una nota di rimpianto per la prematura scomparsa di Bon Scott. E' un trito stereotipo a cui non me la sento di sottrarmi. Quindi... bravi sì, ma con Bon Scott era un'altra cosa.